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	<title>Wild Italy &#187; maroni</title>
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		<title>Buon 2012!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginavo che il 2011 ci avrebbe riservato sorprese, ma è davvero riuscito a stupirmi. Nel bene e nel male. L’economia è ferma, il mercato crolla, lo spread corre e diventa “oggetto di conversazioni casalinghe”. La Grecia fallisce, parola chiave: austerità. Negozi chiusi e luci spente: siamo alle battute finali. L’euro? E’ messo male e rischia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginavo che il 2011 ci avrebbe riservato sorprese, ma è davvero riuscito a stupirmi. Nel bene e nel male.</p>
<p>L’economia è ferma, il mercato crolla, lo spread corre e diventa “oggetto di conversazioni casalinghe”. La Grecia fallisce, parola chiave: austerità. Negozi chiusi e luci spente: siamo alle battute finali.<br />
L’euro? E’ messo male e rischia. Per la crescita e il fondo salva Stati? L’Europa decide di decidere. La borsa crolla, le azioni valgono zero. La crescita? Zero. “Nessuna manovra per il 2011” e ne fanno 5. La ripresa? Lontana. Il rating? Solo due A. Gli Indignados aumentano, Wall Street occupata, la Merkel e Sarkozy ridono; contenti loro.</p>
<p>Serve ottimismo. Tremonti scalpita, Berlusconi si infuria, Crosetto attacca, la maggioranza perde i pezzi. Nel PdL nuovo segretario, nuovi congressi, nuovo tutto, sotto l’egida del (Caro) Leader. Manovre? Tante.<br />
La maggioranza si sfascia, il rendiconto generale dello Stato non passa, poi passa, ma non ci sono più i numeri per governare: un deputato è in bagno (mannaggia a lui). Berlusconi impietrisce e si dimette. Gesto di responsabilità? Segno di apertura? Fuga? Ai posteri l’ardua sentenza.  Berlusconi arriva al Quirinale, la banda attacca a suonare, la folla esulta. L’Italia, forse, tira un sospiro di sollievo.<br />
Consultazioni, colloqui, contrattazioni. Nasce il nuovo esecutivo. Il governo? Tecnico. Le donne? Poche ma buone. Il sostegno? Politico. Il tornaconto dei partiti? Elettorale. Il risultato? Dalle donnine ai professori. Le orecchie? Giarda. La gnocca? Poca. Competenza? Almeno quella, si spera.<br />
La manovra è lacrime e sangue. Il cuore gronda, la Fornero pure. Sacrifici, non pronunciate quella parola. Le tasche sono vuote, gli Italiani sono senza un centesimo. La benzina  vola come lo spread. I prezzi si impennano. La crescita? Arriverà con la fase 2. In pensione? Mai più.<br />
Ma ci resta il Grande Fratello. E le nozze del secolo.</p>
<p>Il Pd sale nei sondaggi e brancola nel buio. Pisapia vince a Milano, Fassino a Torino, De Magistris a Napoli. Ma il centro-sinistra può tornare a perdere. Con Renzi. Con Di Pietro si litiga, a Vendola tocca fare il paciere. Le alleanze al centro? Vedremo.<br />
Nasce il nuovo terzo polo. Valori fondanti:  senso dello Stato, laicità, cristianesimo, famiglia. Età media? 85 anni. Famiglie? 7. I consensi salgono e forse si lancia in politica pure Montezemolo. Un altro imprenditore che entra in politica per il bene del Paese. Mi ricorda qualcosa…<br />
Alfano nuovo segretario di Berlusconi,il PdL raccoglie più di un milione di tessere e in Veneto scoppia lo scandalo tessere false. Papa? In carcere. Cosentino? A rischio. Milanese? In salvo. Il consenso scende e i capelli della Moratti perdono le elezioni.<br />
La Lega morde, Bossi abbaia, Calderoli rutta, Maroni candidato premier. E, per non farci mancare niente, riapre il Parlamento Padano. Fine dell’alleanza con Silvio.<br />
L’acqua privata? Sepolta. Il nucleare? Mai più. L’impedimento? Non è più legittimo.</p>
<p>Il Nord-Africa si ribella. La Tunisia in rivolta, l’Egitto in piazza, la Libia a Bengasi. Ben Ali arrestato, Mubarak a processo, Gheddafi muore. I figli fuggono con l’oro. In Egitto comanda l’esercito, in Libia non si sa. Proteste in Siria. L’Iran gioca coi missili e minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz e gli USA vendono agli Emirati Arabi nuovi missili. Pronti alla Terza guerra mondiale?<br />
Muore Osama Bin Laden. Ne siamo sicuri? Certo. Le foto? Vietate. Possiamo vedere il corpo? No. E dov’è? Sul fondo dell’oceano. Bene.</p>
<p>Putin tarocca le elezioni e vince in Russia. Proteste in piazza, Gorbaciov: “Consiglio a Putin di farsi da parte”. Quel vetero-comunista che non è altro. Ma per fortuna la Russia è un paese democratico  e l’amico Putin “continua ad avere il consenso della maggioranza dei consensi”.<br />
Kim Jong Un muore, Kim Jong Il nuovo leader. E via con la fantasia. Grandi funerali, pianti collettivi, donne che si strappano i capelli. E pure gli uomini. Silvio? Cribbio.</p>
<p>La scienza avanza. Scoperto gas primordiale nell’universo. Trovati nuovi sistemi solari. Realizzato un nuovo vaccino anti malaria. Tanti asteroidi. E i neutrini? Nel tunnel con la Gelmini.</p>
<p>Genova allagata, la Liguria in frana e sommersa. La Toscana distrutta. Gente in strada, case demolite dall’acqua, città isolate. In Giappone emergenza tsunami ed emergenza nucleare.<br />
Muore Steve Jobs, muore Giorgio Bocca. Anche Don Verzè, ahimè, lascia noi e i suoi debiti.</p>
<p>La follia umana? Non finisce mai. Andres Breivik distrugge il centro di Oslo e fa strage in un campo estivo. Gianluca Casseri uccide senegalesi a Firenze. Dove finiremo?</p>
<p>150° anniversario dell’Unità d’Italia. Si festeggia. Si sta a casa il 17 marzo? Prima no. Poi forse. Alla fine si. Grandi feste, grandi folle, viva e vibrante soddisfazione. Poi tutti a bere l’acqua del Pò.<br />
10° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle.</p>
<p>Napolitano? C’è, ma è al telefono con Angela.</p>
<p>Come diceva la nonna di Enzo Biagi, “sempre bene non può andare e sempre male non può durare”. Speriamo.</p>
<p>Buon 2012.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>E&#8217; tutto finito</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 20:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/11/crisi-governo-berlusconi-21-large.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9407" title="crisi-governo-berlusconi-21-large" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/11/crisi-governo-berlusconi-21-large.jpg" alt="" width="650" height="250" /></a>Sic transit gloria mundi</em>. Oggi si chiude una fase. Una fase che, nel bene o nel male, ha caratterizzato gli ultimi vent’anni di storia. Un ventennio iniziato con Berlusconi, un ventennio che si chiude con Berlusconi. Sul grande spettacolo in cui abbiamo vissuto fino ad ora cala (finalmente) il sipario. Fine delle trasmissioni, fine di un sogno, quello nato in quel lontano 26 gennaio 1994. Un progetto in cui tanti hanno creduto, che oggi si è infranto. Un’idea nata sotto le luci di uno studio televisivo, con un messaggio alla nazione misurato, ottimista, nuovo. Ma quando i riflettori si spengono e lo show finisce, si mostra la cruda realtà: la biblioteca, la scrivania, tutto era solo una scenografia in uno studio televisivo, freddo, gelido, tetro. Non resta nulla della calda atmosfera che aveva appassionato gli spettatori. Solo la realtà. Buia. Antipatica. Ma la realtà. Fine della finzione. Fine degli spot pubblicitari. Fine degli slogan. Fine delle promesse mai mantenute. Siamo alla resa dei conti: i nodi vengono al pettine e la storia deciderà cosa è stato davvero questo ventennio.</p>
<p>Ora che però cala il sipario, ci si deve rimboccare le maniche: l’Italia ha bisogno di un futuro, di un avvenire che si spera sia diverso dal passato che ci ha toccati così da vicino. E’ richiesto il contributo di tutti: non basterà un uomo a salvarci questa volta, se non vogliamo rischiare che la storia si ripeta o, peggio, le luci, una volta spente, non si riaccendano mai più. Dobbiamo mostrare l’orgoglio di essere italiani e ricostruire il nostro Paese dalle sue ceneri, come tante volte abbiamo fatto in passato. Ironia della sorte, siamo anche nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Sta a noi stabilire cosa pretendere dagli anni che verranno: prendiamoci la consapevolezza di dover decidere. E guai a chi rimpiangerà il passato e tenterà di riportarlo in vita: la storia prosegue, la strada è già stata tracciata, indietro non si torna. Le dimissioni di Berlusconi non sono solo una fine, ma un nuovo inizio.</p>
<p>Se non vogliamo che questa Seconda Repubblica sia finita invano, e che ne inizi una terza simile alle due che l’hanno preceduta, dobbiamo prendere coraggio e guardare avanti, con tutti i rischi che questo comporta. Oggi inizia una nuova epoca, migliore – ci si augura &#8211; di quello che oggi si conclude. Non sappiamo cosa accadrà domani, ma di sicuro ricostruire l’Italia sarà dura. Ma ce la faremo.</p>
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		<title>Il Toto-capo del governo parte 1: Il centro-destra</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 20:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Roselli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In una realtà politica che vede ormai Berlusconi (nonostante le continue fiducie) sulla via del tramonto,  ci si chiede chi possa essere il suo successore, tra quelli da lui designati (e non) e quelli che invece fanno parte dello schieramento &#8220;avverso&#8221; (Veltroni docet). Quindi si dia inizio al Toto-capo del governo!</p>
<p>Prima di partire con la lista è oppurtuno fare una premessa logistica: oltre che elencare e spiegare i pro e i contro dei vari candidati si darà particolare attenzione alla loro provenienza politico-partitica, di conseguenza ci sarà un introduzione dedicata al partito di appartenenza e poi tutti i candidati proposti da quel partito. Per quanto riguarda i candidati esterni, ci sarà una suddivisione specifica, che verrà esplicitata successivamente (nell&#8217;articolo sul Terzo Polo).</p>
<p>Partiamo dal centro-destra, che attualmente si trova proprio nella posizione in cui stiamo cercando di indagare.</p>
