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Silence, il film di Scorsese è un’opera ambiziosa e personale

Quasi 30 anni. Questo il tempo per realizzare Silence. Un tempo lunghissimo che Martin Scorsese ha impiegato per fare un film che pare essere un’opera riepilogativa della sua filmografia. La pellicola è basato sul romanzo di Shusaku Endo del 1966 e si focalizza su un punto cruciale della religione: il silenzio da parte di Dio di fronte alle sofferenze umane.

Sinossi

Silence racconta la storia di due missionari, padre Rodrigues (Andrew Garfield) e padre Garupe (Adam Driver), silence liam neesonche nel XVII secolo raggiungono il Giappone alla ricerca del loro mentore scomparso, padre Christovao Ferreira (Liam Neeson) e per diffondere il Cristianesimo. Tuttavia, all’epoca i feudali e i Samurai non volevano il Cristianesimo come religione e chi professava questa fede veniva arrestato e torturato, costretto all’apostasia, a rinnegare la propria fede o addirittura veniva condannato a una morte lenta e dolorosa. La Fede è un tema a cui il regista è da sempre legato. Martin Scorsese è cresciuto in una famiglia credente. Dopo aver letto la prima volta Silence, il regista decise che ne avrebbe fatto un film.

Una fatica sotto ogni punto di vista

Un film difficile da realizzare. È stato difficile trovare finanziamenti. La fortuna è stato il precedente film. Con l’incredibile successo di The Wolf of Wall Street, sono arrivati i finanziatori. Silence non è stato girato in Giappone. Sarebbe costato troppo. È stato girato prevalentemente a Taiwan, location comunque perfetta per ricostruire il Giappone del XVII secolo.

La storia di Silence è complessa e di conseguenza anche il film manifesta una cerca macchinosità. Soprattutto nella prima parte. Con un ritmo lento e, seppur studiato, insostenibile, inizialmente Silence dà l’idea di un film difficile da metabolizzare. Il film dura 2 ore e 45 minuti.

Se da un lato è una fatica seguire l’andamento del racconto, dall’altro si accoglie l’intensità di una tematica universale che solo un regista come Martin Scorsese poteva narrare ed essere compresa. Perché, sebbene Silence sia ambientato quasi 400 anni fa, il problema religioso e la rivendicazione delle verità universali sono di estrema attualità. Il conflitto tra Fede e cultura diversa, tra il silenzio di Dio mentre i credenti muoiono in suo nome e l’intolleranza violenta di chi non crede, sono tematiche tangibili tuttora.

Siamo o no pronti all’ascolto?

Silence-adam-driver-andrew-garfieldIn Silence c’è un dilemma morale. Ma è talmente grande che Scorsese non dà una soluzione. È tanto umano quanto spirituale. E ognuno, credente o agnostico, può leggerci la sua visione. Con il personaggio interpretato da Andrew Garfield, un gesuita che arriva a porsi domande su Dio, la cui Fede pare vacillare, si palesano domande universali che tutti, anche nel proprio intimo, ci poniamo. Perché se Dio è misericordioso vuole la sofferenza degli uomini? Perché se l’uomo soffre non interviene?

Tuttavia, dall’altro c’è l’atto di Fede. Dio agisce ed è sempre presente nella vita dell’uomo e anche nel silenzio che si trova l’amore del Signore. Questa sarà la personale risposta che si darà padre Rodrigues. C’è anche il ruolo di Kichijiro, un Giuda pronto anche a tradirlo ma che continua a chiedere l’assoluzione e a riceverla. Qual è il suo ruolo? E perché si salva sempre? Resta un dilemma.

Un film personale

Con ogni probabilità Silence non sarà apprezzato. O meglio, non sarà una di quelle visioni entusiasmanti. È un film impegnativo. Silence però è il film di cui aveva bisogno Martin Scorsese, un ex seminarista che ha “assolto” le sue colpe realizzando un’opera ambiziosa. C’è una ricerca spirituale di un uomo terreno che dubita. Perché, se è vero che la Fede è un cammino, questo è pieno di ostacoli. Lì, è compito dell’uomo scegliere.

Silence è in sala dal 12 gennaio distribuito da 01 Distribution ed è un’esclusiva per l’Italia Rai Cinema.

 

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About

Mi chiamo Maria Giorgia, ma per molti sono MG. Sono laureata in filosofia e sono giornalista pubblicista. Lavoro sul web e adoro i gatti, la luna e il giallo ocra. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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