Sprechi e dirigenti sotto inchiesta: la storia dell’Astral

“L‘assemblea dei soci di Astral Spa si è riunita oggi per nominare Antonio Mallamo amministratore unico della società. Facendo seguito all’impegno assunto in campagna elettorale dal presidente Zingaretti l’Astral avrà dunque un amministratore unico che subentra al Consiglio d’Amministrazione composto precedentemente da tre membri”. Con queste parole la Regione Lazio consegnava il 19 giugno scorso, a tre mesi dall’elezione del nuovo Presidente Zingaretti, le chiavi dell’Astral al astralsuo nuovo amministratore. L’azienda è forse quella più importante nella galassia regionale perché, tra dirigenti nominati forse senza avere i titoli di studio necessari, dirigenti legati a doppio filo a partiti politici e buchi di bilancio di milioni di euro, è senza dubbio una delle strutture più delicate da manovrare.

L’AZIENDA.

L’Astral (Aziende Strade Lazio spa) sin dalla sua fondazione, nel 2002 quando alla presidenza della Regione c’era Storace, ha come compito la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione amministrativa di circa 1.500 chilometri di rete stradale regionale. Proprio per la mole di lavoro che gli è stata affidata, muove diverse risorse finanziarie. Leggendo l’ultimo bilancio disponibile sul sito dell’azienda, relativo al 2012, si parla di un attivo circolante che supera i 173 milioni di euro, a fronte di perdite però che si attestano – a leggere la nota diffusa dalla stessa Regione Lazio il 4 novembre 2013 – sui 17 milioni e 390mila euro.

I DIRIGENTI E GLI AMMINISTRATORI.

Andando ad analizzare la parte dirigenziale, i volti che la compongono tracciano un quadro complesso degli equilibri aziendali.

Andrea Antonini, per esempio, attuale Responsabile dell’Ufficio Fatturazioni Canoni di Astral, fu membro della segreteria particolare di Francesco Storace quando era alla Regione Lazio, consigliere municipale de La Destra presso il Municipio XX (oggi XV) fino alle ultime elezioni amministrative e rimane tutt’oggi vice presidente di 201339158-b9e97f5a-0b26-464a-950a-604ec0fa1f38Casapound Italia. Sul suo capo pende un rinvio a giudizio, chiesto dal Pm Tescaroli il 19 ottobre 2012, per favoreggiamento, concorso in falso e induzione alla falsità materiale di un funzionario del Municipio in cui era consigliere. Secondo la  Procura, a giugno 2008 avrebbe dichiarato il falso davanti all’impiegato per confermare l’identità del latitante Mario Santafede facendogli così ottenere una falsa carta di identità.

Serenella Ferrantini ha invece una storia diversa: entrò in Astral nel 2003 come Vice direttore amministrativo. Coincidenza vuole che in quegli anni Francesco Aracri, marito della Ferrantini e attuale senatore di Forza Italia, fosse assessore ai Lavori Pubblici della Regione (assessorato che controlla l’Astral). La figlia di Aracri, Antonella, venne in seguito assunta in Astral come segretaria. Aracri si difese dall’assunzione sospetta, affermando il 2 marzo 2006 al Corriere della Sera: “Sì, lo so che c’è mia figlia, ma sapevo che avevamo assunto solo un giornalista.  Poi nel giugno 2003 sono andato via e non so cosa sia successo dopo. E comunque ho saputo solo dopo che mia figlia aveva fatto domanda all’ Astral: fa la segretaria e ho un’altra figlia disoccupata”.

La Ferrantini in compenso fu promossa dirigente nel 2004 ed oggi è nell’Ufficio supporto coordinamento amministrativo con uno stipendio da 95mila euro e un costo annuo per l’azienda di 136mila euro lordi. Non risulta però che abbia conseguito la laurea. Si legge a pagina 1 del suo curriculum: “frequenta dal 2010 il corso di laurea in Scienze Politiche presso l’Università Niccolò Cusano”. Sempre nella sezione Istruzione e Formazione, si parla di un diploma preso nel 1988 in un istituto tecnico commerciale di cui non viene menzionato né il nome né l’ubicazione.

Nel 2013 il nome della Ferrantini spuntò tra i candidati consiglieri municipali del Popolo della Libertà nel Municipio VIII (ex XI). Raccogliendo solo 15 preferenze, non riuscì però ad entrare in consiglio municipale.

Tommaso Luzzi, a differenza degli altri due, in Astral entra in una posizione molto più alta. Consigliere regionale del Lazio per il tluzzi_thumbSMOAUTO_366X0centrodestra dal 1995 al 2010, il 27 ottobre 2011 la Governatrice di allora, Renata Polverini, gli affida la guida dell’Astral come Presidente ed Amministratore delegato (stipendio da 65mila euro annui) . Più o meno nello stesso anno Luzzi fu intercettato, beccato e gli arrivò una richiesta d’arresto – formulata dal pm Giuseppe Mimmo della procura di Tivoli – in seguito alla denuncia di un impresario di pompe funebri. L’accusa sostenne che l’ex consigliere regionale avesse incassato mazzette per quasi 200mila euro, prese tra il “2005 e 2009, in cambio di presentazioni che il Luzzi (quale consigliere regionale e membro della Commissione Sanità) faceva al titolare della impresa di pompe funebri San Leone, Fabio Quaresima affinché allo stesso venisse affidato, in via esclusiva, il servizio di gestione delle sale mortuarie presso la casa di cura Hospice My Life in Nepi (di proprietà degli Angelucci) e presso la clinica Villa Betania in Roma”. Non fu possibile arrestarlo perché Luzzi non era più consigliere regionale e mancava il “requisito dell’attualità”.

Il 19 giugno 2013, Luzzi lasciò i suoi incarichi per candidarsi a sindaco di Sacrofano (Provincia di Roma), vincendo al primo turno con il 55% dei voti.

GLI SPRECHI E I BILANCI IN PERDITA.

La Corte dei Conti, esaminando la situazione finanziaria di Astral è stata abbastanza lapidaria. Nel dicembre 2013, infatti, analizzando il bilancio 2011, riscontrò: “una considerevole perdita pari a euro 6 milioni 54mila 670 con un aumento del 984,12% rispetto al 2010”. Ricordiamo che nel 2011 la gestione di Astral era in mano al sopracitato Luzzi.

Nel 2012 il deficit di Astral raggiunse i 10 milioni e 200mila euro (un aumento, rispetto al 2010, del 1.700%).

Sul fronte della produttività aziendale, la situazione non migliora: “si rileva”, scrive ancora la Corte dei Conti, “un’elevata riduzione del valore della produttività del 31,14% in meno rispetto al 2010”. Il costo del personale, invece, ha subìto un aumento “pari a 10 milioni 794mila 631 euro”. Per la Corte, “tale incremento è sicuramente da imputare all’aumento di ben sei unità, due delle quali dirigenti”.

Per ciò che riguarda il bilancio 2012, come già detto, sappiamo, grazie ad una nota della stessa Regione Lazio, che le perdite “ammontano complessivamente a 17.396.163 di euro”. Su una spesa totale per l’azienda di 14 milioni e 516mila euro (1 milione e 823mila euro in meno rispetto al 2011) per servizi, materie prime, ammortamenti e svalutazioni, la parte riguardante il personale (175 tra dipendenti ed impiegati) occupa invece ancora buona parte del bilancio: 10 milioni 626mila 732 euro.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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