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	<title>Wild Italy &#187; franceschini</title>
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		<title>Province: sotto sotto chi non le abolirebbe?</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 21:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Cancian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la conclusione del secondo conflitto mondiale l’Assemblea Costituente cominciò a lavorare alla Costituzione che avrebbe dato un nuovo ordinamento al Paese. All’articolo 114 &#8211; venendo al tema di oggi &#8211; si ricorda come lanostra Repubblica sia divisa in Comuni, Province e Regioni. Nonostante ciò, in pochi ricordano il ruolo marginale che spettava al secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la conclusione del secondo conflitto mondiale l’Assemblea Costituente cominciò a lavorare alla Costituzione che avrebbe dato un nuovo ordinamento al Paese. All’articolo 114 &#8211; venendo al tema di oggi &#8211; si ricorda come la<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/07/carta-delle-autonomie-si-al-taglio-delle-mini-province.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8077" title="carta-delle-autonomie-si-al-taglio-delle-mini-province" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/07/carta-delle-autonomie-si-al-taglio-delle-mini-province.jpg" alt="" width="209" height="135" /></a>nostra Repubblica sia divisa in Comuni, Province e Regioni. Nonostante ciò, in pochi ricordano il ruolo marginale che spettava al secondo ente appena citato. La sua istituzione doveva considerarsi provvisoria, in attesa di una norma più approfondita, che eliminasse il divario creato dalla mancanza di un mediatore tra le piccole realtà comunali e le grandi autonomie regionali.</p>
<p>Questa svista collettiva fece sì che, con il passare degli anni, le province acquisissero un ruolo politico sempre maggiore, diventando un centro di potere e un serbatoio di voti non indifferente.</p>
<p>Dal 1948 (anno dell’entrata in vigore della Costituzione, ndr) passiamo al 2008, anno delle ultime elezioni politiche: durante l’intera campagna elettorale abbiamo sentito ripetere, a quasi tutti i leader dei più importanti partiti (Berlusconi, Casini, e anche l’allora segretario del Pd, Walter Veltroni), che le province andavano soppresse, chi invocando l’inconsistenza dei loro compiti e chi criticando gli enormi sprechi che caratterizzavano l’ente (dalle continue consulenze alle pure logiche clientelistiche, che avevano ben poco a che fare con il bene del paese). Nonostante gli impegni presi precedentemente alle Politiche di tre anni fa, una votazione con maggioranza &#8220;bulgara&#8221;, unanime, rimandò “sine die” l’emendamento presentato dall’Idv sulla loro eliminazione.</p>
<p>La seconda votazione ha avuto luogo lo scorso 15 giugno e il risultato è stato analogo: grazie al voto contrario di <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/07/imag_15252832_39490.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8078" title="imag_15252832_39490" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/07/imag_15252832_39490-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>Pdl e Lega e all&#8217;astensione del Partito Democratico, la bozza di legge presentata dal partito di Di Pietro è stata definitivamente bocciata dall&#8217;aula di Montecitorio. L’onorevole Franceschini ha giustificato la scelta del partito prendendo la parola poco prima delle votazioni e sostenendo che l’emendamento Idv cancellerebbe semplicemente il nome dell’ente dalla Costituzione, lasciando &lt;&lt; <span style="color: #000000;"><em>intatto il problema del trasferimento delle competenze e di cosa fare dopo per risparmiare e dare efficienza</em> &gt;&gt;. La domanda che sorge spontanea è quali siano le competenze delle province, poiché abbiamo tutti sotto i nostri occhi un caso emblematico di sprechi e mancanza di veri incarichi , ovvero la nuova provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani (denominata BAT, la quale è stata oggetto d’inchiesta sul penultimo numero de l’Espresso).