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Microchip Emozionale

Giradischi: Microchip Emozionale, quando l’Italia scoprì i Subsonica

Microchip Emozionale, uno dei dischi fondamentali nella storia della musica italiana

 

Subsonica

Fonte: Subsonica

I Subsonica sono una delle realtà musicali più solide del nostro paese e una delle band che è mutata nel tempo, evolvendosi e cavalcando l’ondata del rock elettronico, sapendo anche anticipare cose troppo “atipiche” per il nostro paese e per la nostra scena musicale.

Sicuramente nel percorso di ogni band c’è un momento dove avviene quell’esplosione che porta (per la prima volta) un disco al successo. Il punto zero, dove le persone si accorgono di quella determinata realtà che dovrà, poi, saper fronteggiare il successo.

Per i Subsonica questo punto zero è Microchip Emozionale: classe 1999, un diciannovenne che ancora si dimostra fresco e molto attuale, dato che la maggior parte dei brani contenuti nel disco vengono regolarmente suonati nelle centinaia di live della band.

Bisogna aggiungere che i brani Tutti i miei sbagli e Albe meccaniche sono stati inseriti nella riedizione del disco uscita nel 2000, dopo che i Subsonica parteciparono a Sanremo e dopo che la mediocre posizione raggiunta al Festival (undicesimi, un risultato non troppo soddisfacente) ha invece catapultato Tutti i miei sbagli nella classifica dei brani più ascoltati e più venduti del 2000.

Microchip Emozionale, il grande successo dei Subsonica.

A un primo ascolto (ovviamente immaginate di essere nel 1999) Microchip Emozionale è un disco decisamente atipico, con idee estremamente moderne e una maturità compositiva pienamente raggiunta: un disco dove ritmi drum’n’bass si fondono con chitarre funky, contaminandosi di sfumature dance elaborate e armonicamente perfette, senza poi disdegnare quelle aperture mastodontiche di sintetizzatore che diventeranno uno dei marchi di fabbrica dei Subsonica. Il tutto incorniciato nella raffinatezza testuale (a tratti anche complessa)concreta  e ricercata  che caratterizza da sempre la produzione musicale della band di Torino.

Ne è passata di acqua sotto i ponti dopo quel 1999/2000 ma Microchip Emozionale continua ad essere il metro di giudizio (forse troppo severo) con il quale i fans della band fanno scontrare tutti i successivi prodotti dei Subsonica, basta prendere in considerazione Benzina Ogoshi, brano presente in Eden dove sono i Sub stessi che rispondono ai loro fans che continuano ad accusarli di “non essere riusciti a bissare un Microchip Emozionale”, criticando tutti i dischi successivi da Amorematico in poi.

Le tracce.

Apre il disco Buncia, una sorta di breve intro con voce ed effetti che passa rapidamente e spiana subito la strada a Sonde, mix prefetto di ritmiche tra basso e tamburi che creano l’effetto drum’n’bass che dicevamo prima. Il primo brano forse non è tra i più famosi del disco, ma siamo davanti a un livello molto alto, sembra l’anello di congiunzione tra l’elettronica proiettata verso i Subsonica dei dischi successivi e i tempi dalle sfumature reggae del primo disco, senza rinunciare a quel pizzico di aggressività che lega le parti del brano. Sonde è decisamente la chiave di lettura dell’evoluzione della band.

Subsonica

Fonte: Radio Dublino

Colpo di pistola è caratterizzato da questa voce graffiante che va a crescere per esplodere nel ritornello assieme a questo crescendo della ritmica che sale gradualmente seguendo la linea vocale. Interessante l’esplosione sonora del ritornello che crea questo innalzamento del livello sonoro davvero impressionante, non pensate a cose troppo estreme, siamo davanti a un costruzione giocata su una predominanza della ritmica e al primo vero uso delle aperture di synth che dicevamo prima.

Altro brano memorabile è Aurora Sogna, questo sound dance dal carattere sintetico ed estremamente digitale va a miscelarsi a brevi squarci funky della chitarra. Nel ritornello si torna alla vena reggae coi tempi in levare, sempre molto apprezzata nei Subsonica. Memorabile il secondo ritornello pompato al massimo con questo basso saturo e avvolgente che sfocerà in un bridge dai toni dance che proseguirà verso gli ultimi giri di ritornello estremamente potenti.

Lasciati è una elettro-ballad dai toni pacati e raffinati, interessante anche la successiva versione in acustico, mente in questa prima versione troviamo una predominanza della chitarra. Un gran bel brano, semplice e diretto, la prova che la vena delicata e più “pop” dei Subsonica stava lentamente scavando la strada che avrebbe intrapreso la band nelle ballate che sarebbero venute dopo. Interessanti le variazioni tra i vari versi della canzone, puro estro creativo e segno di grande maturità compositiva.

Tutti i miei sbagli, nonostante sia contenuta nell’edizione rimasterizzata del 2000 di Microchip Emozionale, merita comunque una menzione, dato che è uno dei pezzi più famosi dei Subsonica. A molti è sembrano il classico pezzo Sanremese, in realtà siamo davanti a uno dei brani più belli della musica italiana contemporanea. Memorabili le aperture di sintetizzatore che illuminano tutto il brano a giorno, incalzante la ritmica e le incursioni chitarristiche che mostrano la vena più rock dei Subsonica. Ovviamente memorabile il testo che, a oggi, è ancora uno dei più apprezzati e suonati dalla band stessa, oltre che oggetto di innumerevoli cover.

Subsonica

Fonte: Rollingstone

Liberi Tutti è l’ennesimo successo della band, un brano che ancora oggi risuona praticamente a ogni concerto e che resta davvero uno dei capolavori dei Subsonica. Qui l’attitude è più rock, con sonorità più naturali, a partire dalla ritmica più incalzante e meno sintetica, fino ad arrivare a basso e chitarra che si snodano agilmente tra funky e rock più classico. La tastiera resta più di contorno a questo brano che, per la sua ritmica incalzante resta quasi marginale. Incredibile l’incastro tra basso, ritmica e tastiere che ci porta nella variazione del verso per arrivare poi al ritornello finale e alla chiusura.

Strade, altro grande classico indimenticabile, un mix tra funk e tempi in levare. La perfetta costruzione degli incastri tra i vari strumenti è qualcosa di impeccabile, c’è una precisione maniacale in ogni incastro e un dosaggio sonoro perfetto, siamo davanti a un funk moderno e con molte sfumature che valorizzano ogni singolo strumento. Celeberrimo il verso che chiude il brano dove Samuel arriva a uno dei massimi punti di espressione vocale raggiunto coi Subsonica. Un brano incredibile.

Discolabirinto con la collaborazione dei Bluvertigo è l’ennesimo capolavoro di Microchip Emozionale, spesso nelle versione live di questo brano interviene Morgan a dare man forte a Samuel e compagni. Un brano dal sound frammentato e quasi opprimente, scordatevi le aperture sonore dei pezzi precedenti, qui i Subsonica ripiegano su effetti più distorti e quasi opprimenti, soprattutto nella creazione del celebre motivo che regge tutto il brano. Anche qui la vena funk è piuttosto evidente soprattutto nelle chitarre a nelle ritmiche frammentate e colme di cambi di accenti.

 

LEGGI ANCHE: SUBSONICA, 8: UN’EVOLUZIONE SONORA CHE PARTE DALLE ORIGINI

 

L’elettronica made in Italy fa ballare Sanremo e i palazzetti di mezza Europa.

Il mio D.J. è un brano non troppo conosciuto, forse non è tra i migliori del disco, ma ha parecchie buone idee, date soprattutto dall’ingresso di queste chitarre belle graffianti che vanno a sostenere una tastiera piuttosto acida alla quale spetta il ruolo di costruire brevi melodie dai toni funk tra un verso e l’altro. Interessante notare come in questo caso la tastiera ha un sound particolare, quasi vintage che rimanda un po’ al suono di quegli organi elettrici di una volta. Forse il brano più commerciale del cd.

