Sanremo 2018

Sanremo 2018, il report della quarta serata del Festival della Canzone Italiana

La quarta serata del Festival di Sanremo sarà una serata densa di emozioni: sul palco dell’Ariston verrà, anzitutto, eletta la canzone vincitrice della categoria nuove proposte tra gli otto giovani in gara e poi si procederà ai duetti dei venti big in gara.Sanremo

La gara delle nuove proposte di Sanremo 2018 vedrà: Alice Caioli, Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri, Mirkoeilcane, Mudimbi, Ultimo, Eva e Leonardo Monteiro, che si affronteranno sul palco di Sanremo e, alla fine, uno di loro sarà proclamato vincitore dopo una votazione ripartita tra televoto, giuria della sala stampa e giuria di esperti.

Molto importante è la gara dei big che proporranno delle versioni “riarrangiate” dei loro brani, accompagnati da grandi nomi dello spettacolo.

Presentare una versione completamente rinnovata, o comunque arricchita con lo stile e la personalità di una persona esterna al brano non può che giovare, specialmente a quei pezzi ritenuti un po’ più “debolucci” o che comunque girano peggio rispetto ai brani ritenuti, fino a questo momento favoriti.

Ultimo con Il ballo delle incertezze è il vincitore delle Nuove proposte dell’edizione numero sessantotto del Festival di Sanremo, secondo posto per Mirkoeilcane, (e vincitore del Premio della critica “Mia Martini”) e Mudimbi, terzo.

Renzo Rubino si esibisce con Serena Rossi  col brano Custodire. Il brano viene “ricostruito” a due voci e suonato in una chiave più intima e lieve. Molto ben giocate le parti a due voci che danno al brano un ulteriore spinta emotiva. Il brano è comunque tra i più riusciti e questo duetto sprigiona un’intensità ulteriore all’esibizione classica. Duetto e arrangiamento molto, molto azzeccato. Benissimo così.

Le Vibrazioni si esibiscono con Skin sulle note di Così sbagliato. Nonostante la grande potenza vocale di Skin questo duetto sembra un po’ troppo appiccicato così a caso, solo perché non si poteva duettare con se stessi, per intenderci. I pezzi cantati da Skin non danno questa grande innovazione e, anzi, risultato spesso una mera prova di vocalità, della serie: c’ho una voce da paura, perché non vado a urlare con Le Vibrazioni? Peccato.

Noemi si esibisce con Paola Turci con Non smettere mai di cercarmi. Un bel duetto, nonostante il brano non riesca a coinvolgere del tutto. La Turci e Noemi riescono a mescolare bene le voci e portare a galla un po’ di carattere in un brano che, francamente, risulta un po’ troppo canonico. In questo caso un duetto azzeccato con una buona resa sonora e, passateci il termine, emozionale.

Mario Biondi si esibisce con Ana Carolina e Daniel Jobim col brano Rivederti. Il brano non ha convinto la giuria e il pubblico, eppure è un pezzo dai toni eleganti e ricercati e questo duetto non fa che confermare la vasta gamma di sfumature a cui ricorre il buon Mario Biondi. In questa nuova versione, Rivederti si riscrive in una chiave quasi bossa nova altrettanto affascinante. Molto bello il gioco a due voci, probabilmente questo brano non è stato capito a fondo.

Annalisa si esibisce con Michele Bravi con  Il mondo prima di te. Il brano, come già detto, non era dei più originali ma la grande vocalità di Annalisa riusciva a far passare in secondo piano quest’attitude un po’ da talent show. Michele Bravi entra a gamba tesa e va a apportare un qualcosa di cui, francamente, non si sentiva il bisogno. Forse Annalisa avrebbe dovuto scegliere un partner più elegante e con più carattere. Non è male questo duetto, intendiamoci, ma non c’è sostanzialmente niente di nuovo.

Lo Stato Sociale si esibisce con il Piccolo Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi con il brano Una vita in vacanza. Vedere questo grande palcoscenico fa sorridere, da una parte Lo Stato Sociale e Paolo Rossi che riscrivono il pezzo a mo’ di botta e risposta e dall’altra il Piccolo Coro dell’Antoniano che si cimenta nel ritornello riscritto in maniera adatta ai piccoli componenti del coro. Se dovessimo descrivere questo quadro con una sola parola, questa parola sarebbe “GENIALI”, niente da aggiungere. Cambiare “nessuno che rompe i coglioni” con “nessuno che buca i palloni” è geniale, riuscire ad esprimere lo stesso concetto con frasi completamente diverse è veramente memorabile. Da rivedere un milione di volte.

Max Gazzè si esibisce con Rita Marcotulli e Roberto Gatto per La leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Con la Marcotulli al pianoforte, Gatto alla batteria e Gazzè  al basso e alla voce, il brano acquista un sfumatura più jazzata. Un pezzo squisito che riesce a “riscriversi” in una chiave diversa senza perdere minimamente di eleganza e di intensità, tanto di cappello.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico si esibiscono con Alessandro Preziosi per Imparare ad amarsi. Il brano è comunque parecchio canonico e, seppur decente, la prova vocale di Preziosi non apporta nessuna sostanziale miglioria all’andamento del pezzo. Come già detto è un pezzo molto classico, in pieno stile Sanremo d’altri tempi ed è così che vuole essere.

Decibel si esibiscono con Midge Ure con Lettera dal Duca. Grazie alla chitarra e alla voce di Midge Ure il brano acquista quel pizzico di grinta di cui aveva bisogno sin dall’inizio e quel tocco di carattere in più che lo rende più interessante. I Decibel adesso hanno tutte le carte in regola per essere un pezzo deciso che non lascia più dubbi sulle potenzialità di questa reunion e il pubblico di Sanremo è d’accordo.