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’onorevole ha voluto ribadire il concetto in un intervista rilasciata a Repubblica ieri (8 luglio, ndr), in cui sembrava (in maniera ancor più marcata) arrampicarsi sugli specchi, con sottigliezze di natura estetica come &lt;&lt; <em>Il ruolo e la soppressione delle province fanno parte di un tema che si chiama riorganizzazione delle stato, non del tema costi della politica</em>&gt;&gt;, al fine di giustificare quella logica clientelistica già sopra citata. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sulla stessa lunghezza d’onda si è mosso Marco Stradiotto, senatore del Partito Democratico ospite alla Festa de l’Unita di Giussago (Venezia) per parlare di Federalismo fiscale: quando il sottoscritto (e non solo) lo ha interpellato sulla questione delle province ha rimarcato l’importanza di un lucido dialogo, aggiungendo che sarebbe possibile eliminare le province solamente in una parte del territorio, ovvero quella in cui i comuni affidati che la compongono non sono molti (l’esempio era la provincia di Venezia, che ne conta 44), accorpabili quindi in consorzi; opzione considerata insensata per province come Torino che &#8211; a detta del senatore &#8211; ne conta quasi 600 (secondo Comuni-Italiani.it sono invece 315). L’argomentazione di Stradiotto va però a cozzare con la dichiarazione di Franceschini a Repubblica, secondo cui il punto 4 della campagna elettorale (durante le ultime politiche) ribadiva l’eliminazione delle province &lt;&lt;<em> laddove si costituiscono città metropolitane</em></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> &gt;&gt;.</span></span></span></p>
<p>Ennesima spiegazione sul perché il maggior partito di opposizione si sia astenuto durante la votazione dello scorso 15 giugno mi è stata fornita ieri sera da un signore incontrato poco prima dell&#8217;intervento pubblico sopracitato: il centrosinistra, durante l’ultima tornata elettorale, è riuscito a strappare al centro-destra (nel solo Friuli Venezia Giulia) due province: Gorizia e Trieste; la supposizione risponde ad una logica da Prima Repubblica, e sostiene che faccia comodo aver posizionato i “propri uomini” in centri di potere minori (sulla scala geografica) solo all’ente regionale, in mano agli avversari politici (Renzo Tondo, Pdl).</p>
<p>Anche se così non fosse, sono dell’idea che l’opposizione non si sarebbe dovuta astenere non tanto per dare un segnale forte al paese (come sostenuto dal giornalista di Repubblica durante l’intervista all’on. Franceschini), ma quanto più per poggiare la prima pietra di un dialogo partecipato da costruire su tale argomento.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>PIETRO CANCIAN</strong></em></p>
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		<title>E Cosentino si salva.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 11:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come era prevedibile, e come è ormai assodato, la <strong>casta politica</strong> non ha smesso di pararsi il culo a vicenda. Era all&#8217;ordine del giorno il voto per l&#8217;autorizzazione all&#8217;uso delle intercettazioni di <strong>Nicola Cosentino</strong> nell&#8217;inchiesta che lo vede accusato di <strong>concorso esterno in associazione camorristica</strong>, vicino al clan dei <strong>Casalesi</strong>. Tra l&#8217;altro sul parlamentare del <strong>Pdl</strong>, pende pure un mandato di arresto, confermato oltretutto dalla Cassazione ma che lo vede fuori perchè, pure questo, negato dalla Camera.<img class="alignright" title="cosentino" src="http://www.ilgiornale.it/foto-id=658265-x=660-y=495/nicola_cosentino.jpg" alt="" width="280" height="210" /></p>
<p>L&#8217;autorizzazione posta oggi è stata respinta con <strong>308 voti contro</strong> e <strong>285 favorevoli</strong>. Da indiscrezioni, poichè lo scrutinio è stato segreto, si è appreso che, a votare contro l&#8217;uso dei nastri, siano stati anche quattro di <strong>FLI</strong> e, sembrerebbe, <strong>5 o 6 del Pd</strong>. È ovvio che, anche con questi parlamentari favorevoli, la maggioranza sarebbe stata per il no, visto che si sarebbe toccato quota 298 no contro 295 si.<br />
A questa fuga di notize però rispondono subito <strong>Franceschini</strong>, per il PD, affermando che &#8220;<em>sommando i gruppi dell&#8217;opposizione sono mancati circa 15 voti. In parte si sapeva già, ce n&#8217;é stato qualcuno più del previsto, del Pd nessuno</em>&#8220;, e <strong>Fabio Granata</strong> per i finiani, precisando che &#8220;<em>il nostro sì è dovuto a una ratio politica ed a una valutazione nel merito. E&#8217; giusto utilizzare le intercettazioni che vedono coinvolto anche Cosentino nel suo stesso interesse e perché poi di fronte alla legge siamo tutti uguali</em>&#8220;. Nonostante questo, nel nuovo gruppo parlamentare facente capo al <strong>Presidente della Camera</strong> c&#8217;era già, ieri, chi aveva esposto la sua propensione al No e che sembra quindi aver mantenuto la parola.</p>
<p>È necessario ricordare ai lettori che negare l&#8217;autorizzazione per l&#8217;uso di intercettazioni, per il mandato di cattura o per l&#8217;autorizzazione a procedere è permesso, dalla Costituzione, solo in presenza di <strong><em>fumus persecutionis</em>. </strong>Sembra strano, ma nelle motivazioni di respinta questa formula non è mai riportata e per ciò che concerne le richieste di autorizzazione all&#8217;arresto, dalla nascita della nostra Repubblica, su 65 domande il Sì è stato dato solo 4 volte e solo per reati di sangue; quelle per l&#8217;uso di intercettazioni oramai non si contano più.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</strong>giampross@katamail.com</em></p>
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		<title>Ritorno all&#8217;Ulivo. Lettera di Bersani a Repubblica.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 11:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È straordinariamente sconvolgente come con <strong>1.095 parole</strong>, un leader politico, per di più dell&#8217;<strong>opposizione</strong>, riesce a non dire NIENTE nei confronti del governo e dalla situazione catastrofica della politica di oggi.<img class="alignright" title="ber" src="http://www.voxlibera.altervista.org/images/bersani.jpg" alt="" width="210" height="188" /><br />
Inizialmente ho pensato: &#8220;guarda un pò, è tornato: speriamo le vacanze gli abbiano fatto riprendere forza e ora si incazzi, magari, o lasci il posto a qualcuno più consono di lui alla guida di questo partito&#8221;. Inizo così a leggere la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/26/news/lettera_bersani-6514997/"><span style="color: #0000ff;">lettera</span></a> che <strong>Pierluigi Bersani</strong> ha scritto al direttore di <em><strong>Repubblica</strong></em>. Già il titolo mi crea disturbi intestinali <em>Nuovo <strong>Ulivo</strong> e Alleanza democratica per sconfiggere <strong>Berlusconi</strong>. </em>Ma come ritorno all&#8217;<strong>Ulivo</strong>?! Ebbene sì, dopo le<a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_24/veltroni-lettera_50de02f4-af44-11df-bad8-00144f02aabe.shtml"> <span style="color: #0000ff;">parole di </span><strong><span style="color: #0000ff;">Uòlter Veltroni</span></strong></a>, proclamatosi quello ch<em>e se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese,</em> al <em>Corriere</em>, il segretario del <strong>Pd</strong> scrive una lettera a Scalfari cercando di spiegare il perchè non vuole il voto e&#8230;&#8230;&#8230;.. basta! Non c&#8217;è altro. Parla e straparla del nulla. Di cose già dette e non dice mai quelle che LORO non hanno MAI detto. Non parla della lotta per il conflitto di interessi, non parla dell&#8217;abrogazione delle leggi <em>ad personam</em>, anche se tanto quando dicono di farlo sappiamo come va a finire vedi 2006-2008. Unico breve accenno è alll&#8217;<em>impunità e &#8230; una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. </em>Si annebbiano? B. possiede 5/6 delle Tv nazionali, è nei consigli di amministrazione, in un modo o nell&#8217;altro, della stragrande maggioranza dei quotidiani più venduti. Altro che nebbia, mai nulla fù così limpido!</p>
<p>Stiamo parlando di una serie di parole che, dall&#8217;inizio alla fine, ripetono gli stessi concetti senza MAI menzionare l&#8217;uso privato della politica da parte di Berlusconi. Parla del <em>berlusconismo </em>per combatterlo, ma citando solo la parola e senza spiegare che cos&#8217;è. È fuggire dalla legge, è farsi le leggi a propria immagine e somiglianza, è creare una mentalità fatta di tette, culi, troiette che farebbero di tutto per andare in tv e puttane che hanno fatto l&#8217;impossibile per finirci, infilandosi nel lettone di Putin o chinandosi sotto le scrivanie per ricoprire incarichi di governo; la mentalità berlusconiana è quella dell&#8217;apparire, del servirsi dello stato per essere comodi con i propri affari tramite logge segrete, corruzione di giudici e testimoni tramite il quale scampare a condanne per reati gravissimi. Chi ha mai sentito dire queste cose ai Bersani, ai Veltroni, ai Franceschini o ai Prodi di turno? Chi ha mai ascoltato Fassino dire che non siamo più in democrazia, ma lo stato è diventato una azienda e l&#8217;attuale Premier ne è l&#8217;amministratore delegato che tutto fà e tutto può?<br />
Perchè gli attacchi più duri devono venire da chi non ce lo aspetteremmo? Perchè per leggere la limpida verità devo comprarmi Famiglia Cristiana? Perchè per capire come funziona il metodo Berlusconi devo leggere FareFuturo? Come mai Bersani, in quella lettera, non ha parlato del &#8220;metodo Boffo (chi dissente va distrutto)? Perchè non lo commenta? Perchè non parla di ciò che realmente gli oppositori di questa mentalità cretina vogliono sapere? Vuole un ritorno all&#8217;Ulivo. Un <em>nuovo Ulivo. </em>Ci mancherebbe altro che ritornasse il vecchio Ulivo con Prodi presidente e Mastella a ministro della giustizia&#8230;&#8230; ma sarebbe un&#8217;idea così remota?</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</strong>giampross@katamail.com</em></p>
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		<title>Titanic Democratico</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 11:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Partito Democratico brancola nel buio. Questo lo sappiamo già da mesi, ma la situazione non è mai stata così grave dal momento della sua fondazione. Il Pd era nato con l’idea di un partito riformista, che potesse tirare fuori il centro-sinistra italiano da quella palude in cui era sprofondato per la sua continua litigiosità; litigiosità che impediva di fare le riforme necessarie ed impediva di prendere decisioni serie ed irrevocabili su alcuni argomenti di carattere nazionale. Il Pd nasceva, ricordiamolo, anche per tentare di fronteggiare i continui crolli del Governo Prodi II: infatti, unendo quelli che prima erano vari partiti diversi si credeva di eliminare le tensioni. Partiti che infatti, pur di avere un minimo di rilievo in una maggioranza fatta da troppi movimenti, andavano l’uno contro l’altro. Con il Pd si cercava di porre fine ad un caos infinito, ma al momento della nascita del Partito Democratico questo era già morto. Morto, perché erano nati (e sono nati nel tempo) altri 16 partiti: Riformisti e Democratici, Veltroniani, A Sinistra, Democrazia e Socialismo, Fassiniani, Semplicemente Democratici, Gruppo marino, I Popolari, Democratici Davvero, Teodem, Ulivisti, Cristiano Sociali, Associazione 360°, Democratici Rinnovatori e <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/franceschini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3564" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/franceschini.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a>Coraggiosi, Liberal Pd ed Ecologisti Democratici. Chi può fonda una corrente, ma più correnti significano più litigi interni e più difficoltà nel cercare una linea comune. E l’assenza di una linea comune fa si che gli elettori non riescano, pur con tutto l’impegno possibile ad un essere umano, a capire quale diavolo sia il programma del Pd. E anche quando il Pd proprio si sforza per fare capire quale sia la sua idea su un argomento, è peggio che andar di notte.  Ed è questo il caso degli ultimi giorni.</p>
