“Solidarietà” a Borghezio: una critica costruttiva

Mario Borghezio «malmenato» dagli agenti di sicurezza a St. Moritz. Stando alle dichiarazioni dell’europarlamentare, per aver tentato di accedere alla riunione del Club Bilderberg, che si riunisce proprio in questi giorni.

Il Bilderberg, gruppo ufficioso e ad inviti che ogni anno raduna circa 130 fra le più influenti personalità dal mondo, è da sempre oggetto di teorie del complotto di varia risma. Teorie che a quanto pare hanno attecchito nella mente del politico in questione, e che talvolta hanno trovato spazio anche nel giornale di riferimento del suo partito di appartenenza, la «Padania».

Nella pagina ufficiale dell’Italian Revolution, movimento di «democrazia reale» nato sulla falsariga del 15M spagnolo, i riferimenti a questa teoria, così come alla bufala sul signoraggio bancario, si sprecano. Ci si aspetterebbe, allora, un seppur minimo moto di solidarietà nei riguardi del leghista, pur senza dimenticarne le caratteristiche che lo rendono inviso ai più e difficilmente idoneo a ricoprire il ruolo di cui è investito. E invece no.

Mario Borghezio è della Lega Nord, e perciò occorre festeggiare non appena si venga a sapere che è stato picchiato. Questa è realmente democrazia. Lo stesso accade su un’altra pagina con un discreto margine di successo, Resistenza Antiberlusconiana: un leghista preso a botte, musica maestro. E’ la società cosiddetta civile, bellezza.

Sarà davvero questa l’alternativa italiana? E’ possibile che non si possa auspicare che in un Paese moderno si combattano le idee anziché le persone? Borghezio si è trovato più volte al centro di episodi di violenza, spesso a ruoli invertiti. Ma la giustizia umana è ben altro dal contrappasso. E che si condannino «senza se e senza ma» le manganellate ai sodali compiacendosi per quelle agli avversari, non è assolutamente da buon cittadino, comunque la si voglia mettere.

LUCIANO IZZO

luciano.izzo@hotmail.it



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