Subsonica

Il cielo su Torino è uno dei brani rappresentativi dei Subsonica, forse non troppo suonato negli ultimi eventi ma che comunque è rimasto nel cuore di tutti i torinesi e in quello di tutti i fans della band. Una base drum’n’bass che viene sostenuta fa brevi riff di chitarra che squarciano la linearità del tappeto sonoro del verso. Si passa poi al ritornello in levare con il memorabile solo di chitarra che segue la linea vocale alla perfezione. Memorabile anche l’intro e la chiusura di sintetizzatore che diventerà uno dei cavalli di battaglia della band. Anche qui possiamo notare l’evoluzione musicale dei Subsonica che iniziano a sperimentare le sapienti miscele giocate sull’unione di suoni e generi che, inaspettatamente, dimostrano di avere delle affinità nella costruzione di armonie e melodie.

Albe meccaniche è uno dei titoli più suggestivi mai inventati dalla band, il brano è il secondo pezzo inserito nell’edizione del 2000 di Microchip Emozionale. Un brano molto particolare, dai toni scuri e dilatati, il mix perfetto tra dance e quell’attitude da colonna sonora. Nella seconda parte il brano acquista un andamento sinusoidale, nel senso che alterna momenti di crescita esplosiva a momenti più calmi dove il livello sonoro scende di molto. Come già detto è un brano particolare, molto più scuro rispetto al resto di Microchip Emozionale ma che comunque resta uno dei pezzi più riusciti dei Subsonica. Albe meccaniche lascia un po’ presagire la direzione intrapresa dalla band con la scelta di sonorità più “dark” di alcuni dei lavori successivi.

Depre sembra la colonna sonora di un circo, un circo costruito sulla ripetizione ossessiva e regolare di tutta una serie di nomi di farmaci antidepressivi. Sonorità decisamente insolite per la (quasi) chiusura di Microchip Emozionale. Siamo davanti a un funk cupo che si carica di tutti quei jingle particolari, tipo quelli delle pubblicità per intenderci, e che viene sorretto da una ritmica serrata ma comunque semplice e dritta. La leggenda dice che nelle varie esibizioni romane dei Subsonica sul palco salisse anche Venditti a ballare questo pezzo.

Perfezione va a chiudere il disco, un brano drum’n’bass con l’attitude un po’ “black” date queste sonorità cupe. Praticamente il primo verso è sorretto tutto da ritmica e lo stesso giro di tastiera. Il pezzo esplode nel ritornello con questo bel giro molto graffiante e incalzante che va a placarsi col ritorno sul verso. Il brano dopo un bridge tipo strumentale ritorna sul ritornello che va a chiudere il tutto. Come traccia nascosta troviamo un remix de Il mio D.J. ad opera di Cocculuto.

Microchip Emozionale è il punto zero, l’incipit di una evoluzione che partendo da queste basi si è sviluppata fino all’ultimo Una nave in una foresta.

Il punto di partenza dell’evoluzione sonora.

I Subsonica dal 1999 hanno cominciato a “sgrossare” il loro sound, aggiungendo tutta una serie di elementi e di leitmotiv che continueranno a tornare regolarmente nella loro produzione musicale che, gradualmente, ha “intagliato” e rifinito quanto fatto in Microchip Emozionale, per giungere all’evoluzione sonora che tutti abbiamo ascoltato nel tempo.

Microchip Emozionale è comunque uno dei dischi più belli e più importanti della storia della musica contemporanea italiana, un disco che ancora oggi si dimostra estremamente attuale sia a livello sonoro che a livello di contenuti e che ha anticipato molte delle tendenze che attualmente sono in voga.

Ovviamente un disco da ascoltare assolutamente. Attenzione però a farlo passare come un metro di paragone per i lavori successivi. E’ sì una pietra miliare ma anche input che ha portato la band ad evolversi con coscienza e cognizione della solida base di partenza.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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