<p>Il Pd nei sondaggi è in caduta libera e si trova ora a poco più del 25%, più di 10 punti percentuale in meno rispetto alla sua nascita. Sulla questione intercettazioni ha perso 3 punti. Per tentare di fare capire quale sia la posizione del Pd riguardo al Ddl intercettazioni Franceschini è stato chiaro: voteremo gli emendamenti dei Finiani. La stessa linea è stata portata avanti dal segretario Bersani, provocando enormi polemiche nel partito. Chi parla di inciucio Pd-Pdl, spesso a vanvera e per bisogno interiore di populismo, questa volta ci ha visto giusto. Il Partito Democratico, pur di tentare di avvicinare a se una parte del Pdl, pratica il voto di scambio. Io voto questo e tu mi voti quello in soldoni. Questo è sbagliato: oltre all’errore di principio, c’è anche un errore prettamente politico.</p>
<p>I Finiani, che oggi nel Pdl vengono visti come completi estranei, vengono visti dal Pd come potenziali alleati; non dovrebbe occorrere ricordare però che gli stessi Finiani hanno tenuto il <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/italo-bocchino_280xFree.jpg"><img class="size-full wp-image-3563 alignright" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/italo-bocchino_280xFree.jpg" alt="" width="251" height="199" /></a>capino basso per 16 anni, aspettando un momento di difficoltà di Berlusconi per ritagliarsi uno spazietto nei giornali. Diranno cose spesso sensate, ma si sono comportati come completi opportunisti: hanno parlato solo quando gli faceva comodo. Il Pd si dimentica poi che pure i Finiani hanno votato le varie leggi vergogna promosse dai regimi Berlusconi I, II III dal 1994 in poi ed anche da quello attuale. Possiamo mondarli dei loro peccati così rapidamente ed ingenuamente? Certamente no, ma il Pd ha una strategia ben peggiore di quella di allearsi con i Finiani: vuole portarci ad elezioni anticipate. Elezioni che, spaccata la maggioranza, sarebbero inevitabili. Tuttavia il Pd le perderebbe e si farebbe il regalo a Berlusconi di ricompattare con il voto  la sua maggioranza e di legittimarla per altri 5 anni. E saremmo daccapo.</p>
<p>Meglio piuttosto, dopo aver spaccato la maggioranza, creare un governo a cui partecipino tutti coloro che sono degni di parteciparvi: un Governo tecnico che ci porti fuori dalla crisi, fuori dalla logica dei partiti, composto da esperti nelle loro materie ed appoggiato da tutti. Un po’ il Governo di unità tedesco di pochi anni fa, che tanto bene ha fatto alla Germania. Sicuramente mai un Governo sostenuto da un impasto di Pd, Udc, Finiani e Lega Nord come certa gente nel Pd vorrebbe e come vuole tutto l’Udc (a cui manca terribilmente la sensazione di stare sui banchi del Governo…). La situazione non è mai stata così critica, perché si rischia la deflagrazione del Partito Democratico, ipotesi da alcuni vista come positiva (Rutelli, che avrebbe tutto da guadagnare perché rifonderebbe la Margherita). Tuttavia la fine del Pd mostrerebbe un fatto terribile: una qualsiasi alternativa al regime Berlusconi non esiste, perché nessuno tra coloro che stanno all’opposizione capisce che per vincere il Pdl, il partito che porterà presto l’Italia alla distruzione, tutti devono stare uniti. Poco importa se le idee sono in parte differenti, bisogna restare uniti e compatti su tutto il fronte. Insieme e tutti, soprattutto; l’andare da soli è un lusso che nessuno si può permettere. Una volta sconfitto Berlusconi, sarà facile immaginare un “dopo Berlusconi”, ma non prima.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>Balle spaziali 2 – la solita Repubblica delle banane</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 18:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[balle spaziali 2]]></category>
