SBK: a Donington rinasce Sykes, è doppietta

A Tom Sykes l’aria di casa fa bene: doppietta e secondo posto in classifica in un colpo solo. Finalmente ritrovato dopo un avvio di stagione decisamente sottotono, il britannico della Kawasaki si è imposto senza mezzi termini sul circuito inglese di Donington Park, sede storica dei round del mondiale superbike. Sykes ha centrato la terza doppietta consecutiva sulla pista di casa (2013, 2014 e 2015), confermandosi assoluto dominatore del weekend.

TOM PIGLIATUTTO.

Velocissimo durante le prove del venerdì e del sabato che lo hanno visto quasi sempre primo, ma questa non è una sorpresa, Tom Sykes è riuscito finalmente a mantenersi al massimo livello e incisivo anche durante le gare della domenica. REA E SYKESQuesta è la sua pista e questo doveva essere per forza il suo weekend; record del circuito in prova, superpole, doppietta e tanti giri veloci in gara, dimostrando un passo insostenibile. Stavolta nemmeno il suo fenomenale compagno di squadra Jonathan Rea, leader indiscusso del campionato, è riuscito a dargli fastidio. Queste due vittorie, per lui, sono le prime del 2015, e mettono fine a un periodo buio che lo vedeva protagonista dallo scorso anno, quando dovette cedere il mondiale a Guintoli all’ultimo round. Ora la classifica vede Sykes al secondo posto, alle spalle di Rea di ben 102 punti. Magari non si può parlare ancora di mondiale riaperto, ma di pilota ritrovato sicuramente sì.

REA S’INCHINA.

Il primo degli sconfitti stavolta è Jonathan Rea. Il nordirlandese ha centrato due secondi posti nel round di casa, che coincidono con il “peggior risultato” della sua stagione, ma per la prima volta quest’anno si è dimostrato decisamente inferiore al suo compagno di squadra. Di certo il vantaggio da amministrare in classifica generale è enorme e non vale la pena sperperare tutto con dei rischi inutili. Poi c’è un dato da tenere d’occhio; quest’anno la Ninja ZX-10 è notevolmente superiore alle altre moto, non c’è nessun’altra casa che riesce ad essere così competitiva su ogni tipo di circuito. Anche senza il massimo sforzo Rea può centrare podi e vittorie, e questo è un dato di fatto (vedi gara 2 di Donington). Ora, per Johnny l’unico obiettivo è non fare sciocchezze, arrivare sempre in fondo alle gare e rimanere lontano da lotte serrate in pista. Servono maturità, sale in zucca e serenità. Alla luce di ciò, il mondiale sembra più chiuso di quanto già non dica la classifica.

IL RESTO DELLA COMPAGNIA.

Buone prove, ma non eccelse, quelle di Ducati e Aprilia. La prima, la casa di Borgo Panigale, ha centrato due terzi posti con il pilota di casa Chaz Davies, divenuto prima guida dopo l’infortunio di Davide Giugliano. La rossa bolognese può considerarsi la prima moto tra quelle “normali”. Tutto ciò però è decisamente poca cosa, vista la differenza evidente, almeno negli ultimi due DAVIESround, con Kawasaki e considerate anche le belle avvisaglie che si erano registrate a inizio stagione (anche nei test invernali). Non si addice a Ducati un ruolo da seconda linea e per questo ci si aspetta già qualcosa di meglio nelle prossime gare. Discorso diverso va fatto, invece, per Aprilia. La moto di Noale è, al pari di Ducati, nonostante gli anni, ancora un prodotto validissimo sotto l’aspetto tecnico e dell’affidabilità, ma, con tutta probabilità, la strategia adottata dalla casa madre per questo 2015 non si sta rivelando una delle migliori. Il solo fatto di aver mandato in Motogp un pilota come Melandri, che in superbike aveva trovato la sua dimensione, si sta rivelando una scelta errata. L’Aprilia RSV4 può ancora lottare tranquillamente con i colossi della SBK, ma senza una guida da mondiale vera e propria (Haslam e Torres, con tutto il rispetto, ancora non lo sono) è difficile pensare di far male a un duo così forte come quello Kawasaki. Non dimentichiamo che questa moto l’anno scorso ha vinto il titolo. Magari tenersi anche il campione del mondo Sylvain Guintoli, con tanto di “numero 1” sulla moto, poteva essere un buon inizio.

A PORTIMAO SARA’ SPETTACOLO.

Quello che è certo è che a Donington la superbike è tornata a far vedere il livello di spettacolo che si addice di solito a questa categoria. In Gara 1, ad esempio, il fantastico duello Sykes-Rea ci ha portato indietro di anni, quando tanti campioni, come Fogarty, Edwards, Bayliss e via dicendo, si contendevano non solo una manche ma anche l’intero mondiale in una manciata di curve. In Inghilterra probabilmente, anche grazie alla presenza di tanti piloti britannici, si respira ancora un po’ di quel sapore tipico della BSB (la British Superbike), considerata da molti come una delle competizioni più spettacolari del mondo. Di sicuro la scuola è quella. Ora l’obiettivo per tutti, britannici e non, è quello di giungere a Portimao (Portogallo), tra 11 giorni, nelle migliori condizioni. Tutti, ancora una volta, contro quei due mostri verdi.

 

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Emanuele Di Baldo

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY

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