Sanremo 2018

Sanremo 2018, il report della terza serata del Festival della Canzone Italiana

Siamo arrivati alla serata numero tre del Festival di Sanremo nella quale troveremo sul palco altre quattro nuove proposte e gli ultimi dieci big in gara.Sanremo 2018

La prima grande news della serata è che Ermal Meta e Fabrizio Moro restano ufficialmente in gara perché, dopo le “attente” analisi del regolamento, sembra consentito l’utilizzo di parti di canzoni già edite nei limiti di un terzo della canzone nuova.

Dato che Non mi avete fatto niente ha “solamente” delle affinità con il ritornello di Silenzio, è stato possibile far rientrare in gara i due cantautori e, quindi, portarli sul palco dell’Ariston questa sera.

Parte la serata e vediamo Baglioni in chiave rock che intona Via, accompagnato dall’orchestra dell’Ariston. Gran bella performance con un’orchestra in grandissima forma.

Si inizia con la gara delle nuove proposte: sale sul palco Mudimbi con il brano Il mago, una sorta di ska dai toni estremamente melodici, in alcuni casi richiama alla qualcosa di Caparezza. Molto divertente, molto particolare anche la voce di Mudimbi, bella profonda e scandita. Brani del genere hanno fatto, a suo tempo, la fortuna di Gabbani.

Tocca a Eva, ex concorrente di X Factor, che presenta il brano Cosa ti salverà. Eva sale sul palco con un pezzo dai toni pop, non male anche se in linea con quella che è la tendenza melodica dell’Ariston. Buona prova vocale, il pezzo non sarà il più originale delle nuove proposte ma ha un suo perché e il pubblico sembra apprezzare.

È il turno di Ultimo con il brano Il ballo delle incertezze. Un intro pacato giocato su voce e pianoforte; dopo l’esplosione sul ritornello vediamo anche qui il classico pezzo pop un po’ troppo canonico e dalla vocalità piuttosto piatta e già sentita. Non entusiasma molto. Ultimo ha grinta e sembra saper tenere un palco, però il pezzo, nonostante continui a crescere, ha carattere.

Leonardo Monteiro presenta il brano Bianca, il pezzo è la classica ballad piuttosto statica. Peccato per questa canonicità perché con una voce del genere, orientata sul soul, Monteiro avrebbe potuto fare uno sforzo maggiore e regalare qualcosa di più incisivo. Il tutto sembra un continuo tirare il freno e, a forza di frenare, Bianca si incaglia in una monotonia ristagnante.

La classifica provvisoria vede: Mudimbi, Ultimo, Eva e ultimo posto Monteiro.

Si parte con la gare dei big, è il momento di Giovanni Caccamo col brano Eterno. Sempre più antico, il buon Caccamo continua ad annoiare il pubblico dell’Ariston mettendo (se possibile) ancora meno enfasi a una canzone già piattissima di suo.

Continua la gara con Lo Stato Sociale col brano Una vita in vacanza. Uno dei pezzi più quotati di questa edizione del Festival di Sanremo e forse uno dei più controversi. Il brano funziona, Lo Stato Sociale riesce a conquistare il pubblico e, come la prima sera, danno il massimo. Più che promossi.

Arriva sul palco Virginia Raffele, grande comica anche senza travestimenti e imitazioni varie.
Bello il duetto tra Baglioni e la Raffaele che si cimentano in uno swing sulle note di Canto (anche se sono stonato) di Luttazzi.

Arrivano sul palco i Negramaro per presentare il loro ultimo disco.
Dopo i soliti convenevoli col direttore artistico si cimentano in una versione “rimaneggiata” di Poster di Baglioni. È strano appurare, esibizione dopo esibizione, di quanto tutti siano più in forma vocalmente del suddetto Baglioni, forse questo battesimo come presentatore è destinato a ripetersi.

Riparte la gara dei big con Luca Barbarossa e la sua Passame er sale. Barbarossa ha scritto un bel pezzo, il giusto connubio tra nostalgia e canzone d’autore. Continua ad essere uno dei brani più convincenti di tutta la kermesse sanremese. Raccoglie, ancor più che nella prima serata, il consenso del pubblico in sala.

Arrivano sul palco Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Il coraggio di ogni giorno. Ancora piuttosto evidente il divario tra le due voci che a tratti sembrano proprio cozzare tra loro piuttosto che amalgamarsi bene. Sempre più affascinante l’arrangiamento strumentale. Forse sarebbe stato più funzionale un talk di Servillo e, perché no, l’uso del dialetto che resta decisamente più musicale.

Sale sul palco Favino e inizia il suo monologo in compagnia di Rolando Ravello coinvolgendo anche Baglioni in una serie di gag divertenti, addirittura, in inglese.

