Solo, contro la burocrazia

Solo, contro la burocrazia. In occasione delle elezioni comunali milanesi un imprenditore, Armando Siri, decide di far “battezzare” sul campo la sua creatura: Pin, ovvero Partito Italia Nuova. Cominciano le pratiche per presentare i candidati al consiglio comunale e nelle varie municipalità. Inizialmente sembra che tutto vada per il meglio ma ecco che…

Qui di seguito vi pubblichiamo l’intervista che ci ha rilasciato in merito il diretto interessato, contattato telefonicamente e con il quale ho fatto una lunga ed interessante chiaccherata sul ruolo che riveste oggi la politica e su quale modello di Italia si può immaginare per gli anni a venire.

Vi pubblico anche la lettera che mi ha indirizzato dove viene ampiamente spiegata la situazione che lui e il suo partito stanno passando:

Alla c.a. di Matteo Marini
Caro Direttore,

con la presente pongo alla Sua cortese attenzione e a quella dei Suoi lettori un caso di grave abuso di potere ai danni del movimento politico che rappresento,  il PIN, Partito Italia Nuova.

Nato spontaneamente a Milano nell’ottobre 2010 dalla comunione di intenti di cittadini che si sono riconosciuti nel contenuto del mio libro “l’Italia Nuova-l’inizio” il Partito ha deciso di presentarsi alle Elezioni Comunali di Milano con una propria lista di 48 candidati per il Consiglio Comunale e due liste nei Consigli di Zona 1 e 3.

Comincia quindi un’avventura del tutto nuova per ciascuno di noi, non provenendo nessuno da esperienze politiche, elettive o istituzionali già esistenti.

Per prima cosa ci siamo trovati di fronte una serie di istruzioni per la presentazione delle liste che disincentiverebbero chiunque abbia a cuore il proprio buon senso a proseguire. Ma forti del fatto che tutti gli altri partiti fanno la stessa cosa ci siamo attrezzati di buona volontà per superare l’iniziale momento di “sconcerto”.

Abbiamo cominciato ad effettuare tutte le “formalità” richieste dalla legge (D.P.R. 570/1960- D.P.R. 203/1951 – D.Lgs 267/2000 – L. 241/1990) per la presentazione della lista ovvero: l’elenco dei candidati, l’accettazione di candidatura autenticata di ciascuno, i certificati di iscrizione alle liste elettorali e le firme dei cittadini sottoscrittori della lista stessa raccolte tramite banchetti in diverse zone della città alla presenza di autenticatori che abbiamo dovuto pagare per il servizio non disponendo di consiglieri o rappresentanti del movimento eletti che potessero supportarci. Ognuna di esse corredata dal proprio certificato elettorale comprovante l’iscrizione nelle liste elettorali del Comune di Milano.

Ci siamo presentati il giorno previsto per la presentazione dei documenti alle 5 del mattino davanti al Comune ed eravamo i secondi in ordine di consegna dopo i rappresentanti del movimento 5 stelle, proprio perché abbiamo pensato che essendo alla nostra prima esperienza arrivare prima ci avrebbe consentito in caso di qualche piccolo vizio formale di poter rimediare in tempo rispetto alla chiusura delle operazioni.

I nostri delegati si sono dunque presentati, sono stati identificati dai membri della Commissione, hanno presentato i documenti a cui è stata fatta una prima verifica, hanno ottenuto il timbro di ricevuta e hanno ricevuto la comunicazione di tenere i telefoni accesi se ci fosse stato bisogno di qualcosa da integrare.

Fiduciosi di aver svolto un buon lavoro non solo in quel momento ma in tutti i mesi precedenti, lavoro  sono andati via.

Il pomeriggio alle 18 hanno ricevuto una convocazione della Commissione Elettorale in cui la lista veniva “RICUSATA”  per la mancanza delle firme di sottoscrittori nell’Atto Principale!

Sgomenti i delegati (riconosciuti come tali dalla Commissione che ha notificato un atto formale)  hanno chiesto come si poteva rimediare, posto il fatto che nell’Atto Principale non potendo essere apposte tutte le 1000 firme dei sottoscrittori doveva per forza di cose costituire un Atto Unico con tutti i moduli allegati (13) con le firme dei sottoscrittori.

La Commissione li invita, se avessero voluto a presentare RICORSO, che naturalmente immediatamente presentano facendo presente che l’Atto Principale contiene una riga verticale che annulla lo spazio bianco con l’autentica del Pubblico Ufficiale e rimanda di seguito agli atti successivi. Cosi ci era stato infatti assicurato si potesse procedere proprio dal Pubblico Ufficiale. Anche perché non esisteva motivo al mondo che ci impedisse di mettere due firme di sottoscrittori nell’ATTO PRINCIPALE!! Perché non avremmo dovuto farlo???

La Commissione RESPINGE il ricorso dicendo che se pur vero che le firme sono sui moduli allegati,  essendo la NOMINA DEI DELEGATI solo nell’Atto Principale la lista non è ugualmente valida.

A questo punto sempre più sgomenti (perché sarebbe stato più semplice dire: dovete entro questa tale ora “sanare” questa formalità e considerato che tutto il resto è a posto possiamo accogliere la lista). NO! Fate ricorso al TAR dicono!

Facciamo ricorso al TAR assistiti dallo Studio del Professor Bassani di Milano, il quale ci dice “si tratta di una pura formalità e in ogni caso il Consiglio di Stato si è già pronunciato in merito alla nomina dei Delegati dicendo che questa non è obbligatoria ma facoltativa e non può in alcun modo pregiudicare la presentazione della lista” SENTENZA CONSIGLIO DI STATO 1271, V SEZIONE 04.12.2002. (…..) quanto all’indicazione del delegato, essa non costituisce un onere posto dal legislatore a pena di inammissibilità della lista, ma una norma di favore della quale i presentatori hanno, nel proprio esclusivo interesse la facoltà di avvalersi, senza che il mancato esercizio di essa possa in qualunque modo pregiudicare l’ammissione della lista stessa”. Aggiunge l’Avvocato, l’orientamento del TAR su questi aspetti minimi di formalità è sempre stato come dice la LEGGE a FAVORE DELLA COMPETIZIONE ELETTORALE.

NIENTE DA FARE! Il TAR rigetta il ricorso senza neppure prendere in considerazione ne la Sentenza del Consiglio di Stato né il naturale orientamento di legge in tema di elezioni favorendo comunque la competizione elettorale. Afferma però che effettivamente il problema dell’Atto Principale è SANATO dalla presenza dei 13  moduli con le firme, tuttavia insiste proprio sulla mancata nomina dei Delegati.

Ci sembra il solito INCUBO, che vive qualunque cittadino quando malauguratamente gli capita di cadere nella morsa della Burocrazia la quale non guarda in faccia a nulla se non alla sopravvivenza di se stessa e del suo potere su chiunque.

A questo punto sapendo che il Consiglio di Stato si era già pronunciato affermando che i Delegati non erano necessari e non potevano pregiudicare la presentazione della lista, fiduciosi facciamo RICORSO.

Anche il Consiglio di Stato, lo RESPINGE, smentendo se stesso, ma spostando la questione non più sulla formalità nella nomina dei Delegati ma sulla mancanza di Autenticazione delle firme dei delegati stessi.

SIAMO AL PARADOSSO! Proprio al documento numero 11 allegato in tutte le memorie dei ricorsi è contenuto proprio il Documento con l’autentica delle firme dei Delegati!

A questo punto io, come qualunque altro cittadino nella mia condizione che abbia a cuore il senso di verità e giustizia CHIEDO: è davvero possibile che tutto questo passi liscio senza che nessuno batta ciglio? Stiamo parlando di un gruppo di cittadini che hanno un programma, un simbolo, che hanno lavorato mesi, che hanno fatto tutto quanto prescritto dalle regole, e che se anche si volesse ipotizzare un piccolo errore formale comunque SANATO dalla SOSTANZA, si trovano di fatto nell’IMPEDIMENTO di concorrere al più fondamentale dei diritti di una “DEMOCRAZIA” (SIC!!) ovvero la competizione elettorale!!

Abbiamo chiesto gli ATTI di tutte le liste al Comune di Milano, per vedere quanto BRAVI erano stati tutti gli altri a fare bene, senza neppure un “errorino” e per verificare e controllare tutte le firme visto che si paventava l’ipotesi di firme “non conformi con i documenti”, presenza di deceduti ecc.

Abbiamo scoperto che in questo “mercimonio” elettorale si aggirano Autenticatori fasulli, pubblici ufficiali pregiudicati (tutte cose che siamo in attesa di riferire alla Magistratura alla quale sono stati trasmessi gli atti) e altre cose che dovrebbero davvero sollevare la coscienza di ognuno. Niente da fare! Il Comune ci risponde per iscritto dicendo che non ci fa avere nessun Atto e che non può essere intralciato dalla nostra richiesta. Qualunque cosa potrà essere chiesta ma solo dopo il voto (A CUI NOI NON POSSIAMO PERO’ PARTECIPARE). Sappiamo bene che dopo il Voto c’è una legge che dice comunque che quel che fatto è fatto. Pace!

In conclusione ho l’impressione che il PIN, che era arrivato all’1,4% nei sondaggi  e stava crescendo arrivando nell’ultima settimana al 2% , nonostante neonato, fosse un po’ troppo destabilizzante in una partita così importante, e visto che non abbiamo mai potuto rispondere alla domanda “chi c’è dietro” perché dietro c’è solo il Passato e Davanti il Futuro, forse è stato meglio così, che la BUROCRAZIA l’abbia soffocato sul nascere. Sta bene a tutti.

Senza polemica. Questo è un ultimo tentativo, ( nella vita meglio i rimorsi che i rimpianti), rivolgermi a Lei, gentile Direttore, nell’augurio di trovare spazio per dare voce a quello che abbiamo ragione di credere sia un vero e proprio SOPPRUSO. Uno Scippo di Voti, una mortificazione triste e drammatica per dei cittadini che hanno cercato solo di chiedere ad altri cittadini come loro di esprimere il loro voto su un programma rivoluzionario, innovativo, molto simile al TEA PARTY un movimento che sta sbaragliando la politica negli USA, che non trova collocazione in parole ormai vuote come “destra” , “sinistra”, “centro”. Il PIN dice infatti: Meno Stato, Meno Tasse, più libertà individuale. Questa volta la BUROCRAZIA ci ha fermato, ma non riuscirà a fermare quello che è un sentimento nel cuore di tutti. QUESTO SISTEMA E’ IN AGONIA. E presto o tardi si farà spazio un’Italia Nuova.

Grato della Sua attenzione, ho fiducia che Lei possa approfondire questa vicenda.

Con i migliori saluti, stia ottimamente

Armando Siri

PIN

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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