<p>I partiti principali di questa coalizione sono il Pdl e la Lega Nord.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PDL</span></strong>: è il partito fondato da G.Fini e S.Berlusconi tra il 2007 ed il 2008. Dopo la scissione di Fini e della sua corrente,  il partito ha iniziato a scricchiolare rischiando di sgretolarsi più volte (l&#8217;ultima proprio pochi giorni fa). Le credenze di questo partito sono molto ambigue, perché derivano tutte dal volere del monarca Berlusconi, che attraverso l&#8217;attività politica tenta di risolvere i proprio problemi personali con la giustizia; sin dagli anni 80&#8242; con l&#8217;aiuto di Craxi, per poi proseguire da solo dopo tangentopoli con la discesa in campo del 94&#8242;. Di conseguenza, con questi presupposti sarà difficile trovare un candidato valido che sostituisca &#8220;l&#8217;inoperato&#8221; di questo governo.</p>
<p>I candidati sono:</p>
<p><strong><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/ministro-angelino-alfano2-300x245.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5414" title="ministro-angelino-alfano2-300x245" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/10/ministro-angelino-alfano2-300x245.jpg" alt="" width="270" height="221" /></a>Angelino Alfano</strong>: Il delfino di Berlusconi nonchè primo ed unico segretario di partito della storia berlusconiana. Già queste premesse sarebbero garanzia di cestinamento, ma lui non è contento, vuole fare di più per meritarsi uno dei primi posti tra i cestinati. Ed ecco che sbirciando nel suo passato spuntano fantasmi davvero imponenti, a partire dalla Democrazia Cristiana (partito smontato pezzo per pezzo dall&#8217;inchiesta Mani Pulite) dentro cui mosse i primi passi, diventando segretario provinciale del movimento giovanile di Agrigento; proseguendo alla guida della corrente di Forza Italia più vicina a Salvatore Cuffaro (condannato a sette anni di reclusione per reati di Mafia). Diciamo che se voleva scegliere dei partiti e dei politici con cui aggregarsi poteva essere leggermente più discrezionale. Ma non è finita; ricordiamo che prima di diventare segretario del Pdl Alfano era il ministro della giustizia. Anche in questo caso c&#8217;è da mettersi le mani nei capelli. Come non ricordare il &#8220;Lodo Alfano&#8221;, legge che rendeva l&#8217;art.3 della costituzione una favola per bambini, ma per fortuna la Corte Costituzionale ha avuto il buon senso di dichiarare illegittima questa legge vergogna. In conclusione è chiaro che Alfano non può costituire un&#8217; alternativa al modo di governare attuale e quindi non può aspirare alla carica (o perlomeno non dovrebbe ma sembra intenzionato a farlo).</p>
<p><strong>Giulio Tremonti</strong>: attuale ministro dell&#8217;economia e delle finanze, Tremonti è un personaggio particolarmente difficile da descrivere. È sempre stato con Berlusconi, ma spesso non si e trovato d&#8217;accordo con alcune scelte del governo; ha presentato delle leggi vergogna pur rinnegando nei suoi scritti i contenuti di queste (vedasi ad esempio i condoni); non è mai stato accusato di alcun reato, ma milita nel partito che detiene il record di pregiudicati e imputati; inoltre è stato<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8286" title="tremonti.4" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/tremonti.4-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> spesso mal digerito da molti dirigenti e parlamentari del suo stesso partito, per via del suo potere politico all&#8217;interno del governo e per l&#8217;uso che ne fa. Attualmente è difficile collocarlo partiticamente, poichè nonostante militi attivamente nel Popolo della Libertà ormai si può definire un &#8220;leghista in terra straniera&#8221;. Il &#8220;super-ministro&#8221; non è mai entrato direttamente in contatto con il suo elettorato, ma è sempre rimasto dietro le spalle di qualche leader politico (da Berlusconi a Bossi), controllando i fili del governo. Difficile dire se possa essere un buon capo del governo, sicuramente la sua posizione è ambigua, di conseguenza va regolarizzata prima di poter pensare ad una sua candidatura.</p>
<p><strong>Roberto Formigoni</strong>: il &#8220;catto-chic&#8221;, che negli ultimi anni ha raggiunto una discreta indipendenza politica, medita una sua prossima candidatura alla guida del maggior partito di centro-destra. Analizzando il suo passato e constatando il suo presente notiamo una forte partecipazione politica sopratutto nella regione Lombardia, dove è stato eletto presidente per ben quattro volte in larga maggioranza (con una media sempre intorno al 60% dei voti). Allo stesso tempo notiamo che questa sua partecipazione non è sempre stata trasparente, ma anzi, spesse volte è stato indagato per reati connessi alle sue mansioni; allo stesso tempo possiamo dire che è stato sempre assolto da queste imputazioni. Da cattolico convinto, Formigoni punta a ristabilire la &#8220;moralità made in Vaticano&#8221; nel centro-destra; argomenti come l&#8217;aborto, il testamento biologico e la libertà sessuale finirebbero nel dimenticatoio per far spazio a leggi che tutelano il potere della &#8220;Santa Sede&#8221;. Chiaramente questo esula dall&#8217;alternativa che in questo momento si cerca di proporre, di conseguenza anche Formigoni merita una bocciatura.