SBK: nel caos di Assen trionfa Rea. Racconto e pagelle

Come ogni anno, sul circuito di Assen (Olanda) la pioggia è sempre la prima protagonista. L’edizione 2016 del round Orange del mondiale Superbike non ha fatto eccezione. Violenti acquazzoni il venerdì, meteo ballerino sia sabato che domenica. Nella baraonda di casualità e colpi di scena, Jonathan Rea torna alla vittoria, stavolta doppia, sul circuito che gli ha dato maggiori soddisfazioni in carriera. Il nordirlandese si riscopre superiore; Davies e Sykes ora sono più lontani.

REA SI RIPRENDE CIO’ CHE E’ SUO.Jonathan Rea

Potremmo quasi chiamarlo “Mr. Assen“. Con 9 vittorie in 7 anni, Jonathan Rea è il pilota in attività con più vittorie sul tracciato olandese. Che sia con la Kawasaki o, in passato, con la Honda, per il nordirlandese le curve della “Cattedrale” del motociclismo – così è chiamato il circuito – sono diventate come il vialetto di casa. Con 12 sigilli, solo Carl Fogarty, storico campione della Superbike del passato, riesce a tenere testa a Jonathan Rea. Quello di Foggy, inoltre, è anche il record assoluto di vittorie per un pilota su uno stesso circuito.

Insomma, che Jonathan Rea si esprima al massimo in Olanda, non lo scopriamo di certo oggi. Dopo i precedenti due round del mondiale, però, poteva sorgere qualche dubbio sul fatto che la storia si potesse ripetere anche in questo 2016. E’ stato un weekend, invece, che ha ristabilito le gerarchie, con Rea che in un sol colpo si prende doppietta e fuga nel mondiale.

AD ASSEN METEO BALLERINO, GARE SPETTACOLARI.

Se il venerdì era stato contraddistinto dalla pioggia, il sabato e la domenica sono stati segnati da un meteo variabile. Pioggia, sole, freddo e vento hanno scompaginato tutte le carte, donandoci delle gare imprevedibili e spettacolari. In particolare, la Gara-1 di sabato, infatti, è stata probabilmente la più combattuta di questo inizio di campionato, con 5 piloti diversi a combattere per la vittoria.

In queste condizioni, anche le gomme, con la temperatura che stentava ad arrivare a 10 gradi, sono state messa a dura prova, favorendo l’istinto del pilota e il pacchetto moto più collaudato. Non è un caso che l’esperienza e la confidenza col circuito abbiano avuto un ruolo determinante per i risultati finali; così ad Assen ritroviamo un’ottima prova di squadra della Honda, che ha un team di matrice olandese, il primo podio stagionale di Nicky Hayden, che ha corso su questo tracciato anche con la MotoGP, e lo spettacolare weekend, nonostante sfortuna e cadute, del beniamino di casa Michael Van der Mark. A tutto questo, poi, bisogna aggiungere la marziana doppietta già citata del leader del mondiale.

PAGELLE: REA SCAPPA, SYKES SBAGLIA, DAVIES DELUDE.

La doppietta di Jonathan Rea arriva in un momento particolare della stagione. Il nordirlandese, sia in Thailandia che ad Aragon, non aveva dimostrato quella solita – maledetta – solidità dello scorso anno. Ad Assen, invece, è come se si fosse risvegliato tutto d’un tratto, quasi a dimostrare che quando bisogna vincere lui lo fa, in ogni condizione.

Il campionato ritrova così il suo dominatore abituale – anche se, stando alla classifica, non lo aveva mai perso – e qualche grattacapo in più per gli avversari diretti. Forse, dopo i primi 3 round, Davies e Sykes ci avevano sperato un po’ troppo. Ora, per loro, la strada è tutta da rifare.

Ma vediamo, attraverso i voti, cosa ci ha lasciato questo quarto round del mondiale:

