Slipknot, foto band

Slipknot, We Are Not Your Kind: un’evoluzione sonora che riparte dalle origini

We Are Not Your Kind , il ritorno sulla scena degli Slipknot

 

Slipknot, cover We Are Not Your KindGli Slipknot tornano sulla scena con We Are Not Your Kind, sesta fatica in studio della band uscita a cinque anni dal precedente 5:The Gray Chapter. Il disco, come i precedenti, è uscito per Roadrunner Records

La band presenta molte novità sia nella formazione che nella scelta di alcune sonorità. Si parte dicendo che la band resta orfana di Chris Fehn, percussioni e cori, che ha abbandonato la nave dopo una brutta rottura tra avvocati e questioni economiche.

La band appare ovviamente anche rinnovata nel look grazie alle nuove maschere che sembrano quasi sottolineare una rinascita e un punto di rottura col passato.

We Are Not Your Kind: un doppio binario sonoro.

We Are Not Your Kind porta in scena un doppio binario sonoro: da una parte il sound aggressivo e violento a cui ci hanno abituato gli Slipknot e dall’altro lato una ricerca melodica più curata. La band ha cercato di inserire scarti melodici e sonorità più “sperimentali” all’interno dei brani, quasi come un ritorno all’industrial degli esordi, ma con maggiore attenzione verso la melodia.

Nel disco sono più che evidenti le parti strumentali affidate all’elettronica, come già detto un riavvicinamento all’industrial ma, se vogliamo, più ammiccante.

Detto questo bisogna dire che We Are Not Your Kind sembra un disco più ponderato, dove ritmiche e riff sembrano suonate con più cognizione di causa, piuttosto che per mera violenza sonora. Gli Slipknot sembrano più misurati e più controllati in tutto e per tutto.

La band sembra essere tornata a quella creatività che ruppe il sound classico e partorì quel Vol 3: (The Subliminal Verses) che cambiò radicalmente le carte in tavola.

Ci sono alcuni brani che riescono a descrivere questo doppio binario sonoro messo in campo dagli Slipknot. Prendiamo ad esempio Unsainted, che pur essendo un brano molto quadrato riesce a stupire (sia in positivo che in negativo) i fans tirando fuori una voce in clean e, addirittura, dei “coretti angelici”. Materiale decisamente insolito, forse fuori contesto, eppure molto ben congegnato. Forse una nuova maturità per la band e una maggiore ricercatezza sonora.

La band sembra aver rinunciato un po’ a quella frammentarietà sonora dei primi lavori a beneficio di esecuzioni più quadrate e meno “tribali”.

Ovviamente non mancano i pezzi più violenti come Red Flag e Orphan che mostrano una band ancora molto grintosa e con tanta rabbia da sfogare. Questi due brani nello specifico sono più articolati e più complessi a livello di struttura, anche se a tratti possono sembrare un po’ stucchevoli, soprattutto in certi ritornelli.

Slipknot: una sound che si evolve.

Slipknot Foto live

Fonte: NME

Quello che stupisce di questo We Are Not Your Kind è la grande sapienza con cui gli Slipknot riescono a creare atmosfere cupe e labirintiche.

Un sound del genere è decisamente intrigante, soprattutto su quei pezzi più dark che sembrano letteralmente ferire l’ascoltatore.

C’è da dire che gli Slipknot, nonostante i cambi di formazione, sono invecchiati decisamente bene e anche si sono distaccati dal sound delle origini riescono comunque a dare vita a grandi lavori.

We Are Not Your Kind è un buon disco che rinnova la grinta della band e, allo stesso tempo, riesce a dare spazio a quel pizzico di creatività e di melodia che spesso va in contrasto col vero metallo.

Gli Slipknot, nel tempo, hanno avuto il coraggio di allontanarsi da un genere che li ha resi famosi per toccare altre sonorità a volte gradite a volte no. We Are Not Your Kind conferma gli Slipknot come una band interessante che riesce ancora a stupire i fans e a regalare un disco davvero ben costruito.

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


'Slipknot, We Are Not Your Kind: un’evoluzione sonora che riparte dalle origini' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares