Mahmood

Sanremo 2019: terza serata del Festival, si inizia a delineare una classifica

La terza serata del sessantanovesimo Festival di Sanremo.

 

Terza serata del sessantanovesimo Festival di Sanremo.

Anche stasera ci saranno “solo” gli ultimi dodici brani in gara per passare poi a domani con la serata dedicata ai duetti.

Con questa serata si arriva praticamente alla finale del Festival, dato che la prossima volta che ascolteremo tutti e ventiquattro i brani in gara sarà per eleggere il vincitore del Festival.

I dodici brani in gara al Festival

Sanremo 2019Apre la gara Mahmood con Soldi. Se possibile è ancora più stonato della prima sera. Uno dei pezzi rap più brutti dell’ultimo decennio e una delle voci più fastidiose della storia. Inizio tremendo.

Tocca a Enrico Nigiotti con Nonno Hollywood. Il brano resta sempre piuttosto scarno, il problema sta proprio nell’arrangiamento che non lo fa decollare e lo lascia piatto e vuoto. Sicuramente questa seconda esibizione è un po’ più grintosa e più di impatto, ma manca proprio la “ciccia” che troviamo sui ritornelli più tirati e che invece è assente per buona parte del brano.

Primo siparietto con Claudio Bisio e Virginia Raffaele.

Arriva anche il primo ospite della serata, Antonello Venditti che “infiamma” l’Ariston con Sotto il segno dei pesci. Ovviamente non può mancare Baglioni per il duetto di rito sulle note di Notte prima degli esami.

Riparte la gara con Anna Tatangelo col brano Le nostre anime di notte. Il brano continua a non avere carattere, certo nessuno si aspetta Bohemian Rhapsody dalla Tatangelo, ma almeno qualcosa con un vago spessore. Ovviamente l’Ariston è in delirio.

È il turno di Ultimo con I tuoi particolari. Come già detto Ultimo sembra aver dato il meglio del suo meglio nella gara degli emergenti lo scorso anno. Il pezzo (per uno che viene considerato discepolo di Fabrizio Moro) è di una noia e di una banalità disarmanti. Classico pezzo vecchio che va alla grande sul palco di Sanremo e basta.

Intermezzo comico di Claudio Bisio e Virginia Raffaele sulle note di Ci vuole un fiore.

Arriva sul palco Francesco Renga con Aspetto che torni. Ecco il classicone sanremese che ha aperto la prima serata del Festival. Renga farà pure la sua figura col pubblico femminile dell’Ariston ma il brano è davvero troppo canonico e non dice nulla di nuovo.

Tocca a Irama con La ragazza con il cuore di latta. Il pezzo è convincente: è ammiccante ma ha questa sfumatura internazionale che lo rende davvero interessante. Punto a favore di Irama che ha saputo trovare il giusto compromesso tra l’anima pop di Sanremo e una sfumatura internazionale con qualcosa da dire.

Secondo ospite della serata Alessandra Amoroso che festeggia sul palco dell’Ariston i dieci anni di carriera. Altro duetto con Baglioni sulle note di Io che non vivo senza te.

Sale sul palco Ornella Vanoni che inizia il siparietto con Virginia Raffaele. La domanda è: ma la Vanoni sta bene? Cioè ha bevuto o cosa?

Si ritorna faticosamente alla gara con Patty Pravo e Briga con il brano Un po’ come la vita. Certo fare peggio della prima volta è piuttosto difficile anche se loro ce la mettono tutta. Il brano è proprio brutto, lei sta completamente per fatti suoi e non prende una nota nemmeno per sbaglio. Uno spettacolo di una tristezza infinita che fa quasi piangere.

Sanremo 2019Tocca a Simone Cristicchi con Abbi cura di me. Un’eleganza fuori dal comune, questo è uno dei pezzi migliori di Cristicchi e sicuramente di tutto il Festival. Emozionante e c’è poco da aggiungere, finalmente l’Ariston applaude a ragione. Questo è uno dei brani che dovrebbe meritare il podio, perché pur nella sua classicità è riuscito a trovare le parole giuste e a toccare le corde giuste.

