Sanremo 2018

Sanremo 2018, il report della seconda serata del Festival della Canzone Italiana

Sanremo 2018Eccoci arrivati alla seconda serata della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo, dopo la buona riuscita della prima serata Baglioni, Hunziker e Favino ci riprovano, portando sul palco dieci Big e quattro nuove proposte.

Prima polemica e prima accusa di plagio: Fabrizio Moro e Ermal Meta con il loro brano Non mi avete fatto niente che, stando alle prime informazioni somiglierebbe molto a un altro brano presentato a Sanremo nel 2016. Per il momento il duo resta sospeso, in attesa di approfondimenti da parte del “direttorio”, al loro posto questa sera salirà sul palco Renzo Rubino, sorteggiato nel mucchio per riempire il “buco” del duo sospettato.

A quanto pare il brano Non mi avete fatto niente avrebbe diverse analogie con Silenzio, un pezzo presentato a Sanremo Giovani nel 2016 che vede la mano dello stesso autore, Andrea Febo. Plagio o autocitazione, spetterà alla direzione decidere sul futuro di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

La seconda serata del Festival si apre subito con Baglioni e la Hunziker che fanno il loro ingresso sul palco dell’Ariston. Chiacchiere di rito e subito si avvicinano al pianoforte per intonare il brano di Biancaneve col pozzo dei desideri: una serie di falsetti tremendi.

Si parte subito con la gare delle nuove proposte: inizia Lorenzo Baglioni con il brano Il Congiuntivo. Un pezzo sarcastico, un pop divertente e scanzonato sull’uso del congiuntivo. Simpatico e molto divertente, ma anche parecchio ammiccante, balletto incluso. Un pezzo divertente e molto melodico che fa sorridere e riflettere sull’uso ignobile del congiuntivo. Molto simpatico.

Seconda nuova proposta in gara è Giulia Casieri con il brano Come stai. Grande energia, Giulia ci presenta un bel funk dai toni decisi e melodici. Questa giovane artista riesce a “sparare” quasi un pezzo rap che non rinuncia alle dinamiche e a una bella linea melodica che è decisamente più incisiva della parte rappata.

Sale sul palco MIRKOEILCANE con Stiamo tutti bene. Inaspettatamente parte una specie di talk, il giovane artista racconta una storia accompagnato da un tappeto sonoro nervoso, costruito su archi e controtempi. Un racconto in musica struggente. Non c’è una grande vocalità in questo brano, ma il tema toccato, quello dei viaggi della speranza, è intenso e fa venire i brividi.

Tocca all’ultima delle nuove proposte Alice Caioli con il brano Specchi rotti. Partiamo con un pezzo dall’anima soul che esplode di corpo e tira fuori la grinta sin dalle prime note. Il pezzo si muove su un doppio binario: da una parte il verso più asciutto e dall’altra il ritornello che esplode con un andamento profondo e grintoso.

Classifica provvisoria dei primi quattro giovani in gara: Alice Caioli, Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri, MIRKOEILCANE.

Si parte con la gara dei big, i primi a salire sul palco sono Le Vibrazioni con Così sbagliato. Come già detto ieri il brano è bello grintoso e cerca di redimere la boria di Sarcina da solista, eppure il frontman de Le Vibrazioni sembra quasi distante dalla sua ex band. Comunque stasera la prova vocale è leggermente meno precisa rispetto alla prima sera.

Tocca poi a Nina Zilli con Senza Appartenere. Sempre impeccabile la performance vocale di Nina Zilli anche se il brano non è proprio originalissimo. Una tematica importante, una grande vocalità ma l’arrangiamento sembra sempre un po’ sottotono.

Primi ospiti della serata i tre tenorini de Il Volo. Famosi in tutto il mondo, apprezzati in ogni dove bla bla bla. Senza nulla togliere alla lirica e alle grandi opere, ma quelli de Il Volo sono proprio antichi, il Nessun Dorma è una ventata di innovazione rispetto alla loro produzione musicale. Piacciono, conquistano i palchi di mezzo mondo e va bene così.

Sanremo 2018Arriva un tributo a Sergio Endrigo con Canzone per te, cantata sempre da Il Volo e Claudio Baglioni. Un tributo dovuto e il talento dei tenorini viene speso per una buona causa.
Una breve comparsata per i ragazzi de Il Volo, che restano comunque più antichi di Ornella Vanoni e la Vanoni è antichissima.

Salgono sul palco Diodato e Roy Paci con il brano Adesso. Dopo una piccola indecisione della prima serata, in questa seconda esibizione troviamo questo duo molto più deciso e sicuro del brano presentato sul palco dell’Ariston. Il brano rende molto di più e la sicurezza migliora assolutamente l’opinione più che positiva su questo brano.

Arriva sul palco di Sanremo Pippo Baudo. Diciamo che Baudo ha un bisogno fisiologico di stare in tv e smania dalla voglia di raccontare tutte le sue storia di vita e televisione.
Ecco che Baudo prende il controllo dell’Ariston e dedica una lettera a San Remo, non si capisce se parla del santo o del Festival. Ancora e ancora riascolteremo la solfa di tutte le scoperte del Pippone nazionale, ormai l’ha raccontato talmente tante volte che pure San Remo, se potesse, lo fulminerebbe.

Salgono sul palco Elio e le Storie Tese presentati da un Pippo Baudo sempre più fuori luogo, forse non ricorda come finì la performance degli Elii. Ovviamente Elio e company non perdono l’occasione per prendere in giro e sdrammatizzare questo momento imbarazzante. Arrivedorci continua a non essere all’altezza della carriera di questa band: non coinvolge, non diverte ed è lontano anni luce dalle potenzialità degli Elio e le Storie Tese.

Altro ospite sul palco dell’Ariston, tocca a Biagio Antonacci con Fortuna che ci sei.
Parte la sfida/duetto tra Antonacci e Baglioni sulle note di Mille giorni di te e di me.

È il turno di Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico col brano Imparare ad amarsi. Battute a parte, il brano è il classico pezzo da Pippo Baudo, uno di quei brani di una volta, non so se rendo l’idea. Comunque un brano del genere deve fare parte della gara, altrimenti che Sanremo sarebbe? Diciamo che conferisce al Festival quel tocco di antichità proprio della kermesse sanremese.

Torna il momento di Pierfrancesco Favino che delizia l’Ariston con il momento poesia. Divertente la lettura del testo di Despacito che poi sfocia nel tormentone estivo musicato dall’orchestra di Sanremo e ballato, niente di meno, che da Michelle Hunziker e Favino stesso.

Si torna alla gara dei Big con Red Canzian e la sua Ognuno ha il suo racconto. Anche l’ex Pooh decide di tirare fuori le unghiette, non che adesso il pezzo sia valido, ma ha comunque più sicurezza e diventa vagamente più incisivo rispetto ieri. Aleggia sempre il retaggio dei Pooh, ma le vecchie abitudini sono dure a morire.

Sale sul palco il primo ospite internazionale, Sting con Muoio per te, traduzione di Mad About You dello stesso Sting, “rimaneggiata” da Zucchero. Il brano renderebbe più nella sua versione originale ma il magistrale lavoro dell’orchestra fa dimenticare l’assurda pretesa di obbligare gli ospiti stranieri a cantare in italiano.
Arriva Shaggy che suonerà assieme a Sting Don’t Make Me Wait. Un brano solare che, nonostante le differenze tra le due voci in ballo, riesce a conquistare l’Ariston e, sicuramente, rende più di Muoio per te.
Peccato che i due se ne vadano dal palco senza nemmeno un minimo di riguardo da parte dei conduttori che si lasciano scappare gli ospiti internazionali sotto il naso, Sanremo è sempre Sanremo.Sanremo 2018

Arriva il momento di Baglioni che canta se stesso con Questo Piccolo Grande Amore, fa il suo ingresso Franca Leosini che interrompe a tratti l’esecuzione tentando di “psicanalizzare” il direttore artistico. Un momento per non prendersi troppo sul serio e non autocelebrare la propria carriera.

Riparte la gara dei big con Ron con Almeno pensami, brano scritto dal compianto Lucio Dalla. Il brano è stato convincente sin da subito e anche stasera non è da meno. Fa riflettere solo il fatto che la scelta di Ron possa essere stata “mirata” nel senso che salire sul palco di Sanremo con un pezzo di Dalla è un grande incentivo, ma anche una bella responsabilità.

Tocca a Renzo Rubino con Custodire. Confermata l’eleganza e la finezza di questo brano. Più sicuro in termini di voce il buon Renzo Rubino, notevolmente più sciolto sul palco e con una voce più decisa e scandita.

Tornano sul palco Baglioni e Il Volo che cantano La vita è adesso. Due brevi appunti: primo appunto basta canzoni di Baglioni, ho capito che è il dittatore artistico ma basta; secondo appunto, i tentativi de Il Volo di sembrare pop li rende ancora più vecchi, sembra come quando, al centro anziani, la vecchietta più arzilla chiede Despacito al posto della mazurca.

Sale sul palco Annalisa con Il mondo prima di te. Migliora la performance vocale di Annalisa che ha evidentemente scaricato la tensione di essere la prima a salire sul palco dell’Ariston. Il brano continua ad essere piuttosto canonico ma ha sempre una buona grinta e resta un tentativo piuttosto riuscito.

Tocca ai Decibel con Lettera dal duca. Una reunion interessante quella dei Decibel, perché sono una band che potrebbe avere ancora molte idee e potrebbero portare in Italia  parecchie ispirazioni dalla scena musicale internazionale. Il brano suona sempre un po’ datato ma la band è affiatata e, non appena tornerà la complicità di una volta, potrebbe regalare dei bei momenti.

Arrivano sul palco Vecchioni e Lucio Fabbri (al violino), ospiti della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo, che assieme a Baglioni canta Samarcanda.

Ultimo ospite della serata è Il Mago Forest che chiude allegramente questa seconda serata del Festival della Canzone Italiana.

La classifica provvisoria dei dieci brani in gara questa sera:

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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