sanità

Sanità, l’Italia spende meno della media UE

Sanità, sistema sanitario, medico, paziente. In Italia, complice l’ormai noto Coronavirus, si riprende a parlare di ospedali, medici, corsie e di spese in questo settore.

Quanto viene quindi investito in campo sanitario nel nostro paese? Il rapporto “State of Health in the EU – Italia Profilo della Sanità 2019” a cura della Commissione Europea fotografa la situazione in rapporto anche agli altri paesi dell’UE.

L’Italia spende meno della media UE

sanità

“Nel 2017 – si legge nel rapporto – l’Italia ha destinato alla sanità l’8,8 % del PIL, collocandosi al di sotto della media UE del 9,8 %. La spesa sanitaria pro capite si è attestata a 2 483 EUR (rettificata per tenere conto delle differenze nel potere d’acquisto), oltre il 10 % in meno rispetto alla media dell’UE, pari a 2 884 EUR. Dopo la crisi economica del 2009, la spesa sanitaria pro capite ha registrato un calo fino al 2013, per poi riprendere ad aumentare moderatamente”.

Per quanto riguarda le fonti di finanziamento della spesa sanitaria, nel documento è specificato che nel 2017 provenivano: “Per il 74 % da fondi pubblici (ossia il 6,5 % del PIL). Sebbene i LEA (Livelli essenziali di assistenza, prestazioni e servizi di cui hanno diritto tutti i cittadini, gratuitamente o tramite ticket, ndr.) di base coprano un’ampia gamma di servizi, le spese non rimborsabili a carico delle famiglie sono relativamente elevate (24 %) e costituiscono la maggior parte della spesa sanitaria rimanente. Le assicurazioni sanitarie private rivestono un ruolo marginale, andando a coprire soltanto il 2 % circa della spesa sanitaria totale”.

Alte anche le spese out-of-pocket

Anche a causa della crisi economica, la percentuale delle spese sanitarie a carico dei pazienti (out-of-pocket) è lievitata dal 21% del 2009 al 23,5% del 2017 (la media UE si attesta al 16 %)

“Il 40 % delle spese out-of-pocket in Italia – scrive la Commissione Europea – sono destinate all’assistenza medica ambulatoriale. Quasi la metà di questa voce di spesa è destinata alle cure odontoiatriche. I prodotti farmaceutici ambulatoriali rappresentano invece circa il 30 % delle spese out-of-pocket totali”.

Mentre i colloqui e i consulti con il medico di famiglia sono gratuiti, è necessario pagare il ticket per le visite specialistiche con prescrizione sempre del medico di famiglia (senza prescrizione il costo è completamente a carico del paziente), per gli esami e le procedure diagnostiche e per i farmaci (per i farmaci non coperti totalmente dal SSN, nel caso in cui siano imposti ticket a livello regionale, e nel caso di spese dovute all’esistenza di una differenza di prezzo tra il prodotto farmaceutico acquistato e il prezzo di un prodotto alternativo equivalente meno costoso).

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Sanità, l’Italia spende meno della media UE' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares