solo: a star wars story

Solo: A Star Wars Story, le origini del contrabbandiere

solo-a-star-wars-story-Alden-EhrenreichChe Solo: A Star Wars Story sia il titolo più differente tra tutti i film della saga lo si capisce già dal suo incipit. “In una Galassia lontana, lontana” apre come da tradizione il racconto – e questo è forse l’elemento più canonico della produzione -, ma già nel prologo il film di Ron Howard mette i puntini sulle i, anche più di Rogue One: non siamo qui per gli Skywalker né per gli Jedi o tanto meno per la Forza.

Ci troviamo infatti tra Episodio III ed Episodio IV, in un periodo non meglio specificato, dove l’Impero domina già vari sistemi, stringendo nella sua intransigente morsa dittatoriale la popolazione, ma si parla anche di Sindacati Criminali, rotte commerciali e Coaxium prima di introdurre immediatamente il grande protagonista: Han Solo.

È ancora un ragazzo (parrebbe alla soglia dei 25 anni) e vive nei bassifondi di Corellia, al servizio di tale Lady Proxima. Cerca di mantenersi come può, soprattutto truffando e rubando veicoli dell’Impero, e un giorno arriva la svolta: ha la possibilità di abbandonare quel pianeta-rifiuto per divenire un pilota, occasione che ovviamente afferra al volo. Scontro, fuga rocambolesca, titolo.

Spin-off travagliato

Così venivamo introdotti nel mondo del giovane Han, in quindici minuti di presentazione dove Ron Howard non fa mancare un certa dose di azione e la sceneggiatura di Lawrence Kasdan e figlio scopre le sue carte sul secondo, produttivamente travagliato spin-off di Star Wars.

Come sappiamo, date le inconciliabili divergenze creative tra Kathleen Kennedy e il duo Miller-Phillips, il film lo scorso anno è entrato in un tritacarne mediatico che non ha lasciato scampo a nessuno, partendo dalla presunta incompatibilità dei registi con un titolo studio fino alla “scarsa” performance di Alden Ehrenreich, il giovane Han Solo designato. E quanto tutto questo possa essere vero è ancora da vedere, ma a fronte di grandi problematiche, ritardo nella post-produzione e feroci critiche preventive, Solo: A Star Wars Story si dimostra oggi un lungometraggio lontano dal disastro pre-annunciato da Cannes, anche se siamo certi dividerà molto il pubblico, esattamente come l’ultimo Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Nel caso del film di Rian Johnson, però, il problema di fondo era la volontà di ribaltare concettualmente diversi elementi della saga. Essendo parte importante della storyline principale, comunque (quella degli Skywalker), Gli ultimi Jedi era quantomeno in linea con l’epica del franchise, anche se la voglia di sperimentare e sorprendere di Johnson ha fatto del coraggio di cambiare la vera, grande chiave di lettura del progetto, esponendolo al contempo a pesanti critiche.

Nascita di una canaglia

Solo-A-Star-Wars-Story-recensioneIl film di Howard, invece, si arma di pazienza e, di base, non tenta come Rogue One di andare a raccontare un pezzo importante della storia della saga, perché in fin dei conti la volontà di Solo è quella di analizzare l’evoluzione caratteriale e psicologica di Han, partendo dagli elementi più conosciuti e lavorando da quelli in modo retroattivo, formando pian piano il personaggio. In questo senso, Solo è un progetto del tutto canonico, inteso come rispetto delle caratteristiche strutturali della personalità del protagonista, che va anche a sistemare diversi punti ancora oggi molto discussi. E allora, sotto quest’ottica, il film appare come un’enorme carezza ai fan di sempre, che si sentiranno coccolati da ogni citazione, da ogni piccolo particolare atto allo sviluppo di Han, al suo diventare il miglior contrabbandiere della Galassia.

Per questo, probabilmente, se la voglia di cambiare de Gli ultimi Jedi ha lasciato un solco profondo nella passione di molti per il franchise, questo film potrebbe sorprendere molto più del previsto, anche grazie a diverse sequenze action dalla costruzione appagante. La storia, poi, ha diverse sorprese da svelare, e molti di noteranno senza troppa difficoltà diversi rimandi a Il ritorno dello Jedi, ma fa parte dell’occhiolino di Howard agli appassionati, come furono le strizzatine di J.J. Abrams ne Il risveglio della Forza: rientra nelle regole del gioco.

Un nuovo Han

Se Gli ultimi Jedi, insomma, guardava al futuro, alle nuove generazioni, Solo: A Star Wars Story compie un percorso simile a quello di Rogue One, pur essendo completamente differente in scopo e portata dal film di Gareth Edwards, ma anche in termini di epica e canonicità stilistica. Non si avverte quella sensazione di soap-opera spaziale tipica della saga e anche il montaggio è privo di passaggi iconici di Star Wars, segno di marcato distacco anche questo.

Solo-A-Star-Wars-Story-recensione-filmGrande problema potrebbe essere quello di accettare Ehrenreich nei panni di Han, in quanto l’iconografia del personaggio è ormai in parte legata al volto di Harrison Ford (Blade Runner 2049).

Nessun problema, invece, perché al netto di qualche eccesso espressivo di troppo (che mai sfocia nell’overacting), il giovane Alden compie un lavoro incredibile di mimesi, calandosi al contempo con originalità interpretativa e ricalco fisico-caratteriale nel ruolo. Non avrà il carisma di Ford, ma in fondo chi ha il carisma di Ford? Recita al massimo delle sue possibilità in una parte difficile e già “occupata”, raggiungendo un ottimo risultato che ha lasciato persino Ford molto contento. Stesso discorso per il Lando Calrissian di Donald Glover, ma con l’autore di Atlanta i dubbi erano sinceramente molto pochi.

Nella pratica, per concludere, non c’è alcun tipo di rivoluzione né una personalità decisa nel film di Ron Howard, ma più o meno tutto sembra funzionare benissimo nel suo leggero anonimato, come capitolo accessorio della saga, senza una grande narrazione epica, senza una ricercata profondità stilistica. È un titolo che diverte senza far ridere e che intrattiene senza troppo entusiasmare. In definitiva, è un buon film. Non eccezionale, non mediocre, non disastroso.
“Solo” buono.

Solo: A Star Wars Story sarà al cinema dal 23 maggio distribuito da Walt Disney Studios.

Luca Ceccotti

 

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Fonte Immagini: Ufficio Stampa Walt Disney Italia.

 



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