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	<title>Wild Italy &#187; lega nord</title>
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	<description>Informazione Indipendente in Internet</description>
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		<title>Salvagente: Papa no, ma Tedesco, Milanese e Cosentino si.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Baruffato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo per una manciata di voti, ma Nicola Cosentino è salvo. &#8221;Mi dimetto da coordinatore regionale Pdl&#8221; &#8211; ha dichiarato. Ci mancherebbe, rispondo io. Non è possibile pensare che la gente comune, quella che fatica ad arrivare a fine mese, quella che se ruba una mela al supermecato viene arrestata, possa accettare l&#8217;ennesimo caso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/C/Camera_maggioranza_adn--400x300.jpg" alt="Voto alla camera" />Solo per una manciata di voti, ma Nicola Cosentino è salvo. &#8221;Mi dimetto da coordinatore regionale Pdl&#8221; &#8211; ha dichiarato. Ci mancherebbe, rispondo io.</p>
<p>Non è possibile pensare che la gente comune, quella che fatica ad arrivare a fine mese, quella che se ruba una mela al supermecato viene arrestata, possa accettare l&#8217;ennesimo caso in cui il Parlamento salva un deputato dall&#8217;arresto.</p>
<p>Eppure la storia è piena di casi simili. E negli ultimi mesi alcuni nomi hanno fatto capolino su tutti i principali media, dalla tv ai giornali. Papa è finito in manette, ma Tedesco, Milanese e Cosentino no.</p>
<p>Sarebbe anche giunto il tempo delle spiegazioni. Ma quale solidarietà! Come può un ex ministro come Scajola o il capogruppo del Pdl Cicchitto esprimere &#8220;manifestazioni di solidarietà&#8221; per il collega <a href="http://www.wilditaly.net/cosentino-cesaro-e-gomorra-9730/">beccato con le mani nella marmellata</a>?</p>
<p>E la Lega, ancora una volta, con una mano toglie ed una dà. Sa da una parte continua a urlare &#8220;Roma ladrona&#8221;, dall&#8217;altra mi cade su una buccia di banana come questa, lasciando &#8220;libertà di coscienza&#8221; per il voto, con il senatur che commenta &#8220;Quando si tratta di arresti, bisogna stare tranquilli&#8221;.</p>
<p>Come si può credere ancora che, in un momento di crisi così delicato, la democrazia debba subire un ulteriore attacco proprio al cuore dei suoi principi? Come si può pensare che la gente non sia schifata e, soprattutto, come si può liquidare tutto con una frase che invita a &#8220;stare tranquilli&#8221;? Il leader del carroccio o sta perdendo colpi o sta giocando di nuovo al gatto e al topo.</p>
<p>Se a questo aggiungiamo la segretezza del voto &#8211; che fa sembrare ancora più meschino il salvataggio &#8211; il quadro è completo. E mentre il deputato Cosentino si dice &#8220;completamente estraneo ai fatti&#8221; e il governo continua a macinare interventi per salvare l&#8217;Italia dal default, la gente si indigna sempre di più e alcuni &#8211; in primis il sottoscritto &#8211; cominciano a chiedersi: ma chi salverà l&#8217;Italia da questi cialtroni che continuano ancora a farsi chiamare politici?</p>
<p>Eppure, c&#8217;è gente che certi personaggi li appoggia incondizionatamente. Come risulta evidente dai messaggi sulla bacheca Facebook di Nicola Cosentino. Come dice il mio amico Matteo Marini, direttore di Wild Italy, Robert Kennedy aveva ragione: &#8220;ogni società ha il tipo di criminali che si merita.&#8221;</p>
<p>(foto e dichiarazioni tratte da Adnkronos)</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MARCO BARUFFATO</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cani: niente più quarantena. Adottane uno!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 16:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Cancian</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ ultimo (si spera in tutti i sensi) governo Berlusconi aveva sfoderato un’arma che aveva da subito suscitato il plauso <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/01/cani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10104" title="cani" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2012/01/cani-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>di una considerevole fetta dell’opinione pubblica: l’istituzione di un ministero preposto alla semplificazione legislativa (ricoperto da Roberto Calderoli, Lega Nord). Questa scelta sembrava essere guidata da quel “pragmatismo” di cui il centro destra italiano si auto ricopriva, e di cui abbiamo avuto modo di testare i limiti nel tempo. Sicuramente però, un provvedimento simile sarebbe stato utile al Regno Unito, che solo nel 2011 si è reso conto dell’insensatezza di una legge promulgata nel <strong>lontano ‘800</strong>: la <strong>quarantena </strong>obbligatoria <strong>per gli animali domestici</strong> che intendevano entrare nel paese. I nostri amici a quattro zampe (e non solo..) dovevano infatti subire sei mesi di “stop”, preceduti da un esame del sangue, che accertasse la completa assenza di malattie.</p>
<p><strong>Dal 2012, cani e gatti potranno finalmente circolare liberamente in tutta Europa</strong>, sempre muniti del libretto delle vaccinazioni, in cui dovrà ovviamente essere presente la vaccinazione antirabbica, con tutti i relativi richiami.</p>
<p>La notizia è stata promulgata dal ministero per l’ambiente inglese, che ha così spiegato la scelta:</p>
<blockquote><p>Non è più necessario imporre una quarantena di sei mesi agli animali da compagnia, grazie alle moderne vaccinazioni anti-rabbia e ad altri trattamenti ha annunciato in un comunicato il ministero dell’ambiente del governo di sua maestà. Gli animali dovranno semplicemente essere vaccinati contro la rabbia: resta obbligatorio un periodo di attesa di 21 giorni fra la vaccinazione e l’ingresso in Gran Bretagna. Il sistema di quarantena britannico era stato messo a punto nell’Ottocento per combattere la rabbia ed è ampiamente superato dai progressi scientifici. E’ tempo di cambiare queste regole sorpassate che hanno creato seri problemi a generazioni di proprietari di animali di compagnia e a chi degli animali aveva bisogno nella quotidianità.</p></blockquote>
<p>La normativa presenta comunque delle restrizioni, poiché permette la circolazione incondizionata per animali proveniente da paesi dell’Unione Europea (e pochi altri, come Usa ed Australia), <strong>ma impone ancora una quarantena</strong> di tre mesi (oltre ai classici esami del sangue) <strong>per quelli in arrivo da paesi a rischio infezioni.</strong></p>
<p>Nel Regno Unito, le corse di cani sono ancora molto in voga. Purtroppo però, gli animali utilizzati (perlopiù <em>levrieri inglesi</em>) <strong>vengono messi da parte dopo pochi anni</strong>, perché non sono più abbastanza competitivi, o perché si distraggono durante la corsa. La loro sorte è così dettata dal “buon cuore” del padrone. <strong>Non è difficile adottare uno di questi “vecchi” corridori:</strong> bastano infatti un passaporto europeo, una serie di controlli <em>pre</em> e <em>post</em> affido, e una buona dose di pazienza (il cane arriverà in aereo, bisognerà solo andare in aeroporto a prenderlo). Ma le fatiche verranno ripagate, e pure con interessi alti: oltre ad avere un <strong>nuovo amico</strong>, arriverà anche un <strong>cane elegantissimo</strong>, ancora <strong>giovane</strong> e <strong>competitivo</strong>, <strong>giocherellone </strong>e, il più delle volte, <strong>addestrato da professionisti.</strong></p>