Si riparte con la gara dei big con Max Gazzè e la sua La leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Un brano sempre più affascinante, Gazzè incanta Sanremo e il pubblico da casa con questa sua eleganza compositiva e testuale. Forse un po’ sottotono rispetto alla prima serata, ma comunque il brano resta uno dei migliori del Festival.

Tocca a Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con Il segreto del tempo. Gli ex Pooh dovrebbero imparare a riconoscere i propri limiti vocali più che evidenti in questo brano. Comunque il pezzo non decolla mai veramente e non continua a non appassionare, proprio come la prima sera. Diversi i punti in cui il buon Facchinetti arriva vistosamente alla tanto temuta stecca.

Arriva sul palco Michelle Hunziker che si diletta in alcune cover della Nannini, il pretesto per far salire sul palco diverse donne per interpretare molte canzoni a sostegno delle donne per dire no alla violenza di genere.
Un bel medley per sostenere una causa nobile che è stata abbracciata dal Festival di Sanremo.
Un bel momento, soprattutto quando una manifestazione internazionale prende posizione su un argomento trattato spesso con troppo distacco. Portare la femminilità sul palco di Sanremo.

Arrivano sul palco Ermal Meta e Fabrizio Moro col brano Non mi avete fatto niente, brano che è stato oggetto di accese discussioni, come già detto. Nonostante tutte le critiche il brano è tra i più interessanti del Festival di Sanremo e, sicuramente, tra i più apprezzati. Un grande grinta sul palco, il duo deve dimostrare di tenere davvero a questo pezzo per andare oltre le critiche e le accuse e poi, se anche fosse un plagio o una citazione, non cambia nulla perché il brano funziona molto bene.

Sanremo 2018

È il turno di Noemi con Non smettere mai di cercarmi. Nonostante la vistosa scollatura della cantautrice, non è comunque abbastanza per far passare in secondo piano la banalità di questo brano. Come già detto è un peccato perché Noemi ha delle grandi potenzialità ma, forse, dovrebbe scegliere arrangiatori e parolieri diversi.

Super ospite internazionale: James Taylor con la sua versione de La donna è mobile. Strana scelta, sia per il coraggio di costruire questo classico su chitarra e voce e sia per il tema che tratta questa celebre aria che parla della vacuità delle donne e  del loro umore “ballerino” e suscettibile ai cambiamenti. A prescindere da questo è una grande aria di una grandissima opera.

Si prosegue con Fire and Rain eseguita con il magistrale ausilio dell’orchestra di Sanremo.
Arriva sul palco Giorgia che insieme a James Taylor deliziano il pubblico di Sanremo con You’ve Got a Friend, peccato che la voce di Giorgia si troppo più bassa rispetto a quella del buon James Taylor. Un duetto indubbiamente molto suggestivo e decisamente riuscito.

Sul palco arrivano i The Kolors con Frida (Mai, mai, mai). I The Kolors sono troppo coatti, eppure questo brano è meno peggio del previsto e, sicuramente, il meno peggio della loro produzione musicale. Tutto sommato hanno grinta e sanno stare sul palco, non li indicherei come vincitori ma ha un senso questo pezzo e ha una bella energia.

Torna sul palco Baglioni e il suo pianoforte, con Passerotto non andare via. Baglioni non si prende sul serio e viene “disturbato” dalle incursioni di Emma D’Aquino del TG1.

Arriva all’Ariston Danilo Rea per un duetto a due pianoforti assieme a Baglioni. Incantevole duetto a Fabrizio De André in una versione di Canzone dell’Amore Perduto elegante e intensa con pianoforte e voce.
A sorpresa sale sul palco anche Gino Paoli che va a dare manforte per questa stupenda esecuzione.
Si prosegue con il tributo a Umberto Bindi con Il Nostro concerto cantata da Baglioni e Gino Paoli e magistralmente eseguita da Danilo Rea.
Si continua con Una lunga storia d’amore di Gino Paoli

Si riparte con la gara ed è il turno di Mario Biondi con il brano Rivederti. Un brano avvolgente che colpisce per la delicatezza del tappeto musicale e l’intensità della voce di Mario Biondi. Un jazz cupo ed elegante, fumoso, che continua a convincere, nonostante questa sua linea melodica complessa e poco adatta, forse, alle melodie che vanno per la maggiore sul palco di Sanremo.

Dopo la “morte apparente” di Memo Remigi arriva sul palco Nino Frassica in divisa che, oltre alla marchetta a Don Matteo, fa pure poco ridere con le solite battute tristissime.

Salgono sul palco Claudio Santamaria e Claudia Pandolfi con Sarà per te, colonna sonora di È arrivata la felicità 2, prossimamente sulla Rai.

La classifica provvisoria:

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La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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