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Spider-Man: Homecoming, la difficile crescita di un giovane eroe

Spider-Man è senza dubbio uno dei supereroi più amati di sempre. Nato nel 1962 dalla mente e dalla penna del duo composto da Stan Lee e Steve Ditko. Un successo quello dell’arrampica muri di New York che dura sulla carta da oltre 700 numeri. Visto il successo del personaggio, Spider-Man arriva sia al cinema che in tv. Così dopo varie serie animate e brevi film, nel 2002 arriva sul grande schermo grazie a Sam Raimi. Dopo la trilogia con protagonista Tobey Maguire e il reboot con Andrew Garfield, l’eroe Marvel conosce un nuovo riavvio nel 2017 con Spider-Man: Homecoming. Qui l’eroe nato e cresciuto nel Queens ha il volto di Tom Holland.

Ritorno a casa

Conclusa l’esperienza con gli Avengers Peter Parker torna a New York, dove vive con la zia May. Cercando di tornare alla routine di tutti i giorni, il ragazzo è ansioso di dimostrare a sé stesso e a Tony Stark/Iron Man di essere molto di più di un semplice amichevole Spider-Man di quartiere. L’occasione si presenta quando appare il temibile Avvoltoio, pericoloso venditore di armi che sfruttano la tecnologia aliena dei Chitauri. Inizierà così per Peter una pericolosa avventura che lo porterà a scontrarsi con un’avversario che metterà alla prova il suo essere eroe.

Nuova avventura, vecchi problemi

Spider-Man: Homecoming segna senza dubbio un nuovo inizio per il supereroe Marvel, ma le dinamiche che lo vedono protagonista non cambiano. Peter Parker era ed è un adolescente che cerca il suo posto nel mondo. È un ragazzo timido e con pochi amici che non riesce ad esprimersi. È il solito secchione sfigato ma qui è anche simpatico.

Spider-Man: Homecoming marvel sonyIl Peter Parker di Tom Holland è un adolescente che si è ritrovato per necessità (altrui) in qualcosa più grande di lui ed ora non riesce a tornare alla vita di prima. È ebbro dell’adrenalina provata nello scontro con la squadra di Steve Rogers in Captain America: Civil War e non può e non vuole farne a meno.

Come ogni liceale che si rispetti è un ragazzo che cerca non solo di dimostrare a sé stesso e agli agli (leggi Tony Stark) che può fare molto di più. È un ragazzo che cercando disperatamente di fare del bene non fa che combinare guai. Perché quando hai 15 anni è difficile dare ascolto a quello che dicono gli adulti, nonostante si è dei bravi ragazzi la ribellione è insita in ogni adolescente. E Peter Parker/Spider-Man non è da meno.

Troviamo così un eroe che fa di testa sua senza pensare alle conseguenze e creando disastri incredibili, risolti sempre dal suo mentore Iron Man. Un personaggio quello interpretato da Robert Downey Jr. presente ma non ingombrante, come dovrebbe essere un genitore, che insegnerà a Peter anche in maniera brusca cosa vuol dire essere un eroe.

Supereroe moderno

Con Spider-Man: Homecoming il regista Jon Watts porta sul grande schermo un’eroe moderno, figlio dei nostri tempi. Peter Parker è un ragazzo che vive la propria adolescenza nel 2017, quindi un periodo molto differente rispetto ai suoi inizi non solo cartacei ma anche cinematografici. Non stupisce così che abbia uno smartphone o che il suo costume abbia un sistema operativo.

Spider-Man: Homecoming michael keatonStesso discorso per L’Avvoltoio, il villain interpretato da un grande Michael Keaton. Adrian Toomes è un uomo che usa la tecnologia (aliena) per compiere i suoi loschi traffici. E non poteva essere altrimenti in un universo cinematografico dove abbondano dei, esseri di altri mondi, persone con poteri sovrumani. Una rilettura in chiave moderna che funziona e che porta Spider-Man e i personaggi presenti nel film nel presente ultra tecnologico dell’universo cinematografico creato dalla Marvel.

Sicuramente per chi è cresciuto con le storie di Sana Leee e Steve Ditko, con quelle di John Romita o di Seth McFarlane sarà strano vedere Peter Parker indossare un costume tecnologico o che usa uno smartphone, ma i tempi cambiano e con loro i super eroi.

Certo fa storcere il naso vedere Flash Thompson, bullo della scuola con cui Peter ha sempre avuto un rapporto travagliato, stravolto fisicamente. Sempre abituati a vedere un ragazzone robusto vederlo trasformato in un ragazzo mingherlino che fa il gradasso con coetaneo che a livello di corporatura è come lui fa un certo effetto. Così come scoprire che Mary Jane non è rossa. Ben vengano le nuove versioni, ma certe cose dovrebbero essere immutate.

Azione ed ironia

2 ore e 15 minuti di cinema action che non annoia mai. In sintesi è questo il risultato finale di Spider-Man: Homecoming. Complice senza dubbio la sceneggiatura scritta dal sestetto composto da Jonathan Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna e Erik Sommers non delude. La storia che narra la crescita dell’eroe Spider-Man è avvincente, adrenalinica e coinvolgente. Ovviamente non mancano momenti in cui si riderà, attimi che riescono a smorzare la tensione e a far respirare lo spettatore. Scene inserite in maniera naturale e che ben si integrano con una la vicenda.

Spider-Man: Homecoming Tom Holland Robert Downey JrSpider-Man: Homecoming è un vero e proprio romanzo di formazione dove ironia, serietà ed azione sono ben bilanciate. Jon Watts porta al cinema una storia in cui Peter Parker matura con il proseguire della storia, dove non saranno poche le batoste che prende ma sarà sempre in grado di rialzarsi. Una vicenda in cui un giovane entusiasta e frenetico imparerà che non è il costume a fare l’eroe ma il suo cuore.

Motivo della buona riuscita del film è da ricercare anche nell’interpretazione dei suoi protagonisti. Tom Holland non delude nei panni di un giovane che cerca la strada giusta da seguire. Un ragazzo timido ed impacciato che imparerà a conoscere i suoi limiti e a stare al suo posto. Robert Downey Jr. ormai è Iron Man e lo dimostra ancora una volta. Michael Keaton è semplicemente fantastico nei panni di un uomo freddo e calcolatore che agisce per vendetta e necessità. Un padre amorevole accecato dall’ira nei confronti dei potenti.

Ben tornato Spider-Man

Sicuramente chi è cresciuto con i fumetti di vecchia data dell’Uomo Ragno e con la trilogia di Raimi troverà storture che non lo convinceranno, ma Spider-Man: Homecoming è un film che conquisterà il pubblico. Piacerà non solo agli appassionati di cinecomic, ma anche a coloro che hanno poca familiarità con il genere.

La nuova pellicola del Marvel Cinematic Universe ha il pregio di riuscire a dare nuova vita cinematografica al personaggio grazie ad una storia che terrà lo spettatore con gli occhi fissi sullo schermo. Come sempre non alzatevi prima delle due scene extra dopo i titoli di coda. Consigliato.

Spider-Man: Homecoming sarà al cinema da giovedì 6 luglio distribuito da Warner Bros. Pictures.

 

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About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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