  • JONATHAN REA: Voto 8. Come detto, Jonny si riprende ciò che gli appartiene. Su 8 gare fin qui disputate, il nordirlandese se n’è portate a casa 5 (una in meno dello scorso anno), dimostrando che anche col nuovo regolamento la sua leadership non è in discussione. Inoltre, con la doppietta di Assen, ha ricacciato gli avversari a distanza di sicurezza: Chaz Davies è ora distante 45 punti, Tom Sykes addirittura 59.
    Unica pecca, se vogliamo, di un weekend da urlo, è stata l’uscita infelice – riportata da alcuni giornalisti – al termine di Gara-1 del sabato, nella quale Rea avrebbe dato dello “stupido” al compagno di squadra Sykes, caduto durante la gara. Un campione si vede anche nella gestione dei rapporti col team e coi compagni di squadra, non basta solo vincere; in questo caso Jonny, forse, deve ancora migliorare qualcosa.
  • CHAZ DAVIES: Voto 6,5. Si chiude un weekend difficile per la casa di Borgo Panigale. Ad Assen la Ducati ha fatto un leggero passo indietro. Sebbene Chaz Davies abbia portato a casa un ottimo secondo posto nella gara del sabato, tutto quell’ardore e quella superiorità dimostrati ad Aragon sono andati quasi scemando. Il 6,5 di votazione per Chaz è un po’ la somma di tutto questo. Il pilota britannico ci mette sempre del suo per poter stare là davanti, ma non sempre basta. La sfortuna, il caso e la pioggia della seconda gara hanno fatto il resto. Rimane però la classifica; ora Rea è distante quasi due gare piene, e se si hanno ambizioni di mondiale, Tom Sykesquesto distacco, dopo quattro round, non è accettabile.
  • TOM SYKES: Voto 5,5. Discorso simile, a quello di Davies, vale per Sykes. Tom ha fatto un buon lavoro, come sempre, nelle prove e nella superpole, ma in Gara-1 ha commesso un errore che potrebbe compromettere il mondiale. La caduta dopo otto giri, mentre era in lotta nel gruppetto di testa, denota una frustrazione evidente, figlia, forse, del rapporto teso all’interno del team. Non è un segreto, infatti, che la Kawasaki stia gestendo un trittico team-Rea-Sykes ai ferri corti già dallo scorso anno. Il secondo posto della seconda manche salva a metà il weekend. Inoltre, come già detto per Rea, un campione si vede anche nella gestione dei rapporti; anche Sykes è caduto nella trappola delle dichiarazioni fuori luogo, quando, al termine di Gara-2, ha dato le colpe al team per non aver montato le gomme giuste durante il pit-stop. Bisognerebbe imparare la massima “i panni sporchi si lavano in famiglia“. In ogni caso, dopo Assen, abbiamo capito una volta di più che la squadra Kawasaki del prossimo anno non sarà la medesima di questo 2016.
  • MICHAEL VAN DER MARK: Voto 7. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. L’olandesino si prende la palma di pilota più spettacolare di questa Superbike, incarnando – a mio avviso, solo insieme a Chaz Davies – il vero spirito di questa categoria. Lotte, sorpassi, rischi e, purtroppo, cadute; Michael Van der Mark ci ha regalato un po’ di tutto nel weekend di casa, centrando, alla fine, solamente un terzo posto nella seconda manche. Ma il risultato, in questo caso, conta fino a un certo punto. Il pilota Honda non ha ambizioni di titolo, sta solamente dimostrando di essere nato e cresciuto esclusivamente per questa Superbike. E in un periodo in cui si litiga nel proprio team e si usano i media per interessi – parlo di SBK ma anche di MotoGP – ritrovare quel sano spirito combattivo e leale delle corse è un pregio, oltre che un’ottima pubblicità per un movimento intero.
  • DAVIDE GIUGLIANOVoto 5,5. Quella di Davide sta diventando una stagione enigmatica. Il pilota romano non riesce a trovare la quadratura del cerchio; se il compagno di squadra (Davies) ha un impatto positivo sulla moto e viceversa, Giugliano sta dimostrando dei passi indietro rispetto agli scorsi anni. La volontà di arrivare fino in fondo ad ogni gara, prendendosi meno rischi possibili e cercando di portare a casa punti, si sta scontrando con la competitività, troppo al di sotto delle sue possibilità. Feeling da trovare con la moto e con la pista, quindi, nella speranza di rivederlo il prima possibile là davanti. I miseri 8 punti portati via da Assen, non possono essere uno specchio della realtà.
  • LORENZO SAVADORI e NICKY HAYDEN: Voto 7. Nel weekend del maltempo e del caos, ci sono stati dei risultati che, in qualche modo, hanno fatto segnare una “prima volta“. Nicky Hayden, che non ha iniziato di Haydencerto col botto la sua esperienza in Superbike, centra ad Assen uno storico terzo posto in Gara-1: complici le cadute degli avversari e le condizioni in bilico, l’americano, iridato MotoGP 2006, si porta a casa il suo primo podio con le derivate di serie.
    C’è stato anche un sorriso in casa Italia. Lorenzo Savadori, su Aprilia privata, si piazza quarto in Gara-2, che equivale al suo miglior risultato in carriera nel mondiale. Per uno che fino a febbraio ha rischiato di vedere la Superbike dalla tv di casa, non è di certo un risultato di poco conto.

ORA SI ARRIVA A IMOLA.

La Superbike approda in Italia. Il weekend del Primo Maggio si correrà ad Imola, in uno dei circuiti più belli e storici del mondiale. L’anno scorso fu un tripudio verde, con due doppiette portate a casa dal team Kawasaki. Quest’anno, però, tanti punteranno anche sulla Ducati di Chaz Davies, che sfrutterà di sicuro il tracciato di casa per provare a tornare sotto anche in campionato.

Un altro fattore? Potrebbe essere il pubblico. Lo scorso anno, a Imola, accorsero più di 50 mila spettatori. In Italia, la passione per la Superbike non è mai mancata.

 

 SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


'SBK: nel caos di Assen trionfa Rea. Racconto e pagelle' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares