Santoro vince la sua sfida contro la censura al Paladozza di Bologna, mostrandoci l’Italia che resiste….

L’inizio della serata potrebbe sembrare, per i milioni di persone che seguivano l’evento dalle piazze di tutta Italia e in streaming su numerosi blog, quello tipico di Annozero: accenno di archi e proiezione del video introduttivo….ma già dall’avvio del filmato si capisce che Raiperunanotte (lo “sciopero bianco” indetto dal sindacato della stampa e dal sindacato dei giornalisti Rai) sarà perlomeno una “trasmissione” sui generis, diversa dalle solite. Lo si capisce, guardando l’accostamento notevole che viene fatto tra il comizio tenuto da Berlusconi a Piazza San Giovanni sabato scorso, e un comizio tenuto da Mussolini. Tutte e due con gli stessi atteggiamenti, quasi le stesse espressioni….stasera si vuole abbattere il muro di silenzio che aleggia nel nostro paese da troppo tempo….

Finisce il filmato…buio…appare Michele Santoro, chino – come al solito – sul grande schermo/tavolo rettangolare che contraddistingue Annozero, ed esordisce con queste parole: <<Caro presidente Napolitano, noi non siamo al fascismo, ma certe assonanze possono preoccupare>> il conduttore, cita l’Sos lanciato da Danilo Dolci 40 anni fa con la sua radio libera, affermando: <<Lui decise di infrangere la legge per fare la sua prima radio libera che trasmetteva dalla Sicilia e lanciava un Sos per terremotati e disoccupati del Belice. La radio libera di Dolci fu chiusa dalla polizia perché aveva violato il monopolio, quando lo fecero altri nessuno intervenne, ma Dolci non aveva alle spalle né un partito politico né la P2>>. Inoltre, Santoro sottolinea (in merito all’inchiesta di Trani) che:<<Per una telefonata Nixon dovette dimettersi: aveva ordinato di spiare i suoi avversari del partito democratico e una commissione del Senato, quando scoprì che le telefonate erano state registrate, disse di pubblicarle per sapere cosa è successo. Qui si è compiuto un delitto di grande gravità: interferenza politica sulla libertà di espressione. Io (rivolgendosi sempre a Napolitano ndrnon voglio tirarla per la giacchetta, non voglio né che firmi né che non firmi, ma voglio ribadire che se i partiti non si allontano dalla Rai, sarà sempre prigioniera del conflitto d’interesse. Noi abbiamo il diritto, ma anche il dovere di parlare e di farci sentire, noi dobbiamo essere ascoltati. Per questo noi accendiamo le nostre luci perché ricominci Annozero>>.

Nel frattempo, in migliaia sono accorsi intorno al Paladozza di Bologna (dove si svolge l’evento) e le prime immagini, cominciano ad arrivare in tutte le piazze d’Italia, su tutti gli schermi dei centinaia di migliaia pc connessi per seguire la trasmissione. Salgono gradualmente i numeri degli utenti connessi su vari siti che trasmettono lo “sciopero” (a fine serata si conteranno 125 mila accessi on line). Anche Sky si è offerto di dare una mano, trasmettendo Raiperunanotte, su SkyTg24 e su Current.

Parte un nuovo video: un uomo di Santoro, si intrufola in uno dei tanti cortei della manifestazione del Pdl che si è tenuta sabato scorso a Roma. Ciò che ne ricava, sono solo insulti e grida del tipo: “Travaglio fascista”, “siete delle merde”, “andate a lavorare”. Prova a fare qualche domanda in giro: <<cosa ne pensate delle intercettazioni che sono emerse a Trani, fra il Presidente del Consiglio e il Commissario dell’Agcom?>>, un passante, restando inspiegabilmente serio e ostentando un atteggiamento di “chi la sa lunga” su questo argomento, risponde con il solito ritornello: <<Sono tutte bugie per infamare un avversario politico>>….dove l’ho già sentita questa affermazione?….

