Silvio: Potenza Impotente

Dicono che ho potere, non è vero, forse ce l’hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo devo essere contento

Per dimostrare questa affermazione oggi Silvio ha dato sfoggio del suo non potere.

In un giorno di “ordinaria eversione” come l’ha chiamato Giannini su Repubblica, il premier ha dettato legge, come solo chi non ha potere sa fare. Tre dichiarazioni, una più incostituzionale dell’altra:

1) “Nel programma elettorale c’era scritta una cosa che conteneva principi molto più forti. E invece il testo è stato modificato e io mi sono astenuto. Ora non va più cambiato, la decisione e’ vincolante per i nostri senatori e i nostri deputati” Riferendosi al testo sulle intercettazioni, in approdo alla camera. Tradotto: “Il testo è già stato cambiato abbastanza. Già mi rode che i PM abbiano la possibilità di prolungare gli ascolti oltre i 75 giorni, pur dovendo chiedere il rinnovo di 3 giorni in 3 giorni, che è un suicidio burocratico. Se viene modificato ancora corriamo il rischio che non serva più ai miei amichetti per delinquere in libertà, quindi è il caso di fermarci qui. Se serve metterò la fiducia, tanto… chissenefrega.”

2) “Ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all’Aquila. Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa.

Mai che gli salti in mente che magari possono avere qualche ragione per dissentire dall’operato della protezione civile… Mai che gli passi per la testa che un’indagine non significa voler colpevolizzare, ma soltanto fare chiarezza e capire se qualcuno ha commesso errori, in malafede o per imperizia. Piuttosto di ammettere la sua fallibilità preferisce negare un diritto fondamentale ai suoi cittadini. Agli stessi cittadini dell’Aquila che soltanto qualche mese fa le televisioni tutte ci mostravano festanti, mentre ringraziavano il provvidente Silvio che restituiva case e dava il pane ai bambini. Che non fossero poi così tutti festanti? Mah… non ci è dato saperlo.

3) “Non firmo il contratto di servizio della RAI se continua ad essere faziosa” Ovvero: “mi piaceva ‘sta storia di Santoro che se n’era andato… perché adesso ne riparliamo?”. Ancora una volta a dimostrazione della multipla ingerenza del povero ed impotente (non in senso sessuale eh, Silvio! Sia mai!) premier e di quanto sia temuto un misero programma di informazione vera, pur con tutte le limitazioni poste da mamma RAI. Purtroppo non penso lo possa fare, anche se una RAI non pagata dallo stato sarebbe un sogno che si avvera, seppur spinto dalle motivazioni sbagliate…

Con possanza dittatoriale (ma senza poteri eh, s’intende), ha quindi minato e minacciato ogni possibile dissenso, interno, esterno o mediatico. A sempiterna dimostrazione di quanto le idee diverse dalle sue lo irritino nell’intimo in quanto osano scalfire il suo infinito ego. Credo tuttavia che ci sia un nome per quegli stati in cui l’informazione è controllata, i cittadini sono aiutati soltanto se stanno buoni e zitti ed il parlamento è un fantoccio nelle mani di una persona sola… Ma in questo momento mi sfugge.

SCRITTO DA SIMONE PER Voglio Resistere



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