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>LEGA NORD</strong></span>: partito che fonda le sue radici nelle idee separatiste dell&#8217;Italia settentrionale, di conseguenza attualmente non può considerarsi un partito nazionale che possa rappresentare tutto il popolo italiano. Il concetto basilare, per far si che la Lega Nord diventi una forza di governo maggioritaria credibile, è la cancellazione del termine &#8220;Nord&#8221; dal proprio nome e dalle proprie idee, per far spazio ad un concetto più ampio che comprenda anche il centro-sud. Tra tutte le idee del &#8220;Carroccio&#8221;, quella che sicuramente si avvicina di più alla realtà è il progetto di uno stato federale che, se presentato con i giusti presupposti, è un progetto condivisibile. Il problema è che attualmente i presupposti non ci sono per via della forte disparità tra le regioni; di conseguenza, ci vuole un progetto complesso, che parta dalle varie realtà italiane per rendere sensata quest&#8217;idea, che può costituire una delle basi per l&#8217;alternativa . Attualmente il leader ufficiale è Umberto Bossi che però, come Berlusconi, è sulla via del tramonto.</p>
<p>I candidati sono:</p>
<p><strong><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/roberto-maroni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2162" title="roberto-maroni" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/05/roberto-maroni-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Roberto Maroni</strong>: definito da molti come l&#8217;attuale leader della Lega per via dei molti consensi ricevuti a discapito del capo ufficiale. Nato a Varese come Bossi, il giovane Maroni diventa presto un attivista politico, militando in un gruppo Marxista-Leninista. Alla fine degli anni 70&#8242; conosce Umberto Bossi con cui inizia subito una stretta collaborazione politica nel nome dell&#8217;autonomismo. Negli anni 90&#8242; nasce la Lega Nord e a quel punto Maroni diventa la spalla di Umberto Bossi, che viene incoronato leader del partito. Durante l&#8217;esperienza di partito Maroni viene indagato assieme ad altri leghisti di vilipendio dell&#8217;unità nazionale, per via delle idee secessioniste tipiche della Lega Nord. Nel 96&#8242; viene deposta una perquisizione nella sede centrale della &#8220;Carroccio&#8221; (Via Bellerio a Milano), in questa occasione Maroni si macchia di un reato doppiamente grave, essendo parlamentare ed ex ministro della repubblica; il reato in questione è la &#8220;resistenza a pubblico ufficiale&#8221;. In seguito a questa vicenda ci sono stati molti procedimenti, che hanno portato la corte costituzionale ad accettare il ricorso fatto dal parlamento riguardo l&#8217;impossibilità dell&#8217;autorità giudiziaria, a procedere in una perquisizione ai danni di un parlamentare; ma allo stesso tempo hanno portato ad una condanna definitiva della Corte di Cassazione, che ha confermato il reato traducendolo in un ammenda intorno ai 5000€. Assurdamente, nonostante questo precedente, viene rieletto ministro della repubblica (esattamente ministro del Welfare) nel governo Berlusconi II e III. Ma a quanto pare non bastava, ci voleva un paradosso ancora più grande e fu così che nel IV governo Berlusconi venne eletto Ministro dell&#8217;interno, che come sappiamo, tra i tanti ruoli ha quello di coordinare le forze di polizia (proprio quelle a cui aveva fatto resistenza nel lontano &#8217;96). Tale incarico lo ricopre tuttora. Fatte queste dovute considerazioni, è difficile vedere Roberto Maroni come un buon capo del governo, ma sicuramente nel suo ruolo di ministro sta lavorando molto più di quasi tutti i suoi colleghi, dimostrando una sincera volontà politica. Di conseguenza prima di tirare le somme bisogna vedere le sue prossime mosse; solo allora si potrà decidere se effettivamente i presentimenti negativi erano fondati oppure no.</p>
<p><strong>Flavio Tosi</strong>: potremo definirlo il &#8220;rottamatore leghista&#8221;, per via delle sue idee, che nel corso dell&#8217;esperienza maturata<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/10/flavio-tosi-thumb.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9163" title="flavio-tosi-thumb" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/10/flavio-tosi-thumb-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a> come sindaco di Verona gli sono valse il più alto indice di gradimento tra i sindaci italiani. Tosi inizia la sua carriera politica nel 94&#8242; quando viene eletto consigliere comunale a Verona, da qual momento in poi inizia la scalata che nel 2007 lo porterà inizialmente, alla candidatura di sindaco di Verona per il centro-destra (fortemente osteggiata dal Pdl) e successivamente alla vittoria schiacciante (60% dei voti)nelle elezioni amministrative. Appena insediatosi, Tosi affronta subito i problemi dei cittadini chiudendo il campo nomadi di Boscomantico (definito dalla procura di Verona &#8220;Una fucina di delinquenza&#8221;) e chiedendo al Vescovo di Verona di trovare una nuova sistemazione per i nomadi; successivamente sgombra un centro sociale abusivo, situato nella ex scuola materna Parini di Borgo Venezia, dopo lo sgombero fa iniziare i lavori per realizzare un centro di aggregazione sociale (completato nel maggio 2010); inoltre vara diversi decreti per salvaguardare l&#8217;ordine pubblico. Nel 2001 viene rinviato a