10 film romantici da vedere a San Valentino

San Valentino è tra noi. I consigli di Wild Italy, ben 10, per sopravvivere, da soli o in compagnia, alla festa di Cupido.

 

14 film romantici (e non solo) da vedere a San Valentino wild italy

Fonte: imdb.com – Insonnia d’amore (1993) di Nora Ephron

Sto volando Jack, sto volando!“, “Tu mi completi“, “Sei tutte le mie ragioni“, sono solo alcune delle frasi iconiche entrate di diritto nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema, perfettamente a tema con San Valentino.

Che siate cinici come Sheldon Cooper, secondo cui il miglior modo per festeggiare la Festa degli innamorati sarebbe quello di portare la propria ragazza ad assistere a un brutale omicidio – in omaggio al “vero” San Valentino brutalmente flagellato e decapitato, o perdutamente (e pericolosamente) sognatori al punto da ascoltare My heart will go on di Celine Dion in modo ossessivo compulsivo; Wild Italy viene in vostro soccorso con un paio di consigli cinefili per tutti i gusti.

Che siate single o in compagnia, la festa di San Valentino è certamente uno dei giorni più adeguati per scoprire e riscoprire film “a tema”, che vadano dai sopracitati – e abbastanza stucchevoli – Jerry Maguire (1996), Titanic (1997) e A beautiful mind (2001), a pellicole “mature” contemporanee come 500 giorni insieme (2009), Blue Valentine (2010), Don Jon (2013), Lei (2013), Moonlight (2016), La La Land (2016) e Se la strada potesse parlare (2018), sino a piccoli gioielli “vintage” come Lettera da una sconosciuta (1948) e Colazione da Tiffany (1961).

Abbiamo scelto per voi 10 film – più qualche sorpresa – in ordine sparso, con cui “festeggiare” al meglio l’anniversario della celebre strage del 1929 – meglio nota come Strage di San Valentino.

Se mi lasci ti cancello 

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Probabilmente il film che, in epoca contemporanea, ha saputo cogliere al meglio il sentimento della perdita della persona amata. Il punto di forza di Se mi lasci ti cancello – in tema con San Valentino – è proprio il suo mostrare la fine e la rinascita di un Amore in modo innovativo e fantasioso.

In tal senso l’opera diretta da Michel Gondry e scritta da Charlie Kaufman, non prende mai una posizione riguardo la fine dell’amore tra Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet) – una coppia imperfetta fatta di uomini imperfetti; per un instant cult reso grande, oltre che dalla colonna sonora di Beck, da una delle scene finali più belle di tutti i tempi.

 

Due per la strada

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Non poteva chiaramente mancare un film con Audrey Hepburn tra le proposte per San Valentino; tralasciando i più inflazionati Vacanze Romane (1953) e il sopracitato Colazione da Tiffany (1961) – Due per la strada rappresenta una delle pellicole romantiche più interessanti del suo tempo.

Diretto da Stanley Donen con protagonisti la Hepburn e Albert Finney, Due per la strada presenta non poche similitudini con Se mi lasci ti cancello, a partire proprio dall’utilizzo di una struttura narrativa a-lineare, con cui mostrare la fine, l’inizio, e l’evoluzione del rapporto di Joanna e Mark, lungo 10 anni di matrimonio, dal primo incontro, al viaggio in Europa, i tradimenti, e il divorzio.

 

Luci della città 

Il capolavoro di Charlie Chaplin è senza dubbio una delle opere d’arte più imprescindibili della Settima Arte, capace di consegnarsi all’immortalità cinematografica – non a caso ne veniamo ancora profondamente affascinati a distanza di 89 anni dalla sua distribuzione. Con il suo stile prettamente fiabesco, Luci della città si inserisce nella lista dei film “ideali” da vedere a San Valentino per via della sue celeberrima sequenza conclusiva.

Nelle battute conclusive infatti, assistiamo all’incontro tra il Vagabondo (Charlie Chaplin) e la Fioraia (Virginia Cherril) dopo essersi preso la colpa di un furto mai commesso e aver scontato un anno di galera, ma garantendole i soldi necessari per l’intervento volto a curare la cecità.

Nel preciso istante in cui il Vagabondo viene deriso dalla Fioraia, ignara ancora dell’identità dell’uomo davanti a lei, egli sceglie di fuggire piuttosto che rivelarsi, temendo il rifiuto e il cuore spezzato; sarà in quel momento, dopo averlo raggiunto, che la Fioraia realizzerà chi ha di fronte – la perfetta ricetta per un finale semplice e indimenticabile.

