8
February , 2012
Wednesday
Non ho intenzione di dilungarmi troppo sul gesto compiuto da Massimo Tartaglia: è un persona ...
Come avete sentito dai telegiornali di ieri, il Lodo Alfano è stato dichiarato incostituzionale poichè ...
"Dicono che ho potere, non è vero, forse ce l'hanno i gerarchi ma non lo ...
Se qualcuno si fosse mai domandato quanto può costare la solidarietà, un gesto di carità, ...
Il cavalier B. oramai ci ha abbandonati, in preda alla senilità più acuta e agli ...
  di SILVIA NULLI Venezia, 12 settembre. Piazza San Marco gremita dai turisti. Non una domenica di ...
Oggi la deputata Angela Napoli ha dichiarato che per essere elette in parlamento, con questa ...
Il gran giorno è arrivato e il Presidente della Camera Gianfranco Fini appena espulso dal ...
L’ultimo atto del Mondiale F1 è di scena in Brasile, sul circuito di Interlagos a ...
MATTEO MARINI

Solo parole: Nel mare ci sono i coccodrilli

Scritto da Voglioresistere il 30 - June - 2010 Letto 933 volte

I figli della storia si prende una pausa estiva, rimpiazzato da una rubrica diversa, nella quale si parla di tutto un po’, ma soprattutto di libri, e magari di film. Senza la presunzione di voler scrivere recensioni o dare indicazioni. Solo scriverò di ciò che mi è piaciuto o che mi ha colpito, per una qualsiasi ragione. Se poi qualcuno volesse dare il proprio contributo, aggiungendo impressioni e riflessioni, sarebbe il benvenuto. Fa sempre bene vedere le cose da un altro punto di vista.

Ho letto questa settimana l’ultimo lavoro di Fabio Geda,Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Ekbari, edito da B.C.Dalai editore.
È la storia di un bambino afgano di etnia hazara di circa dieci anni portato dalla madre in Pakistan e lì abbandonato. Non per crudeltà, ma perché allontanarlo dall’Afghanistan talebano è l’unica possibilità di salvarlo da una vita in cui avrebbe solo due alternative, uccidere o essere ucciso, mentre lei deve tornare a casa dove si trova ancora l’altro figlio, più piccolo. Dal Pakistan il bambino arriverà in Italia, a Torino, dopo un viaggio decennale attraverso Iran, Turchia e Grecia.

Detta così è una storia come tante altre, non ha nulla di diverso. Lo sfruttamento del lavoro minorile, i trafficanti di uomini, i rimpatri a opera di poliziotti spesso violenti, i viaggi stipati nei cassoni dei camion o a piedi per giorni attraverso le montagne, le traversate in gommone. Lo stereotipo del clandestino, solo con un finale consolatorio, per noi occidentali, quando Enaiatollah trova una famiglia disposta ad accoglierlo e un sistema che, per una volta, non si perde nelle maglie della burocrazia e gli concede lo status di rifugiato politico.

E forse è una storia come tante, ma raccontata senza quel pathos che da queste storie ci aspetteremmo. Gedda è davvero bravo a trasformarsi in orecchio, come egli stesso ha dichiarato, per le parole di questo ragazzo che neppure conosce esattamente la propria età (da noi ci sono altri bisogni, non è importante la data di nascita) e che racconta con estrema semplicità quanto gli è accaduto. I fatti sono importanti, non le persone; i fatti ci portano dove siamo, ripete Enaiatollah allo scrittore che vorrebbe sapere qualcosa di più delle persone che ha incontrato lungo la sua odissea. E anche quando i fatti sono terribili, quando Enaiatollah toglie le scarpe a un cadavere congelato, quando devono abbandonare un ragazzino sfinito ma ancora vivo sulle montagne verso la Turchia, quando un compagno cade in mare di notte e non riescono a salvarlo, sempre sono narrati senza enfasi. È come se il pudore impedisse a chi racconta e a chi scrive di approfittare delle disgrazie.

Per assurdo, i punti forse più toccanti sono quelli in cui sembra non accadere niente. Quando la madre, la sera prima di lasciarlo, gli fa giurare di seguire sempre tre comandamenti: non truffare, non usare violenza, non usare droga. E quando, alla fine del libro, ormai a Torino, riesce a contattare la madre per telefono, per la prima volta dopo tanti anni, ed entrambi piangono senza parlare.

In quel momento ho saputo che era ancora viva e forse, lì, mi sono reso conto per la prima volta che lo ero anch’io.

STEFANIA PER VOGLIORESISTERE.IT

Segui Wilditaly.net anche su:

Facebook

Twitter

Youtube

Google+

Friendfeed

Articoli correlati

Lascia un commento




Spam Protection by WP-SpamFree Plugin

Recent Comments

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d\'autore, lo si comunichi all\'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. Responsabile Matteo Marini.

Recent Comments

Il Vecchio e il mare

On Jun-27-2009
Reported by Federico

L’incertezza del Regno Unito

On May-7-2010
Reported by Alessandro Aimone

Morgan escluso. italia ipocrita e bigotta

On Feb-5-2010
Reported by Francesco Angeli

La manifestazione

On Jun-28-2009
Reported by Federico

Decreto Romani: approvato nel silenzio.

On Jun-21-2010
Reported by Giampaolo Rossi