giudizio per aver violato la Legge Mancino ai danni di individui di etnia Rom e Sinti; la denuncia avviene in seguito alla campagna leghista &#8220;Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città&#8221;, nell&#8217;ottobre 2009 l&#8217;inchiesta si conclude con una condanna definitiva tradotta in un ammenda di 4000€ e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi. Tra i leghisti di spicco è l&#8217;unico che esprime idee fuori dal coro in materia di immigrazione, alleanze (scarica Berlusconi) e malumori interni (per queste osservazioni Bossi gli ha dato dello &#8220;Stronzo&#8221; e gli ha dichiarato guerra, minacciando di cacciarlo). Dopo queste molteplici osservazioni risulta chiaro come Tosi incarni un alternativa interessante, che nel corso degli ultimi mesi è diventata sempre più concreta. Di conseguenza la sua eventuale candidatura sarebbe interessante in vista di un nuovo governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il centro-destra, per via delle forti influenze berlusconiane(che di destra hanno poco o niente), si trova in una situazione di forte degrado che riesce a proporre pochi candidati e sopratutto pochi promossi. In questa analisi l&#8217;unico candidato che merita una promozione è il sindaco di Verona Tosi, che con le sue posizioni alternative  e con il suo lavoro da primo cittadino, dimostra una maturità politica assai rara al giorno d&#8217;oggi(macchiata però dalla sentenza definitiva per il reato di istigazione al razzismo nei confronti dei nomadi). Per quanto riguarda gli altri candidati sicuramente Maroni e Tremonti sono da tenere in considerazione, ma prima devono agire coerentemente e in maniera trasparente. I bocciati sono Alfano e Formigoni; il primo è un berlusconiano doc che ha avuto rapporti con la mafia, ed il secondo è un estremista cattolico che non porterebbe nessuna innovazione ma anzi una regressione.</p>
<p>Nel prossimo articolo l&#8217;analisi si sposterà sul terzo polo e sui candidati esterni alla politica.</p>
<p>P.S. Nei commenti sarebbe interessante scoprire quali sono invece, i vostri aspiranti candidati.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>MATTEO ROSELLI</strong></em></p>
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		<title>Tutto sotto controllo?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Ho ripreso in mano io la situazione, è tutto sotto controllo”</strong>. <strong>Berlusconi mente</strong>: la situazione non è assolutamente sotto controllo. Abbiamo dovuto aspettare il tardo pomeriggio di Giovedì per capire come il Governo avrebbe ridisegnato (per l’ennesima volta) la manovra-bis del 13 Agosto: dichiarazioni dei redditi online, carcere per chi evade più di tre milioni di euro, stretta su esenzioni alle cooperative, più tasse per le società di comodo. E un’incognita grande come una casa: <strong>dove prendere i soldi che mancano?</strong> C’è da riempire il buco del contributo di solidarietà cancellato, della mancata modifica degli anni necessari alla pensione e dei minori tagli agli enti locali.  Un buco stimato almeno<strong> 4 miliardi</strong> dagli<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi_tremonti-400x300.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8438" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/berlusconi_tremonti-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> ambienti vicini alla maggioranza. Un buco che per gli analisti è di <strong>7 miliardi</strong>. Un buco che per alcuni diventa di <strong>20 miliardi</strong>, perché <strong>il Tesoro ha calcolato le entrate sulla base di un Pil in crescita all’1,1%, mentre quest’anno cresceremo</strong> (se ci andrà bene) <strong>dello 0,8%</strong>. Tornando alla domanda, dove prenderanno i soldi? Non si sa. Secondo il relatore della manovra, Azzolini, i soldi verranno recuperati attraverso la lotta all’evasione fiscale. <strong>Come si possa pretendere di recuperare tutti i miliardi necessari solo attraverso la lotta agli evasori lo sa solo lui</strong>, visto che in 8 mesi lo Stato è riuscito a recuperare appena 6 miliardi di euro. <strong>Forse dobbiamo sperare che la pubblicazione dei redditi online possa fare miracoli? Temo di no</strong>, visto che una misura analoga era stata attuata dal viceministro Visco durante il Governo Prodi ed era stata prontamente bloccata dal Garante della Privacy; probabilmente la norma si concluderà in un nulla di fatto, per buona pace di coloro che evadono il fisco (sempre pronti a battersi per la propria privacy, quando serve). <strong>Neanche la minaccia del carcere per i grandi evasori servirà a qualcosa</strong>: come spiegano i sociologi, non è la pena a fare diminuire l’incidenza del reato. E non dimentichiamo un particolare non di poco conto: <strong>vi</strong> <strong>basta evadere 2.999.999 euro e il gioco è fatto, eviterete il carcere</strong>.<br />
