Slaves of Love and Bones, Hugomorales e Slivovitz: tre band a confronto

Oggi inauguriamo la rubrica Italians Do it Better, presentando le nuove uscite discografiche di band emergenti o già affermate che suonano nel nostro Belpaese.

Il primo gruppo che andiamo a presentare sono gli SLAVES OF LOVE AND BONES che con il loro “REAL FAKE MUSIC” EP sono stati prodotti da I make records.

L’Ep, uscito il 6 novembre 2015, ti immerge in quei suoni elettronici fatti di sequer, campionamenti, Slaves-Of-Love-And-Bones-Real-Fake-Music-653x450pad, synt, macchine di ogni genere, per poi riportarti a galla con sonorità a stampo Rock arrangiate da tempi serrati e vorticose modulazioni armoniche.

La struttura dei sette brani prende l’architettura a stampo pop come la sobrietà, l’esser diretto e incisivo. Ma lo stile con cui questi ragazzi suonano cerca di sviare dai classici raggruppamenti di genere, andando ad adottare molteplici soluzioni sonore. Una musica ibrida e paradossale che si può intuire anche dal solo titolo dell’Ep “Real Fake Music”.

I testi narrano dell’uomo contemporaneo e il suo legame con la cultura digitale, il mutamento dei rapporti interpersonali dalla comunicazione all’incomunicabilità dei nuovi media e del lento sbiadire di quelle mille forme che il mondo sensibile può assumere.

Un gruppo che ci sentiamo di consigliare e di seguire, di seguito la pagina Facebook dove poterli ascoltare:

https://www.facebook.com/SlavesOfLoveAndBones

 

Il secondo italico è Hugomorales il cui l’album omonimo uscito il 9 novembre 2015 è stato prodotto da Tazzina Dischi. All’anagrafe, il cantautore, è Emiliano Angelelli. In passato era Elio Petri.
Come Elio Petri ha pubblicato due dischi: “Non è morto nessuno” (Matteite/Venus 2010) e “Il bello e il cattivo tempo” (Cura Domestica 2013). Lo pseudonimo Hugomorales è stato preso in prestito da Victor Hugo Morales, il grande telecronista sportivo uruguaiano che commentò, tra l’altro, Argentina-10317706_717770398358379_3030018326714679533_oInghilterra, partita di calcio memorabile giocata in Messico nel corso dei Mondiali del 1986. In particolare Hugo Morales passò alla storia per la mirabolante telecronaca del gol del 2-0 siglato da Diego Armando Maradona, uno dei gol più belli della storia del calcio.

“Hugomorales”, primo disco omonimo, è stato interamente registrato da Emiliano nel suo studio casalingo romano, nel Centro di Palmetta a Terni e presso l’Osthello Musica di Perugia. L’arrangiamento e il missaggio degli undici pezzi che compongono il disco sono stati curati dallo stesso Emiliano e da Daniele Rotella (The rust and the fury). L’idea del disco è stata partorita nell’estate del 2013, in seguito all’acquisto di una Casio anni ’80 e successivamente di alcuni synth e drum machine, con i quali sono stati realizzati i primi tessuti sonori alla base dei brani. Hugomorales aveva già esordito nel dicembre 2013 con la pubblicazione di un pezzo inedito intitolato “Vasca da bagno”, uscito all’interno della compilation internazionale “After the storm”, realizzata dall’etichetta londinese Damnably Records in aiuto dei sopravvissuti al terremoto delle Filippine. Successivamente aveva esordito dal vivo, nel maggio 2015, in supporto al tour italiano del musicista di Bristol SJ Esau, parallelamente alla pubblicazione del primo video tratto dal disco e intitolato “Uomini nello spazio”. “Hugomorales” esce per la neonata etichetta romana Tazzina Dischi. La grafica della copertina, infine, è stata curata dall’illustratrice romana Little Points.

Per saperne di più vi lasciamo il link della sua pagina di facebook

https://www.facebook.com/hugomoralessimo/?fref=ts

 

Per terzi ed ultimi abbiamo gli Slivovitz, che il 17 novembre 2015 presentano il loro nuovo album  “All you can eat”, prodotto da MoonJune Records.
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Sono gli indiscussi maestri Napoletani del progressive gypsy electro eclectic jazz, ritornati in studio dopo un’assenza di quattro anni. Il loro precedente lavoro, il trascinante Bani Ahead ,per la newyorkese Moonjune Records, aveva visto il gruppo alzare la posta in gioco verso nuove vette: adattando la forma del modern jazz agli stilemi del rock post-Zappiano in maniera gioiosa ed effervescente. L’ansiosa attesa dei fan del settetto Italiano per il disco nuovo sarà ampiamente soddisfatta dal nuovo All-You-Can-Eat. Come il titolo indica, i musicisti, sia individualmente che collettivamente, avanzano a pie’ sospinto nel reame dell’eccesso, mescolando insieme, in una variegata tavolozza, esempi brillanti della più raffinata cucina sonica Italiana.

Mitigando arrangiamenti complessi e drastiche variazioni compositive con grazia e agilità tecnica, il gruppo mostra – su piani sfalsati – chiarezza, inventiva ed unità attraverso un banchetto luculliano per le orecchie. Non diversamente dal distillato da cui traggono il nome, i Napoletani alfieri del progressive jazz rock ad alta gradazione di divertimento diventano sempre più gustosi e raffinati con l’età. All-You-Can-Eat è un pasto musicale sfrigolante e soddisfacente che non smetterete di desiderare, un assaggio e ne vorrete ancora! Chi pensava che Bani Ahead fosse il miglior disco degli Slivovitz forse ha lasciato la cena troppo presto: questo capolavoro è il piatto forte, preparato con sapori robusti ed essenze piccanti che continueranno a farne desiderare ancora!

Per ascoltare qualche assaggio del loro uno lavoro e per saperne di più di seguito vi lasciamo il link del loro profilo facebook

https://www.facebook.com/SlivovitzMusic/

 

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About

In parte-nopeo, in parte romano d’adozione. Nasce a Pompei nel ’89 e si diploma come geometra nel 2009. Entra nel mondo del giornalismo un po’ per caso, facendo da assistente alla vecchia volpe de “Il Messaggero” Costanzo Costantini. Da lì a qualche anno, l’iscrizione a Scienze della Comunicazione Roma 3. Appassionato all’idea di musica come canale comunicativo e amatore a tempo perso di strumenti musicali, nel 2014 inizia una breve collaborazione con la testata “Roma da Leggere” e ora ha deciso di seguire il lavoro di Wild Italy, entrando a far parte della squadra dei collaboratori. COLLABORATORE SEZIONE MUSICA


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