 

Scrivimi fermo posta

Ai più giovani il concept alla base del racconto di Scrivimi fermo posta (1940) riporterà alla mente, e non poco, C’è posta per te (1998) – che peraltro, a sua volta, riporta in scena la squadra Ephron-Hanks-Ryan di Insonnia d’amore (1993) – e infatti è il suo diretto remake, nonché adattamento contemporaneo.

L’idea di una commedia romantica come questa, a dimostrazione della bontà del lavoro di Ernst Lubitsch, è senza tempo; parliamo infatti di personaggi complessi – quelli di Alfred (James Stewart) e Klara (Margaret Sullavan) – che se nella vita reale si detestano profondamente, al limite della rivalità, tramite la comunicazione epistolare “anonima” si innamorano perdutamente l’uno dell’altra.

 

Casablanca 

 

Suonala ancora Sam“, erano queste le parole con cui la Elsa di Ingrid Bergman chiedeva al pianista Sam (Dooley Wilson) di suonare ancora una volta As time goes by – per ricordare i giorni di Parigi, con Rick (Humphrey Bogart), durante l’occupazione nazista nella capitale francese.

Probabilmente tra i film romantici della storia del cinema, e in assoluto del cinema moderno americano – un capolavoro capace di superare i confini del tempo e grazie a un linguaggio moderno, attuale, in una cornice di racconto classica.

La scelta per San Valentino è presto detta, Casablanca di Michael Curtiz rievoca un cinema fatto di grandi amori, di grandi amicizie e di un saper lasciare andare per nobili motivi, d’altronde “sai bene che i problemi di tre piccole persone come noi non contano, in questa immensa tragedia. Un giorno capirai.”

 

Il lato positivo – Silver Linings Playbook

Domenica è di nuovo il mio giorno preferito” recitava il Pat di Bradley Cooper nel monologo di chiusura de Il lato positivo per spiegare al meglio la ritrovata armonia familiare, nell’accettazione del proprio bipolarismo e del come poterlo gestire al meglio; grazie al potere e alla forza che l’Amore sa dare direbbero i più sdolcinati, ma che in questo piccolo gioiello cinematografico diretto da David O’Russell, è più l’energia condivisa scaturita dall’alchimia tra Pat e la Tiffany di Jennifer Lawrence.

Un aiutarsi a vicenda, un crescere responsabilmente tra “tazze di cereali”, canzoni maledette e lettere con cui saper leggere i segnali, facendo i conti con il proprio passato; tanto basta a O’Russell, per realizzare una pellicola in grado di trattare con delicatezza, romanticismo, e una certa dose di cinismo, la malattia mentale, come affrontarla, e in che modo questa si riflette nella vita di tutti i giorni. Se non è la scelta cinematografica perfetta per San Valentino, poco ci manca.

 

Prima dell’Alba – La Before Trilogy di Richard Linklater 

Tutti gli innamorati “logorroici cronici” sanno bene di cosa stiamo parlando. La Before Trilogy di Linklater è probabilmente uno dei progetti cinematografici più interessanti e suggestivi degli ultimi trent’anni.

Linklater infatti, tra il 1995 e il 2013, in tre capitoli divisi tra tre decadi, racconta l’Amore di Jesse (Ethan Hawke) e Celine (Julie Delpy) cavallo di 9 anni l’uno tra Alba (1995), Tramonto (2004) e Mezzanotte (2013) con cui mostrare l’evoluzione di un rapporto dai primi timidi approcci giovanili, al crescere realizzando i propri sogni, sino all’arrivo dei figli e delle difficoltà “reali” di un rapporto maturo.

Per San Valentino scegliamo appositamente il primo capitolo della Trilogia, quel Prima dell’Alba tutto ambientato a Vienna, tra chiacchiere, effusioni amorose, e incontri con poeti vagabondi – un racconto vivace, brillante e di pura gioia di vivere.

 

Harold & Maude

Colonna sonora di Cat Stevens, un’ottuagenaria con la voglia di vivere di un ventenne, e un ventenne traumatizzato dalla vita al punto da desiderare la morte – inscenandola in ogni occasione possibile; regia di Hal Ashby, uno dei più grandi registi della sua epoca. Non si sbaglia nel definire Harold & Maude la più grande storia d’amore mai portata in scena sul grande schermo.