Nel caso i soldi non arrivassero, Berlusconi ha già pronto <strong>il piano B: aumentare l’Iva</strong>. Peccato che la misura abbia un unico difetto,<strong> far contrarre i consumi</strong>. Anzi, due: i settori <strong>dove la tassa è più alta sono quelli in cui è più evasa</strong>. Nel caso si applicasse l’aumento, l’unico modo per avere entrate certe sarebbe quello di alzare l’Iva sui beni di prima necessità, a discapito di chi non arriva alla terza settimana del mese. <strong>Un disastro, e tutto perché si ha paura di introdurre una tassa sui grandi patrimoni</strong> (che resteranno indenni dalle manovre del Governo).<br />
Una finanziaria, confusa e pretestuosa e probabilmente non coperta dalle entrate. Ribadisco il mio dubbio: siamo certi che sia tutto sotto controllo?</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/manifestazione-sindaci-italia_280x0.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8443" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/manifestazione-sindaci-italia_280x0.jpg" alt="" width="280" height="187" /></a>Neppure la situazione all’interno del Governo e della maggioranza è sotto controllo. Gli enti locali, capitanati (tra gli altri) da quel mangiabambini di<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/formigoni01G.jpg"></a> Alemanno, e le Regioni, con a capo Vasco Errani e quel comunista di Roberto Formigoni, sono sul piede di guerra per i tagli ai finanziamenti, così come il popolo della lega e Maroni, che aveva prospettato la cancellazione dei tagli.<strong> I Ministri sono in subbuglio</strong> perché i 6 miliardi in meno alle spese ministeriali sono stati confermati. Il sottosegretario Giovanardi ha minacciato (di nuovo) le dimissioni, perché nella manovra non sono previsti interventi per le famiglie. <strong>I frondisti</strong> vedono di cattivo occhio la possibilità che si ponga la fiducia ed<strong> hanno ipotizzato degli “scherzi” durante la votazione</strong>. I responsabili hanno già annunciato che alla Camera verranno proposte modifiche alla legge. <strong>Tremonti non si è presentato in consiglio dei Ministri</strong>. L’iter parlamentare della finanziaria, insomma, potrebbe essere tutt’altro che tranquillo. E’ davvero tutto sotto controllo?</p>
<p>Nemmeno il fronte mercati è calmo. La Borsa di Milano ha chiuso in terreno positivo, ma<strong> il differenziale tra i BTP e i BUND ha ripreso a salire ed è stato frenato solo da un massiccio acquisto di titoli da parte della Banca Centrale Europeo</strong>. Il tutto mentre il Governo era occupato a fare altro e si disinteressava del problema. E’ tutto sotto controllo o c’è qualcosa che non va?</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/giampaolo-tarantini-110623160839_medium.jpg"></a><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/tarantini.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8445" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/09/tarantini-300x229.jpg" alt="" width="284" height="208" /></a>Neanche le vicende giudiziarie che ruotano intorno a Berlusconi sono sotto controllo. <strong>Gianpaolo Tarantini è stato arrestato per aver ricattato Silvio Berlusconi</strong>, dopo aver mentito in suo favore sulla vicenda escort. <strong>Walter Lavitola è latitante</strong> e avrebbe fatto da tramite tra Tarantini e Berlusconi. “Dobbiamo tenere sulla corda il presidente Berlusconi fino a metterlo con le spalle al muro”, “metterlo in ginocchio”, “andargli addosso”,”tenerlo sotto pressione”, dicevano Lavitola e Tarantini nelle loro conversazioni telefoniche. E così Berlusconi si sfogava: “Non me ne fotte niente&#8230; io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei&#8230; da un&#8217;altra parte e quindi&#8230; <strong>vado via da questo paese di merda</strong>&#8230; di cui&#8230; sono nauseato&#8230; punto e basta”.</p>
<p><strong>Siamo sicuri che sia tutto sotto controllo?</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>La manovra del tirare a campare</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 10:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mantoan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine, dopo un vertice lungo quasi 7 ore, una riunione (secondo alcune fonti) tutt’altro che distesa, Berlusconi ha concordato con Bossi le modifiche al decreto del 13 Agosto. Cosa cambia nella nuova manovra? Salta l’abolizione delle province con meno di 300.000 abitanti (e meno di 3.000 km2, cavillo che avrebbe salvato Sondrio, bacino elettorale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine, dopo un vertice lungo quasi 7 ore, una riunione (secondo alcune fonti) tutt’altro che distesa, Berlusconi ha concordato con Bossi le modifiche <a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3.jpg"></a>al decreto del 13 Agosto.</p>
<p>Cosa cambia nella nuova manovra?</p>
<ul>
