storia e vincitori della milano-sanremo

Milano-Sanremo, storia e vincitori della classica di primavera

Archiviata la Tirreno-Adriatico 2017, con la vittoria di Nairo Quintana che ha bissato il successo del 2015, il ciclismo ha consegnato agli annali di questa stagione un’altra classica molto importante: la Milano-Sanremo. La gara è considerata un monumento di questo sport. Ripercorriamo la storia e i vincitori della Milano-Sanremo; dagli albori (1907) fino all’ultima edizione, quella del 2017. Per la “Classica di primavera” marzolina passa anche la storia del ciclismo.

Gli albori

L’invenzione della gara si deve a Tullo Morgagni, giornalista che ispirò anche il Giro d’Italia. Nel 1907, in un incontro con il direttore della Gazzetta dello Sport, propose l’idea. La prima edizione della Milano-Sanremo partí lo stesso anno, con il trionfo di Lucien Petit-Breton. Il ciclista francese poco dopo vinse anche il Tour de France.

Luigi Ganna

Luigi Ganna

Nel 1909 la Milano-Sanremo viene vinta per la prima volta da un italiano, Luigi Ganna; in quell’occasione, l’azzurro trionfò dopo un testa a testa continuo con il francese Georget. L’edizione del 1909 fu contraddistinta da grandi difficoltà nel percorso, a causa anche della presenza di tanti passaggi a livello. Il transalpino dominò gran parte della gara nonostante un errore di strada, ingannato – forse volutamente – da un addetto alla segnaletica. Georget terrà la testa della corsa fino al forcing di Ganna, che scapperà e vincerà con un distacco di 5 minuti. Il lombardo, dopo quella vittoria, riuscirà a imporsi anche al successivo Giro d’Italia.

L’edizione del 1910

Edizione tormentata, a causa delle condizioni atmosferiche, quella del 1910. I ciclisti partono con la pioggia ma, arrivati ad Ovada, comincia un’intensa nevicata. Van Houwaert, che si trova in testa al gruppo, scende dalla bici e comincia a fare il percorso a piedi. Poco dopo però, seguendo quanto fatto da alcuni corridori, abbandona la gara. Altri ciclisti, come Eugene Christophe, si fermano addirittura in un hotel  per ripararsi dal freddo.

Lo stesso Christophe, però, vedendo passare davanti all’albergo altri partecipanti imperterriti, decide di riprendere la bicicletta e continuare la gara. Sarà proprio il campione parigino a vincere quella Milano-Sanremo, con un vantaggio di 39 minuti su Luigi Ganna. Quest’ultimo, però, verrà successivamente privato del secondo posto per essersi fatto trainare da alcune macchine.

L’era di Girardengo: la prima vittoria, la malattia e la guerra.

Tra il 1918 e il 1928 la Milano-Sanremo ha il suo dominatore in Costante Girardengo. Il piemontese vinse la gara nelle seguenti edizioni: 1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928. Anche nel 1915 Girardengo arrivò per primo, ma fu squalificato dalla direzione per aver tagliato il percorso di 300 metri. La vittoria di quell’anno andò a Ezio Corlaita.

La prima vittoria di Girardengo (1918) entrò nella storia per la più lunga fuga in solitaria. Il ciclista di Novi Ligure vinse dopo una dura lotta con Belloni; i due se la dovettero vedere anche con una mareggiata nei pressi di Savona. Come 10 anni prima, infatti, nel 1918 le condizioni atmosferiche avverse la fecero da padrone. Girardengo vinse con un vantaggio di 13 minuti.

Costante Girardengo

Costante Girardengo

Nell’edizione successiva (1919), la prima del dopoguerra, il piemontese si presenta alla corsa dopo un grande spavento; egli, infatti, aveva contratto e sconfitto l’influenza spagnola, malattia mortale che aveva mietuto tante vittime durante la Prima Guerra Mondiale, rischiando di dover dire addio definitivamente alla carriera ciclistica. Quella Milano-Sanremo la vinse Gremo, compagno di squadra del campione uscente. Per Girardengo, costretto al ritiro a causa di una foratura, c’è la conferma di essere tornato competitivo dopo la malattia.

Nel 1920 Girardengo arriva terzo; la vittoria va al suo compagno di squadra Belloni – all’epoca considerato”l’eterno secondo” – che fa il bis dopo l’edizione del 1917.

L’era di Girardengo: lo storico filotto degli anni ’20.

Nel 1921 il piemotnese torna alla vittoria, grazie anche all’importante aiuto del suo compagno e gregario Azzini, che gli permette di arrivare primo davanti a Brunero – campione l’anno seguente. Il tris arriva nel 1923, edizione condizionata anche all’assenza di molti ciclisti stranieri impegnati nel Giro delle Fiandre e nella Parigi-Roubaix.

Nel 1925 Costante Girardengo è il capitano di una nuova squadra appena nata: la Wolsit. L’inizio di quella Milano-Sanremo vede la fuga di Ottavio Bottecchia, vincitore del Tour de France 1924; ma il ciclista di Novi Ligure lo recupera e lo supera a metà gara. Solo Brunero riesce a tenere il suo passo. Arrivati ad Oneglia, Girardengo buca. Brunero, tra lo stupore del pubblico presente, invece di scappare si ferma a mangiare. Motivo? Paura di un’ipotetica crisi di fame. Il piemontese non ha così problemi a recuperare e a giungere per primo sul traguardo. È la quarta affermazione alla Milano-Sanremo.