Il video sfuma…inquadratura su un violoncellista dell’orchestra presente in “studio” (se così si può chiamare), che comincia ad accennare le prime note della sigla di Annozero, entra quindi l’autore della canzone: il grande Nicola Piovani che, una volta seduto al pianoforte, delizia il pubblico con un esecuzione sublime (insieme a violini e clarinetti) del pezzo….applausi scroscianti, prolungati per l’entrata in questo palazzetto dello sport (adibito a studio televisivo) dei – lasciatemelo dire – “grandi” dell’informazione e della satira italiana: Gad Lerner, Travaglio (accolto da una vera e propria ovazione) , Vauro e Floris.

Il primo intervento però, è quello inaspettato del comico Cornacchione. Un monologo divertente ma che lascia l’amaro in bocca, evidenziando come Berlusconi abbia cercato di osteggiare in ogni modo il lavoro di Santoro, mandando anche “Belpietro, Ghedini e Sallusti. Quelli sono i tre Cavalieri dell’Apocalisse. Insieme fanno astinenza, pestilenza e carestia!” . Ci mostra la libertà come un oggetto che potrete facilmente acquistare e “vi arriverà a casa con il materasso ortopedico e il set di pentole da cucina”.

Santoro può ora calare il pezzo da novanta: Travaglio si alza in piedi e comincia a parlare di intercettazioni, Agcom, Minzolini, le divertenti telefonate fra il Direttore Generale della Rai, Mauro Masi e il Commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, dove entrambi si lamentano delle “lavate di capo” che Berlusconi gli fa ogni giorno.

Dopo un dibattito fra gli ospiti in studio, Riccardo Iacona di Presa Diretta; Barbara Serra, ex giornalista della BBC , innescato dal conduttore di Ballarò – il quale parla di una decadenza dei livelli culturali e sociali nel nostro paese, di bisogno d’ossigeno, e spera che “si ricominci a respirare” – Sandro Ruotolo, introduce l’argomento clou della serata, entrando nel merito: l’inchiesta di Trani. In barba ai piagnistei del Cavaliere, vengono mandate in onda, doppiate da attori, le intercettazioni delle telefonate del premier a Innocenzi (Agcom), dove si riscontrano le pressioni fatte affinchè l’Autority in questione (di concerto con la Rai) chiudesse l’unica attrattiva, l’unica trasmissione che riusciva ad alzare gli ascolti di Rai2.

E’ il momento di un gruppo musicale: Elio e le storie tese i quali cantano con un sarcasmo pungente e opportunamente modificata, la canzone di Emanuele Filiberto che gli è valsa un immeritato secondo posto al Festival di San Remo. Arriva il momento del maestro del cinema: intervista (proiettata sullo schermo) al grande Mario Monicelli, il quale parla senza mezzi termini: <<In Italia c’è bisogno di una rivoluzione se si vogliono veramente cambiare le cose>>…come dargli torto? In studio arriva, subito dopo, Morgan, grande escluso dalla competizione sanremese, per le sue affermazioni sulla droga.

Daniele Luttazzi, una delle vittime del cosiddetto “editto bulgaro” perpetrato da Berlusconi (che cacciò dalla Rai, oltre a lui, anche Enzo Biagi e Santoro) è accolto da una ovazione. Inizia il suo intervento, affermando: <<Il monologo che farò è approvato dalla Cei>> e continua con una lunga teoria sul perchè Berlusconi mantenga dei consensi popolari sempre così alti, facendo metafore sessuali, piuttosto esplicite, appunto, sul rapporto tra il Cavaliere e gli italiani . Luttazzi conclude il suo monologo con una frase che <<volevo dire da 8 anni>>….<<Masi ha fatto un uso criminoso della tv>> (stessa frase utilizzata dal Cavaliere per epurarlo dalla Rai ndr)

Altre tranche di intercettazioni da cui emergono fatti inauditi per ogni democrazia che sia degna di questo nome ma assolutamente normali nel nostro paese: il direttore generale della Rai, Masi, discute con Innocenzi  della puntata di “Annozero” sul processo Mills e lo rassicura su come i telegiornali si stanno muovendo bene, lanciando i messaggi che vuole lui.