<li>Salta l’abolizione delle province con meno di 300.000 abitanti (e meno di 3.000 km<sup>2</sup>, cavillo che avrebbe salvato Sondrio, bacino elettorale della Lega). Si prevede però che tutte le province verranno cancellate con una apposita legge costituzionale, ma su questo punto è lecito dubitare. Una norma costituzionale richiede due votazioni n entrambe le Camere a distanza di tre mesi e se al secondo passaggio parlamentare non viene approvata con una maggioranza dei 2/3, si può convocare un referendum confermativo. Un percorso così lungo e macchinoso che, temo, scongiurerà ogni tentativo di abolire per davvero le province. Senza contare che la Lega si è già detta contraria alla loro cancellazione, così come il Pd. Anche io però ho alcuni dubbi sulla cancellazione di questi “enti inutili”. L’utilità di eliminarle nasceva dal risparmio immediato che avremmo avuto; cancellandole tra qualche anno (se andrà bene), ogni beneficio si riverserà sul futuro e non sul momento in cui servirebbe. Inoltre, siamo sicuri che tra Regioni e Comuni non serva un ente intermedio? Siamo sicuri che il comune di Maccastorna, 68 abitanti, riuscirà a far sentire la sua voce davanti alla Regione Lombardia, ente da 9.939.193 abitanti? Ho i miei dubbi, come li hanno francesi e tedeschi, che si guardano bene dall’abolire le loro province.</li>
</ul>
<ul>
<li>Anche l’accorpamento dei Comuni è saltato. La misura era demagogica ed assolutamente inutile, perché avrebbe preteso di tagliare poltrone (50.000, secondo qualche fantasioso) praticamente a costo zero per lo Stato e avrebbe riacceso gli appetiti edilizi dei comuni più grandi, che si sarebbero guadagnati nuovi territori sottratti ai micro-enti; come se il nostro Paese non fosse già affogato dal cemento. E’ rimasto però l’accorpamento dei servizi (non obbligato, ma caldamente suggerito), una misura che incentiva la creazione di servizi in rete tra gli enti, ma anche (purtroppo) la nascita di carrozzoni inutili che assorbono soldi offrendo servizi mediocri.</li>
</ul>
<ul>
<li>Viene previsto il dimezzamento dei parlamentari, anche questo demandato ad una futura legge costituzionale. I miei dubbi continuo ad averli, visto che sono tre anni che ci viene promesso ma nessuno muove un dito.</li>
</ul>
<ul>
<li>I tagli agli enti locali vengono ridotti, ma non spariscono del tutto. Per il Governo è un incentivo a combattere l’evasione fiscale a livello locale. Nella realtà, i Comuni saranno costretti ad introdurre l’Imposta Municipale Unica. Nuove tasse.</li>
</ul>
<ul>
<li>Sparisce il contributo di solidarietà, ma non per i parlamentari.</li>
</ul>
<ul>
<li>Le pensioni non vengono &#8211; sembra -  ridotte, ma ci vorranno più anni per smettere di lavorare. Chi va in pensione con 40 anni di contributi dovrà lavorare per 40 anni effettivi, senza considerare nel conteggio gli anni di leva militare o quelli riscattati dell’Università. La misura non è marginale, perché più della metà dei lavoratori va in pensione con la finestra dei 40 anni e si vedrà spostare in là il momento di lasciare il lavoro.</li>
</ul>
<ul>
<li>Verranno introdotti nuovi contributi sulle persone fisiche legati ai beni di lusso, mossa che (secondo la Lega) dovrebbe ridurre l’evasione.</li>
</ul>
<ul>
<li>Ci sarà anche una stretta agli sgravi per le cooperative e per le società di comodo.<a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8257" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi.camera.3-287x300.jpg" alt="" width="287" height="300" /></a></li>
</ul>
<p><strong>La manovra andava cambiata</strong> e questo lo sapeva pure Berlusconi.<strong> Il punto era</strong> come cambiare il decreto del 13 Agosto, <strong>se trasformarlo nell’ennesima </strong>(e comoda)<strong> opera di ragioneria o nella finanziaria che avrebbe dato una svolta al sistema Italia. </strong>Tra le due opzioni,<strong> la maggioranza ha scelto la prima ipotesi</strong>. La nuova manovra non è migliore della vecchia, perché non contiene misure per la crescita, sgravi fiscali che permettano alle imprese di ripartire, spinte alla ripresa dei consumi. Solo tagli, aumento degli anni di lavoro, tasse (nascoste, palesi o indotte).  <strong>Non una manovra liberale</strong>, quella che Berlusconi ci promette fin dall’inizio. Neanche una manovra di rigore, che attinga (magari) alle decine di miliardi impiegate nei finanziamenti a fondo perduto, un colabrodo che permette a chiunque abbia agganci nel mondo della politica di guadagnare qualcosa. Una finanziaria che non  prevede, per esempio, una patrimoniale sulle grosse somme, questa sì una “tassa di solidarietà”; ma non ci si può aspettare molto da Berlusconi, che ha un patrimonio stimato di 7,8 miliardi.</p>
<p>Tra l’altro, i conti non tornano, perché a fronte della riduzione dei tagli non si capisce dove verranno trovate le risorse necessarie. Per non parlare dei dubbi che sono nati sui capitoli di spesa rimasti invariati dalla manovra-prima versione, come le perplessità sollevate dai tecnici del Senato sui tagli ai Ministeri (non si capisce dove verranno presi i 6 miliardi previsti). Non convince neanche la modifica dei requisiti per andare in pensione, che si tradurranno in proteste e contenziosi (assicurati, perché nell’accordo raggiunto dalla maggioranza restano dei buchi neri, come quello su cosa accadrà a chi lavorava prima del 1995), nonché in una disparità di trattamento tra le donne impiegate nel pubblico e in quelle nel privato. E alcune delle misure più importanti (dimezzamento dei parlamentari, eliminazione delle province) restano vaghe, demandati a future leggi, senza nulla di concreto.</p>