Sanremo Diodato e Roy Paci si esibiscono con Ghemon  col brano Adesso. Il brano è praticamente uguale fino all’ingresso di Ghemon che scrive un verso aggiuntivo e “aiuta” in più parti del pezzo. Non troppo azzeccata la scelta del duetto purtroppo, potevano giocarsela meglio visto che il brano è già tra quelli in dubbio. Peccato

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli si esibiscono con Giusy Ferreri per Il segreto del tempo. Partendo dal presupposto che il brano era già poco aggraziato, l’aggiunta di Giusy Ferreri non fa che incagliar ancor più il tutto. Continuando ad aggiungere vocalità imperfette a un brano sempre al limite della stecca non è la mossa vincente ma, come detto, gli ex Pooh non riescono ad ammettere i propri limiti vocali e, a questo punto, quelli degli altri.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo si esibiscono con Avion Travel e Daby Touré, il brano è Il coraggio di ogni giorno. Il brano viene arricchito dalla presenza sul palo degli Avion Travel acquistando una sfumatura più jazz/rock. Touré aggiunge un verso in (quello che credo sia) senegalese conferendo al brano una sfumatura ancor più mediterranea, che calza a pennello. Questo cambio di registro è vincente, il brano diventa più avvolgente e più internazionale.

Ermal Meta e Fabrizio Moro si esibiscono con Simone Cristicchi con il brano Non mi avete fatto niente. Si parte con un reading di Cristicchi che legge quelli che (presumo) siano i tweet e i messaggi dei sopravvissuti ai vari attentati. Parte il brano che viene riscritto per tre voci, e funziona a meraviglia. Il brano resta comunque uno dei migliori in gara al Festival di Sanremo e, anche in questa “nuova” versione resta un pezzo ben riuscito.

Giovanni Caccamo si esibisce con Arisa col brano Eterno. L’ingresso di Arisa fa poco o niente per la noia di questo brano; certo il gioco a due voci smuove un po’ la monotonia di un pezzo praticamente sterile, ma la differenza è davvero minima. Anche se Arisa ha una voce notevole, non riesce mica a fare miracoli e anzi, in certi giochi a due voci sembra addirittura peggiorare la situazione con un intreccio non proprio perfetto a livello armonico.

Ron si esibisce con Alice per il brano Almeno pensami. La presenza di Alice sul palco impreziosisce ancor di più questo brano e lo rende ancor più elegante e intenso. Il resto è praticamente identico alle precedenti esibizioni ma avere sul palco una voce come quella di Alice, in un brano scritto dal compianto Dalla, porta alla luce una gemma preziosa del cantautorato del nostro paese. Tanto di cappello, con un classe del genere non c’è bisogno di altro.

Red Canzian si esibisce con Marco Masini col brano Ognuno ha il suo racconto. Il brano si limita a un intreccio delle due voci, ben giocato il ritornello con le due voci che si sostengono a vicenda e che lascia campo libero all’energia vocale di Masini. Per il resto il brano è un rock forzato come sempre.

The Kolors si esibiscono con Tullio De Piscopo e Enrico Nigiotti con Frida (mai, mai, mai). Le variazioni sul brano sono veramente impercettibili, forse poteva essere studiata meglio a livello percussivo dato che De Piscopo è un nome importante del mondo della batteria e delle percussioni. Nigiotti alla chitarra viene relegato a un solo che arriva solo sul finale e le percussioni sono, praticamente, le stesse dell’intero brano. Solo finale per De Piscopo, francamente nemmeno troppo elaborato, e basta; occasione per il duetto sprecata, peccato.

Luca Barbarossa si esibisce con Anna Foglietta con Passame er sale. Un brano già estremamente convincente che, grazie alla voce (pure inaspettata) della Foglietta, diventa un bel duetto. Non che si aggiunga molto al brano iniziale, ma resta comunque un compito ben svolto con dei bei giochi a due voci.Sanremo

Nina Zilli si esibisce con Sergio Cammariere col brano Senza appartenere. Porta su un palco un pianoforte, magistralmente suonato da Cammariere, mettici di fianco una elegantissima Nina Zilli e quel tocco di jazz dai toni raffinati e ricercati. Vocalmente sempre impeccabile, il pezzo riesce a diventare più convincente, soprattutto grazie a queste rinnovate dinamiche scandite dal pianoforte che si allinea perfettamente alla voce. Aggiungi un bel gioco a due voci che si mescolano alla perfezione e quello che ottieni è la versione del brano che bisognava portare sul palco di Sanremo sin dall’inizio.

Elio e le Storie Tese  si esibiscono con i Neri per Caso  col brano Arrivedorci. Con questo duetto gli Elii riescono a rendere un brano abbastanza piatto, un po’ più corposo: i vocalismi a cappella dei Neri per Caso danno quel tocco di eleganza che rimanda ai bei tempi dei falsetti di Elio e Co. Il brano resta sempre poco originale per la carriera degli Elii ma migliora leggermente; le magie del falsetto.

Sul palco di Sanremo non sono mancati gli ospiti tra i quali Piero Pelù e Gianna Nannini.

La Nannini e Baglioni si cimentano in un duetto sulle note di Amore Bello, che tutto sommato riesce a restare nelle corde della Nannini e che procede senza intoppi, accogliendo anche buoni consensi da parte del pubblico.

Pelù e Baglioni hanno deciso di omaggiare Lucio Battisti con Il Tempo di Morire, Pelù riesce a portare sul palco un po’ di rock, con questo arrangiamento piuttosto “aggressivo” del brano di Battisti. Ringraziamo la direzione artistica che SICURAMENTE avrà messo mani al lavoro di Pelù per evitare uno scempio tipo la versione de Il Pescatore di De Andrè che il buon Piero ebbe il coraggio di profanare.


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La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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