<p>Non è comunque necessario andare così lontano per poter adottare un animale domestico. Il sud Italia è ancora dilaniato dal fenomeno del randagismo e, troppo spesso, dalla negligenza dei gestori dei “rifugi” (alias canile). In questi anni è così nata una <strong>rete spontanea di volontari che accoglie in casa propria i cani abbandonati, in attesa che vengano adottati </strong>(preferibilmente nelle zone del centro- nord). Esistono un’infinità di <strong>siti web</strong> che permettono di promuovere con delle inserzioni i cani adottabili (ad esempio <a href="http://www.misha.cc/">Misha.cc</a>), dando la possibilità di <strong>consultare le caratteristiche dell’animale, vederne delle foto, e contattare che li ospita</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso non bisogna scoraggiarsi per i problemi di spazio: grazie da un sistema di “staffette” (sì, come per i cari partigiani), <strong>i gruppi volontari riusciranno a far giungere il cane direttamente a casa vostra</strong>. E anche il <strong>primo ciclo di vaccinazioni</strong> è già stato fatto: una volta in meno dal veterinario!</p>
<p>Per i più scettici, garantisce il sottoscritto, che tre mesi fa ha adottato una piccola (quanto bella) meticcia di nove mesi.</p>
<p><strong>C’è un nuovo amico anche per voi!</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>PIETRO CANCIAN</em></strong></p>
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		<title>Buon 2012!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginavo che il 2011 ci avrebbe riservato sorprese, ma è davvero riuscito a stupirmi. Nel bene e nel male. L’economia è ferma, il mercato crolla, lo spread corre e diventa “oggetto di conversazioni casalinghe”. La Grecia fallisce, parola chiave: austerità. Negozi chiusi e luci spente: siamo alle battute finali. L’euro? E’ messo male e rischia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginavo che il 2011 ci avrebbe riservato sorprese, ma è davvero riuscito a stupirmi. Nel bene e nel male.</p>
<p>L’economia è ferma, il mercato crolla, lo spread corre e diventa “oggetto di conversazioni casalinghe”. La Grecia fallisce, parola chiave: austerità. Negozi chiusi e luci spente: siamo alle battute finali.<br />
L’euro? E’ messo male e rischia. Per la crescita e il fondo salva Stati? L’Europa decide di decidere. La borsa crolla, le azioni valgono zero. La crescita? Zero. “Nessuna manovra per il 2011” e ne fanno 5. La ripresa? Lontana. Il rating? Solo due A. Gli Indignados aumentano, Wall Street occupata, la Merkel e Sarkozy ridono; contenti loro.</p>
<p>Serve ottimismo. Tremonti scalpita, Berlusconi si infuria, Crosetto attacca, la maggioranza perde i pezzi. Nel PdL nuovo segretario, nuovi congressi, nuovo tutto, sotto l’egida del (Caro) Leader. Manovre? Tante.<br />
La maggioranza si sfascia, il rendiconto generale dello Stato non passa, poi passa, ma non ci sono più i numeri per governare: un deputato è in bagno (mannaggia a lui). Berlusconi impietrisce e si dimette. Gesto di responsabilità? Segno di apertura? Fuga? Ai posteri l’ardua sentenza.  Berlusconi arriva al Quirinale, la banda attacca a suonare, la folla esulta. L’Italia, forse, tira un sospiro di sollievo.<br />
Consultazioni, colloqui, contrattazioni. Nasce il nuovo esecutivo. Il governo? Tecnico. Le donne? Poche ma buone. Il sostegno? Politico. Il tornaconto dei partiti? Elettorale. Il risultato? Dalle donnine ai professori. Le orecchie? Giarda. La gnocca? Poca. Competenza? Almeno quella, si spera.<br />
La manovra è lacrime e sangue. Il cuore gronda, la Fornero pure. Sacrifici, non pronunciate quella parola. Le tasche sono vuote, gli Italiani sono senza un centesimo. La benzina  vola come lo spread. I prezzi si impennano. La crescita? Arriverà con la fase 2. In pensione? Mai più.<br />
Ma ci resta il Grande Fratello. E le nozze del secolo.</p>
<p>Il Pd sale nei sondaggi e brancola nel buio. Pisapia vince a Milano, Fassino a Torino, De Magistris a Napoli. Ma il centro-sinistra può tornare a perdere. Con Renzi. Con Di Pietro si litiga, a Vendola tocca fare il paciere. Le alleanze al centro? Vedremo.<br />
Nasce il nuovo terzo polo. Valori fondanti:  senso dello Stato, laicità, cristianesimo, famiglia. Età media? 85 anni. Famiglie? 7. I consensi salgono e forse si lancia in politica pure Montezemolo. Un altro imprenditore che entra in politica per il bene del Paese. Mi ricorda qualcosa…<br />
Alfano nuovo segretario di Berlusconi,il PdL raccoglie più di un milione di tessere e in Veneto scoppia lo scandalo tessere false. Papa? In carcere. Cosentino? A rischio. Milanese? In salvo. Il consenso scende e i capelli della Moratti perdono le elezioni.<br />
La Lega morde, Bossi abbaia, Calderoli rutta, Maroni candidato premier. E, per non farci mancare niente, riapre il Parlamento Padano. Fine dell’alleanza con Silvio.<br />
L’acqua privata? Sepolta. Il nucleare? Mai più. L’impedimento? Non è più legittimo.</p>
<p>Il Nord-Africa si ribella. La Tunisia in rivolta, l’Egitto in piazza, la Libia a Bengasi. Ben Ali arrestato, Mubarak a processo, Gheddafi muore. I figli fuggono con l’oro. In Egitto comanda l’esercito, in Libia non si sa. Proteste in Siria. L’Iran gioca coi missili e minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz e gli USA vendono agli Emirati Arabi nuovi missili. Pronti alla Terza guerra mondiale?<br />
Muore Osama Bin Laden. Ne siamo sicuri? Certo. Le foto? Vietate. Possiamo vedere il corpo? No. E dov’è? Sul fondo dell’oceano. Bene.</p>
<p>Putin tarocca le elezioni e vince in Russia. Proteste in piazza, Gorbaciov: “Consiglio a Putin di farsi da parte”. Quel vetero-comunista che non è altro. Ma per fortuna la Russia è un paese democratico  e l’amico Putin “continua ad avere il consenso della maggioranza dei consensi”.<br />
Kim Jong Un muore, Kim Jong Il nuovo leader. E via con la fantasia. Grandi funerali, pianti collettivi, donne che si strappano i capelli. E pure gli uomini. Silvio? Cribbio.</p>
<p>La scienza avanza. Scoperto gas primordiale nell’universo. Trovati nuovi sistemi solari. Realizzato un nuovo vaccino anti malaria. Tanti asteroidi. E i neutrini? Nel tunnel con la Gelmini.</p>
<p>Genova allagata, la Liguria in frana e sommersa. La Toscana distrutta. Gente in strada, case demolite dall’acqua, città isolate. In Giappone emergenza tsunami ed emergenza nucleare.<br />
Muore Steve Jobs, muore Giorgio Bocca. Anche Don Verzè, ahimè, lascia noi e i suoi debiti.</p>
<p>La follia umana? Non finisce mai. Andres Breivik distrugge il centro di Oslo e fa strage in un campo estivo. Gianluca Casseri uccide senegalesi a Firenze. Dove finiremo?</p>
<p>150° anniversario dell’Unità d’Italia. Si festeggia. Si sta a casa il 17 marzo? Prima no. Poi forse. Alla fine si. Grandi feste, grandi folle, viva e vibrante soddisfazione. Poi tutti a bere l’acqua del Pò.<br />
10° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle.</p>
<p>Napolitano? C’è, ma è al telefono con Angela.</p>
<p>Come diceva la nonna di Enzo Biagi, “sempre bene non può andare e sempre male non può durare”. Speriamo.</p>
<p>Buon 2012.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 17:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Angeli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei solo ricordare, soprattutto ai critici della manovra Monti, che questa è stata votata dai seguenti partiti: Popolo della Libertà, Futuro e Libertà, Unione di Centro, Partito Democratico e partitini vari del gruppo misto vario. Vorrei ricordarlo, in modo ancor più particolare, agli elettori del Popolo della Libertà. Non desidero, infatti, che credano che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei solo ricordare, soprattutto ai critici della manovra Monti, che questa è stata votata dai seguenti partiti: Popolo della Libertà, Futuro e Libertà, Unione di Centro, Partito Democratico e partitini vari del gruppo misto vario.</p>
<p>Vorrei ricordarlo, in modo ancor più particolare, agli elettori del Popolo della Libertà. Non desidero, infatti, che credano che il loro partito non sia stato responsabile dell’aumento delle tasse. Sapete, sarebbe utile ricordarselo quando Berlusconi inizierà a dire a tutto spiano (come già sta facendo) che la recessione italiana sarà colpa di Mario Monti.</p>
<p>Ecco mi piacerebbe ricordare, riguardo ciò, che proprio dal 2008 fino al 2012, per ben tre anni e mezzo a guidare l’Italia c’erano proprio loro. E mi piacerebbe ricordarlo anche agli elettori della Lega Nord, fedeli alleati di governo pronti a proteggere il Cosentino di turno.</p>
<p>Inoltre mi piacerebbe ricordare alla Lega Nord e al Popolo della Libertà che hanno governato l’Italia anche dal 2001 al 2006. Ciò fa si che, forse, qualche responsabilità, dovrebbero averla anche loro.</p>
<p>Vorrei ricordare che la Chiesa Cattolica, alla faccia di voi poveri italiani costretti a pagare una tassa sulla prima casa, non continuerà a pagare l’IcI, o l’IMU…come la vogliate chiamare, sulle proprie attività commerciali. A Roma la vostra cara Chiesa ha circa un quarto degli immobili della capitale. Dunque, sarebbe meglio agire qui piuttosto che ipotizzare un aumento del biglietto metro-bus ad 1,50 euro.</p>
<p>Ecco. Magari l’anno prossimo ricordatevi, quando dovrete andare a votare, sperando presto, di tutto ciò.</p>
<p>Non si sa mai…l’Italia potrebbe anche cambiare grazie a voi. Non riduciamoci a far risolvere tutto ai Maya.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon 2012 <img src="http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?m=1306159637g" alt=":)" /></p>
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		<title>Renzo Bossi: &#8220;i nuovi media sono un fenomeno che entra inesorabilmente nella nostra vita&#8221;. Sicuro?</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 22:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Baruffato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono perplesso. Oggi navigavo in rete e sono &#8220;capitato&#8221; sul blog di Renzo Bossi. Spulciando fra le news del sito, ho trovato nella sezione rassegna stampa un articolo che parla dei nuovi media. Vista la mia passione per i social network e per l&#8217;implicazione che essi hanno sempre più con la politica, ho pensato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/12/Renzo-Bossi2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9915" title="Renzo Bossi2" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/12/Renzo-Bossi2.jpg" alt="" width="80" height="80" /></a>Sono perplesso. Oggi navigavo in rete e sono &#8220;capitato&#8221; sul blog di Renzo Bossi. Spulciando fra le news del sito, ho trovato nella sezione rassegna stampa un articolo che parla dei nuovi media.</p>
<p>Vista la mia passione per i social network e per l&#8217;implicazione che essi hanno sempre più con la politica, ho pensato di leggere con attenzione le parole del figlio del Senatùr in proposito, curioso di sapere cosa ne pensasse un giovane esponente di un partito piuttosto tradizionalista come la Lega Nord, che da sempre basa la sua attività sulla militanza e sul rapporto diretto con la gente.</p>
<p>“Io stesso &#8211; si legge nelle dichiarazioni dell&#8217;articolo &#8211; uso Facebook e Twitter quotidianamente, sempre improntandoli in ambito lavorativo”. “Questi nuovi media &#8211; continua il consigliere regionale lombardo &#8211; in fondo sono un fenomeno che entra inesorabilmente nella nostra vita e di fatto la generazione di cui faccio parte li ha presi”.</p>
<p>Sempre più incuriosito, ho cliccato sulle icone di Facebook, Twitter e Youtube. E&#8230;pensate un pò&#8230;mi sono accorto che le cose non stanno proprio così.<br />
La pagina di Facebook è utilizzata di frequente, ma dal blog non si accede direttamente al profilo o alla pagina di Renzo, ma semplicemente al Social Network.<br />
Per quanto riguarda Twitter e Youtube, invece, l&#8217;ultimo tweet risale al 13 settembre e l&#8217;ultimo video (senza contare che ce ne sono solo 5 nella pagina) è stato caricato a luglio.</p>
<p>Meno male che i nuovi media sono entrati inesorabilmente nelle nostre vite!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MARCO BARUFFATO</em></strong></p>
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		<title>E&#8217; tutto finito</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 20:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sic transit gloria mundi. Oggi si chiude una fase. Una fase che, nel bene o nel male, ha caratterizzato gli ultimi vent’anni di storia. Un ventennio iniziato con Berlusconi, un ventennio che si chiude con Berlusconi. Sul grande spettacolo in cui abbiamo vissuto fino ad ora cala (finalmente) il sipario. Fine delle trasmissioni, fine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/11/crisi-governo-berlusconi-21-large.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9407" title="crisi-governo-berlusconi-21-large" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/11/crisi-governo-berlusconi-21-large.jpg" alt="" width="650" height="250" /></a>Sic transit gloria mundi</em>. Oggi si chiude una fase. Una fase che, nel bene o nel male, ha caratterizzato gli ultimi vent’anni di storia. Un ventennio iniziato con Berlusconi, un ventennio che si chiude con Berlusconi. Sul grande spettacolo in cui abbiamo vissuto fino ad ora cala (finalmente) il sipario. Fine delle trasmissioni, fine di un sogno, quello nato in quel lontano 26 gennaio 1994. Un progetto in cui tanti hanno creduto, che oggi si è infranto. Un’idea nata sotto le luci di uno studio televisivo, con un messaggio alla nazione misurato, ottimista, nuovo. Ma quando i riflettori si spengono e lo show finisce, si mostra la cruda realtà: la biblioteca, la scrivania, tutto era solo una scenografia in uno studio televisivo, freddo, gelido, tetro. Non resta nulla della calda atmosfera che aveva appassionato gli spettatori. Solo la realtà. Buia. Antipatica. Ma la realtà. Fine della finzione. Fine degli spot pubblicitari. Fine degli slogan. Fine delle promesse mai mantenute. Siamo alla resa dei conti: i nodi vengono al pettine e la storia deciderà cosa è stato davvero questo ventennio.</p>
<p>Ora che però cala il sipario, ci si deve rimboccare le maniche: l’Italia ha bisogno di un futuro, di un avvenire che si spera sia diverso dal passato che ci ha toccati così da vicino. E’ richiesto il contributo di tutti: non basterà un uomo a salvarci questa volta, se non vogliamo rischiare che la storia si ripeta o, peggio, le luci, una volta spente, non si riaccendano mai più. Dobbiamo mostrare l’orgoglio di essere italiani e ricostruire il nostro Paese dalle sue ceneri, come tante volte abbiamo fatto in passato. Ironia della sorte, siamo anche nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Sta a noi stabilire cosa pretendere dagli anni che verranno: prendiamoci la consapevolezza di dover decidere. E guai a chi rimpiangerà il passato e tenterà di riportarlo in vita: la storia prosegue, la strada è già stata tracciata, indietro non si torna. Le dimissioni di Berlusconi non sono solo una fine, ma un nuovo inizio.</p>
<p>Se non vogliamo che questa Seconda Repubblica sia finita invano, e che ne inizi una terza simile alle due che l’hanno preceduta, dobbiamo prendere coraggio e guardare avanti, con tutti i rischi che questo comporta. Oggi inizia una nuova epoca, migliore – ci si augura &#8211; di quello che oggi si conclude. Non sappiamo cosa accadrà domani, ma di sicuro ricostruire l’Italia sarà dura. Ma ce la faremo.</p>
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		<title>Il Toto-capo del governo parte 1: Il centro-destra</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 20:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Roselli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una realtà politica che vede ormai Berlusconi (nonostante le continue fiducie) sulla via del tramonto,  ci si chiede chi possa essere il suo successore, tra quelli da lui designati (e non) e quelli che invece fanno parte dello schieramento &#8220;avverso&#8221; (Veltroni docet). Quindi si dia inizio al Toto-capo del governo! Prima di partire con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una realtà politica che vede ormai Berlusconi (nonostante le continue fiducie) sulla via del tramonto,  ci si chiede chi possa essere il suo successore, tra quelli da lui designati (e non) e quelli che invece fanno parte dello schieramento &#8220;avverso&#8221; (Veltroni docet). Quindi si dia inizio al Toto-capo del governo!</p>
<p>Prima di partire con la lista è oppurtuno fare una premessa logistica: oltre che elencare e spiegare i pro e i contro dei vari candidati si darà particolare attenzione alla loro provenienza politico-partitica, di conseguenza ci sarà un introduzione dedicata al partito di appartenenza e poi tutti i candidati proposti da quel partito. Per quanto riguarda i candidati esterni, ci sarà una suddivisione specifica, che verrà esplicitata successivamente (nell&#8217;articolo sul Terzo Polo).</p>
<p>Partiamo dal centro-destra, che attualmente si trova proprio nella posizione in cui stiamo cercando di indagare.</p>
<p>I partiti principali di questa coalizione sono il Pdl e la Lega Nord.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PDL</span></strong>: è il partito fondato da G.Fini e S.Berlusconi tra il 2007 ed il 2008. Dopo la scissione di Fini e della sua corrente,  il partito ha iniziato a scricchiolare rischiando di sgretolarsi più volte (l&#8217;ultima proprio pochi giorni fa). Le credenze di questo partito sono molto ambigue, perché derivano tutte dal volere del monarca Berlusconi, che attraverso l&#8217;attività politica tenta di risolvere i proprio problemi personali con la giustizia; sin dagli anni 80&#8242; con l&#8217;aiuto di Craxi, per poi proseguire da solo dopo tangentopoli con la discesa in campo del 94&#8242;. Di conseguenza, con questi presupposti sarà difficile trovare un candidato valido che sostituisca &#8220;l&#8217;inoperato&#8221; di questo governo.</p>
<p>I candidati sono:</p>
<p><strong><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/ministro-angelino-alfano2-300x245.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5414" title="ministro-angelino-alfano2-300x245" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/ministro-angelino-alfano2-300x245.jpg" alt="" width="270" height="221" /></a>Angelino Alfano</strong>: Il delfino di Berlusconi nonchè primo ed unico segretario di partito della storia berlusconiana. Già queste premesse sarebbero garanzia di cestinamento, ma lui non è contento, vuole fare di più per meritarsi uno dei primi posti tra i cestinati. Ed ecco che sbirciando nel suo passato spuntano fantasmi davvero imponenti, a partire dalla Democrazia Cristiana (partito smontato pezzo per pezzo dall&#8217;inchiesta Mani Pulite) dentro cui mosse i primi passi, diventando segretario provinciale del movimento giovanile di Agrigento; proseguendo alla guida della corrente di Forza Italia più vicina a Salvatore Cuffaro (condannato a sette anni di reclusione per reati di Mafia). Diciamo che se voleva scegliere dei partiti e dei politici con cui aggregarsi poteva essere leggermente più discrezionale. Ma non è finita; ricordiamo che prima di diventare segretario del Pdl Alfano era il ministro della giustizia. Anche in questo caso c&#8217;è da mettersi le mani nei capelli. Come non ricordare il &#8220;Lodo Alfano&#8221;, legge che rendeva l&#8217;art.3 della costituzione una favola per bambini, ma per fortuna la Corte Costituzionale ha avuto il buon senso di dichiarare illegittima questa legge vergogna. In conclusione è chiaro che Alfano non può costituire un&#8217; alternativa al modo di governare attuale e quindi non può aspirare alla carica (o perlomeno non dovrebbe ma sembra intenzionato a farlo).</p>
<p><strong>Giulio Tremonti</strong>: attuale ministro dell&#8217;economia e delle finanze, Tremonti è un personaggio particolarmente difficile da descrivere. È sempre stato con Berlusconi, ma spesso non si e trovato d&#8217;accordo con alcune scelte del governo; ha presentato delle leggi vergogna pur rinnegando nei suoi scritti i contenuti di queste (vedasi ad esempio i condoni); non è mai stato accusato di alcun reato, ma milita nel partito che detiene il record di pregiudicati e imputati; inoltre è stato<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8286" title="tremonti.4" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> spesso mal digerito da molti dirigenti e parlamentari del suo stesso partito, per via del suo potere politico all&#8217;interno del governo e per l&#8217;uso che ne fa. Attualmente è difficile collocarlo partiticamente, poichè nonostante militi attivamente nel Popolo della Libertà ormai si può definire un &#8220;leghista in terra straniera&#8221;. Il &#8220;super-ministro&#8221; non è mai entrato direttamente in contatto con il suo elettorato, ma è sempre rimasto dietro le spalle di qualche leader politico (da Berlusconi a Bossi), controllando i fili del governo. Difficile dire se possa essere un buon capo del governo, sicuramente la sua posizione è ambigua, di conseguenza va regolarizzata prima di poter pensare ad una sua candidatura.</p>
<p><strong>Roberto Formigoni</strong>: il &#8220;catto-chic&#8221;, che negli ultimi anni ha raggiunto una discreta indipendenza politica, medita una sua prossima candidatura alla guida del maggior partito di centro-destra. Analizzando il suo passato e constatando il suo presente notiamo una forte partecipazione politica sopratutto nella regione Lombardia, dove è stato eletto presidente per ben quattro volte in larga maggioranza (con una media sempre intorno al 60% dei voti). Allo stesso tempo notiamo che questa sua partecipazione non è sempre stata trasparente, ma anzi, spesse volte è stato indagato per reati connessi alle sue mansioni; allo stesso tempo possiamo dire che è stato sempre assolto da queste imputazioni. Da cattolico convinto, Formigoni punta a ristabilire la &#8220;moralità made in Vaticano&#8221; nel centro-destra; argomenti come l&#8217;aborto, il testamento biologico e la libertà sessuale finirebbero nel dimenticatoio per far spazio a leggi che tutelano il potere della &#8220;Santa Sede&#8221;. Chiaramente questo esula dall&#8217;alternativa che in questo momento si cerca di proporre, di conseguenza anche Formigoni merita una bocciatura.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LEGA NORD</strong></span>: partito che fonda le sue radici nelle idee separatiste dell&#8217;Italia settentrionale, di conseguenza attualmente non può considerarsi un partito nazionale che possa rappresentare tutto il popolo italiano. Il concetto basilare, per far si che la Lega Nord diventi una forza di governo maggioritaria credibile, è la cancellazione del termine &#8220;Nord&#8221; dal proprio nome e dalle proprie idee, per far spazio ad un concetto più ampio che comprenda anche il centro-sud. Tra tutte le idee del &#8220;Carroccio&#8221;, quella che sicuramente si avvicina di più alla realtà è il progetto di uno stato federale che, se presentato con i giusti presupposti, è un progetto condivisibile. Il problema è che attualmente i presupposti non ci sono per via della forte disparità tra le regioni; di conseguenza, ci vuole un progetto complesso, che parta dalle varie realtà italiane per rendere sensata quest&#8217;idea, che può costituire una delle basi per l&#8217;alternativa . Attualmente il leader ufficiale è Umberto Bossi che però, come Berlusconi, è sulla via del tramonto.</p>
<p>I candidati sono:</p>
<p><strong><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/roberto-maroni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2162" title="roberto-maroni" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/roberto-maroni-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Roberto Maroni</strong>: definito da molti come l&#8217;attuale leader della Lega per via dei molti consensi ricevuti a discapito del capo ufficiale. Nato a Varese come Bossi, il giovane Maroni diventa presto un attivista politico, militando in un gruppo Marxista-Leninista. Alla fine degli anni 70&#8242; conosce Umberto Bossi con cui inizia subito una stretta collaborazione politica nel nome dell&#8217;autonomismo. Negli anni 90&#8242; nasce la Lega Nord e a quel punto Maroni diventa la spalla di Umberto Bossi, che viene incoronato leader del partito. Durante l&#8217;esperienza di partito Maroni viene indagato assieme ad altri leghisti di vilipendio dell&#8217;unità nazionale, per via delle idee secessioniste tipiche della Lega Nord. Nel 96&#8242; viene deposta una perquisizione nella sede centrale della &#8220;Carroccio&#8221; (Via Bellerio a Milano), in questa occasione Maroni si macchia di un reato doppiamente grave, essendo parlamentare ed ex ministro della repubblica; il reato in questione è la &#8220;resistenza a pubblico ufficiale&#8221;. In seguito a questa vicenda ci sono stati molti procedimenti, che hanno portato la corte costituzionale ad accettare il ricorso fatto dal parlamento riguardo l&#8217;impossibilità dell&#8217;autorità giudiziaria, a procedere in una perquisizione ai danni di un parlamentare; ma allo stesso tempo hanno portato ad una condanna definitiva della Corte di Cassazione, che ha confermato il reato traducendolo in un ammenda intorno ai 5000€. Assurdamente, nonostante questo precedente, viene rieletto ministro della repubblica (esattamente ministro del Welfare) nel governo Berlusconi II e III. Ma a quanto pare non bastava, ci voleva un paradosso ancora più grande e fu così che nel IV governo Berlusconi venne eletto Ministro dell&#8217;interno, che come sappiamo, tra i tanti ruoli ha quello di coordinare le forze di polizia (proprio quelle a cui aveva fatto resistenza nel lontano &#8217;96). Tale incarico lo ricopre tuttora. Fatte queste dovute considerazioni, è difficile vedere Roberto Maroni come un buon capo del governo, ma sicuramente nel suo ruolo di ministro sta lavorando molto più di quasi tutti i suoi colleghi, dimostrando una sincera volontà politica. Di conseguenza prima di tirare le somme bisogna vedere le sue prossime mosse; solo allora si potrà decidere se effettivamente i presentimenti negativi erano fondati oppure no.</p>
<p><strong>Flavio Tosi</strong>: potremo definirlo il &#8220;rottamatore leghista&#8221;, per via delle sue idee, che nel corso dell&#8217;esperienza maturata<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/10/flavio-tosi-thumb.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9163" title="flavio-tosi-thumb" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/10/flavio-tosi-thumb-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a> come sindaco di Verona gli sono valse il più alto indice di gradimento tra i sindaci italiani. Tosi inizia la sua carriera politica nel 94&#8242; quando viene eletto consigliere comunale a Verona, da qual momento in poi inizia la scalata che nel 2007 lo porterà inizialmente, alla candidatura di sindaco di Verona per il centro-destra (fortemente osteggiata dal Pdl) e successivamente alla vittoria schiacciante (60% dei voti)nelle elezioni amministrative. Appena insediatosi, Tosi affronta subito i problemi dei cittadini chiudendo il campo nomadi di Boscomantico (definito dalla procura di Verona &#8220;Una fucina di delinquenza&#8221;) e chiedendo al Vescovo di Verona di trovare una nuova sistemazione per i nomadi; successivamente sgombra un centro sociale abusivo, situato nella ex scuola materna Parini di Borgo Venezia, dopo lo sgombero fa iniziare i lavori per realizzare un centro di aggregazione sociale (completato nel maggio 2010); inoltre vara diversi decreti per salvaguardare l&#8217;ordine pubblico. Nel 2001 viene rinviato a giudizio per aver violato la Legge Mancino ai danni di individui di etnia Rom e Sinti; la denuncia avviene in seguito alla campagna leghista &#8220;Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città&#8221;, nell&#8217;ottobre 2009 l&#8217;inchiesta si conclude con una condanna definitiva tradotta in un ammenda di 4000€ e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi. Tra i leghisti di spicco è l&#8217;unico che esprime idee fuori dal coro in materia di immigrazione, alleanze (scarica Berlusconi) e malumori interni (per queste osservazioni Bossi gli ha dato dello &#8220;Stronzo&#8221; e gli ha dichiarato guerra, minacciando di cacciarlo). Dopo queste molteplici osservazioni risulta chiaro come Tosi incarni un alternativa interessante, che nel corso degli ultimi mesi è diventata sempre più concreta. Di conseguenza la sua eventuale candidatura sarebbe interessante in vista di un nuovo governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il centro-destra, per via delle forti influenze berlusconiane(che di destra hanno poco o niente), si trova in una situazione di forte degrado che riesce a proporre pochi candidati e sopratutto pochi promossi. In questa analisi l&#8217;unico candidato che merita una promozione è il sindaco di Verona Tosi, che con le sue posizioni alternative  e con il suo lavoro da primo cittadino, dimostra una maturità politica assai rara al giorno d&#8217;oggi(macchiata però dalla sentenza definitiva per il reato di istigazione al razzismo nei confronti dei nomadi). Per quanto riguarda gli altri candidati sicuramente Maroni e Tremonti sono da tenere in considerazione, ma prima devono agire coerentemente e in maniera trasparente. I bocciati sono Alfano e Formigoni; il primo è un berlusconiano doc che ha avuto rapporti con la mafia, ed il secondo è un estremista cattolico che non porterebbe nessuna innovazione ma anzi una regressione.</p>
<p>Nel prossimo articolo l&#8217;analisi si sposterà sul terzo polo e sui candidati esterni alla politica.</p>
<p>P.S. Nei commenti sarebbe interessante scoprire quali sono invece, i vostri aspiranti candidati.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>MATTEO ROSELLI</strong></em></p>
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		<title>Il &#8220;povero&#8221; nel senso marxiano del termine. L&#8217;ultima barzelletta di un caso umano</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 10:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bisogna capirlo. Roberto Castelli, ex Ministro della (in)Giustizia della Lega e attuale Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, si definito &#8211; nel corso della trasmissione &#8220;PiazzaPulita&#8221; su La7 &#8211;  &#8221;povero ma nel senso marxiano del termine. Com&#8217;è logico che sia, il conduttore &#8211; Corrado Formigli &#8211; gli chiede quanto dichiari annualmente. Il parlamentare dal fazzoletto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna capirlo. Roberto Castelli, ex Ministro della (in)Giustizia della Lega e attuale Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, si definito &#8211; nel corso della trasmissione &#8220;PiazzaPulita&#8221; su La7 &#8211;  &#8221;povero ma nel senso marxiano del termine. Com&#8217;è logico che sia, il conduttore &#8211; Corrado Formigli &#8211; gli chiede quanto dichiari annualmente. Il parlamentare dal fazzoletto verde<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/castelli-a-la-sono-povero-polemiche-web-video-youtube-3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8624" title="castelli-a-la-sono-povero-polemiche-web-video-youtube-3" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/castelli-a-la-sono-povero-polemiche-web-video-youtube-3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> risponde candidamente: &#8220;145.000 euro ma nel senso marxiano del termine&#8221;. Al di là della cifra che non contraddistingue di certo una persona povera, mi piacerebbe sapere a quale Marx, a quale senso marxista stesse facendo riferimento.</p>
<p>Non c&#8217;è da stupirsi. Non è la prima volta che Castelli afferma convintamente cose che non stanno né in cielo né in terra. Memorabile rimane la prima conferenza stampa da neo Guardasigilli. Un giornalista gli domanda quali esperienze possa vantare in campo giudiziario, visto che risulta laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in abbattimento dei rumori autostradali, ma Roberto non capisce dove sia il problema e prontamente &#8211; anche vantandosene &#8211; controbatte che è completamente digiuno dell&#8217;argomento. Geniale.</p>
<p>Bisognerebbe ricordare poi, sempre per non dimenticarci di chi stiamo parlando, di quando fu chiamato alla sbarra dalla Corte dei Conti per rispondere di danno erariale causato dalle consulenze facili elargite al Ministero di via Arenula e indagato &#8211; con le stesse motivazioni &#8211; dalla Giunta per le autorizzazioni ma salvato dall&#8217;aula del Senato con un voto quasi trasversale.</p>
<p>Per entrare nel dettaglio, le accuse riguardano l&#8217;assunzione &#8211; come consulente per l&#8217;edilizia carceraria e l&#8217;amministrazione penitenziaria  - di Giuseppe Magni, ex sindaco leghista di Calco (a 16 km dalla Lecco che ha dato i natali al parlamentare del Carroccio) ed ex artigiano metalmeccanico e grossista di pesce della Seamar. La motivazione ufficiale è che non si poteva contare su oltre duemila persone già presenti nell&#8217;organico del ministero ma bisognava <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/thumbfalsecut1316179950837_475_280.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8625" title="thumbfalsecut1316179950837_475_280" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/thumbfalsecut1316179950837_475_280-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a>affidarsi a cotanto esperto per la sua &#8220;professionalità di elevata qualificazione ed esperienza&#8221;. Il suo stipendio, i primi sei mesi, si aggira intorno ai 48 milioni di lire. Con l&#8217;aggiornamento del 2 gennaio 2002 (il nuovo cambio europeo) ecco che la busta paga subisce un&#8217;impennata: 46.482 euro. Netti. Ciò che fa, rimane un mistero tanto che il viceprocuratore generale della Corte dei Conti, Guido Patti &#8211; nell&#8217;atto di citazione consegnato all&#8217;allora Guardasigilli &#8211; scrive che svolge: &lt;&lt;attività dall&#8217;indefinito contenuto&gt;&gt;, senza rendere conto al Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria ndr) né &lt;&lt;raggiungere alcuno degli obiettivi menzionati nel decreto di conferimento incarico&gt;&gt;. Nell&#8217;arco di quattro anni, però, si spostava con &lt;&lt;autovettura blindata e due auto di scorta&gt;&gt;; volava, con aerei di Stato, verso Mosca, Tirana e Stati Uniti e presentava &lt;&lt;relazioni quasi in codice, con riferimento per così dire criptici [...] senza alcuna documentazione&gt;&gt;, con &lt;&lt;affermazioni del tutto generiche&gt;&gt;. Sulla base anche di queste considerazioni, la Corte condanna quindi l&#8217;attuale braccio destro di Altero Matteoli a risarcire lo Stato con 98.876,96 euro. La restante somma (di quanto è stato elargito con questa &#8220;consulenza facile&#8221;) la dovrà pagare proprio il finto consulente.</p>
<p>Ci sarebbe da parlare anche della Global Brain &amp; Partners, alla quale venne affidato &#8211; 36 giorni dopo l&#8217;insediamento del Ministro &#8211; il compito di valutare i magistrati e che, guarda tu il caso, era stata fondata da Alberto Uva, esponente leghista trombato alle comunali di Montevecchia, proprietario della villa Sormani Marzorati a Missaglia dove Castelli organizzava cene con i suoi fedelissimi ma dove trovavano posto anche meeting dell&#8217;Opus Dei. Sono stato così preciso sulla tempistica perché 36 giorni prima della nomina dell&#8217;esponente del Carroccio, Uva non aveva la minima idea di fondare alcuna società. Sarà una coincidenza astrale ma gliene parlò proprio Castelli. Ma questa è un&#8217;altra storia che comporterebbe troppe righe ancora da scrivere e troppe parole ancora da spendere al riguardo. Tutte le altre informazioni le trovate <strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://lapillolarossa.ilcannocchiale.it/2009/05/15/castelli_ci_deve_30000_euro.html"><span style="color: #0000ff;">qui</span></a> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">.</span></span></span></strong></p>
<p><strong></strong>Queste sono le due inchieste giudiziarie che affliggevano il povero senatore Castelli. Parlo al passato perché il Senato, come accennavo prima, respinse entrambe le richieste di autorizzazione a procedere presentate dai giudici con 256 SI&#8217; e 50 NO per la prima e 247 SI&#8217; e 25 NO per la seconda.</p>
<p>Ma, ripeto &#8211; visto il personaggio &#8211; non c&#8217;è nulla di cui stupirsi. Si è sposato in seconde nozze con rito celtico (con tanto di druido), quindi&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em><span style="color: #000000;">MATTEO MARINI</span></em></strong></p>
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		<title>Tutto sotto controllo?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ho ripreso in mano io la situazione, è tutto sotto controllo”. Berlusconi mente: la situazione non è assolutamente sotto controllo. Abbiamo dovuto aspettare il tardo pomeriggio di Giovedì per capire come il Governo avrebbe ridisegnato (per l’ennesima volta) la manovra-bis del 13 Agosto: dichiarazioni dei redditi online, carcere per chi evade più di tre milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Ho ripreso in mano io la situazione, è tutto sotto controllo”</strong>. <strong>Berlusconi mente</strong>: la situazione non è assolutamente sotto controllo. Abbiamo dovuto aspettare il tardo pomeriggio di Giovedì per capire come il Governo avrebbe ridisegnato (per l’ennesima volta) la manovra-bis del 13 Agosto: dichiarazioni dei redditi online, carcere per chi evade più di tre milioni di euro, stretta su esenzioni alle cooperative, più tasse per le società di comodo. E un’incognita grande come una casa: <strong>dove prendere i soldi che mancano?</strong> C’è da riempire il buco del contributo di solidarietà cancellato, della mancata modifica degli anni necessari alla pensione e dei minori tagli agli enti locali.  Un buco stimato almeno<strong> 4 miliardi</strong> dagli<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi_tremonti-400x300.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8438" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi_tremonti-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> ambienti vicini alla maggioranza. Un buco che per gli analisti è di <strong>7 miliardi</strong>. Un buco che per alcuni diventa di <strong>20 miliardi</strong>, perché <strong>il Tesoro ha calcolato le entrate sulla base di un Pil in crescita all’1,1%, mentre quest’anno cresceremo</strong> (se ci andrà bene) <strong>dello 0,8%</strong>. Tornando alla domanda, dove prenderanno i soldi? Non si sa. Secondo il relatore della manovra, Azzolini, i soldi verranno recuperati attraverso la lotta all’evasione fiscale. <strong>Come si possa pretendere di recuperare tutti i miliardi necessari solo attraverso la lotta agli evasori lo sa solo lui</strong>, visto che in 8 mesi lo Stato è riuscito a recuperare appena 6 miliardi di euro. <strong>Forse dobbiamo sperare che la pubblicazione dei redditi online possa fare miracoli? Temo di no</strong>, visto che una misura analoga era stata attuata dal viceministro Visco durante il Governo Prodi ed era stata prontamente bloccata dal Garante della Privacy; probabilmente la norma si concluderà in un nulla di fatto, per buona pace di coloro che evadono il fisco (sempre pronti a battersi per la propria privacy, quando serve). <strong>Neanche la minaccia del carcere per i grandi evasori servirà a qualcosa</strong>: come spiegano i sociologi, non è la pena a fare diminuire l’incidenza del reato. E non dimentichiamo un particolare non di poco conto: <strong>vi</strong> <strong>basta evadere 2.999.999 euro e il gioco è fatto, eviterete il carcere</strong>.<br />
Nel caso i soldi non arrivassero, Berlusconi ha già pronto <strong>il piano B: aumentare l’Iva</strong>. Peccato che la misura abbia un unico difetto,<strong> far contrarre i consumi</strong>. Anzi, due: i settori <strong>dove la tassa è più alta sono quelli in cui è più evasa</strong>. Nel caso si applicasse l’aumento, l’unico modo per avere entrate certe sarebbe quello di alzare l’Iva sui beni di prima necessità, a discapito di chi non arriva alla terza settimana del mese. <strong>Un disastro, e tutto perché si ha paura di introdurre una tassa sui grandi patrimoni</strong> (che resteranno indenni dalle manovre del Governo).<br />
Una finanziaria, confusa e pretestuosa e probabilmente non coperta dalle entrate. Ribadisco il mio dubbio: siamo certi che sia tutto sotto controllo?</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/manifestazione-sindaci-italia_280x0.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8443" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/manifestazione-sindaci-italia_280x0.jpg" alt="" width="280" height="187" /></a>Neppure la situazione all’interno del Governo e della maggioranza è sotto controllo. Gli enti locali, capitanati (tra gli altri) da quel mangiabambini di<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/formigoni01G.jpg"></a> Alemanno, e le Regioni, con a capo Vasco Errani e quel comunista di Roberto Formigoni, sono sul piede di guerra per i tagli ai finanziamenti, così come il popolo della lega e Maroni, che aveva prospettato la cancellazione dei tagli.<strong> I Ministri sono in subbuglio</strong> perché i 6 miliardi in meno alle spese ministeriali sono stati confermati. Il sottosegretario Giovanardi ha minacciato (di nuovo) le dimissioni, perché nella manovra non sono previsti interventi per le famiglie. <strong>I frondisti</strong> vedono di cattivo occhio la possibilità che si ponga la fiducia ed<strong> hanno ipotizzato degli “scherzi” durante la votazione</strong>. I responsabili hanno già annunciato che alla Camera verranno proposte modifiche alla legge. <strong>Tremonti non si è presentato in consiglio dei Ministri</strong>. L’iter parlamentare della finanziaria, insomma, potrebbe essere tutt’altro che tranquillo. E’ davvero tutto sotto controllo?</p>
<p>Nemmeno il fronte mercati è calmo. La Borsa di Milano ha chiuso in terreno positivo, ma<strong> il differenziale tra i BTP e i BUND ha ripreso a salire ed è stato frenato solo da un massiccio acquisto di titoli da parte della Banca Centrale Europeo</strong>. Il tutto mentre il Governo era occupato a fare altro e si disinteressava del problema. E’ tutto sotto controllo o c’è qualcosa che non va?</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/giampaolo-tarantini-110623160839_medium.jpg"></a><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/tarantini.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8445" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/tarantini-300x229.jpg" alt="" width="284" height="208" /></a>Neanche le vicende giudiziarie che ruotano intorno a Berlusconi sono sotto controllo. <strong>Gianpaolo Tarantini è stato arrestato per aver ricattato Silvio Berlusconi</strong>, dopo aver mentito in suo favore sulla vicenda escort. <strong>Walter Lavitola è latitante</strong> e avrebbe fatto da tramite tra Tarantini e Berlusconi. “Dobbiamo tenere sulla corda il presidente Berlusconi fino a metterlo con le spalle al muro”, “metterlo in ginocchio”, “andargli addosso”,”tenerlo sotto pressione”, dicevano Lavitola e Tarantini nelle loro conversazioni telefoniche. E così Berlusconi si sfogava: “Non me ne fotte niente&#8230; io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei&#8230; da un&#8217;altra parte e quindi&#8230; <strong>vado via da questo paese di merda</strong>&#8230; di cui&#8230; sono nauseato&#8230; punto e basta”.</p>
<p><strong>Siamo sicuri che sia tutto sotto controllo?</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>La manovra del tirare a campare</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 10:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine, dopo un vertice lungo quasi 7 ore, una riunione (secondo alcune fonti) tutt’altro che distesa, Berlusconi ha concordato con Bossi le modifiche al decreto del 13 Agosto. Cosa cambia nella nuova manovra? Salta l’abolizione delle province con meno di 300.000 abitanti (e meno di 3.000 km2, cavillo che avrebbe salvato Sondrio, bacino elettorale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine, dopo un vertice lungo quasi 7 ore, una riunione (secondo alcune fonti) tutt’altro che distesa, Berlusconi ha concordato con Bossi le modifiche <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3.jpg"></a>al decreto del 13 Agosto.</p>
<p>Cosa cambia nella nuova manovra?</p>
<ul>
<li>Salta l’abolizione delle province con meno di 300.000 abitanti (e meno di 3.000 km<sup>2</sup>, cavillo che avrebbe salvato Sondrio, bacino elettorale della Lega). Si prevede però che tutte le province verranno cancellate con una apposita legge costituzionale, ma su questo punto è lecito dubitare. Una norma costituzionale richiede due votazioni n entrambe le Camere a distanza di tre mesi e se al secondo passaggio parlamentare non viene approvata con una maggioranza dei 2/3, si può convocare un referendum confermativo. Un percorso così lungo e macchinoso che, temo, scongiurerà ogni tentativo di abolire per davvero le province. Senza contare che la Lega si è già detta contraria alla loro cancellazione, così come il Pd. Anche io però ho alcuni dubbi sulla cancellazione di questi “enti inutili”. L’utilità di eliminarle nasceva dal risparmio immediato che avremmo avuto; cancellandole tra qualche anno (se andrà bene), ogni beneficio si riverserà sul futuro e non sul momento in cui servirebbe. Inoltre, siamo sicuri che tra Regioni e Comuni non serva un ente intermedio? Siamo sicuri che il comune di Maccastorna, 68 abitanti, riuscirà a far sentire la sua voce davanti alla Regione Lombardia, ente da 9.939.193 abitanti? Ho i miei dubbi, come li hanno francesi e tedeschi, che si guardano bene dall’abolire le loro province.</li>
</ul>
<ul>
<li>Anche l’accorpamento dei Comuni è saltato. La misura era demagogica ed assolutamente inutile, perché avrebbe preteso di tagliare poltrone (50.000, secondo qualche fantasioso) praticamente a costo zero per lo Stato e avrebbe riacceso gli appetiti edilizi dei comuni più grandi, che si sarebbero guadagnati nuovi territori sottratti ai micro-enti; come se il nostro Paese non fosse già affogato dal cemento. E’ rimasto però l’accorpamento dei servizi (non obbligato, ma caldamente suggerito), una misura che incentiva la creazione di servizi in rete tra gli enti, ma anche (purtroppo) la nascita di carrozzoni inutili che assorbono soldi offrendo servizi mediocri.</li>
</ul>
<ul>
<li>Viene previsto il dimezzamento dei parlamentari, anche questo demandato ad una futura legge costituzionale. I miei dubbi continuo ad averli, visto che sono tre anni che ci viene promesso ma nessuno muove un dito.</li>
</ul>
<ul>
<li>I tagli agli enti locali vengono ridotti, ma non spariscono del tutto. Per il Governo è un incentivo a combattere l’evasione fiscale a livello locale. Nella realtà, i Comuni saranno costretti ad introdurre l’Imposta Municipale Unica. Nuove tasse.</li>
</ul>
<ul>
<li>Sparisce il contributo di solidarietà, ma non per i parlamentari.</li>
</ul>
<ul>
<li>Le pensioni non vengono &#8211; sembra -  ridotte, ma ci vorranno più anni per smettere di lavorare. Chi va in pensione con 40 anni di contributi dovrà lavorare per 40 anni effettivi, senza considerare nel conteggio gli anni di leva militare o quelli riscattati dell’Università. La misura non è marginale, perché più della metà dei lavoratori va in pensione con la finestra dei 40 anni e si vedrà spostare in là il momento di lasciare il lavoro.</li>
</ul>
<ul>
<li>Verranno introdotti nuovi contributi sulle persone fisiche legati ai beni di lusso, mossa che (secondo la Lega) dovrebbe ridurre l’evasione.</li>
</ul>
<ul>
<li>Ci sarà anche una stretta agli sgravi per le cooperative e per le società di comodo.<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8257" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3-287x300.jpg" alt="" width="287" height="300" /></a></li>
</ul>
<p><strong>La manovra andava cambiata</strong> e questo lo sapeva pure Berlusconi.<strong> Il punto era</strong> come cambiare il decreto del 13 Agosto, <strong>se trasformarlo nell’ennesima </strong>(e comoda)<strong> opera di ragioneria o nella finanziaria che avrebbe dato una svolta al sistema Italia. </strong>Tra le due opzioni,<strong> la maggioranza ha scelto la prima ipotesi</strong>. La nuova manovra non è migliore della vecchia, perché non contiene misure per la crescita, sgravi fiscali che permettano alle imprese di ripartire, spinte alla ripresa dei consumi. Solo tagli, aumento degli anni di lavoro, tasse (nascoste, palesi o indotte).  <strong>Non una manovra liberale</strong>, quella che Berlusconi ci promette fin dall’inizio. Neanche una manovra di rigore, che attinga (magari) alle decine di miliardi impiegate nei finanziamenti a fondo perduto, un colabrodo che permette a chiunque abbia agganci nel mondo della politica di guadagnare qualcosa. Una finanziaria che non  prevede, per esempio, una patrimoniale sulle grosse somme, questa sì una “tassa di solidarietà”; ma non ci si può aspettare molto da Berlusconi, che ha un patrimonio stimato di 7,8 miliardi.</p>
<p>Tra l’altro, i conti non tornano, perché a fronte della riduzione dei tagli non si capisce dove verranno trovate le risorse necessarie. Per non parlare dei dubbi che sono nati sui capitoli di spesa rimasti invariati dalla manovra-prima versione, come le perplessità sollevate dai tecnici del Senato sui tagli ai Ministeri (non si capisce dove verranno presi i 6 miliardi previsti). Non convince neanche la modifica dei requisiti per andare in pensione, che si tradurranno in proteste e contenziosi (assicurati, perché nell’accordo raggiunto dalla maggioranza restano dei buchi neri, come quello su cosa accadrà a chi lavorava prima del 1995), nonché in una disparità di trattamento tra le donne impiegate nel pubblico e in quelle nel privato. E alcune delle misure più importanti (dimezzamento dei parlamentari, eliminazione delle province) restano vaghe, demandati a future leggi, senza nulla di concreto.</p>
<p><strong>La verità è una, la maggioranza non sa più che pesci pigliare, bloccata dai veti incrociati di Tremonti, Bossi, Maroni e dei frondisti</strong>. Dai 2 anni che restano alla fine della legislatura non possiamo aspettarci niente di serio se continueremo in queste condizioni, visto che non si riesce ad adottare misure di ampio respiro e ad approvare riforme che rivedano tutto l’apparato  istituzionale e burocratico dello Stato (facendoci risparmiare, tra l’altro). Non ci possiamo aspettare neanche le dimissioni di Berlusconi, visto che sa quando sia profonda la crisi politica (anche all’interno del partito) che lo sta investendo.</p>
<p>In definitiva, come definire questa manovra? Ci aiuta Andreotti: “<strong>Meglio tirare a campare che tirare le cuoia</strong>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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