Ashby, uno che in carriera riuscì ad inanellare una serie di pellicole del calibro de L’ultima corvè (1973), Shampoo (1975) e Oltre il giardino (1981), alla sua seconda regia in carriera realizza un gioiello cinematografico dalla trama semplice, in un intreccio valorizzato al massimo da due personaggi agli antipodi – fisicamente e “nelle intenzioni” – ma uniti da un legame indissolubile e complementare.

La storia di Harold (Bud Cort) e Maude (Ruth Gordon), è qualcosa di assolutamente folle, ma al contempo il miglior film possibile da vedere a San Valentino, un inno alla vita e all’importanza delle piccole cose – con uno dei finali meglio scritti di tutti i tempi.

 

Un amore splendido 

I più giovani probabilmente non sapranno nemmeno di cosa stiamo parlando, ma al momento dell’uscita in sala Un amore splendido di Leo McCarey colpì critica e pubblico per i suoi toni delicati, per un Cary Grant semplicemente perfetto, e per una Deborah Kerr malinconica come mai s’era vista.

La pellicola, candidata a 4 premi Oscar nel 1958, segnò e non poco l’immaginario collettivo, diventando rapidamente uno dei film più amati dai cinefili più smielati e romantici, specie per la scelta dei protagonisti di incontrarsi all’Empire State Building – che da allora diventò meta turistica e luogo di culto per proposte di matrimonio – e per la celeberrima sequenza conclusiva.

Il film incise così tanto nella storia da diventare oggetto di numerose citazioni tra film e serie tv; la più celebre è senza dubbio quella del già citato Insonnia d’amore (1993), il cui plot twist rievoca apertamente il punto centrale del film con Grant e Kerr.

 

In the mood for love 

Il capolavoro di Wong Kar-Wai non poteva che entrare di diritto tra le pellicole consigliate per il giorno di San Valentino. In the mood for love è infatti uno dei film che, in epoca contemporanea, riesce a cogliere bene l’incomunicabilità umana dei rapporti – fortemente rievocatrice del cinema di Antonioni peraltro – e di come i pregiudizi e le convenzioni sociali siano a volte il principale ostacolo nella realizzazione di un Amore sano e puro.

Interpretato da Maggie Cheung e Tony Leung Chiu-Wai, In the mood for love pone l’intreccio amoroso “proibito” tra la Signora Chan e il Signor Chow, in modo delicato ma al contempo incisivo, per una storia in continua trasformazione sullo sfondo della progressiva occidentalizzazione di Hong Kong.

 

Qualunque remake di A Star is born va benissimo

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I consigli per le pellicole “da San Valentino” potrebbero proseguire all’infinito, da Breve incontro (1945) di David Lean, a I ponti di Madison County (1995) di Clint Eastwood sino all’evergreen Harry ti presento Sally (1989) di Rob Reiner – ci sentiamo però di dare un ultimo consiglio che lascerà soddisfatti i più romantici in ascolto.

Non è San Valentino senza la possibilità di vedere una delle 4 versioni di A Star is Born.

Sia essa la versione originale del 1937 con Janet Gaynor, o quella celeberrima del 1954 con James Mason e Judy Garland, che sia l’infelice musical rock del 1976 con Kris Kristofferson e Barbra Streisand o l’ultima scoppiettante versione molto emozionale del 2018 di Bradley Cooper e Lady Gaga il mito di A Star is Born è senza tempo, per un racconto di ascesa, caduta e declino di un’Amore impossibile tra una giovane donna di talento in cerca di un posto nel mondo e di un uomo consumato dai propri demoni, che lo faranno soccombere in un modo o nell’altro.

 

Qualunque film possibile di Woody Allen 

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Qui la scelta è pressoché infinita, da Prendi i soldi e scappa (1969) a Io e Annie (1977) passando per Manhattan (1979), Crimini e Misfatti (1989), La dea dell’amore (1995), Anything Else (2003), Basta che funzioni (2009), Midnight in Paris (2011), Un giorno di pioggia a NY (2019) – ogni film di Woody Allen racconta della razionalità degli uomini e di come l’Amore sia in grado di sovvertirne la lucidità; si tratta semplicemente di scegliere. Non a caso “e poi a me le uova chi me le fa?“.

 

Fonte di tutte le immagini: imdb.com

 

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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