Nell’anno successivo (1926) arriva il quinto sigillo. Girardengo conquista la Milano-Sanremo battendo l’allora astro nascente Alfredo Binda. L’ultima vittoria, datata 1928, ha un sapore per certi versi inaspettato. Il talento di Binda era sbocciato; nella stagione precedente, il varesino aveva conquistato Mondiale e Giro d’Italia. Il favorito della Milano-Sanremo di quell’anno era senz’altro lui. E inutile dire che che per larghi tratti della corsa il pronostico sembrava rispettato. Girardengo prova subito una fuga, ma Binda lo raggiunge facilmente e scappa, con la vittoria in tasca. A pochi chilometri dal traguardo, Binda cade, in preda a una congestione. Girardengo non si fa sfuggire l’occasione, andando a chiudere per primo la gara. Le sue 6 vittorie personali alla Milano-Sanremo furono un record imbattuto fino al 1976.

Eddy Merckx record

Eddy Merckx

Il record di Merckx

A metà anni ’60, la Milano-Sanremo viene vinta per due anni consecutivi (66 e 67) da Eddy Merckx. La prima, per stessa ammissione del campione belga, è quella che ricorda con più piacere. “Quella corsa mi rivelò al mondo”, disse. Proprio nell’edizione del ’66, Merckx fu protagonista di un singolare evento. Sul rettifilo del traguardo, lo speaker non vide l’arrivo del belga, annunciando invece la vittoria di Durante. I giudici decidono così di rivedere le immagini registrate, per capire chi effettivamente fosse arrivato prima. Quel particolare fotofinish consegnò la prima Milano-Sanremo a Merckx.

Il belga fa tris nel 1969, approfittando dell’errore sul finale di Adorni, che frena per evitare di toccare Poulidor, caduto nella ghiaia. Merckx centra un’altra doppietta nel 1971 e nel 1972. Nel secondo caso, in particolare, la vittoria arriva dopo una gara travagliata e piena di cadute, alcune gravi. Anche il belga è protagonista di una scivolata, che però, per fortuna, non lo estromette dalla corsa. Al traguardo, il “Cannibale” fa sua la quinta Milano-Sanremo in 7 anni.

Nel 1975 e nel 1976, il belga vince altre due edizioni consecutivamente. La prima gli permise di eguagliare il record di Girardengo. La seconda di superarlo definitivamente, facendo segnare un record ancora oggi imbattuto (7 edizioni).

La Milano-Sanremo del 1976 rimase l’ultima vittoria di prestigio per Merckx. Il ritiro arrivò l’anno seguente, nel 1977.

Kwiatkowski ciclista del team Sky

Michal Kwiatkowski

2017: Il trionfo di kwiatkowski

L’edizione del 2017  ha visto partecipare tanti ciclisti di livello assoluto. Alla vigilia, le speranze azzurre sono riposte tutte sulle spalle di Sonny Colbrelli, compagno di squadra di NibaliAll’Italia il successo manca dal 2006, quando a vincere fu Filippo Pozzato.

Ma i favoriti più accreditati sono lo slovacco Peter Sagan e il colombiano Fernando Galviria. La Milano-Sanremo è una delle poche gare in cui Sagan non ha mai vinto; il suo stato di forma è ottimo, come dimostra l’avvio di stagione, condito da due vittorie di tappa nell’ultima Tirreno-Adriatico. Anche Fernando Galviria  è reduce da una discreta Tirreno-Adriatico 2017: il colombiano si è aggiudicato la sesta tappa. Secondo gli addetti ai lavori, però, l’edizione 2017 è apertissima a possibili sorprese, come Arnaud Dèmare, campione uscente, Marcel Kittel e Elia Viviani.

La gara si è decisa negli ultimi 6 chilometri, quando Sagan dopo uno scatto, nel tentativo di fare il vuoto, si è trascinano dietro Michal Kwiatkowski e Julian Alaphilippe. I tre si sono giocati la vittoria fino alla fine; al traguardo, però, il più scaltro e furbo è stato Kwiatkowski, che ha preceduto di pochi decimi Peter Sagan. Nella foga del rush finale, lo slovacco ha anche urtato con una ruota proprio la bicicletta del vincitore del team Sky, rischiando grosso. Il tutto, per fortuna, si è risolto poco dopo con un chiarimento. Il podio è chiuso da Alaphilippe.

Per il 2 volte iridato Michał Kwiatkowski, classe 1990 , si tratta del primo sigillo in una classica. È il primo polacco della storia ad aggiudicarsi una Milano-Sanremo.

 

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Romano, diplomato al liceo linguistico Hegel, frequenta il corso di Scienze della Comunicazione all'Università Roma tre. Appassionato di sport, ha collaborato con Centro Mare Radio e attualmente scrive per Torremare e L'ortica, due riviste online. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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