Tocca ai Boomdabash con Per un milione. Reggae/reggaeton e via dicendo, il pezzo sarà pure ballabile ma sembra essere troppo forzato anche nel testo. Il pezzo forse sembra leggermente più fluido rispetto alla prima, ma è comunque troppo costretto nell’arrangiamento orchestrale. Non attira nemmeno con queste ritmiche incalzanti.

Nuovi ospiti sul Palco dell’Ariston, Raf e Umberto Tozzi. Inaspettatamente parte il coro spontaneo dell’Ariston sulle note di Si può dare di più.

Interpretazione a cinque (Raf, Tozzi, la Raffaele, Baglioni e Bisio) sulle note di Gente di mare.

Riparte la gara con Motta con il brano Dov’è l’Italia. Motta sembra più sciolto e il brano nonostante il suo essere così “sgraziato” e ruvido diventa più scorrevole e fluido. Come già detto, probabilmente, il pezzo non verrà capito fino in fondo, sul palco dell’Ariston l’assenza di melodie ammiccanti e strizzate d’occhio penalizza sempre purtroppo.

Tocca ai The Zen Circus con L’amore è una dittatura. A proposito di grandi brani non capiti fino in fondo anche per i The Zen Circus vale il discorso fatto per Motta: un pezzo impegnato, scritto magistralmente e con un arrangiamento memorabile, che purtroppo viene penalizzato in questo contesto per l’assenza di una linea melodica ammiccante. È un peccato perché c’è molto di cui parlare su questo pezzo. Una grande performance.

Sale sul palco di Sanremo Paolo Cevoli.

Ultimi Artisti in gara Nino D’Angelo e Livio Cori con Un’altra luceIl pezzo non va proprio, le due voci non si amalgamano assolutamente e la parte in dialetto va a infastidire la fluidità del brano. Siamo davanti a un’accozzaglia di voci e parole buttate là per caso che non riescono a dare vita a niente di senso compiuto. Non ci siamo.

Arriva sul palco Fabio Rovazzi, siparietto con Bisio e poi si prende il palco dell’Ariston cantando qualcosa.  A Rovazzi si aggiunonoe anche Baglioni e Fausto Leali, altro siparietto e fine dei giochi.

Claudio Baglioni e Virginia Raffaele omaggiano Mia Martini con le parole di Oltre la Collina. Omaggio dovuto per una grande artista scomparsa.

Sale sul palco Serena Rossi che, assieme a Baglioni, canta Almeno tu nell’universo.

Arriva Rocco Papaleo per una breve chiacchierata con Baglioni.

Ovviamente nei momenti di “vuoto” il buon Claudio (Baglioni) non perde tempo per regalare al suo pubblico una delle sue canzoni, E tu.

Breve comparsata di Simone Montedoro e Anna Ferzetti.

 La classifica provvisoria

Sanremo 2019

 

Prime posizioni:
Simone Cristicchi
Mahmood
Irama
Ultimo

 

Sanremo 2019

 

Posizioni intermedie:
Enrico Nigiotti
Motta
The Zen Circus
Francesco Renga

 

 

Sanremo 2019

 

Ultime posizioni:
Anna Tatangelo
Nino D’Angelo e Livio Cori
BoomDaBash
Patty Pravo e Briga

 

 

In questa terza serata del Festival di Sanremo è stata sottolineata una cosa interessante, che già si era notata nelle passate edizioni, ma oggi è ancor più evidente: i gruppi detti “indie” o underground se vogliamo, regalano quasi sempre una performance molto superiore di quelli “affermati” o che comunque sono considerati veterani della scena musicale.

Performance come quella di Motta, dei The Zen Circus e anche Cristicchi se vogliamo, sono qualitativamente molto superiore rispetto quelle dei loro colleghi più famosi o che, comunque, hanno un background e una carriera più solida.

Il Festival sembra seguire il flusso di questo nuovo panorama musicale del Bel Paese, quello fatto di artisti che macinano chilometri e fanno un milione di concerti l’anno non solo per la gavetta, ma anche per il piacere di suonare e di stare su un palco; è ovvio che poi questa passione riesca a dare vita a canzoni di livello, anche in un contesto più “ripulito” come il palco dell’Ariston.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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