Sanremo 2018

Sanremo 2018, il report della serata finale del Festival della Canzone Italiana

SanremoQuinta e ultima serata della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo, che vede vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano Non mi avete fatto niente, già oggetto di molte critiche nel corso degli ultimi giorni.

Al secondo posto troviamo, inaspettatamente, Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza, un brano che sin da subito ha saputo conquistare le simpatie del pubblico, della giuria e della stampa.

Terzo posto per Annalisa con il brano Il mondo prima di te, forse una presenza sul podio un po’ azzardata dato che il palco dell’Ariston ha visto brani più azzeccati, uno fra tutti La leggenda di Cristalda e Pizzomunno di Max Gazzè.

Ron vince il Premio della critica “Mia Martini” della sezione Campioni. Il Premio “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione viene assegnato a Ornella Vanoni mentre il Premio “Sergio bardotti” della giuria degli esperti è stato assegnato a Mirkoeilcane.

Lo Stato Sociale vince il Premio della sala stampa “Lucio Dalla”.

Max Gazzè vince il Premio “Giancarlo Bigazzi” per la migliore composizione musicale assegnato dall’orchestra del Festival.

Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono anche il Premio “Tim Music” per il brano più ascoltato dalla piattaforma musicale della Tim

Dovendo tirare le somme di questa kermesse sanremese possiamo dire che, nel complesso il Sanremo 2018 è stato un bel successo: Pierfrancesco Favino è stato un grande mattatore e ha saputo “tenere testa” al pubblico dell’Ariston senza cadute di stile e senza quelle fastidiose perdite di ritmo che hanno, spesso, caratterizzato le serate del Festival.

Michelle Hunziker ha saputo portare una conduzione fresca e (fin troppo) solare a una manifestazione che spesso arranca proprio sul fronte della presentazione: guardiamo l’incompetenza di alcune presentatrici degli anni passati che, nonostante il gobbo, non sono mai riuscite a leggere senza inceppamenti vari.

Baglioni è stato funzionale come Direttore Artistico: ha saputo scegliere brani qualitativamente molto validi (almeno per la maggior parte) e ha saputo innalzare il livello medio della musica proposta, cosa da non sottovalutare assolutamente in un periodo storico come questo dove fanno da padroni talent show e televoti.

Per restare sempre sul  “fronte Baglioni”, bisogna ammettere che la presenza costante dei suoi brani sul palco dell’Ariston è stata una bella seccatura oltre che una eccessiva autocelebrazione della sua carriera. È ovvio che il buon Claudio non essendo un presentatore debba, necessariamente, ripiegare su quello che è il suo terreno di gioco, ma cantare buona parte della sua discografia è stato pedante ed eccessivo.

Parliamo ora delle canzoni in gara: inaspettatamente, come già detto, la qualità dell’offerta musicale di questo Sanremo 2018 è stata molto sopra la media sanremese.

SanremoSu venti big in gara c’è stata poca mediocrità e, tranne che per qualche canzonetta irritante, la maggior parte dei brani è stata qualitativamente soddisfacente e decisamente gradevole; brani come Non mi avete fatto niente, Una vita in vacanza, La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, Almeno pensami (del grande Lucio Dalla), Lettera dal Duca e via dicendo sono stati delle sorprese molto gradite e hanno saputo conquistare gli ascoltatori e la critica.

Lo stesso discorso non vale per le esibizioni degli ex Pooh, di Caccamo e di qualche altro artista in gara che ha presentato l’ennesima canzonetta vecchia di 60 anni e senza nulla da aggiungere a quanto detto a Sanremo 1958 (senza nulla togliere agli artisti in gara all’epoca, ovviamente).

Comunque Sanremo è anche questo: contestazioni e insoddisfazione quindi, tutto sommato, la presenza di brani poco incisivi è parte integrante del Festival, anche per innalzare sul podio i veri brani meritevoli e i veri artisti che sanno influire realmente sul panorama musicale del paese.

Finisce così la sessantottesima edizione del Festival di Sanremo e, tirando un sospiro di sollievo, possiamo ritenerci soddisfatti perché, in alcuni momenti, sembra quasi che lo stato di salute della musica italiana non sia così grave come può sembrare.


About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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