		<category><![CDATA[franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel mio precedente articolo, vi dissi che vi avrei sottoposto solo un assaggio delle “balle spaziali” più famose che il nostro attuale Governo e la casta politica in generale, ci ha propinato e continua a propinarci, però mi sono dovuto ricredere, poichè dopo altre ricerche e dopo gli ultimi eventi che si sono susseguiti, ho a mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://www.wilditaly.net/balle-spaziali.html">mio precedente articolo</a>, vi dissi che vi avrei sottoposto solo un assaggio delle “balle spaziali” più famose che il nostro attuale Governo e la casta politica in generale, ci ha propinato e continua a propinarci, però mi sono dovuto ricredere, poichè dopo altre ricerche e dopo gli ultimi eventi che si sono susseguiti, ho a mia disposizione altro materiale che è giusto e doveroso sottoporvi.</p>
<p><strong>Scudo fiscale</strong></p>
<p>Su questo argomento, anche l’opposizione ha fatto la sua parte. Come ha scritto <a href="http://www.wilditaly.net/lo-scudo-fiscale.html">Giorgio Mantoan nell’articolo riguardante questo tema</a>, il PD - che durante il voto sulla pregiudiziale di costituzionalità dello scudo – è entrato a Montecitorio con 59 deputati in meno, poteva sicuramente ribaltare l’esito della votazione. Stessa cosa per l’UDC, che schiera 29 onorevoli su 37 e l’IDV che ha mandato due deputati dal dottore.</p>
<p>Fra <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/scudo-fiscale-i-nomi-dei-parlamentari-assenti-al-momento-della-votazione/">i grandi assenti</a> del partito guidato da Franceschini, troviamo…..lo stesso Franceschini! Insieme a lui troviamo un altra personalità di spicco: Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria, insieme a Dario. E a questo punto mi domando e dico: ma perchè, se sono stati proprio loro a “girarsi dall’altra parte” facendo passare lo scudo fiscale, adesso dicono che il suddetto scudo è un abonimio, un orrore costituzionale. Primo fra tutti Bersani, che afferma sul <a href="http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/111111/lo_scudo_e_regalo_ai_poteri_forti">suo sito internet</a>, che: &lt;&lt;<em>lo scudo è un regalo ai poteri forti</em>&gt;&gt;…. a questo punto ti verrebbe da chiederti: ma pensi che io sia scemo? Pensi che abbia – come si suole dire – scritto in fronte “gioconda”?</p>
<p>Un’altra persona che veramente ha una vena comica innata è – dopo il Presidente del Consiglio – sicuramente il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Penso che ve lo ricordiate tutti, quando il buon Giulio affermava: &lt;&lt;<em>combatteremo i paradisi fiscali legali</em>&gt;&gt; mai battuta fu più spiritosa.                                                                                                                              Forse il commercialista di Berlusconi si scorda che fu proprio lui – nel 2001 - a varare lo scudo fiscale (riproposto anche in questa legislatura) che consentiva agli esportatori di capitali e alle grandi organizzazioni criminali di rimpatriare i loro miliardi dai paradisi fiscali, in forma anonima e pagando il 2,5 per cento allo Stato (mentre dai primi di ottobre è il 5 per cento). E’ proprio un comico….</p>
<p><strong>Il “contratto con gli italiani”</strong></p>
<p>Ve lo ricordate il famoso “contratto con gli italiani” firmato da Berlusconi nello studio di Vespa l’8 maggio 2001. Nel suddetto contratto, l’allora candidato Premier fissava cinqie punti fondamentali, da portare a compimento una volta eletto. Per chi non li rammentasse:</p>
<p>1) <em>Abbattimento della pressione fiscale – con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui; – con la riduzione al 23 per cento dell’aliquota per i redditi fino a 200 milioni; – con la riduzione al 33 per cento dell’aliquota per i redditi sopra i 200 milioni; – con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.</em></p>
<p>2) <em>Attuazione del “piano per la difesa dei cittadini e per la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del “poliziotto, carabiniere o vigile di quartiere” nelle città, con il risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.</em></p>
<p>3) <em>Innalzamento delle pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese.</em></p>
<p>4) <em>Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.</em></p>
<p>5) <em>Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologiche pe rla difesa delle alluvioni.</em></p>
<p><em>Nel caso in cui al termine dei cinque anni di governo almeno quattro su cinque di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.</em></p>
<p>Non è che dice: &lt;&lt; <em>se non rispetterò almeno il 50% o il 60%</em>&gt;&gt; dice proprio &lt;&lt;<em>se almeno quattro su cinque di questi impegni</em>…&gt;&gt;.</p>
<p>A questo proposito, alla fine del mandato del Cavaliere, giornali come il <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2006/01/contratto_berlusconi_italiani6.pdf">“Sole-24 ore”</a> “La Repubblica” e “l’Unità” pubblicarono lunghi e dettagliati inserti dove – dati alla mano – dimostravano che neanche uno dei quattro impegni era stato raggiunto:</p>
<p>1) Le aliquote fiscali restavano quattro e la più alta era del 43% (invece che del 33%);</p>
<p>2) I reati non solo non si erano ridotti, ma erano addirittura cresciuti (Nel 2004 i delitti denunciati dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria sono stati 2.417.716. La stessa “voce” nel 2001 aveva registrato un valore inferiore: 2.163.826);</p>
<p>3) Le pensioni minime non erano erano aumentate per tutti coloro che ne avevano diritto ( vennero portate a 516 euro mensili e riguardavano una platea di 1,8 milioni di anziani. Secondo gli ultimi dati Inps disponibili - risalenti al 2004 – però, oltre 5 milioni di trattamenti restano al di sotto di questa soglia);</p>
<p>4) La disoccupazione non si era dimezzata, poichè era passata dal 9,9% al 7,1% ;</p>
<p>5) La percentuale di opere avviate, arriva a malapena al 21,4%, invece del 40% promesso da Berlusconi.</p>
<p>L’unica cosa che mi verrebbe da dire - leggendo ciò che scrisse Marco Travaglio – è : &lt;&lt;<em>si dice che la storia è maestra, ma nessuno impara mai niente</em>&gt;&gt;.</p>
<p>Perché mi ostino a raccontarvi questi fatti? Forse perché io credo che il giornalismo – citando Horacio Verbitsky – è &lt;&lt;<em>diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto</em>&gt;&gt;.</p>
<p><strong>P.S.: l’articolo è molto corto, perchè è complementare <a href="http://www.wilditaly.net/balle-spaziali.html">al primo</a>.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO MARINI</em></strong></p>
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		<title>Beppe Grillo candidato</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 15:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[bersani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/MarxBeppe-255x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-121" title="MarxBeppe-255x300" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/MarxBeppe-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a>Il <strong>25 ottobre</strong> ci saranno le <strong>primarie del PDmenoelle</strong>. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di <strong>Enrico Berlinguer</strong> nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di <strong>coraggio</strong>, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all&#8217;introduzione delle <strong>centrali nucleari</strong>. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo <strong>doppio berlusconiano</strong>. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto.<br />
Io mi candido, sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni <strong>speranza di opposizione</strong> a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla.<br />
Il <strong>mio programma</strong> sarà quello dei <a href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/documenti/carta_di_firenze.pdf" target="_blank">Comuni a Cinque Stelle</a> a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di <a href="http://www.beppegrillo.it/condannati_parlamento.php" target="_blank">Parlamento Pulito</a> e un’informazione libera con il <strong>ritiro delle concessioni televisive di Stato</strong> ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino. Ci sono milioni di elettori del PDmenoelle che vorrebbero avere un PDcinquestelle. Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il PDmenoelle è l’<strong>assicurazione sulla vita di Berlusconi</strong>, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em> BEPPE GRILLO</em></strong></p>
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