spider-man: far from home

Spiderman: Far From Home, lontano come la voglia di impegnarsi della Disney

Spider-Man: Far From Home è uno spettacolo visivo e registico, con un cast di tutta eccellenza e di grande impatto che però non basta a reggere i 130 minuti del film

 

Dopo un primo capitolo simpatico, con alcuni sbocchi di trama e di rivisitazione del personaggio interessante e, sopratutto, dopo la chiusura di un ciclo decennale arriva al cinema Spiderman: Far from home. Il nuovo film vede Tom Holland vestire nuovamente i panni dell’Uomo Ragno e al suo fianco ritroviamo Samuel L. Jackson (The Avengers, Glass), Zendaya (Spiderman: Home Coming, The Greatest Showman), Cobie Smulders (A testa alta, Jack Reacher – Punto di non ritorno) e John Favreau (Iron Man, Il libro della Jungla). Ad arricchire il cast nei panni dello storico personaggio Mysterio è niente meno che Jake Gyllenhaal (Donnie Darko, Southpaw, Life – Non oltrepassare il limite). Al timone di questa grande barca vediamo ritornare Jon Watts, regista già del primo “episodio”.

Sinossi

Thanos è stato sconfitto, Tony Stark è morto per riuscire a salvare la Terra e la calma sembra essere tornata in pianta stabile. Tra tutti quanti gli Avengers che vogliono dimenticare il passato e dedicarsi ad una vita in vacanza c’è proprio Peter Parker, che decide di appendere momentaneamente il costume al chiodo per godersi la gita scolastica in Europa e fare il grande passo con MJ.

Quando tutto sembra andare per il verso giusto, delle strane creature compiano sulla terra: gli Elementali. Terra, Aria, Acqua e Fuoco come dei mostri enormi che distruggono tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Incapace di fermarli da solo, Peter, riceve l’inaspettato aiuto di Quentin Beck, meglio noto come Mysterio, il quale ha avuto a che fare con gli Elementali nel suo mondo portato ormai alla distruzione.

Spiderman e Mysterio, sotto l’immancabile guida di Nick Fury e Maria Hill, uniranno le forze per fronteggiare questa nuova e pericolosa minaccia. Ma qualcosa di ancora più grande si nasconde dietro l’angolo.

Uno Spidey sempre più adrenalinico

Esattamente come nel primo capitolo, il punto di forza di questo nuovo Spiderman è la regia adrenalinica di Watts. Un giovane Spidey spericolato, un po incosciente ma davvero di grande spettacolarità e forza. Il regista ci immerge nella storia “dell’arrampicamuri” e ci fa vivere il suo girare per la città come una vera e propria realtà virtuale avanzata.

L’ottimo lavoro di regia innovativo e fresco di studi di Watts ci aiuta a capire come mai la Disney lo abbia scelto per dirigere entrambi i capitoli. Da dietro la macchina da presa riesce a coinvolgere totalmente lo spettatore di qualsiasi età. La scelta attoriale di Tom Holland se non aveva convinto appieno i più scettici nel primo capitolo, lo fa in questo secondo. Peter Parker è un liceale impacciato ma con tanto amore da offrire, così come Spiderman un eroe ancora acerbo e vittima del suo carattere bambinesco ma che, in ogni situazione, da il meglio di se per salvare chi ne ha bisogno.

Zero originalità, zero impegno e uno spettacolo prolisso

L’ottima regia e la grande prova del cast se nel primo capitolo bastava a renderlo un film di buona visione, in questo secondo non funziona. Conosciamo bene i personaggi, conosciamo bene le loro storie e le loro simpatiche avventure, tutto ciò però non è sufficiente e la Disney prende palesemente in giro lo spettatore convinti che ciò possa bastare. La scarsa voglia di raccontare qualcosa di nuovo e l’invisibile interesse di coinvolgere lo spettatore con una storia innovativa è ben chiara, senza neanche sprecarsi a non farlo sembrare.

Nella prima ora si assiste ad una delle cose più monotone e noiose che questo genere film possa offrire, senza alcun tipo di interesse se non per la lodevole regia. Il classico film “da vedere mentre si stira”, come si dice. Dal secondo tempo il film cerca di recuperare con un “punto di svolta” prevedibile e telefonato, ma comunque riesce a scrollarsi – anche se di poco – quella monotonia di dosso. Almeno per i primi cinque minuti.

Nella sua interezza la pellicola non riesce a convincere. Ci sono momenti di grandi interesse e spessore che riescono a salvarci e a farci quasi ricredere, ma nella sua interezza si dimostra l’ennesima minestra riscaldata dallo Chef Disney. Neanche il volto noto e amato di Jake Gyllenhall riesce e salvare il tutto, in quanto egli stesso sembra essere lì perchè si è ritrovato il conto in banca più pieno di quanto immaginava. Sottotono e apatico non riesce a dare nemmeno un briciolo del suo talento.

 

LEGGI ANCHE: SPIDER-MAN HOMECOMING, LA DIFFICILE CRESCITA DI UN GIOVANE EROE

 

Tony Stark, Tony Stark ovunque

Per quanto Spider-Man: Far From Home fosse stato annunciato come film di chiusura del ciclo Avengers, la presenza di Tony Stark anche dopo la sua morte è ancora troppo calcata nella vita quotidiana del giovane eroe. Tony Stark, la sua presenza, il suo lavoro e il suo mondo non va ad intaccare solo la vita di Spiderman ma tutto quanto il film, esattamente come successo nel primo gli errori e le gesta dell’ex Iron Man coinvolgono troppo tutti gli eventi circostanti.

Se dovevamo vedere uno Spiderman alzarsi con le proprie zampette ed affrontare un mondo nuovo da persona nuova, lo vediamo ancora vittima e dipendente da quello stesso uomo che lo ha formato. Ora che questo ciclo dovrebbe essere, si spera, concluso lo spettatore si augura di vedere uno Spiderman stand-alone come si deve. Un Peter Parker sempre impacciato e divertente come deve essere ma con una piena consapevolezza di se e delle sue capacità.

In conclusione

Spiderman: Far From Home si dimostra uno spettacolo visivo e registico, con un cast di tutta eccellenza e di grande impatto che però non basta a reggere i 130 minuti del film. Tanto potenziale e idee interessanti che sono state mal sfruttate per cercare di ottenere il risultato più sicuro.

Un risultato che accontenta il fan Disney medio ma non si avvicina a soddisfare lo spettatore più esigente. C’è da dire che la prima scena post credit del film lascia di stucco: un colpo di scena travolgente che arriva come un pugno nello stomaco e fa ben sperare in un prossimo capitolo dove Spiderman sarà finalmente Spiderman, mettendo fine ad un circolo vizioso di minestre riscaldate. Si spera.

Spider-Man: Far From Home sarà al cinema dal 10 luglio distribuito da Warner Bros.

 

 

Fonte immagini: Ufficio Stampa Disney


About

Classe 1992, vive a Fregene, comune di Fiumicino. Si è laureato in Sociologia presso la sede di Scienze della Formazione a Roma Tre. E’ da sempre appassionato di cinema e questa passione lo ha portato qui per poter dire la sua opinione ufficiale sulle pellicole in uscita sul grande schermo. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


'Spiderman: Far From Home, lontano come la voglia di impegnarsi della Disney' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares