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	<title>Wild Italy &#187; lodo alfano</title>
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	<description>Informazione Indipendente in Internet</description>
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		<title>L&#8217;illegittimità dell&#8217;impedito</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 20:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Maistrello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo rinvii vari e spauracchi inevitabilmente uditi dai membri della Consulta, ieri è arrivata la sentenza, la decisione improrogabile che sancisce come in parte la legge sul legittimo impedimento, voluta a gran voce da Silvio come suo scudo spaziale, sia per la maggior parte anticostituzionale e in piccola parte debba essere giudicata valida secondo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/01/berlusconi-fiducia2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6378" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/01/berlusconi-fiducia2-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>Dopo rinvii vari e spauracchi inevitabilmente uditi dai membri della <strong>Consulta</strong>, ieri è arrivata la sentenza, la decisione improrogabile che sancisce come in parte la legge sul<em> legittimo impedimento</em>, voluta a gran voce da <strong>Silvio</strong> come suo scudo spaziale, sia per la maggior parte <strong>anticostituzionale</strong> e in piccola parte debba essere giudicata valida secondo la discrezione dei vari giudici titolari dei suoi processi.<br />
Per la <strong>terza</strong> <strong>volta</strong> la consulta è stata interpellata per leggi palesemente <em>ad personam</em>, giudicando quindi l’uguaglianza davanti ai cittadini del cavaliere e la sua condannabilità. E a ragion dei precedenti, le decisioni hanno sempre scatenato <strong>bufere</strong> istituzionali che a ben vedere hanno fatto mantenere un profilo basso e cauto in quest’ultima scelta. Se poi pensiamo al fattore <strong>P3</strong> &#8211; loggia massonica sulle ali della P2 &#8211; col chiaro intento di <strong>acquistare</strong> illecitamente, e forzare la decisione sul secondo <strong>Lodo Alfano</strong> da parte della Consulta, tutto il quadro diventa più chiaro.</p>
<p>Ciò che ne deriva quindi è una decisione sofferta, rimandata, ma alla fine emanata. Quello che più è chiaro invece è una <strong>sconfitta</strong> da parte del premier, il quale a dire la verità non godeva di ottima fiducia in essa – nonostante si aggirasse in doppio petto e con l’aria spavalda a sciorinare atti di tranquillità. La legge è stata quasi del tutto spazzata via, mantenendo solamente ciò che di <strong>meno</strong> <strong>importante</strong> le apparteneva. La discrezionalità e il potere <strong>decisionale</strong> sulla legge da parte dei giudici milanesi, è un aspetto molto pericolo che B. ha sicuramente preso in considerazione e lo spaventa non poco. Non foss’altro perché a differenza di tempi passati in cui costruiva e organizzava <strong>ad hoc</strong> impegni istituzionali e consigli dei ministri, d’ora in poi non avrà più questo vantaggio, e in caso di impedimento certificato il giudice non sarà più obbligato a posticipare l’udienza ad una data non inferiori ai sei mesi (articolo 4 comma 1) &#8211; il quale provocherebbe un&#8217;ernome disparità tra accusa e difesa.</p>
<p>Ma al di là delle <strong>reazioni</strong> scontate, di rabbia da una parte e di accusa dall&#8217; altra, forse bisognerebbe porre l’attenzione su i pro e i contro che escono da questa sentenza.<br />
La <strong>vittoria</strong> che una parte dell’Italia onesta contrappone al marciume della politica italiana e alla figura del nanetto è indubbia, ma ciò che deve riflettere è questo semplice discorso. I tre <strong>processi</strong> che interessano il premier, per il quale aveva richiesto questo scudo temporaneo in attesa di migliori salvacondotti, lo obbligano a tornare imputato, ma probabilmente si salverà dalle condanne. Nel processo <strong>Mediaset</strong> &#8211; che lo vede coinvolto per frode fiscale &#8211; tutti e tre i giudici competenti sono stati traslocati e quindi lì si dovrà ripartire da zero, nel caso <strong>Mills -</strong> con corruzione giudiziaria &#8211; la presidentessa è passata alla corte d’Appello con primo, secondo e terzo grado che inverosimilmente si dovrebbero celebrare in circa un anno, mentre nell’ultimo caso <strong>Mediatrade</strong> &#8211; appropriazione indebita e frode fiscale &#8211; il gup è passato al tribunale dibattimentale e tutto terminerebbe nel <strong>2015</strong> con un processo da celebrare per intero. Nessuno poi ricorda che Berlusconi e il compare Dell’Utri sono indagati a <strong>Firenze</strong> per le stragi del <strong>1993</strong> sotto gli pseudonimi di mandante 1 e mandante 2.<br />
Quindi tra traslochi e prescrizioni incombenti <strong>Silvio</strong> potrebbe tranquillamente farcela e manterrebbe lo status al limite dell’assurdo di <strong>incensurato</strong> – che a dirlo provoca sonore risate.</p>
<p>Ma evidentemente il nostro ometto non fa nemmeno in tempo a finire uno sproloquio su un’ indagine a suo carico che subito ne sopraggiunge un’altra. Quindi, notizia freschissima che esso sia <a href="http://www.wilditaly.net/berlusconi-indagato-concussione-e-prostituzione-minorile-6354/">indagato per <strong>sfruttamento</strong> <strong>della</strong> <strong>prostituzione</strong></a> per la faccenda <strong>Ruby</strong>, sul quale ha già giurato la sua innocenza sulla testa dei figli – e ovviamente c’è da credergli a scatola chiusa <em>(sic!)</em> -. La faccenda porterebbe <strong>prove</strong> a carico di B. che attesterebbero ben sei incontri nella villa di Arcore e festini a Villa Certosa in Sardegna. E c’è da giurarci che la vicenda che vede coinvolti anche Emilio <strong>Fede</strong>, simpatico ometto spacciato per giornalista e Lele <strong>Mora</strong> trafficante di corpi femminili con la complicità del prosseneta al femminile Nicole <strong>Minetti</strong> non finirà tanto facilmente. E in un periodo di totale declino di ogni irragionevole mezzo di regime, con le <strong>elezioni</strong> alle porte, ciò creerà un totale scombussolamento da non poco. Con lo sfondo di <strong>Bossi</strong> e i suoi fantomatici fucili pronti a sparare, questo vedrà il possibile ritorno alla <strong>libertà</strong>, ad una speranza di <strong>democrazia</strong>. Senza B. Che <strong>perde</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO MAISTRELLO</em><br />
matteo.maistrello@yahoo.it</strong></p>
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		<title>Balla su balla</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 22:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Bampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un commento ad alcune frasi dell’articolo Chiudete le Camere decidono i giudici di Giancarlo Perna apparso oggi su Il Giornale, utile più che altro per registrare la solita perdita di dignità di parecchi dipendenti di Berlusconi (Paolo ovviamente), disposti a sacrificare quotidianamente la verità e il buonsenso solo per offrire i loro sporchi servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un commento ad alcune frasi dell’articolo <em><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/chiudete_camere_decidono_giudici/26-10-2010/articolo-id=482564-page=0-comments=1"><strong>Chiudete le Camere decidono i giudici</strong></a></em><strong> di Giancarlo Perna apparso oggi su <em>Il Giornale</em></strong>, utile più che altro per registrare la solita perdita di dignità di parecchi dipendenti di Berlusconi (Paolo ovviamente), disposti a sacrificare quotidianamente la verità e il buonsenso solo per offrire i loro sporchi servizi etti, in realtà utilissimi  – come vedremo alla fine dell’articolo – al solito noto <strong>per ribadire il solito concetto: la volontà popolare è stata espropriata.</strong></p>
<p>Secondo il giornalista, <strong>i giudici «non contenti di spiarci, ci hanno imposto con sentenza che Michele Santoro ci strazi le viscere all’ora di cena»</strong>. Le balle sulle intercettazioni sono sempre quelle, ma visto che continuano ad essere ripetute, urge un rinfreschino della memo<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/intercettazioni.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5524" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/intercettazioni-300x255.jpg" alt="" width="253" height="222" /></a>ria: <strong>i pm sono autorizzati ad intercettare dal codice di procedura penale, l’unico che ne regolamenta l’attività</strong>. Lo dice anche la solita <strong>Costituzione con l’art. 15</strong>: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge». Dunque l’invasione della <em>privacy</em> in casi particolari ed eccezionali (<strong>sono solo 20.000 gli italiani effettivamente intercettati ogni anno: lo 0,03% del totale</strong>) è legittima e si basa sulle norme che – per chi non lo sapesse – sono fatte e modificabili dal Parlamento e non dai giudici. Su Santoro imposto, va forse ricordato che <strong>una società moderna si basa sulle sentenze dei tribunali</strong>, quelli che nel caso specifico finora hanno dato ragione al conduttore di <em>Annozero</em> due volte su due, in primo grado e in appello.</p>
<p>Proseguiamo. «<strong>Già si vocifera – sostiene Perna – che se mai le Camere approvassero il lodo Alfano, la Corte lo boccerebbe</strong>. Una misura, quella del lodo, che, vista la rabbiosità delle toghe verso il Cav, servirebbe a metterlo al riparo dai processi durante il mandato, insiem<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/lodo-alfano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5525" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/lodo-alfano-300x223.jpg" alt="" width="245" height="189" /></a>e al capo dello Stato. In altri Paesi è la regola». La «rabbiosità delle toghe verso il Cav» semplicemente non esiste: <strong>Berlusconi ha avuto meno di 20 processi, tutti quelli conclusi non l’hanno mai portato in carcere nonostante in diversi casi sia stata verificata la sussistenza dell’ipotesi di reato contestatagli</strong>. Dunque, a voler essere un minimo razionali parlando dati alla mano, questa veemenza dei magistrati contro il premier è una bufala: nonostante le molteplici occasioni di tradurlo in galera, lo hanno sempre lasciato libero, penalmente ancora intonso. Sul fatto che il lodo Alfano in altri Paesi sia la norma, beh, c’è solo da ridere: <strong>in nessun Paese occidentale il capo del governo è coperto da uno scudo simile a quello ipotizzato dalla cerchia del guardasigilli</strong>. Sono solo re e presidenti della Repubblica ad usufruire di qualcosa di simile.</p>
<p>Perna insiste: «la Corte [Costituzionale, <em>nda</em>] sottrae al Parlamento il diritto di creare uno scudo in favore del Berlusca (e Napolitano). Lo fa <strong>asserendo</strong> che c’è nella Carta una norma – l’art. 3 – più «forte» della norma che costituzionalizza il lodo. Ossia, che la Costituzione dei padri costituenti prevale sulle innovazioni […]. Questo limite all’innovazione ha l’aria di una forzatura della Consulta».<strong> Le voci di corridoio di prima qui sono già date per certe, compaiono anche i virgolettati dei giudici della Consulta</strong>. Resta da capire da dove effettivamente siano giunte, visto che finché la legge non verrà approvata la Corte Costituzionale non potrà intervenire ne aprire bocca. Ma <strong>l’ottimo giornalista, senza citare la fonte</strong>, garantisce di sapere già tutto, quindi stiamo tranquilli.</p>
<p>Il sottoposto di Sallusti prosegue nella discettazione: <strong>«il bello (per la Corte) del meccanismo è che i quindici sapientoni [quelli della Consulta, <em>nda</em>] – età media sui settanta – sono infinitamente più potenti dei 945 rappresentanti del popolo»</strong>. Perna evidentemente ignora che i giudici della Corte Costituzionale sono «nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative» sulla scorta dell’<strong>art. 135 della Carta</strong>, quella che – forse non l’ha capito – norma l’intera nazione e che sancisce l’estrema superiorità di quest’organismo rispetto al Parlamento. Esso infatti «giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni» (art. 134). Sull’età media dei giudici, ricordiamo come <strong>il nostro giovane premier ha da poco festeggiato i 74 anni</strong>.</p>
<p>E se un giorno il Parlamento decidesse di trasformare l’Italia in Repubblica presidenziale, si domanda Perna? «Dipenderà dal clima del momento. Se a proporlo sarà la sinistra, <strong>i giudici, a maggioranza di sinistra</strong>, ammettera<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/Ciampi_Napolitano.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5526" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/Ciampi_Napolitano-199x300.jpg" alt="" width="155" height="243" /></a>nno l’innovazione. Se sarà la destra, no. In altre occasioni, accadrebbe lo stesso a parti invertite. Allora non sono il diritto e i sacri principi a decidere, ma la convenienza politica. Anche i matusalemme sono infarciti di pregiudizi e interessi». Sulla definizione di «matusalemme», rinviamo alla veneranda età del solito noto; sul fatto che i giudici siano in maggioranza di sinistra, riportiamo quanto detto e ribadito più volte a questi ballisti sull’attuale composizione della Corte da <strong>Marco Travaglio</strong> nella puntata del 7 ottobre di <em>Annozero</em>: «il Parlamento ne nomina 5, 3 li ha indicati la destra e 2 la sinistra; altri 5 li nomina il Quirinale, uno l’ha nominato Napolitano, 4 Ciampi, ma fuori dai partiti ovviamente; idem per i 5 che sono nominati dalla Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti».</p>
<p>Lo strenuo menzognere non demorde e rilancia: «Se fossero neutrali – e non lo sono – <strong>avrebbero impedito alle Camere impaurite del 1993 di suicidarsi rinunciando alla piena immunità parlamentare</strong>. Unico baluardo contro il macello giudiziario di Mani pulite. Sarebbe bastato dire che il primo articolo della Carta riconosceva &#8220;la sovranità del popolo&#8221; e che i suoi rappresentanti non potevano perciò spogliarsi dello scudo, consegnando i risultati delle urne agli assatanati alla Di Pietro». Questo è il massimo: il nostro sta scrivendo un articolo dicendo che i giudici della Consulta ribaltano le decisioni del Parlamento e per l’abolizione dell’immunità parlamentare sostiene che <strong>la stessa Corte avrebbe dovuto sopprimere la modifica legge costituzionale decisa con doppia lettura Camera-Senato con maggioranza plebiscitaria, cancellando così la suddetta volontà popolare? </strong>Fantastico.</p>
<p>Perna chiude passando al ruolo di «tribunali, pm, gup, gip, cip e ciop [grasse risate tra il pubblico, <em>nda</em>]»: «Le Camere cercano di arginare i clandestini? Lui [il giudice] invece ragiona così: &#8220;Poverino, ignora la lingua. Processo sospeso. Si accomodi&#8221;, e gli indica la porta. Quello la infila e si dilegua. <strong>Quando però devono incastrare i politici che abbiamo eletto sono infl<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/parlamento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5527" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/parlamento-300x291.jpg" alt="" width="245" height="242" /></a>essibili</strong>. Per toglierseli dai piedi hanno addirittura creato il <strong>&#8220;concorso esterno in associazione mafiosa&#8221;, mostro giuridico mai votato dalle Camere</strong>». Per la legge sui clandestini il discorso è semplice: fino a che il Parlamento (l’unico autorizzato in materia) non abrogherà – se mai lo vorrà fare ovviamente – le norme desuete che permettono con semplici cavilli di lasciarli in libertà, non ci sarà mai nulla da fare. Sull’inflessibilità dei processi contro i politici, resta solo da piangere: <strong>tra l’abuso del diniego all’autorizzazione a procedere (vedi Lunardi), all’arresto (vedi Cosentino) e all’utilizzo delle intercettazioni (D’Alema&amp;co.), tra impedimenti più o meno legittimi (vedi Berlusconi e il tentativo di Branche) e amnistie e indulti vari ed eventuali (Previti), ormai i nostri eletti per nulla onorevoli sono praticamente certi dell’impunità</strong>. Per la genesi del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ci limitiamo a ricordare semplicemente che tale reato punisce semplicemente chi – senza essere ufficialmente mafioso – favorisce un mafioso. Giustizialismo o buonsenso? Non si sa, di certo c’è solo che è stato creato <em>ad hoc</em> per una lacuna legislativa e che non è ancora stato inserito nel codice penale. Sarà mai perché spesso e volentieri coinvolge i colletti bianchi e, più nello specifico, i nostri eletti?</p>
<p>L’estenuante commento all’articolo odierno de <em>Il Giornale</em>, fortunatamente, è finito. Abbiamo deciso di soffermarci su tutte le singole balle per un semplice motivo: <strong>dimostrare quanto sia difficoltoso stare dietro a questi seminatori di falsità, utili solo a confondere gli elettori</strong> e ad affievolire le energie dei poveri cristi che provano a ristabilire la verità che, in quanto tale, è unica. L’arma su cui fanno affidamento questi soggetti in sé è molto semplice:<strong> continuare a sparare balle, spesso e volentieri ripetendole, tanto per lasciare nella memoria dei lettori-telespettatori-cittadini-elettori la confusione e l’ignoranza di cui si nutre il loro capo</strong>, il fratello figo dell’editore, in questi giorni impegnato a rilanciare il mantra del furto della sovranità popolare. Una balla, ovviamente.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>ALESSANDRO BAMPA</em></strong></p>
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		<title>Il Lodo Alfano e i finiani</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 17:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Pacile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ solo il gioco delle parti. Che le sorti di questo sciagurato governo si giochino sull’argomento giustizia è ormai chiaro anche al mio pesce rosso. Non c&#8217;è crisi, non c&#8217;è federalismo, non c&#8217;è riforma fiscale che tenga, l’argomento unico delle forze al governo verte sulla giustizia e più precisamente sulla giustizia in relazione ai processi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ solo il gioco delle parti.</p>
<p>Che le sorti di questo sciagurato governo si giochino sull’argomento giustizia è ormai chiaro anche al mio pesce rosso. Non c&#8217;è crisi, non c&#8217;è federalismo, non c&#8217;è riforma fiscale che tenga, l’argomento unico delle forze al governo verte sulla giustizia e più precisamente sulla giustizia in relazione ai processi del Presidente del Consiglio, il quale, di ritorno dalla convalescenza, lancia la pietra e accelera la discussione finale sulla riforma.</p>
<p>Ma è solo un bluff, una prova nei confronti dei finiani che, bisogna sempre tenerlo a mente, sono quelli che saranno additati come i responsabili, in caso di caduta del governo durante il periodo di crisi economica.</p>
<p>E i finiani stanno al gioco, avallando l’emendamento vergogna che renderebbe <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/lodo-alfano-2-vauro.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-5471" title="lodo-alfano-2-vauro" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/lodo-alfano-2-vauro-249x300.gif" alt="" width="249" height="300" /></a>retroattivo l’eventuale Lodo Angelino, ben sapendo che l’iter perché questo Lodo diventi Legge costituzionale è ancora abbastanza lungo (di certo non entro il 14 Dicembre..), e preveda tra le altre cose, la possibilità di un referendum per l’approvazione.</p>
<p>Il presidente della Camera Fini ha dichiarato che aspetta di conoscere i particolari del nuovo testo prima di pronunciarsi.</p>
<p>Puntualmente allora è arrivato l’altro carico dal Premier che dopo l’approvazione dell’emendamento, cala l’asso delle intercettazioni per vedere la reazione di Fini, il quale, a meno che non lo si consideri un perfetto idiota che si è fatto massacrare per 2 mesi a causa delle divergenze proprio su quest’argomento, è ben lontano dall’essere d’accordo sull’idea di riforma della giustizia che cuoce sotto lo strato d’asfalto della testa del Premier.</p>
<p>E’ sempre e solo una questione di opportunità politiche,  niente a che vedere con l’interesse dei cittadini ne tantomeno con il merito della Legge.</p>
<p>Una Legge come il Lodo salva premier non sarebbe neanche così scandaloso in un paese normale; certo ci vorrebbero come premesse alcune condizioni fondamentali come:</p>
<p>non avere in carica il più inquisito presidente degli ultimi 150 anni;</p>
<p>non avere in carica il più grande evasore fiscale della storia della Repubblica;</p>
<p>non avere in seno al capo del governo, il più grande conflitto d’interessi della storia d’Italia;</p>
<p>Con queste premesse e con l’esclusività dei reati eventualmente commessi solo durante il mandato e  nell’esercizio delle proprie funzioni, uno scudo per il capo del Governo non sarebbe una bestemmia.</p>
<p>Ma così non è, neanche lontanamente, solo che a ben vedere, per come è strutturato, il Lodo in realtà non va bene neanche al Premier, e questo quelli di Fli lo sanno benissimo (è per questo motivo che a qualsiasi ora del giorno e della notte si dichiarano disposti a votarlo); il Lodo di fatto sospende i procedimenti penali a carico delle più alte cariche dello Stato (ma solo una in realtà, cioè quella sotto processo..) per l’intero mandato del Governo, ma non li annulla, li estingue o li cancella e soprattutto prevede la sospensione dei termini della prescrizione, in caso di caduta anticipata del Governo, il giorno dopo per l’attuale Presidente del Consiglio, si aprirebbero le porte della metà dei tribunali italiani.</p>
<p>Tutti i provvedimenti in materia di (in)giustizia, sono in realtà pensati per avvicinare alla prescrizione alcuni dei suoi processi (anche se, l’ultimo processo a carico del premier..è sempre il prossimo..), attualmente per esempio si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale in merito all’altra boiata del legittimo impedimento, che ha avvicinato un paio di pendenze con la giustizia alla fatidica prescrizione, la quale si riunirà a Dicembre; ora che si avvicina la data, guarda caso, il Governo cerca in tutti i modi di rinviare la riunione della consulta, in attesa di un eventuale lodo Alfano costituzionale o della prossima magia che consenta al premier di non fare la fine dei suoi collegi Tanzi Cragnotti Cecchi Gori etc. etc.</p>
<p>E allora perché i finiani non rivoltano il banco, levano la fiducia facendo cadere il governo, così da dare il premier in pasto ai tribunali?</p>
<p>Perché, stante così le cose è molto probabile che le elezioni anticipate, senza un’adeguata organizzazione, vedano  prevalere nuovamente il partito di Mediaset, con l’aggravante che i finiani si trovino all’opposizione senza più nessuno ad arginare il potere di questi squallidi personaggi….non conviene a nessuno: non ai finiani, non al Pd (al quale per la verità non conviene nulla a parte sparire…), non a chi nell’attuale Governo è riuscito a conquistarsi una poltrona con il rischio di non essere riconfermato e di certo non agli italiani… (ma di questo fatto non frega niente a nessuno, men che meno agli italiani stessi, troppo occupati ad andare a farsi le foto davanti a casa Scazzi….).<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span><strong><em>                                                                                                     VINCENZO PACILE&#8217;</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forza Francia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 21:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Bampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Breve riassunto di quello che è capitato oggi in Italia. L’opposizione, appena saputo che la maggioranza ha approvato in commissione Giustizia al Senato un emendamento alla norma in esame per sospendere retroattivamente i processi all’attuale premier (e basta: il Presidente della Repubblica odierno non ha procedimenti giudiziari sul groppone), urla allo scandalo, incredibilmente dimentica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Breve riassunto di quello che è capitato oggi in Italia. L’opposizione, appena saputo che la maggioranza ha approvato in commissione Giustizia al Senato <strong>un emendamento alla norma in esame per sospendere retroattivamente i processi all’attuale premier</strong> (e basta: il Pr<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/ministro-angelino-alfano2-300x245.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5414" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/ministro-angelino-alfano2-300x245-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>esidente della Repubblica odierno non ha procedimenti giudiziari sul groppone), urla allo scandalo, incredibilmente dimentica del fatto che l’<strong>aborto giuridico per via costituzionale</strong> serve proprio e unicamente a quello, così come in passato la celeberrima «discesa in campo» del solito noto. Quelli che 2 anni fa si astennero sulla versione precedente approvata per via ordinaria (poi cassata dalla Consulta) oggi mantengono la linea, pur evidenziando che l’emendamento <strong>«è una scelta sbagliata» (?)</strong>. Anche quelli che all’epoca promossero una raccolta firme per abrogare via referendum l’obbrobrio rimangono sulle loro posizioni, denunciando come sempre a viva voce lo stupro della Costituzione, in linea questa volta con la frangia più numerosa della suddetta opposizione, oggi pronta alle <strong>«barricate»</strong> nonostante due anni fa avesse boicottato la raccolta firme, definita dal suo leader di allora un «boomerang».</p>
<p>Nel frattempo alla Camera, nell’altro ramo del Parlamento, <strong>i deputati respingono<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/este_06140938_13160.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5415" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/este_06140938_13160-198x300.jpg" alt="" width="142" height="202" /></a> la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal tribunale nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture</strong> – già celebre per la frase «con mafia e camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolva come vuole» –, <strong>indagato per corruzione</strong> nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta cricca. L’inquisito ha commentato la notizia sfidando la logica: lo stop delle indagini <strong>per lui è «un primo passo importante per fare chiarezza» (ri-?)</strong>. A votare a favore del collega – così come per il lodo Alfano costituzionale retroattivo – sono stati anche i deputati di <strong>Futuro e Libertà</strong>, movimento che si richiama sempre più spesso alla legalità: a quanto pare per i futuristi del 2010 urgono ancora ripetizioni sull’articolo 3 della Carta. Tornando alla corruzione, <strong>la Corte Conti ha lanciato un nuovo allarme</strong>: secondo il suo nuovo presidente, Luigi Giampaolino, «gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, talvolta di provenienza comunitaria, persistono». Serve dunque «l’onestà degli intenti e dei comportamenti, l’etica del servizio, il corretto agire delle Pubbliche amministrazioni, il perseguimento del bene dell’uomo e della collettività». Con un primo ministro più volte prescritto e tuttora imputato per corruzione, pare proprio che siamo sulla strada giusta, visto che anche la sua normativa anticorruzione annunciata in pompa magna durante l’ultima campagna elettorale latita, esattamente come le sue molteplici promesse arrivate sotto elezioni (lo aspettiamo al varco:<strong> entro la fine della legislatura – parole sue – deve sconfiggere il cancro e debellare la mafia</strong>). Sempre Giampaolino ha poi svelato un altro <em>bluff</em> del già celebre venditore di spazzole elettriche: <strong>«La prolungata bassa crescita del Pil rende difficile fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale»</strong>. Pare che per il neopresidente sia già pronto un dossier firmato <em>Il Giornale</em>.</p>
<p>Intanto <strong>il direttore generale della Rai</strong>, dopo la minacciata sospensione del programma record d’ascolti causa indisciplina del suo conduttore – la logica, come per l’Udc e Lunardi, è ferrea: la trasmissione corrisponde <em>in toto</em> all’<em>anchorman</em> (ri-ri-?) –, <strong>prova a bloccare anche quello che dovrebbe ospitare i racconti del più noto giornalista italiano anticamorra</strong>. Le motivazioni («un doveroso approfondimento in merito a richieste economiche per la Rai molto significative») ricordano quelle che ogni anno cercano di bloccare il primo programma d’informazione italiana, quello col presentatore da “editto bulgaro” «sciacallo» come il suo vignettista e col giornalista – l’unico in Italia, data la licenza a raccontare balle per tutti i suoi colleghi – che deve sempre girare col non meglio identificato “contraddittorio all’italiana”.</p>
<p>Quanto fin qui elencato è capitato oggi, quando il silenzio sulla questione del lavoro – risollevata dalla manifestazione di sabato della <strong>Fiom</strong> – è tor<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/20100923_070122_64601C79.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5416" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/20100923_070122_64601C79-300x186.jpg" alt="" width="227" height="138" /></a>nato a farsi assordante nella sua cupezza, nonostante le manifestazioni di protesta dei lavoratori non accennino a diminuire (oggi, per quello che ci è noto, è toccato di nuovo ai pastori sardi). Tutto questo avviene mentre <strong>in Francia migliaia di cittadini hanno fatto sentire la loro opposizione al governo rispetto all’ormai prossimo innalzamento di 2 anni dell’età pensionabile col sesto giorno di sciopero generale</strong>. Quello che in Italia viene evocato solo dalla Cgil durante una manifestazione pacifica (nonostante le speranze del ministro dell’Interno) per finire immediatamente nel dimenticatoio della <strong>politica nostrana, in altre faccende affaccendata</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>ALESSANDRO BAMPA</strong></p>
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		<title>Lodo Alfano: ok retroattività processi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 17:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Parrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSIA) &#8211; ROMA, 19 OTT &#8211; La commissione Affari &#8220;LOSCHI &#38; costituzionali&#8221; ha approvato (15 voti favore, 7 contrari) l&#8217;emendamento del relatore Carlo Vizzini al lodo del leccaculo Angelino scimmietta impazzita Alfano per il quale i processi al presidente della Repubblica o al presidente del Consiglio&#8230; che solo in &#8220;italia&#8221; ha gli stessi privilegi del presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/84a8eac31025f01bbb0aa15ccc3392d2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5409" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/84a8eac31025f01bbb0aa15ccc3392d2.jpg" alt="" width="210" height="148" /></a>(ANSIA) &#8211; ROMA, 19 OTT &#8211; La commissione Affari &#8220;LOSCHI &amp; costituzionali&#8221; ha approvato (15 voti favore, 7 contrari) l&#8217;emendamento del relatore Carlo Vizzini al lodo del leccaculo Angelino scimmietta impazzita Alfano per il quale i processi al presidente della Repubblica o al presidente del Consiglio&#8230; <em>che solo in &#8220;italia&#8221; ha gli stessi privilegi del presidente della Repubblica&#8230;&#8230;,</em> &#8220;anche relativi a fatti antecedenti l&#8217;assunzione della carica<em>..(per capirci quando B. faceva il gangster di professione nel fair west delle reti tv e dell&#8217;edilizia Lombarda),</em> possono essere sospesi con deliberazione parlamentare&#8221; sono due anni che ci rompono con sta storia,finalmente ci sono riusciti!!! i fondi sulle società offshore di Craxi per le emergenze sono stati utilizzati, finalmente.</div>
<div>Hanno votato a favore 13 senatori del Pdl e Lega piu&#8217; il senatore finiano Maurizio Saia e il senatore dell&#8217;Mpa, una commissione veramente imparziale!!! Complimentoni.</div>
<div>L&#8217;opposizione balbetta: si e&#8217; creato un mostro giuridico.</div>
<div>Il popolo risponde: Grazie al C***o</div>
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		<title>Da che parte sta il PD?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 10:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voglioresistere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lodo Alfano supercostituzionale è in fase di sviluppo: il legittimo impedimento è incostituzionale per definizione e probabilmente verrà dichiarato tale alla prima occasione. A Silvio quindi serve qualcosa di più potente, gli serve qualcosa in grado di modificare la costituzione senza cambiarla: gli serve una legge costituzionale. Non se ne fanno molte in italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lodo Alfano supercostituzionale è in fase di sviluppo: il legittimo impedimento è incostituzionale per definizione e probabilmente verrà dichiarato tale alla prima occasione. A Silvio quindi serve qualcosa di più potente, gli serve qualcosa in grado di modificare la costituzione senza cambiarla: gli serve una legge costituzionale.</p>
<p>Non se ne fanno molte in italia (43 dal 1948 ad oggi), perché l&#8217;iter è molto lungo: il disegno di legge deve essere approvato due volte da ciascun ramo del parlamento, in due distinte deliberazioni, tra le quali devono passare almeno tre <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/PD.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3796" title="PD" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/PD-300x123.png" alt="" width="308" height="141" /></a>mesi. Inoltre nel caso in cui non si sia raggiunti nella seconda votazione di ciascuna delle due camere almeno i due terzi di voti favorevoli, un quinto dei membri della camera oppure 500.000 miseri elettori possono richiedere un referendum confermativo.</p>
<p>Capite quindi che una legge del genere è impossibile che venga approvata senza la complicità dell&#8217;opposizione. Capirete quindi che con un minimo di opposizione sensata di tutto ciò non si parlerebbe neanche, i 2/3 del parlamento non li avranno mai e 500.000 elettori si troverebbero in un pomeriggio.</p>
<p>È semplice, ci riuscirebbe qualsiasi scadente opposizione. Che fa il PD invece? Collabora, anzi gli rende la strada ancora più facile.</p>
<p>Se un magistrato politicizzato decidesse di aprire un’inchiesta su Napolitano, basterebbe un voto in Parlamento a mettere in mora il Presidente della Repubblica, e non possiamo permettere una impropria relazione fiduciaria tra il garante delle istituzioni e le forze politiche.</p>
<p>Questa frase non è stata pronunciata da un deputato PdL, come potrebbe sembrare ma da dei senatori PD, proponendo un emendamento che sottrarrebbe completamente ad ogni azione penale il presidente della repubblica. Paradossalmente se Napolitano uccidesse la Signora Clio non potrebbe essere processato, e neanche se si scoprisse che prima del suo mandato si è reso protagonista di efferate rapine in villa.</p>
<p>L&#8217;intento dichiarato è quello di rendere meno peggio una legge disgustosa e salvacasta come quella che sta andando creandosi. La terminologia usata però è pericolosamente berlusconiana. L&#8217;opposizione non dovrebbe usare parole come &#8220;magistrati politicizzati&#8221;, novelli unicorni appartenenti al pantheon berlusconiano, insieme ai comunisti, ma riaffermare la loro inesistenza e la legittimità dell&#8217;azione penale su qualsiasi carica essa venga esercitata.</p>
<p>La funzione di controllo sul potere della magistratura si rivela costantemente indispensabile a garantire il corretto funzionamento di una democrazia. Il risultato dell&#8217;onnipotenza della classe politica produce la tracotanza a cui assistiamo quotidianamente, in cui chiunque osi attaccare un uomo di potere, indipendentemente dalla legittimità delle sue accuse, viene liquidato come un comunista o una toga rossa. Il megafono berlusconiano delle televisioni ci propone costantemente questa visione distorta della funzione della giustizia e va a finire che anche tra le file del PD si pensa esistano queste mitiche creature. Non facciamoci ipnotizzare.</p>
<p>Concludo con una domandina per quei senatori PD: e se Silvio diventasse presidente della Repubblica?</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Scritto da SIMONE per <a href="http://www.voglioresistere.it"><span style="color: #0000ff;">Voglio Resistere</span></a></em></strong></p>
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		<title>Brancher si dimette</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era ora: il Ministro usa e getta, dopo 17 giorni, ha rimesso nelle mani del Presidente della Repubblica le sue deleghe (domanda: quali?) e si è dimesso. Sicuramente  si tratta di una vittoria della democrazia. Siamo riusciti a liberarci di un Ministro senza uno scopo preciso, che ci costava ed era inutile a tutti; beh, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/2010061814334594_20100618_immagine_l.jpg"></a><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/aldo_brancher_lapresse.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/aldo_brancher_lapresse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3624" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/07/aldo_brancher_lapresse.jpg" alt="" width="307" height="196" /></a>Era ora: il Ministro usa e getta, dopo 17 giorni, ha rimesso nelle mani del Presidente della Repubblica le sue deleghe (domanda: quali?) e si è dimesso. Sicuramente  si tratta di una vittoria della democrazia. Siamo riusciti a liberarci di un Ministro senza uno scopo preciso, che ci costava ed era inutile a tutti; beh, non proprio a tutti.</p>
<p>A se stesso Brancher era utilissimo: sperava di poter usufruire del legittimo impedimento, ma non ha usato la stessa creatività di Berlusconi. Infatti, mentre Berlusconi ci propina fandonie sui suoi processi con una certa fantasia (fantasia in grado di convincere molti che davvero non può presentarsi in tribunale perché è extra impegnato), Aldo Brancher si è comportato con una spudoratezza che non abbiamo mai visto; neppure le puttane nei palazzi del premier sono arrivate a questo livello. Non c’è stato neanche il tentativo di nascondere il fatto che Brancher era Ministro per salvarsi da beghe giudiziarie che lo avrebbero portato in carcere.</p>
<p>Ma per una volta l’atmosfera di impunità generale che sovrasta l’Italia si è incrinata e la voce pubblica gli ha impedito di saltare i suoi processi. E così è finita che Brancher doveva organizzare un Ministero senza uno scopo preciso e non poteva usare il legittimo impedimento, suo unico obiettivo.  L’uomo che è diventato Ministro solo per schivare i suoi processi così si è dimesso ed anche questa storia è finita bene. Ora resterà parlamentare, ma è degno di essere parlamentare un uomo che ha passato 3 mesi in carcere per finanziamento illecito ad un partito e falso in bilancio? Un uomo che è accusato con la moglie nel processo di aver fatto parte della scalata Antonveneta e di aver intascato 300.000 euro?  Siamo seri, possiamo accontentarci che quest’uomo si dimetta solo da Ministro?</p>
<p>Alle opposizioni basta, ma a me personalmente no.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
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		<title>Ci siamo quasi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragazzi ci siamo quasi. L’Italia sta per collassare per l’ennesima volta in un buco nero fatto di mazzette, tangenti, auto di lusso, viaggi gratis, poltrone e divani nuovi e, non per ultima importanza ma forse per ultima novità, puttane per gli utilizzatori finali. Ma ciò che, a mio avviso, è più interessante è che, giorno dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi ci siamo quasi. L’Italia sta per collassare per l’ennesima volta in un buco nero fatto di mazzette, tangenti, auto di lusso, viaggi gratis, poltrone <img class="alignleft size-full wp-image-1703" title="mario_chiesa_prima2" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/mario_chiesa_prima2.jpg" alt="" width="233" height="233" />e divani nuovi e, non per ultima importanza ma forse per ultima novità, puttane per gli utilizzatori finali.</p>
<p>Ma ciò che, a mio avviso, è più interessante è che, giorno dopo giorno, si capiscono i perchè di tante azioni intraprese dal governo. A Milano, proprio ieri, è stato arrestato un imprenditore che si faceva consegnare una mazzetta da 5.000 euro per sbloccare dei lavori; questo grazie ad un altro imprenditore che, stufo di dover sborsare soldi per far ripartire i suoi cantieri, si è rivolto alla procura per denunciare il fatto. Lo avrete letto sicuramente, in questi due giorni, che fu proprio così che iniziò l’operazione Mani Pulite: il 17 febbraio del ’92 Mario Chiesa (nella foto a sinistra) viene arrestato grazie alla denuncia di un imprenditore, stufo anch’esso di dover pagare mazzette a tutto spiano, Luca Magni. Non è su questo che voglio soffermarmi, perchè non servono opinioni o opinionisti per raccontare Mani Pulite, la raccontano i fatti.</p>
<p>Voglio invece analizzare le ultime malefatte del governo che, in un modo o nell’altro, cercano di impedire il ritorno di una situazione, quale era Tangentopoli, ma al contrario. Prevenendo gli arresti, le perquisizioni ed i processi per garantire l’impunità a tutti:  truffatori, ladri e puttanieri.</p>
<p>Intercettazioni: il governo vuole varare una legge, già pronta nel cassetto, per diminuire le intercettazioni in Italia cavalcando l’onda della <em>“bufala sui maccheroni: il ‘Caso Genchi’” </em>come lo chiama Ingroia nel suo libro <strong>“C’era una volta l’intercettazione”</strong>. Ma, sbaglio, o tutto lo schifo della Protezione (in)Civile, è fondato su intercettazioni senza le quali non si saprebbe nulla? Ricordo male o sono proprio le intercettazioni che avrebbero potuto inchiodare Berlusconi – del perchè non lo hanno fatto è un mistero tutt’ora, consiglio di andare a sentirle su Youtube – nel caso Saccà?</p>
<p>Lodo Alfano/nano: questo non vuole in una certa maniera far considerare la politica un luogo di riparo da processi attuali e futuri?</p>
<p>Legittimo Impedimento: non è, pure questo, uno stratagemma che garantisce, almeno per un certo periodo, l’impunità dei ministri?</p>
<p>Immunità parlamentare: ma non era stata tolta per <em>voler di popolo</em> grazie ad un referendum proprio per lo schifo emerso da Tangentopoli?</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1373" title="cosentino_nicola2" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2009/11/cosentino_nicola2-273x300.jpg" alt="" width="167" height="172" />Processo Breve: siamo proprio sicuri che, in così poco tempo, si riesca a processare e ad arrivare ad una sentenza nei processi, anche finanziari e di corruzione, uno presunto corruttore o un tangentista visto che, invece di implementare le strumentazioni delle procure, o dargli almeno i fogli di carta per stampare e fare fotocopie, lo stanziamento è calato?</p>
<p>Negare continuamente, o per lo meno per il 90% dei casi, il procedere per l’intercettazione o l’arresto di un parlamentare accusato anche di fatti gravissimi. Vedi Cosentino.</p>
<p>Mi sembra quasi che si stia ricreando, in maniera plateale, la stessa situazione del ’92. Ma, detto questo, una domanda mi sorge spontanea:</p>
<p>Riusciremo mai ad essere un paese di onesti, o siamo sul serio un paese di soli stronzi, come sostiene Luttazzi?</p>
<p>Spero, con tutto il cuore, che si stia arrivando ad una nuova alba di una nuova Mani Pulite. Che questa volta metta fuorigioco tutti!</p>
<p>Vediamo chi manderà la cassettina in tv e inizierà il suo discorso per la discesa in campo dicendo:<em>“L’Italia è il paese che amo.”</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI</em></strong></p>
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		<title>Ma ci crediamo o no, a questa Corte Costituzionale?</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/ma-ci-crediamo-o-no-a-questa-corte-costituzionale-2765/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come sempre, questo governo, riesce a contraddirsi con le sue stesse mani. Questa volta si parla di Corte Costituzionale, l’autorità che garantisce la legittimità o meno delle leggi promulgate rispetto alla Costituzione Italiana. Lo scorso 4 febbraio, il Consiglio dei Ministri, ha deciso di rivolgersi alla Consulta per tentare di eliminare le leggi regionali varate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, questo governo, riesce a contraddirsi con le sue stesse mani. Questa volta si parla di Corte Costituzionale, l’autorità che garantisce la legittimità o meno delle leggi promulgate rispetto alla Costituzione Italiana. Lo scorso 4 febbraio, il Consiglio dei Ministri, ha deciso di rivolgersi alla Consulta per tentare di eliminare le leggi regionali varate da Puglia, Campania e Basilicata, che, in sostanza, vietano la futura costruzione di centrali nucleari all’interno dei confini di tali regioni. Secondo il Ministro Scajola, «<em>le tre leggi [regionali] intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica ndr) e non riconoscono l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell’ambiente della sicurezza interna e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione.</em> <em>ndr)</em>» Tralasciando il fatto che, per ciò che concerne l’idea di riportare il nucleare in Italia, il governo si è tranquillamente pulito il sedere con il referendum dell’87 che aveva avuto un esito assolutamente sfavorevole riguardo l’utilizzo di energia nucleare e che, di conseguenza, aveva portato alla chiusura di tutte le centrali presenti nella penisola: <img class="alignleft size-full wp-image-2767" title="Corte-Costituzionale-dal-suo-sito (1)" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/Corte-Costituzionale-dal-suo-sito-1.bmp" alt="" width="348" height="262" />facciamo un passo indietro di qualche mese.</p>
<p>7 Ottobre 2009: La Corte Costituzionale dichiara illegittimo, quindi incostituzionale, il Lodo Alfano, che bloccava tutti i processi per le 4 più alte cariche dello stato (Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio) fino al termine della legislatura, per violazione dell’articolo 3 (“tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”) e l’articolo 138 (che prevederebbe, per questo decreto, la necessità di una legge costituzionale) della Costituzione. Alla notizia del respingimento dello scudo ai processi, il premier esordisce con delle dichiarazioni al limite del vilipendio: «<em>La Consulta è di sinistra, io vado avanti. Dobbiamo governare cinque anni, con o senza Lodo. Non ci ho mai creduto perché con una Corte Costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che approvassero questo</em>»; infierendo, per altro, anche contro il capo dello stato che, per una volta, non poteva fare nulla, se non evitare di firmare il Lodo al momento della promulgazione: «<em>Il capo dello Stato sapete voi da che parte sta. Abbiamo giudici della Corte costituzionale eletti da tre capi dello Stato di sinistra, che fanno della Corte Costituzionale non un organo di garanzia ma politico</em>».</p>
<p>Ora; non è per sembrare scettico, ma perché, se fino a due mesi fa la Consulta era politicizzata e di sinistra, ora dovrebbe abolire delle leggi emanate da regioni di sinistra? Se ad Ottobre non ci si credeva, a questo potere, perché ci si rivolge ora? Sarà per caso che proprio in Puglia, ad esempio, c’è il territorio meno pericoloso per costruire centrali nuove? O sarà perché, senza per forza pensare male, c’è qualche interesse non propriamente pulito e lecito nelle regioni sopra citate nei riguardi dei nuovi cantieri o per la distribuzione dell’energia?</p>
<p>Ripeto: non dobbiamo per forza pensare male, ma siamo pur sempre il paese che ha creato la Mafia e l’associazione per delinquere.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI</em></strong></p>
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		<title>Il Patto</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 14:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Infuriano di nuovo polemiche sul Lodo Alfano, ma questa volta l’obbiettivo non è la legge ma il Presidente della Repubblica. Il tutto è iniziato da una ricostruzione dell’approvazione del Lodo Alfano de &#8220;il Giornale&#8221; di Feltri, che descriveva un presunto patto tra Palazzo Chigi e Quirinale sulla approvazione della legge. Per la prima volta il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infuriano di nuovo polemiche sul Lodo Alfano, ma questa volta l’obbiettivo non è la legge ma il Presidente della Repubblica.</p>
<p>Il tutto è iniziato da una ricostruzione dell’approvazione del Lodo Alfano de &#8220;il Giornale&#8221; di Feltri, che descriveva un presunto patto tra Palazzo Chigi e Quirinale sulla approvazione della legge. Per la prima volta il Giornale, a parer mio, ha pubblicato un articolo ha ricostruito molto bene la realtà dei fatti. Iniziamo a ricostruire.</p>
<p>Tutto è iniziato intorno alla metà di Giugno 2008 quando, visto l’avvicinarsi della sentenza Mills (che arrivò di lì ad un anno), il Governo decise che bisognava bloccare i processi di <img class="alignleft size-medium wp-image-1338" title="ITALY-GOVERNMENT-BERLUSCONI-NAPOLITANO" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2009/10/napolitano-e-berlusaconi-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" />Berlusconi. Il governo così creò un emendamento al decreto sicurezza (il 2-ter) che sospendeva tutti i processi penali in corso per fatti commessi  prima del 30 giugno 2002, cercando così di sospendere i processi di Berlusconi. Per sospendere un processo se ne sarebbero bloccati migliaia. Vista la palese incostituzionalità della norma e sentiti i pareri del Csm, Napolitano aveva deciso che non avrebbe promulgato una legge simile, mettendo i bastoni tra le ruote al governo. Così il Governo decise di creare una legge che bloccasse i soli processi di Berlusconi, inventando il Lodo Alfano. Questa è la versione ufficiale.</p>
<p>La versione di Feltri è ben diversa: Napolitano avrebbe concordato con Palazzo Chigi che non si sarebbe opposto ad un’altra norma al posto della blocca-processi e, sempre secondo il Giornale, sarebbe stato uno dei collaboratori dello stesso Napolitano a pensare ad una “riedizione” del Lodo Schifani, assicurandone l’approvazione della Corte Costituzionale.</p>
<p>La ricostruzione di Feltri è estremamente credibile ed è spiegata da alcune coincidenze. Berlusconi ha detto chiaramente, alla bocciatura del Lodo, che Napolitano non è più una figura garante, eppure il premier fino a poche ore prima incensava l’atteggiamento di Napolitano. Che ci sia qualcosa che noi non sappiamo?  Tra le ragioni per cui Napolitano aveva accettato di firmare il lodo c’era il fatto che il Presidente della Repubblica può respingere una legge solo se palesemente incostituzionale. Ma questo nella costituzione non c’è scritto. L’articolo 74 della costituzione recita:</p>
<p style="text-align: center;"><em>“Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”.</em></p>
<p>Fine, nessuna postilla sulla costituzionalità delle leggi. Il Presidente della Repubblica può rimandare una legge al parlamento anche se non etica, immorale, in contrasto con i principi del popolo italiano o per altre ragioni. Questo ha un precedente anche con la Legge Gasparri che venne respinta da Ciampi al Parlamento nonostante non fosse incostituzionale.</p>
<p>Un’ultima ragione per cui la ricostruzione di Feltri è credibile sta nella lentezza e nella superficialità delle dichiarazioni e delle note del Quirinale: si dice rapidamente che non c’è stato alcun patto e che il Presidente è e resta imparziale. Sembra quasi che si cerchi di evitare polveroni, quando il Quirinale avrebbe il dovere di far smascherare gli errori della ricostruzione di Feltri.</p>
<p>Ammesso che ci siano degli errori.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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