SBK: Misano è ancora “verde”, Biaggi pure

Nel giorno del rientro alle corse, dopo due anni e mezzo, di Max Biaggi, la Kawasaki trionfa in lungo e in largo anche nel secondo round italico della stagione Superbike; a Misano è festa per gli uomini in verde, com’era accaduto a Imola un mese e mezzo fa: Sykes si porta a casa la prima manche dominando, Rea la seconda in piena rimonta. Biaggi dimostra di essere ancora avvezzo al suo mestiere di pilota, centrando due sesti posti che fanno scricchiolare le già poche certezze del team Aprilia.

sykes rea aSYKES E REA: LA STRANA COPPIA.

Arrivati a questo punto della stagione è già tempo di tirare qualche somma. Jonathan Rea è l’assoluto dominatore – lo diciamo da tempo – di un campionato a senso unico già dopo i primi due weekend. La Kawasaki è indubbiamente la moto più forte e, dopo anni di vittorie (il modello è del 2012), ci rendiamo conto che nessuna casa concorrente è in grado di giocarsela alla pari con il team ufficiale di Akashi. L’unica nota stonata, in un sistema apparentemente perfetto, poteva essere riscontrata in Tom Sykes. Il britannico, compagno di Rea e campione del mondo SBK 2013, sta vivendo una stagione da “seconda guida”, inusuale per un pilota della sua caratura. Ma qui nasce la vera forza della casa giapponese: dopo un avvio di stagione decisamente sottotono, Sykes ha capito che questo, con ogni probabilità, non era il suo anno. Dall’alto dei suoi successi non ha creato disordini interni e non ha rivendicato in nessun modo “protezione” da prima donna, guadagnandosi, weekend dopo weekend, maggiore autostima a suon di prestazioni convincenti. La prima gara di domenica ne è un esempio, così come la doppietta di Donington. Sa che quest’anno non è il più forte ma, consapevole di ciò, sta rispondendo con maturità. I numeri contano, poichè se non trionfa l’uno ci pensa l’altro: di 16 gare, 14 sono state vinte dalle verdone (11 Rea e 3 Sykes) e solo 2 dalla concorrenza (in Australia Haslam, ad Aragon Davies). Evidentemente la coppia funziona.

BIAGGI E I TANTI PERCHE’ DI APRILIA.

Misano ci riconsegna un campione assoluto. Tralasciando tutto il fenomeno mediatico – che può piacere o non piacere – che gli è stato costruito attorno, il sei volte campione del mondo Max Biaggi è tornato in pista nel weekend italiano e ha fatto subito bene. Già dal venerdì lottava con i primi e in gara, nonostante le tante difficoltà dovute all’inattività, il pilota romano si è dimostrato da subito all’altezza della situazione. I due sesti posti finali, che già di per sé sono un gran risultato, biaggivanno quasi stretti al corsaro.

Ora però entra in gioco Aprilia, poiché le prestazioni di Max portano alla luce due concetti base: il primo riguarda la moto, il secondo i piloti ufficiali. Relativamente al modello Rsv 4, Biaggi ha dimostrato che il prodotto di Noale può ancora fare molto in questa categoria. Magari con un po’ di lavoro in più si potrebbe dare anche fastidio in qualche gara alle Ninja giapponesi, eventualità, questa, che fino ad ora è avvenuta solo nel primo round dell’anno (a Philip Island). La moto, nonostante i regolamenti, è decisamente competitiva. Di conseguenza, il primo punto esposto apre la strada al secondo: la scelta dei piloti. Biaggi è arrivato davanti in entrambe le gare, per un motivo o per l’altro, a Jordi Torres (pilota ufficiale) e ha ricalcato sia in prova che, a sprazzi, in gara i tempi di Leon Haslam (altro pilota ufficiale).

Tutto ciò dimostra che, senza nulla togliere a entrambi i piloti Aprilia, un campione vero ed esperto poteva ancora tranquillamente “spremere” un po’ questa moto, magari regalando qualche speranza in più ai tifosi di quanti non stiano facendo i due alfieri ufficiali. Il discorso si chiude qua; sta ad Aprilia, ora, trarne le giuste conclusioni, sperando che in futuro non si ripetano gli errori di questa strana annata.

GIUGLIANO, LA VITTORIA E I TIFOSI.

Misano fa tornare il sorriso a Davide Giugliano. Il nostro pilota romano, che aveva iniziato il weekend con un volo pauroso nel primo turno di libere, ha centrato due ottime prestazioni la scorsa domenica, andando per la prima volta in stagione veramente vicino alla vittoria. In seconda gara, soprattutto, Giugliano è rimasto in testa fino alla fine, cedendo solo a un paio di giri dal termine all’inarrivabile Jonathan Rea. “Mai come questa volta la vittoria è stata più vicina nel 2015 – ha dichiarato lo stesso pilota Ducati al termine della gara – e con questo passo credo che presto potrò salire sul gradino più alto del podio“. Un plauso va fatto, dopo tutto, anche ai tifosi accorsi all’autodromo “Marco Simoncelli”: laguna secasolo nella giornata di domenica sono state registrate più di trentamila unità, dimostrando, una volta di più, che in Italia l’affetto per la superbike è sempre molto alto. I nostri round sono tra quelli di maggiore affluenza di tutto il mondiale, non manchiamo mai questi appuntamenti.

TRA UN MESE LAGUNA SECA.

Il 19 luglio si arriverà in America per il nono round della stagione. Gli Stati Uniti faranno da cornice al leggendario circuito di Laguna Seca, sede di gare favolose nella storia della superbike; più di qualche pilota sarà già con la testa rivolta al “Cavatappi”, la curva più spettacolare al mondo. Rea si presenta con 133 punti di vantaggio su Sykes, una doppietta potrebbe chiudere irrimediabilmente il mondiale. Per tanti motivi questo è un round assolutamente da non perdere.

 

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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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