Morgan – rimasto in disparte fino a quel momento – si avvicina al pianoforte insieme alla voce di Antonello Venditti.

Segue il videomessaggio di Milena Gabanelli, la conduttrice di Report la quale afferma, senza esitazioni che: <<Il clima è di caccia alle streghe, siamo sull’orlo di una sconfitta civile: perché il paese non comprende la portata di quello che sta accadendo>>.

Il mini-intervento di Roberto Benigni, viene mandato in onda ma si interrompe poco dopo. Per riempire il buco inaspettato, si alza ancora Travaglio con un monologo sul caos delle liste elettorali e sul decreto approvato dal governo. A ruota Santoro, legge in diretta il commento di Bondi (“giornalismo pietoso”) e sventola i dati degli accessi sul web: <<120mila utenti unici collegati nello stesso momento, 60mila su Repubblica.it>> e risponde in maniera polemica e piccata al ministro: <<Saremo anche penosi, ma se ci sono tanti che vogliono sentire Marco Travaglio, saranno padroni o no di farlo?>>.

Dopo un altro dibattito fra gli ospiti in studio (fenomenale l’intervento di Riccardo Iacona) si riesce a mandare finalmente in onda, il videomessaggio di Benigni, il quale – andando incontro a Sandro Ruotolo – esclama: <<Stavo partendo per lo Zimbabwe, il paese della libertà. Vado in Zimbabwe, dove ci sono i Masai, anzi no, i Masai sono in Kenya, in Zimbabwe ci sono i Masi….Noi, siamo noi il paese più libero del mondo! Io, per esempio: volevo la libertà di non vedere Santoro, e ora non c’è più e non lo posso fare…>>. Rivolto a Ruotolo: <<Con questi baffoni, ti voglio baciare, questo è il partito dell’amore, no? E allora baciamoci!>> il comico toscano, conclude con un saluto a Enzo Biagi : <<che non può partecipare alla vostra trasmissione>>.

La serata si chiude con le vignette di Vauro e un giuramento collettivo, quasi a voler prendere in giro il giuramento dei governatori berlusconiani: <<Giuriamo solennemente che la faremo sempre fuori dal vaso>>. Detto questo, Santoro comincia a correre…va sugli spalti e si porta fuori – per un bagno di folla – le operaie della Omsa, presenti in studio per manifestare contro la chiusura della propria azienda. Esce quindi dal Paladozza e saluta la folla radunata all’esterno.

A questo resoconto, lasciatemi aggiungere un piccolo pensiero: la manifestazione di ieri sera, è la dimostrazione che esiste un’altra Italia, l’Italia che vuole andare avanti, che non si arrende, che vive in prima persona la crisi economica e non crede al finto ottimismo di Berlusconi, che vuole cambiare questo paese, vuole scuoterlo dalle fondamenta, non vuole più censure, non vuole più l’informazione in mano ai partiti.

La trasmissione di ieri sera, deve essere solo un trampolino di lancio per far sentire la voce dei cittadini, per manifestare la loro indignazione, per evitare che professionisti seri vengano messi alla porta, per evitare che l’informazione sia pubblica, trasparente, che “faccia arrabbiare il potere” ogni giorno…

C’è un solo modo (parafrasando una citazione di Paul Valéry) per vedere realizzati i propri sogni e per cambiare questo paese: svegliarsi….

MATTEO MARINI

p.s.: comunque, io e la mia redazione, giuriamo solennemente che la faremo fuori dal vaso, sia per voi lettori, sia perchè lo riteniamo giusto….


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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