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Come cambia la Serie A: le promosse del calciomercato

Finito il tempo delle trattative, delle riunioni fiume nelle stanze di albergo, dei contratti firmati e quelli saltati all’ultimo istante, finalmente si ritorna in campo. Quello appena concluso è stato un calciomercato atipico, in cui la Serie A è tornata a spendere come ai vecchi tempi (ben 696 milioni spesi), e le squadre sono state rivoluzionate. Andiamo ad analizzare quali sono le società che si sono maggiormente rinforzate, le cosiddette “promosse” del mercato.

higuain-juventusLa Juventus e quel mercato da urlo.

La Vecchia Signora ha fatto effettivamente la signora. Regina indiscussa del calciomercato italiano, ma non solo. I ricavi dalla cessione di Pogba, dolorosa ma inevitabile a certe cifre, hanno rimpolpato le casse negli uffici di corso Galileo Ferraris. Marotta e Paratici si sono sfregati le mani, e hanno condotto un mercato eccezionale.

Gli arrivi di Higuain e Pjanic da Napoli e Roma hanno aumentato considerevolmente il tasso tecnico della rosa, indebolendo allo stesso tempo le due rivali più accreditate per lo Scudetto. Dani Alves e Cuadrado rappresentano un tandem di indiscutibile valore nel 3-5-2 bianconero, mentre Benatia sarà utilissimo per far rifiatare la BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini). Marko Pjaca (classe 1995), ammirato agli Europei con la nazionale croata, è un calciatore interessantissimo e potrebbe essere un crac del calcio mondiale negli anni a venire.

Il mancato arrivo di un altro centrocampista di qualità nell’ultimo giorno di mercato – era concreta la possibilità di arrivare a Witsel – non influenza negativamente la grande campagna acquisti. Se per il sesto titolo nazionale consecutivo sembra solo una formalità, adesso l’obiettivo principale è dare l’assalto alle big d’Europa.

Bene anche il Napoli, nonostante il Pipita.

Con l’addio del Pipita, il Napoli ha chiuso un ciclo. Ripartire senza il trascinatore dello scorso anno non sarà facile, ma De Laurentiis e Giuntoli hanno posto le basi per un rilancio Milik Napoliimmediato allestendo una rosa dal futuro luminoso. Gli oltre 90 milioni incassati dalla Juventus per Higuain hanno permesso ai partenopei di completare la squadra e allungare la panchina, storico punto debole degli Azzurri.

Milik, pagato a peso d’oro, sembra già essersi inserito bene nei meccanismi di squadra, presentandosi ai suoi nuovi tifosi con una doppietta nella seconda di campionato. Il centrocampo è stato notevolmente rinforzato e ringiovanito, con gli acquisti di Zielinski (1994), Rog (1995) e Diawara (1997). Dopo un estenuante tira e molla durato tutta l’estate di calciomercato, il Napoli è riuscito a portare all’ombra del Vesuvio anche Nikola Maksimovic dal Torino, allargando le possibilità nel reparto difensivo. Tonelli e Giaccherini conoscono alla perfezione la Serie A, e porteranno una giusta dose d’esperienza.

Sarri ha ora tra le mani un’ottima squadra; vincere lo Scudetto sembra impresa durissima, ma un piazzamento con vista Champions League è assolutamente alla portata di questo Napoli.

De BoerL’Inter a gamba tesa nel mercato, in un’estate turbolenta.

L’entrata in società del gruppo Suning ha dato nuova linfa alle casse nerazzurre. Le cifre del mercato sono state da capogiro, chiudendo con un passivo di oltre 100 milioni di euro. Gli acquisti sono stati importanti e proiettano l’Inter, a bocce ferme e aspettando i risultati del campo, tra le più accreditate a contendere il titolo alla Juventus.

Banega a parametro zero è stato un ottimo colpo, così come Ansaldi, reduce da un’ottima stagione al Genoa. Candreva è un giocatore di spessore internazionale, e ha dimostrato di saper dare continuità alle sue prestazioni. I botti finali portano la firma di Joao Mario, prelevato dallo Sporting Lisbona per una cifra vicina ai 45 milioni di euro, e Gabriel Barbosa, noto ai più come Gabigol, giovane stellina del Brasile fresco campione olimpico.

Nonostante la spada di Damocle del Fair Play Finanziario, i nerazzurri sono stati bravi a non cedere alle lusinghe per Icardi e Perisic. Mezzo punto in meno per il caso Mancini, mal gestito da tutte le parti in causa, e per cui l’Inter ne sta pagando le conseguenze. Il livello della squadra è di notevole qualità, ma De Boer ha bisogno di tempo per poter capire il calcio italiano e plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza.

Torino, Sassuolo e Cagliari: quando il calciomercato è bravura.

Un plauso va fatto anche a queste società, che hanno agito in maniera oculata sul mercato, riuscendo a mettere in piedi buonissime squadre. Il Toro ha rivoluzionato la difesa – via Glik, sassuoloMaksimovic e Bruno Peres – e ha perso Immobile, ma gli acquisti di Castan, De Silvestri, Ljaic e Iago Falque hanno creato una nuova ossatura, attorno alla quale Belotti potrebbe esplodere definitivamente.

Il Sassuolo è ormai una realtà ben consolidata del nostro calcio: ha perso due giocatori chiave come Vrsaljko e Sansone, ma la politica societaria di puntare sui giovani talenti italiani ha sempre portato buoni frutti. Mazzitelli, Sensi e Ricci sono stati tra i migliori nello scorso campionato cadetto, e il grande cammino dell’Italia Under 21 nel girone di qualificazione agli Europei è anche merito loro. Matri rappresenta l’usato sicuro e entrerà nelle rotazioni di Di Francesco, che dovrà fare i conti anche con l’Europa League.

Il Cagliari, infine, ha fatto un ottimo mercato: Bruno Alves è un giocatore di esperienza internazionale, così come Isla, fresco vincitore della Copa America. Borriello sembra aver ritrovato la giovinezza di un tempo, e con Sau sembra avere un’ottima intesa per poter portare il Cagliari ad una salvezza tranquilla.
Insomma, non solo con i soldi si può fare un gran calciomercato.

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Diplomato al liceo scientifico statale Louis Pasteur, studia Scienze della Comunicazione presso l'Università di Roma Tre. Amante dello sport in generale, in particolar modo del calcio e del tennis. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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