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	<title>Wild Italy &#187; Di Pietro</title>
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		<title>Questo è scemo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 17:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4.jpg"></a>Non sono un Berlusconiano. Non lo sono mai stato. Spero di non esserlo mai. Ma non per questo ho mai sparato a zero sull’operato del Governo senza, prima di dire la mia, aver valutato ogni dettaglio. E questo “vaglio” ha spesso salvato il ministro Tremonti, uno degli esponenti della maggioranza che ho sempre ritenuto più autorevoli e competenti, nonostante i suoi errori. Ma anche io commetto errori ed uno di questi l’ho fatto valutando il comportamento del Ministro negli ultimi mesi. Quando, dal primo crollo della borsa, ho visto un Tremonti che si muoveva (unico nel Governo)per preparare una manovra che scongiurasse un profondo rosso modello Grecia, non ho potuto fare altro che apprezzare, se non il suo operato, <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8289" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.3-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>almeno la sua dose di iniziativa. L’idea poi di tenere come obiettivo il pareggio di bilancio – obiettivo preso troppo con comodo, però – non era sicuramente negativa, anzi era l’unica che ho condiviso pienamente dall’elezione di questo Governo. Già sui tagli ero meno d’accordo con il Ministro, spesso tagli lineari, in alcuni casi apparentemente senza logica. Poi però ti dici che in fondo Tremonti avrà una strategia, avrà previsto come ovviare a dei tagli che, se non si interverrà, risulteranno insostenibili per lo Stato. Ti dici che pur essendo una manovra lacrime e sangue, qualche lato positivo ce l’ha e, in fondo, è vero che nella nostra situazione (sempre più simile a quella spagnola) una manovra così è davvero “di lusso”. Poi però ci si accorge che le misure non danno abbastanza fiducia ai mercati, che il debito continua a salire, che l’economia rischia di non riprendersi da una finanziaria che non va oltre il salvare l’Italia dal fallimento. E ti aspetti che un Governo faccia qualcosa. Dimettersi sarebbe stato il meglio, ma capisco che non si può avere tutto  e quindi mi aspettavo almeno, se non un colpo di reni, almeno un fischio. Fischio che sarebbe dovuto arrivare oggi, dopo che ci siamo lasciati imporre dalla BCE l’anticipo del pareggio di bilancio.</p>
<p>La cosa non è negativa; l’importante è gestirla bene. Tuttavia, visto che la Banca Centrale Europea è brava a dare consigli su “cosa” fare, ma tace sul “come” fare, mi aspettavo che un Ministro come Tremonti, l’importatore della finanza creativa, della cartolarizzazioni e di altre diavolerie del genere, si facesse venire qualche idea. Non che speravo ce le comunicasse,<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4.jpg"><img class="alignright" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> sappiamo che non è il tipo da “bruciarsi” un decreto anticrisi rivelando in anticipo le misure che ha in testa. Ma speravo almeno di intravedere qualcosa nel suo discorso di ieri. Ed ho intravisto qualcosa, il niente. Nulla più assoluto. E la cosa mi sconforta. Dall’audizione del Ministro di ieri non abbiamo saputo nulla di più rispetto a quanto (non) sapessimo prima. L’ombra di qualche liberalizzazione, tagli alla spesa, aumento delle tasse, riforme della costituzione, “libertà di licenziamento”. Ma cosa in concreto? Non si sa, “è difficile essere più precisi prima di vedere il presidente della Repubblica e a mercati aperti”. Già, ottima idea tenere segreto ciò che potrebbe fare schizzare verso l’alto la borsa. Ma la verità è una: Tremonti non ha idee, non sa come fare. Servono 20 miliardi per portare l’Italia al pareggio di Bilancio entro il 2013, ma, se non sappiamo come intervenire e come fare ripartire il PIL, non c’è speranza che l’obiettivo venga raggiunto. L’unica cosa che otterremo sarà un’economia ferma. Ah, e l’ennesima figuraccia sul piano internazionale (come se il nostro commissariamento da parte di Francia e Germania non bastasse). Nella nostra situazione non possiamo permetterci un Ministro che non sa cosa fare.</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/tremonti-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3840" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/tremonti-large-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Mi vedo costretto a rivedere la mia valutazione su Tremonti. &#8220;Questo è scemo!&#8221;, ti dici. Sta immobile quando l’economia italiana è nella tempesta. Parla a vanvera senza saper cosa dire quando ci si aspetta che agisca. Mi piacerebbe credere che ci tace le misure che ha in mente solo perché i mercati erano ancora aperti. Non è così e lo sa anche lui. La verità è che già con la prima manovra credeva di placare i mercati e di salvarci dalla crisi, ma le sue previsioni si sono dimostrate tutte errate; ora non sa più cosa fare. Se speriamo che i mercati ripartano cambiando due articoli della Costituzione, facciamo prima a partire tutti quanti in pellegrinaggio con i famosi 100 deputati (tra l’altro dopo oggi il Parlamento torna in vacanza fino a Settembre). In realtà pure la modifica della Carta è fumo negli occhi: è solo<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4.jpg"></a> un modo per dare qualcosa di cui discutere, visto che dalle parole di Tremonti non è arrivato nessun altro annuncio di rilievo. E pure dal resto del Governo non c’è da aspettarsi nulla (Brunetta intervistato dal “Giornale” afferma che l’Italia in tre mesi tornerà quella di prima; si, ciao baby). La crisi è in atto, e temo ce la terremo. Per molto.</p>
<p style="text-align: right;"><em>GIORGIO MANTOAN</em></p>
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		<title>Un discorso sciatto</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 17:37:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un discorso sciatto, molle, piatto. Berlusconi, colui che si definisce (con una morigerata quantità di modestia) il “miglior Premier degli ultimi 150 anni”, non ha vinto la sua sfida, riuscire a fare risalire la borsa. Anzi, ha ottenuto il contrario. L’uomo ha sfoderato il discorso più moscio e lento della sua carriera. E forse degli ultimi 150 anni. Oddio, non che si possa rimpiangere l’omino “con il sole in tasca” che fa cucù alla Merkel e le corna nelle foto del G8. Con questo stile la borsa sarebbe crollata dell’8 per cento; al massimo ci dobbiamo ritenere fortunati, se la borsa è crollata solo del 5%. Ma ci si aspettava almeno uno dei suoi <em>coup de théâtre</em>, qualche parola che facesse scattare un cambiamento. Un sussulto di vitalità. Un’idea nuova. Uno straccio di lenzuolata alla Bersani. E si che lo spostamento d’orario dei due discorsi in Parlamento faceva presagire qualche segnale importante, che non sarebbe stato utile dare a mercati aperti. Ma forse lo spostamento di ieri è stato dettato dal terrore che l’intervento del Presidente del Consiglio affossasse anzi tempo e senza margini di risalita una seduta di Piazza Affari già di per sé non splendida. Il differimento non ha risolto il problema - lo ha solo procrastinato - ed oggi l&#8217;intervento del Premier ha dato il suo effetto.</p>
<p>Nessun colpo di scena, nessun predellino, nessun contratto con gli italiani. Il discorso di ieri sera non è stato un discorso da Berlusconi come lo conosciamo, quello che nei momenti di difficoltà tira fuori il coniglio da cilindro e inventa una delle sue diavolerie, capaci in quattro e quattr’otto di fargli riacquistare credito, almeno tra i suoi. Un Presidente stanco, in imbarazzo mentre legge <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8257" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3.jpg" alt="" width="388" height="405" /></a>parole che forse non ha neanche scritto. Costretto ad ammettere che una crisi c’è, una crisi che ha negato fino all’altro giorno (o che, a seconda della versione, era già alle spalle senza essere mai iniziata). L&#8217;imbarazzo cresce quando il segretario (non si sa bene di cosa) Alfano riceve più applausi del leader indiscusso. Roba da matti, scenari inediti, cose che non si erano mai viste in questi lunghi 15 anni. Un Berlusconi che si fa superare dal suo segretario non è Berlusconi. E’ quello che resta di Berlusconi, una sua pallida immagine politicamente moribonda. E&#8217; un Berlusconi bloccato, indebolito, ma proprio per questo pericoloso quanto il Berlusconi dei deliri di onnipotenza.</p>
<p>Spazzati via dal discorso gli attacchi e le battutine osé, quello che è rimasto ieri sera è stato un lungo elenco delle cose (presunte) fatte. Niente di più. Ah dimenticavo, anche la “conferma” che il nostro paese è solido, che le nostre aziende sono stabili, che il debito pubblico è sotto controllo, che siamo poco indebitati, che la nostra situazione è “migliore di altri paesi”, che le famiglie in fondo stanno bene. E le tasse sono diminuite, aggiungo io. Un quadretto idilliaco a cui non crede neanche lui, ma visto che bisognava dire qualcosa al Parlamento e Gianni Letta non avrebbe approvato barzellette porno, si doveva trovare qualche “contenuto” (e cosa meglio di una lista del “lungo lavoro svolto”?). Peccato solo che l&#8217;allegro ritratto del nostro Paese illustrato al Parlamento è andato a cozzare con il peggior tonfo finanziario dell&#8217;anno, a conferma che il Paese incantato tratteggiato dal Premier non esiste.</p>
<p>Anche il clima generale della maggioranza non è stato dei migliori, ieri sera. Un ministro Tremonti cadaverico alla sinistra del Capo, assorto al pensiero della prossima manovra correttiva, in alcuni momenti quasi a disagio. E c’è chi, dietro le quinte, racconta di un lungo colloquio tra i due appena prima del discorso, forse per scongiurare cattivi risvolti nelle indagini sul presunto spionaggio (ora si che Tremonti ha il coltello dalla parte del manico). Ministri e sottosegretari (con Daniela Santanchè ed Ilaria Ravetto schierate in prima fila) intenti a tutto tranne che ad ascoltare. Un gruppo del PdL con vari assenti, indispettito per il ritardo della seduta, pronto a scappare via appena dopo aver svolto il dovere d’ufficio di applaudire il Presidente diretto verso il tramonto. Un Alfano che parla a braccio e un Cicchitto immerso nel torpore al suo fianco. Un clima di vacanza che invade tutti. Ma non dimentichiamo il grande assente, Umberto Bossi. Strano che visite e operazioni caschino tutte nei giorni sbagliati.</p>
<p>Uno scenario che sarebbe ridicolo, se non fosse raccapricciante. Di questo passo, ti dici, la situazione non può fare altro che peggiorare. Senza una minima idea di come risolvere la situazione, siamo destinati a fare la fine della Grecia. Ma a tappe forzate, con un Esecutivo che si è dimostrato (e continua a dimostrarsi) incapace di fare fronte alla situazione.  E pure “l’ultima spiaggia” prima delle vacanze non ha ottenuto l’effetto desiderato. L’incontro governo-parti sociali, conclusosi con qualche vaga promessa per Settembre, ha fatto crollare la borsa di un altro mezzo punto. Ammirevole.</p>
<p>Per concludere un discorso che non ha convinto nessuno mancava solo il tocco finale, “Sono anche io in trincea”.  Sospiro di sollievo. Inizierà a lavorare per ridare fiducia all’Italia? Cercherà di allentare la morsa della speculazione? Tenterà, con istinto patrio, di risollevare l’Italia (suo slogan politico del 2008)? No, è in trincea perché, va ricordato, “Sono un imprenditore che ha tre aziende in Borsa”. E, mentre l’Italia va a picco, c’è il rischio che quelle tre aziende restino il suo unico pensiero.</p>
<p>P.S. Ore 14.50, Agenzia di Stampa Asca: “Se avessi risparmi, investirei nelle mie aziende”. Come volevasi dimostrare.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>The day after 3 (capitolo finale). I segni del cambiamento</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 16:07:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Amministrative, ballottaggi e Referendum. Questi sono stati gli avvenimenti che hanno dato una svolta (almeno sulla carta) al futuro di questo paese! L&#8217;ultimo avvenimento importante è stato il quorum raggiunto ieri con un risultato ben oltre le più rosee aspettative. L&#8217;Italia s&#8217;è desta titolava un mio vecchio articolo risalente ha diversi mesi fa. E in effetti se questa affermazione venisse trasportata nel attuale presente, diverebbe molto significativa. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento vero. Come già accaduto per i ballottaggi, anche in questo quorum si nota un avvenimento raro: erano 15 anni che non passava un quorum ed erano 17 anni che non vinceva un candidato di centro-sinistra a Milano. Questi avvenimenti sono strettamente legati al tramonto del berlusconismo che questa volta sembra non aver più scampo di fronte alla mancanza di appigli. In questo caso l&#8217;unico appiglio che potrebbe salvare Berlusconi ed il berlusconismo potrebbe essere la solita sinistra &#8220;crocerossina&#8221; che attraverso un candidato proveniente dal laboratorio del dottor Massimo D&#8217;Alem&#8221;oni&#8221;, potrebbe salvare il povero imprenditore che per anni tentò di spacciarsi per politico con evidente successo, perchè supportato dalle sue immense ricchezze.</p>
<p>Intanto la Lega (che ha lasciato libertà di voto) ora si ritrova di nuovo a pensare se è ora di fare l&#8217;unica cosa utile che ha saputo fare da quando è in politica, cioè far cadere Berlusconi; oppure se godersi gli ultimi anni di pacchia con la poltrona sotto al &#8220;culo&#8221; in attesa delle elezioni 2013 o probabilmente delle rivoluzioni 2012/13.  Naturalmente nella Lega c&#8217;è chi stà iniziando a dileguarsi prima che cada tutto. Tra questi annoveriamo il sindaco di Verona Flavio Tosi che negli ultimi mesi si e riscoperto moderato! C&#8217;è chi dice che potrebbe essere il successore di Bossi, sicuramente continuando a sostenere le idee che ha espresso in questi ultimi mesi potrebbe essere una buona scelta, dato che cambierebbe le sorti del partito made in nord Italia trasformandolo finalmente in un partito nazionale che non si fa trascinare dai vari capri espiatori, pur di ricevere qualche voto(vedasi la questione degli immigrati). Comunque per sapere come la pensa la Lega bisognerà aspettare il 19 giugno in quel di Pontida, dove a detta di Calderoli:&#8221;Faremo capire a Berlusconi che cosa deve fare per non prendersi un altra sberla&#8221;.</p>
<p>Ma fin qui apparte la notizia del quorum non vi e stata nessuna novità sul fronte della maggioranza. Le novità più interessanti le possiamo notare invece sul fronte dell&#8217;opposizione dove Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi e Di Pietro si riscopre garantista, capendo le vere esigenze del momento; cioè il creare un opposizione solida per diventare una maggioranza, senza però puntare sull&#8217;antiberlusconismo ma sui temi che gran parte del popolo italiano (elettori del partito di Berlusconi compresi) sentono come fondamentali. Questa conclusione è maturata dopo i ballottaggi di Milano (che hanno visto tipici elettori berlusconiani votare Pisapia), ma sopratutto dopo il quorum raggiunto anche e sopratutto, grazie a molti elettori vicini al Pdl che non si sono trovati d&#8217;accordo con la linea del padrone, andando a votare e per di più nella maggior parte dei casi crocettando il Si a tutti i quesiti. Chiaramente L&#8217;Italia dei valori cerca di attrarre nella sua rete gli elettori del Pdl delusi da un partito che non li rappresenta. L&#8217;interesse diretto verso il partito di Di Pietro da parte degli elettori del Popolo della libertà non sarebbe casuale, in quanto il leader del Idv si trova nella coalizione di centro-sinistra perchè non ritiene che Berlusconi sia un rappresentante del centro-destra, ma anzi è soltanto un rappresentante dei suoi interessi da imprenditore. Di conseguenza si può definire Di Pietro un uomo di destra che però data la situazione è costretto a mantenere il suo partito nella coalizione di centro-sinistra. La posizione di Vendola è come sempre molto velata da parole ammalianti ma si avvicina alle posizioni del Partito democratico.</p>
<p>Infine c&#8217;è il terzo polo che ormai è sconosciuto alla razza umana, se non per gli interventi costanti di Casini che dimostra molta dimistichezza con le parole ma non altrettanto con i fatti.</p>
<p>I veri vincitori di questo referendum sono i cittadini. La politica ha influito in maniera defilata sul risultato. A parte qualche piccola eccezione(come ad esempio il voto del presidente della repubblica o il sostegno dell&#8217;Idv e di Sel), nella maggior parte dei casi il merito va a quelle persone che si sono mobilitate per far passare il quorum e per risvegliare lo spirito comunitario. I giovani attraverso internet e gli altri attraverso il volantinaggio o altri mezzi di comunicazione, sono riusciti dove per 15 anni molti altri avevano fallito. Queste persone meritano un applauso, perchè probabilmente grazie a loro, le speranze di vedere un paese diverso sono possibili!</p>
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		<title>The day after 2 si salvi chi può!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 14:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Roselli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E adesso? Come andrà a finire? E quello che si stanno chiedendo molti dopo il voto di ieri che ha visto una conferma schiacciante di ciò che era stato avvertito già due settimane fa. È patetico cercare di sdrammatizzare il risultato rilegandolo ad un semplice voto comunale, eppure i &#8220;berluschini&#8221; continuano imperterriti a cercare qualunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E adesso? Come andrà a finire? E quello che si stanno chiedendo molti dopo il voto di ieri che ha visto una conferma schiacciante di ciò che era stato avvertito già due settimane fa. È patetico cercare di sdrammatizzare il risultato rilegandolo ad un semplice voto comunale, eppure i &#8220;berluschini&#8221; continuano imperterriti a cercare qualunque tipo di strategia che conduca all&#8217;autoconservazione. Peccato che ormai il Popolo della libertà ed il suo padrone Silvio Berlusconi siano ormai delle &#8220;mummie politiche&#8221; che cercano in tutti i modi di radicarsi nella propria poltrona per evitare il tracollo, oltre che politico anche processuale(vedasi i processi a carico di Berlusconi e di molti suoi adepti all&#8217;interno del partito). Berlusconi è stato sconfitto in casa propria! Per fare un esempio affine è come se il centro-sinistra perdesse le comunali di Torino. Nonostante i risultati a dir poco rivelatori, le migliori parole pronunciate dall&#8217;attuale premier sono queste &#8220;Ho fatto una riunione: Volevo fissare la data del mio funerale, ma nei prossimi giorni ho troppi impegni e quindi rimanderemo&#8230;&#8221;. Queste parole indicano una lontananza abissale dai problemi del paese; ma chiaramente non c&#8217;è da sorprendersi dato che l&#8217;attuale presidente del consiglio è entrato in politica per salvarsi dai processi a suo carico. Finalmente sembra che anche i milanesi abbiano capito la situazione.</p>
<p>Se il Pdl non se la passa bene anche la Lega non ride. L&#8217;alleanza con il Quarto Berlusconi ha portato dei benefici a breve termine. Ora però Bossi ha paura quanto Berlusconi di perdere la poltrona. Tra i due è nata un amicizia basata sulla gerontocrazia pura(sommando le loro età si può quasi fare un paragone, soltanto numerico, con l&#8217;unità d&#8217;Italia), che ha come obbiettivo quello di mantenere il potere ad ogni costo. Il tanto decantato federalismo leghista in realtà è diventato una porcheria degna delle leggi Ad Personam made in Berlusconia. E questo molti elettori leghisti l&#8217;hanno capito, infatti radio padania continua ad essere tempestata di messaggi indignati e delusi da parte dell&#8217;elettorato che reclama senza successo il distacco da Berlusconi in favore del paese. Effettivamente questo malcontento non colpisce soltanto gli elettori ma anche molte figure all&#8217;interno del partito che iniziano a spingere verso nuove strade che vanno dalla ricerca di un nuovo leader al distacco dal governo in favore della proposta del Pd, riguardo il ripristino della legge proporzionale(che tra l&#8217;altro è stata abolita da Calderoli).</p>
<p>Anche il Partito Democratico ha le sue preoccupazioni. Per la prima volta dopo 17 anni il maggior partito del centro-sinistra può sconfiggere Berlusconi definitivamente e non provvisoriamente come accaduto in precedenza. Ma questo più che un problema sembra un occasione positiva; peccato che questa situazione sia stata portata a termine soltanto grazie a Sinistra, Ecologia e libertà e L&#8217;Italia dei Valori che hanno permesso alla coalizione di centro-sinistra di vincere nella roccaforte berlusconiana e in una Napoli data inizialmente al centro- destra(Lettieri al 39% al primo turno).  A questo punto il maggior partito di opposizione a due scelte: o allearsi con Sel e l&#8217;Idv oppure con il Terzo Polo. Questi risultati premiano la prima scelta in maniera schiacciante! Un unione con i partiti del Terzo Polo significa guerra e continui rischi di distacchi e cadute, in quanto le idee dei due schieramenti sono naturalmente differenti. Invece un alleanza che coinvolga soltanto il centro-sinistra porterebbe un alleanza forte e solida che però deve convergere in un unico leader. A proposito di leader, proprio ieri Nichi Vendola ha fatto un discorso su base nazionale, chiedendo a gran voce le primarie che molto probabilmente lo porterebbero alla vittoria. Purtroppo il Pd contiene ancora figure obsolete come Massimo D&#8217;Alema che continua a flirtare con Casini causando problemi alla coalizione di centro-sinistra a cui egli appartiene per motivi ancora sconosciuti.</p>
<p>Come già anticipato nel voto di due settimane fa gli unici vincitori sono l&#8217;Italia dei valori e Sinistra, Ecologia e libertà che grazie ai loro candidati nelle due maggiori città interessate da questi ballottaggi, sono riusciti a riportare il centro-sinistra alla ribalta!</p>
<p>Tralasciando i risultati sul fronte teorico, attualmente le uniche avvisaglie sul fronte pratico sono le parole di alcuni esponenti di spicco del Pdl che parlano di una riflessione della maggioranza che potrebbe tradursi in molti modi tra i quali: le primarie, l&#8217;implosione o la rifondazione del partito. Altre piccole avvisaglie si notano nelle dimissioni di Bondi e della Melchiorre che mostrano un evidente segno di insofferenza all&#8217;interno del partito ma sopratutto all&#8217;interno della così detta &#8220;terza gamba&#8221; della maggioranza che molto presto potrebbe sfaldarsi sotto il motto del  &#8220;Si salvi chi può!&#8221;.</p>
<p>Nonostante il colpo assestato in queste elezioni, manca ancora un ultimo tassello che suonerà come un ultimatum, se andrà a buon fine. Questo tassello sono i referendum del 12 e 13 giugno che potrebbero bocciare la linea del governo e del suo leader, attraverso i Si(che hanno valore abolitorio) ai quesiti che riguardano: il Nucleare, la privatizzazione dell&#8221;acqua ed il Legittimo impedimento. Successivamente ci sarà una verifica sulla tenuta del governo in parlamento, richiesta a gran voce dall&#8217;opposizione e dal Presidente della Repubblica.</p>
<p>Riusciranno questi avvenimenti a cambiare le sorti di questo paese? Lo scopriremo molto presto!</p>
<p>P.S. non perdete la terza ed ultima parte il 14 giugno!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO ROSELLI</em></strong></p>
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		<title>The day after 1 la lezione degli elettori</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 15:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Roselli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo nulla sembra come prima. Berlusconi rimane clamorosamente in silenzio, come non accadeva da anni. La Lega dopo mesi di &#8220;sboronismo&#8221; stenta ad accettare i fatti tentando di arrampicarsi sugli specchi dei ballottaggi. Il Pd esprime una cauta soddisfazione davanti alle telecamere nascondendo in realtà i malumori derivati dai buoni risultati dei candidati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno dopo nulla sembra come prima. Berlusconi rimane clamorosamente in silenzio, come non accadeva da anni. La Lega dopo mesi di &#8220;sboronismo&#8221; stenta ad accettare i fatti tentando di arrampicarsi sugli specchi dei ballottaggi. Il Pd esprime una cauta soddisfazione davanti alle telecamere nascondendo in realtà i malumori derivati dai buoni risultati dei candidati di Sel e dell&#8217;Idv a discapito del maggior partito di centro-sinistra. L&#8217;Udc rappresenta efficacemente il suo elettorato vendendo la propria verginità a chi offre di più, mentre i vicini alleati capeggiati da Fini e Rutelli per ora esprimono opinioni contrastanti.</p>
<p>In mezzo a questo putiferio tre fazioni cantano vittoria: Sinistra ecologia libertà con Vendola che dopo aver scommesso su Pisapia può davvero vincere dove il padrone ha piantato le sue radici; L&#8217;Italia dei valori che dimostra quanto il popolo napoletano voglia girare pagina nei confronti degli abusi e dei soprusi perpetrati dalla giunta Bassolino e dalla camorra, ed infine il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che dopo due elezioni riesce a raggiungere quote notevoli a Torino(5%), ma sopratutto a Bologna(10%), mentre paga la candidatura inadeguata di Matteo Calise(data l&#8217;inesperienza) che si ferma al 3,2%.</p>
<p>Alla luce di questi risultati bisogna complimentarsi con gli elettori che attraverso il voto hanno dato una lezione alla politica italiana, premiando coloro che hanno dimostrato trasparenza, voglia di cambiare e serietà e punendo coloro che invece hanno basato la loro campagna elettorale sulle menzogne, rispecchiando una politica vecchia e avara. Il linguaggio Berlusconiano non attacca più. Grazie a questo inganno per anni Berlusconi si e fatto passare come un moderato assieme alla Lega, ma finalmente l&#8217;elettorato sembra aver capito come stanno realmente le cose. Discorso simile per il Pd che si ritiene sinistra moderata quando invece assomiglia sempre di più al centro. Mentre i così detti &#8220;radicali di sinistra&#8221; diventano per l&#8217;elettorato i veri rappresentanti moderati. E questo viene dimostrato dai voti a favore di Pisapia e De Magistris, l&#8217;uno considerato &#8220;comunista&#8221; e l&#8217;altro considerato &#8220;giustizialista&#8221;(sempre secondo il linguaggio berlusconiano) che sono riusciti ad imporre delle nuove realtà che se confermate al ballottaggio, potrebbero cambiare gli scenari della politica italiana. Mentre il Movimento 5 stelle è riuscito a superare il suo etichettamento di &#8220;ruba voti&#8221; nei confronti della sinistra, guadagnando i commenti positivi di alcuni personaggi politici protagonisti della kermesse elettorale(Pisapia su tutti).</p>
<p>Ora tutti si gioca nei ballottaggi. A Milano Pisapia parte con un vantaggio interessante però gioca comunque fuori casa e rischia di trovare il classico Berlusconi &#8220;prestigiatore&#8221; che attraverso corteggiamenti e propagande martellanti potrebbe ribaltare il risultato. A Napoli De Magistris se sostenuto adeguatamente dal Pd potrebbe vincere senza eccessivi problemi. Naturalmente in entrambi i comuni il terzo polo sarà importante nello spostamento dei voti, mentre nel comune di Milano il Movimento 5 stelle potrebbe far la differenza appoggiando Pisapia.</p>
<p>Come andrà a finire? Lo scopriremo tra 15 giorni</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO ROSELLI</em></strong></p>
<p>P.S. Non perdete il seguito il 29 e il 30 maggio!</p>
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		<title>IdV-Pd. Non solo Napoli: anomalia Campobasso</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 15:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Angeli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le contestate primarie del Partito Democratico a Napoli hanno lasciato il centro-sinistra in subbuglio nella città.  presentando l’eurodeputato Luigi de Magistris. Antonio Di Pietro, leader dell’IdV, dopo aver sostenuto a malincuore alle elezioni regionali campane del 2010 il pluri-processato candidato del Pd Vincenzo De Luca, rivendica adesso maggiore chiarezza per sostenere gli equilibri della delicata situazione partenopea. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le <a href="http://www.ilpost.it/2011/01/28/il-gran-casino-delle-primarie-a-napoli/" target="_blank">contestate primarie</a> del Partito Democratico a Napoli hanno lasciato il centro-sinistra in subbuglio nella città.  presentando l’eurodeputato Luigi de Magistris. Antonio Di Pietro, leader dell’IdV, dopo aver sostenuto a malincuore alle elezioni regionali campane del 2010 il pluri-processato candidato del Pd Vincenzo De Luca, rivendica adesso maggiore chiarezza per sostenere gli equilibri della delicata situazione partenopea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oltre a Napoli c’è un altra questione che tocca particolarmente il Presidente dell’Italia dei Valori. E’ la provincia di Campobasso, luogo natio del deputato molisano, che andrà anch’essa a rinnovare le proprie istituzioni politiche in maggio. In realtà c’è da dire che da qualche anno la situazione molisana del centro-sinistra sembra alquanto strana. Il Partito democratico e l’Italia dei Valori non sono più alleati dalle ultime elezioni politiche del 2008. In quell’aprile che vide il trionfo berlusconiano in Italia, il Molise andò in una direzione totalmente nuova: 46% per la coalizione Veltroniana e 42% per quella Berlusconiana. La novità sta però nell’exploit dell’Italia dei Valori. Il partito raggiunse quota 28% staccando di 10 punti un Pd al 18% e affermandosi primo partito del centro-sinistra. Nella sola provincia di Campobasso raggiunse il 30% e nel solo comune di Campobasso addirittura tocco quota 33% diventando, nel capoluogo di regione, addirittura il partito più votato superando da solo il PdL.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo momento in poi, però, il Pd non ha mai accettato di sostenere l’Italia dei Valori, presentando, per ogni tornata elettorale successiva, un suo candidato distaccato da quello dipietrista. Questa spaccatura ha portato così a facili vittorie da parte del Popolo della Libertà. Nel giugno del 2009 il comune di Campobasso deve rinnovare la propria giunta comunale. Il centro-destra è compatto (da La Desta al PdL passando per l’UdC) mentre il centro-sinistra si presenta diviso. Il Pd punta i piedi e sostiene un suo candidato, Augusto Massa – già sindaco due volte -, e scende addirittura all’11%. L’IdV presenta un giovane 28enne, Massimo Romano, e si conferma primo partito del centro-sinistra. Intanto le contemporanee elezioni europee vedono l’IdV al 30% come risultato provinciale e al 33% come risultato comunale a Campobasso. Nel 2010 lo scenario si ripete anche a Termoli, seconda città del Molise per numero di abitanti, dove i due partiti continuano a perdere separati, e addirittura nel comune dove è nato Di Pietro, Montenero di Bisaccia, in cui il candidato dell’IdV raggiunge addirittura il 40% ma, non appoggiato dal Partito Democratico, si trova a veder trionfare il candidato del PdL.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa situazione si sta prospettando adesso per la provincia di Campobasso dove i due partiti già hanno espresso le loro candidature separate. E probabilmente si ripeterà anche per le vicinissime elezioni regionali dove il successo sarebbe facilmente raggiungibile con l’unione del centro-sinistra. Eppure la richiesta di Di Pietro, di essere sostenuto, oltre che a Napoli, anche a Campobasso, non sembra essere recepita. C’è da dire che però l’Italia dei valori si sacrificò, a mio avviso inutilmente e sbagliando, sostenendo il candidato del Pd Vincenzo de Luca alle ultime regionali nonostante i suoi problemi giudiziari. Dato che sicuramente le liste dell’Italia dei Valori sono più pulite di quelle del Partito Democratico, non vedo il perché di tanto astio nel sostenere i candidati dipietristi in una regione che si espressa fortemente su quale debba essere il partito leader della coalizione…e perché continuare a consegnare facili vittorie nelle mani dei berluscones…</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>IdV – Pd (ultime elezioni):</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elezioni politiche 2008:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Regione Molise: IdV 27,7% – Pd 17,9%</p>
<p style="text-align: justify;">Provincia di Campobasso: IdV 30,9% – Pd17,6%</p>
<p style="text-align: justify;">Comune di Campobasso: IdV 33,4% – Pd 18,3%</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comunali Campobasso 2009:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">IdV 18,3 % – Pd 14,4%</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elezioni Europee 2009:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Regione Molise: IdV 28% – Pd 12,3%</p>
<p style="text-align: justify;">Provincia di Campobasso: IdV 30,4% – Pd13%</p>
<p style="text-align: justify;">Comune di Campobasso: IdV 32,9% – Pd 12,5%</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elezioni Comunali Termoli 2010:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Candidato coalizione IdV 26,75 % – Candidato Pd 8,78%</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elezioni Comunali Montenero di Bisaccia 2010:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Candidato IdV 39,55% – Candidato Pd 13,12</p>
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		<title>E&#8217; stato un brutto anno</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 14:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/giornali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2763" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/giornali-300x138.jpg" alt="" width="283" height="151" /></a>È stato un brutto anno. Anzi, sono stati 16 brutti anni, ma questo li ha superati tutti. Gli stupratori continuano a stuprare, gli assassini ad uccidere, i mafiosi a chiedere il pizzo e a fare sparire chi si ribella. I ladri rubano, i delinquenti delinquono, gli spacciatori spacciano, i corrotti esultano. I ragazzi continuano ad uccidere i genitori, i genitori uccidono i figli, i telegiornali fanno approfondimenti sui genitori che uccidono i figli che uccidono i genitori, Vespa monta i plastici, Crepet scrive libri, Minzolini fa editoriali e si indigna per le sentenze del tribunale. L’informazione muore, i giornalisti sono braccati, i giornali sono di partito, la stampa diventa serva del potere. I giornali indipendenti sono senza un soldo, i giornalisti indipendenti non trovano lavoro.</p>
<p>I Tg parlano di sfilate feline, intramontabili pummarole, caviale per canarini, fantastiche lasagne, mostre del lusso, musei sulle muffe del Caucaso. La pagina politica? A Tg1 60 secondi. Nei primi 10 secondi. Le guerre continuano, il sangue scorre, le missioni di pace hanno nuovi aerei militari le bombe cadono, le auto esplodono, i civili muoiono, le promesse non si mantengono. I cristiani sono perseguitati, le donne sono perseguitate, la democrazia spesso è ancora un traguardo lontano, si uccide in nome della religione. Cossiga muore, vianello ci lascia, Mondaini se ne va, Monicelli ci abbandona, Andreotti non passa mai di moda.</p>
<p>Il petrolio sale, la benzina aumenta, il pane costa, l’inflazione sale (ma solo in Italia), il debito cresce, la crisi avanza, il Pil cola a picco, gli stipendi regrediscono, i soldi mancano, lo sviluppo sparisce, le aziende chiudono, i lavoratori vanno a casa. La Fiat ricatta, Marchionne taglia stipendi e diritti e allunga l’orario di lavoro. Per la Cisl è un grande<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/berlusconi-tremonti5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2451" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/berlusconi-tremonti5-300x225.jpg" alt="" width="286" height="214" /></a> passo avanti, qualcuno gli tira dietro le molotov. La Grecia fallisce, l’Irlanda quasi, l’Italia forse e ne è uscita prima ancora che la crisi iniziasse. Ma in fondo la crisi neppure c’era.</p>
<p>Tremonti taglia, la Gelmini pure, i monumenti crollano ma Bondi non c’entra, La Russa si incazza, i malefici donatori di appartamenti assediano Scajola e il nuovo Ministro arriva dopo 5 mesi (equivalenti a due settimane in scala berlusconica), Brancher Ministro ma non troppo, Calderoli brucia le leggi, Bossi continua a non parlare una lingua umana. Maroni morde, Gasparri spera negli arresti preventivi, Cicchitto insulta gli studenti. I giovani manifestano, la polizia carica, Alemanno accusa dei “professionisti della guerriglia”. E Maroni si commuove.</p>
<p>La nipote d Mubarak ruba e non va in carcere e non è neanche la nipote di Mubarak. Berlusconi va a letto con le escort, il problema vero è la cucina del cognato di Fini. L’Aquila è chiusa, i cittadini manifestano, Berlusconi ricostruirà tutto entro l’anno prossimo, il 3011. Bertolaso si fa fare massaggi strani, Bertolaso va in pensione. Berlusconi risolve l’emergenza rifiuti otto volte di seguito, la fortuna passa ma la spazzatura resta, i compattatori si fermano, le discariche si aprono, il percolato cola, i cittadini si ribellano, Chiaiano è piena, le strade pure. <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/dalema.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1900" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/dalema-300x200.jpg" alt="" width="263" height="182" /></a>Le promesse? A fiumi.</p>
<p>Silvio resta, Fini viene cacciato, fa il suo partito, in tanti lo seguono. Si arriva al voto di sfiducia, il Governo non cade, i deputati passano, le tangenti (forse) volano.  Gli antiberlusconiani si riconvertono, l’opposizione brancola, il Pd tanto per cambiare perde, Bersani esulta, gli italiani si chiedono per cosa. Il partito si divide, no resta compatto, no si divide, Rutelli sbatte la porta e fonda un partito. D’Alema straparla, le coalizioni si fanno da destra a sinistra, chi più ne a più ne metta. Letta brancola nel buio, Veltroni torna dall’Africa (e gli africani ringraziano), Veltroni causa danni anche quando non  è più segretario, Veltroni non ha ancora capito come si fa a vincere le elezioni, Veltroni non ha ancora capito che se parla fa perdere voti, Veltroni  è Veltroni, ma anche Bersani. Vendola vola nei sondaggi, Vendola cade dalle scale, i giovani del Pdl scappano da sotto casa sua, i lettori del Giornale lo insultano. Vendola vince in Puglia, Vendola vuole le primarie, il Pd non è ancora pronto a perdere di nuovo. De Magistris solleva la questione morale nell’Idv, Di Pietro si arrabbia, i sondaggi si truccano, il partito perde voti.<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/12/Julian-Assange1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5998" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/12/Julian-Assange1.jpg" alt="" width="180" height="182" /></a></p>
<p>La sanità fa acqua da tutte le parti, i bambini muoiono, i medici litigano in sala parto. Topo Gigio non si ammala, neanche gli altri italiani. E i vaccini forse erano troppi. I privati e gli speculatori esultano. Cesare Battisti campa, l’Italia crepa, la democrazia la segue a ruota. Le leggi ad personam sopravvivono, l’impedimento (forse) è legittimo, la consulta si riunisce. Gli stati litigano, Wikileaks rivela le carte, gli stati condannano l’accaduto tutti d’accordo. Lequerele volano, le minacce pure, intimidazioni a iosa. Santoro viene sospeso, il programma di Saviano viene ritardato. Obama perde le elezioni, nei sondaggi crolla. In fondo Guantanamo non è da chiudere, i sondaggi tornano a salire, le promesse si dimenticano. In Russia continuano i processi politici. Il Giornale inventa dossier, attentati, falsi attentati e lancia fango ovunque. Belpietro idem. Feltri pure, ma almeno è pagato per farlo.</p>
<p>Il freddo arriva, le strade ghiacciano, la neve cade, le autostrade si riempiono, il traffico va in tilt. Napolitano non pervenuto. L’Italia è in crisi, una crisi profonda che investe ogni settore, politica, morale, informazione, cultura, economia. Ma ci aspetta il 2011: coraggio, <em>non prevalebunt</em>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>Se &#8220;Il Fatto&#8221; imita Feltri</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 18:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Feltri]]></category>
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		<description><![CDATA[Forse è stato il quotidiano che più di tutti si è scagliato contro la macchina del fango inaugurata col &#8220;caso boffo&#8221; del Giornale e di Libero. Eppure fra ieri ed oggi, Il Fatto Quotidiano sembra aver preso spunto proprio da Feltri &#38;Co. scagliandosi, e facendo letteralmente le pulci, sui &#8220;traditori&#8221; fuoriusciti dall&#8217;IDV. Da tempo c&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è stato il quotidiano che più di tutti si è scagliato contro la macchina del fango inaugurata col &#8220;caso boffo&#8221; del <em>Giornale </em>e di <em>Libero</em>. Eppure fra ieri ed oggi, <em>Il Fatto Quotidiano</em> sembra aver preso spunto proprio da Feltri &amp;Co. scagliandosi, e facendo letteralmente le pulci, sui &#8220;traditori&#8221; fuoriusciti dall&#8217;IDV.</p>
<p>Da tempo c&#8217;era chi sosteneva che il quotidiano di Via Orazio fosse nato per dare voce a uno dei pochi partiti che non possiede ufficialmente un giornale, ovvero l&#8217;Italia dei Valori. Il fatto che l&#8217;editorialista di punta nonchè Vicedirettore del quotidiano, Travaglio, abbia più volte dichiarato che è proprio il partito dell&#8217;ex PM a meritare rispetto &#8211; e che lui stesso lo ha votato &#8211; ne rafforzava l&#8217;idea. Ma questo è ciò che affermavano i malpensanti. Sinceramente non lo ritenevo possibile, ma ieri mi sono dovuto ricredere: mi spiego.<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/12/IlFatto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6089" title="IlFatto" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/12/IlFatto.jpg" alt="" width="311" height="214" /></a></p>
<p>Come tanti sanno, due deputati dell&#8217;IDV &#8211; Scilipoti e Razzi &#8211; nei giorni scorsi, si sono allontanati da Tonino per votare la fiducia al Premier. Il che, effettivamente, ha stupito tutti, poichè sappiamo che non esiste partito più antiberlusconiano di quello a cui appartenevano. Non c&#8217;è però bisogno di dire che tutti possono cambiare idea e possono decidere di allontanarsi da un tipo di politica (ci mancherebbe!). Ciò che fa specie, però, è questa MERDOSA (scusate il termine ma non saprei come altro definirla) compravendita parlamentare e che pone diversi dubbi.<br />
Detto questo, la cosa che mi ha lasciato a bocca aperta è la campagna denigratoria scattata immediatamente nella pagine web e presumo &#8211; perchè non l&#8217;ho comprato &#8211; cartacee del<em> Fatto Quotidiano.<br />
</em>Da un momento all&#8217;altro, l&#8217;on. Scilipoti è diventato un criminale &#8211; e lo è veramente, sia chiaro &#8211; perchè condannato in secondo grado a pagare un debito di 200 mila euro.<br />
Vedete, la cosa che fa specie, è come sia possibile che il giornale che fa della giustizia il suo unico punto di vista, sia riuscito a farsi scappare &#8211; guardacaso all&#8217;interno dell&#8217;IDV &#8211; un parlamentare con una condanna del genere e con la bellezza di sette immobili pignorati. Perchè non se ne sono accorti prima? Perchè se ne occupano ora, quando &#8211; proprio<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/09/sette-case-pignorate-e-troppi-debiti-storia-di-scilipoti-il-dipietrista-che-tratta-con-b/81092/"> all&#8217;interno dell&#8217;articolo</a> &#8211; dice che la sentenza di secondo grado è arrivata a luglio 2009 e i fatti risalgono addirittura all&#8217;87?</p>
<p>E Razzi? In mancanza di condanne, evidentemente, lo hanno silurato perchè in un video <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/09/governo-razzi-scrive-a-di-pietro-lascio-lidv-e-confonde-micca-con-toti/81079/">confonde &#8220;Micca con Toti&#8221;</a>, quando Di Pietro confonde l&#8217;italiano con il dialetto Molisano.</p>
<p>Vedete quale è il problema del giornalismo in Italia? La mancanza di obiettività. Che differenza c&#8217;è fra questo questo quotidiano e quello made by Feltri?</p>
<p>In Italia, è proprio vero, manca la libertà&#8230;.. la libertà di essere indipendenti dalle proprie idee.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</em></strong><em>giampross@katamail.com</em></p>
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		<title>Il governo non è la Champions League</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 08:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Pacile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Si parla da più parti dell’attuale crisi di governo e delle possibili alternative. La maggioranza in particolare, si scaglia contro chiunque (compreso il Presidente della Repubblica) parli o pensi alla possibilità di un esecutivo tecnico che fronteggi i problemi urgenti della crisi economica e che allo stesso tempo provveda a riformare l’attuale legge elettorale. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/08/SilvioBerlusconi-milan.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4351" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/08/SilvioBerlusconi-milan-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Si parla da più parti dell’attuale crisi di governo e delle possibili alternative.</p>
<p>La maggioranza in particolare, si scaglia contro chiunque (compreso il Presidente della Repubblica) parli o pensi alla possibilità di un esecutivo tecnico che fronteggi i problemi urgenti della crisi economica e che allo stesso tempo provveda a riformare l’attuale legge elettorale.</p>
<p>La scusa principale è che in questo modo verrebbe sovvertito il risultato delle ultime elezioni o che si tratterebbe di un esecutivo abusivo formato da sconfitti.</p>
<p>Ma a guardar bene, la situazione non è proprio come ce la descrivono.</p>
<p>L’Italia è (o almeno dovrebbe essere) una Repubblica democratica parlamentare, cioè il popolo italiano, attraverso le elezioni, sceglie a chi affidare la guida del paese, all’interno dei due rami del parlamento insieme all’opposizione.</p>
<p>Il partito o la coalizione che ottiene più voti, porta in parlamento la maggioranza dei propri uomini in modo da potere, secondo le proprie idee e propri programmi, discutere di leggi e provvedimenti nell’interesse dei cittadini (pare fantascienza!!).</p>
<p>Allo Stesso tempo, l’opposizione, non è la squadra sconfitta di una partita di calcio; in una Repubblica parlamentare (nella quale non venga posta la questione di fiducia su ogni provvedimento), anche chi non ottiene la maggioranza dei voti, siede sui banchi del governo per esaminare i provvedimenti proposti da chi è stato scelto per governare.</p>
<p>Quindi alla fine delle elezioni, non esistono vincitori e vinti, ma soltanto persone che, dialogando, dovrebbero prendere una serie di decisioni nel nostro interesse.</p>
<p>Se chi ha ottenuto la fiducia da parte degli italiani non riesce più ad essere d’accordo sui provvedimenti che erano all’origine del programma di governo, la colpa non è di sicuro di chi siede sui banchi dell’opposizione (soprattutto se quei banchi sono occupati dal Pd), ergo, chi tradisce gli italiani in questo particolare momento, è proprio la strampalata squadra che ha vinto le ultime elezioni.</p>
<p>Essendo il governo formato dall’insieme di maggioranza e opposizione, venendo meno la prima, rimangono, all’interno del parlamento, forze politiche democraticamente elette e scelte dal popolo italiano.</p>
<p>Quindi parlare di governo di sconfitti, di sovvertimento del volere del popolo italiano è quanto mai fuorviante e falso.</p>
<p>Un governo tecnico in questo periodo di crisi, sarebbe formato, su mandato del Presidente della Repubblica, sempre da membri del parlamento democraticamente eletti, per far fronte ai provvedimenti più urgenti in materia di crisi o di riforma della legge elettorale.</p>
<p>Quando due anno e mezzo fa il Pdl e i suoi hanno vinto le elezioni, il Presidente Berlusconi non ha alzato in cielo la Champions League mentre l’opposizione “sconfitta” stava sotto il palco dei vincitori; se, come oggi ci troviamo in un particolare momento, il Presidente della Repubblica può sempre valutare la possibilità di affidare ad un governo tecnico la guida del paese per un periodo ben definito.</p>
<p>Fin qui la realtà dei fatti (secondo me..) e la teoria; la pratica consiste nell’impossibilità di avere un governo tecnico che davvero prenda dei provvedimenti urgenti nell’interesse del popolo italiano, figuriamoci se questa gente sarebbe pronta a votare, ad esempio, una legge elettorale che di fatto li farebbe sparire all’istante…</p>
<p>All’ultima sagra padana, il ministro Calderoli ha affermato che i governi tecnici, sono tecnici solo all’apparenza, mentre in realtà sono governi politici a tutti gli effetti che servono all’opposizione per arraffare poltrone e potere….il Ministro ha pienamente ragione, ma ha dimenticato di concludere la frase: servono per arraffare potere e poltrone, come già facciamo noi attualmente in maniera più che egregia….</p>
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