Che cosa sono i “sei gradi di separazione”?

Avete mai sognato di incontrare il vostro idolo preferito? Avete mai sognato di incontrare la persona che vi ha fatto credere nei vostri sogni? Avete mai sognato di fare qualcosa che volete da una vita ma non sapete come arrivarci? La risposta a questi quesiti molto probabilmente sarà “Non ce la farò mai” seguita da un successivo scoraggiamento. Eppure la questione potrebbe essere più semplice e più vicina del previsto. Secondo la teoria dei seisei gradi di separazione 1 gradi di separazione ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di cinque intermediari. In maniera più semplice, un singolo individuo è collegato a un qualsiasi altro individuo e la distanza massima che li separa sono sei persone.

Le origini della teoria

Il fondatore di questa teoria è l’ungherese Frigyes Karinthy (1887-1938). Dopo aver dedicato la maggior parte del suo tempo agli studi umanistici e scientifici, decise di lasciare l’università per intraprendere la carriera come giornalista e scrittore, sua passione da sempre. Karinthy viene ricordato ancora come una delle menti più brillanti del suo periodo. Nel 1929 arriva la sua pubblicazione più famosa, “Catene“, dove viene illustrata per la prima volta la sua teoria più importante. Il mondo diventa, giorno dopo giorno, sempre più piccolo e accessibile e l’arrivo di nuove tecnologie può solo facilitare il collegamento da una parte all’altra del globo.

In virtù di questo, per lo scrittore ogni persona può essere collegata a un’altra attraverso delle vere e proprie catene di rapporti e conoscenze con non più di cinque altri individui. Nel suo racconto, una conversazione tra interlocutori anonimi, l’autore fa un esempio calzante partendo da Selma Lagerlöf, scrittrice svedese vincitrice del premio Nobel consegnatole dal re Gustavo di Svezia in persona. Lo stesso re gareggiò una volta contro il tennista ungherese Béla Kehrling, amico intimo di uno dei personaggi del racconto. In questo preciso caso, tra l’interlocutore e la vincitrice del Nobel ci sono solo due connessioni (il re e il tennista). Gli altri protagonisti del racconto ripetono l’esperimento con altre persone e notano come non si superino mai più di cinque persone per entrare in contatto con un individuo desiderato.

sei gradi di separazione 2La modernizzazione di Milgram

Dopo trentotto anni dalla pubblicazione del racconto di Karinthy, sono stati numerosi gli esperimenti condotti per verificare la teoria dei sei gradi di separazione, ma nessuno è riuscito a risolvere il problema. Nel 1967 lo psicologo americano Stanley Milgram, con un esperimento sociale, sottopose l’ipotesi a prova empirica e sotto forma di “teoria del mondo piccolo”. Il professore selezionò, in modo casuale, un gruppo di statunitensi del Midwest e chiese loro di spedire un pacchetto a un estraneo che abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, il suo impiego e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso.

Subito dopo, fu chiesto a ciascuno di loro di spedire il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che, a loro giudizio, poteva avere la maggiore possibilità di conoscere il destinatario finale. Milgram si aspettava che il completamento della catena avrebbe richiesto almeno un centinaio d’intermediari, e invece, per giungere al destinatario, i pacchetti richiesero in media solo tra i cinque e i sette passaggi. L’esperimento dello psicologo fu pubblicato sulla rivista “Psychology Today” e fu annoverato nella teoria dei sei gradi di separazione, anche se l’autore americano non aveva mai utilizzato questa espressione. Da questa ricerca, inoltre, risultò che il mondo in cui viviamo è un mondo piccolo, costituito da una rete di collegamenti tra persone relativamente breve.

La teoria nel mondo di oggisei gradi di separazione 3

Dopo essere diventato un concetto della cultura di massa grazie a film, videogiochi e spettacoli teatrali, vi furono altri esperimenti eseguiti con internet e il Web 2.0. Nel 2001, un professore della Columbia University, Duncan Watts, ricreò l’esperimento attraverso la posta elettronica. Usò un messaggio e-mail come “pacchetto” che doveva essere consegnato da 48.000 persone, residenti in 157 Stati diversi, nei confronti di 19 “obiettivi”.

La ricerca di Watts riscontrò che il numero medio d’intermediari era effettivamente sei. Nel 2006 un gruppo di due ricercatori di Microsoft, sfruttando il programma MSN Messenger, rilevò che fra due utenti del programma vi erano in media 6.6 gradi di separazione. Nel 2011, infine, un gruppo d’informatici dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con due informatici di Facebook, scoprì che il grado di separazione tra tutte le coppie di individui del social network più famoso al mondo, è in media 4.74, molto meno dell’esito dell’esperimento di Milgram.

E’ dunque vera la teoria dei sei gradi di separazione? Questo non lo possiamo sapere con certezza. Indubbiamente è affascinante ed è stata dimostrata più di una volta da studiosi, come abbiamo visto. Ma da questo a dire che ogni persona è collegata con un’altra da soli cinque/sei passaggi forse è esagerato. L’unica cosa che si può fare è provare questa interessante teoria e vedere se effettivamente i gradi che ci separano dalla persona che realmente vogliamo incontrare siano al massimo sei.

 

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Sergio Pannocchia

Diplomato al Liceo Scientifico Statale “Ettore Majorana” (maturità scientifica) di Roma, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’università Roma Tre. È da sempre appassionato di sport e in particolar modo di Basket. Segue da anni il campionato della NBA con particolare interesse per i San Antonio Spurs. Ha collaborato come redattore e video maker con i siti Basketlive e Basketitaly pubblicando diversi articoli. Ha inoltre svolto attività di collaborazione sul canale youtube Roma Breaking Videos. Attualmente è l’addetto stampa della società romana Smit Roma Centro. VICE CAPOSERVIZIO SPORT

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