<p><strong>La verità è una, la maggioranza non sa più che pesci pigliare, bloccata dai veti incrociati di Tremonti, Bossi, Maroni e dei frondisti</strong>. Dai 2 anni che restano alla fine della legislatura non possiamo aspettarci niente di serio se continueremo in queste condizioni, visto che non si riesce ad adottare misure di ampio respiro e ad approvare riforme che rivedano tutto l’apparato  istituzionale e burocratico dello Stato (facendoci risparmiare, tra l’altro). Non ci possiamo aspettare neanche le dimissioni di Berlusconi, visto che sa quando sia profonda la crisi politica (anche all’interno del partito) che lo sta investendo.</p>
<p>In definitiva, come definire questa manovra? Ci aiuta Andreotti: “<strong>Meglio tirare a campare che tirare le cuoia</strong>”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIORGIO MANTOAN</em></strong></p>
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		<title>1950-2011: i rapporti Italia-Libia, una storia tragicomica.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 17:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Nale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai sembra solo una questione di ore, macchè di ore, di minuti. Dopo ventimila morti e mesi di guerra civile la Libia sta aspettando di catturare, dead or alive, il colonnello Gheddafi che sembra essere l&#8217;ultimo baluardo da far cadere, come fosse un quartiere esso stesso: non appena i ribelli conquisteranno questo particolare avamposto lealista, il supremo avamposto lealista, la vittoria sarà loro, ma la guerra non sarà finita. Un dittatore non sparisce in un minuto e il paese è da rimettere in piedi, ma chi ci pensa? Siamo tutti con il fiato sospeso e gli occhi puntati alla Libia, noi certo, ma anche le potenti nazioni del mondo con le loro economie pronte a muovere verso una miniera d&#8217;oro. E&#8217; questione di attimi dicevo, potrei essere talmente sfortunato che mentre sto scrivendo Gheddafi sia già caduto e l&#8217;articolo diventi storia prima d&#8217;essere messo on-line. La partenza della mia analisi è una figura che non si direbbe paladino della giustizia e della pace, il ministro Maroni e, in particolare, la sua preoccupazione che forze straniere cerchino nel territorio libico un nuovo un paese da sfruttare economicamente, l&#8217;Italia ha rifiutato il colonialismo molto tempo fa, dice il ministro.</p>
<p style="text-align: center;"><span class="rg_ctlv"><a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?q=libia+petrolio&amp;hl=it&amp;client=firefox-a&amp;hs=Omh&amp;sa=X&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;tbas=0&amp;biw=1440&amp;bih=781&amp;tbm=isch&amp;tbnid=Th5KCJlGOB6kTM:&amp;imgrefurl=http://www.informambiente.it/%3Fp%3D3318&amp;docid=D2DL_MFNHQ8Z3M&amp;w=500&amp;h=375&amp;ei=piBZTumPOpDHswbzgK3VCg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=202&amp;vpy=330&amp;dur=293&amp;hovh=141&amp;hovw=207&amp;tx=171&amp;ty=92&amp;page=2&amp;tbnh=141&amp;tbnw=207&amp;start=25&amp;ndsp=24&amp;ved=1t:429,r:0,s:25"><img class="rg_hi aligncenter" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR8Dq6Wgoinr0WU37Co9uFwHx760PXz0aOzt_Z2ajMKcdiJ3sP-JQ" alt="" width="283" height="193" /></a></span></p>
<p style="text-align: center;"><a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?q=libia+petrolio&amp;hl=it&amp;client=firefox-a&amp;hs=J5M&amp;sa=X&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;tbas=0&amp;biw=1440&amp;bih=781&amp;tbm=isch&amp;tbnid=n1_-kqxJmOJUZM:&amp;imgrefurl=http://www.gloker.com/GContent/Index/libia-petrolio-e-il-mistero-dell-acquedotto-nascosto-1884&amp;docid=Z5EAMWdwJeMkMM&amp;w=650&amp;h=463&amp;ei=piBZTumPOpDHswbzgK3VCg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=1133&amp;vpy=412&amp;dur=7017&amp;hovh=189&amp;hovw=266&amp;tx=159&amp;ty=93&amp;page=1&amp;tbnh=146&amp;tbnw=202&amp;start=0&amp;ndsp=25&amp;ved=1t:429,r:17,s:0"><span class="rg_ctlv"> </span></a><a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?q=libia+petrolio&amp;hl=it&amp;client=firefox-a&amp;hs=J5M&amp;sa=X&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;tbas=0&amp;biw=1440&amp;bih=781&amp;tbm=isch&amp;tbnid=Zg85eIFPx_sYwM:&amp;imgrefurl=http://www.finanzalive.com/petrolio/guerra-libia-petrolio-impatto/&amp;docid=RsdRD8gdBQ_b2M&amp;w=300&amp;h=223&amp;ei=piBZTumPOpDHswbzgK3VCg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=751&amp;vpy=104&amp;dur=678&amp;hovh=178&amp;hovw=240&amp;tx=127&amp;ty=111&amp;page=1&amp;tbnh=144&amp;tbnw=216&amp;start=0&amp;ndsp=25&amp;ved=1t:429,r:3,s:0"></a></p>
<p style="text-align: left;">Innanzitutto è bene notare che le relazioni internazionali ormai sono sempre di natura economica, addirittura cosa ci fa escludere che le rivoluzioni in sè non siano di natura economica? Come sostiene Giulietto Chiesa sul blog de L&#8217;Espresso i giovani libici ma anche Tunisini o Egiziani hanno le televisioni ora, vedono cosa potrebbero avere e cosa promette l&#8217;occidente e non possono avere, quindi si ribellano. Non sono completamente d&#8217;accordo ma il punto è che la natura economica di ogni movimento politico, soprattutto intern<a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?q=libia+petrolio&amp;hl=it&amp;client=firefox-a&amp;hs=J5M&amp;sa=X&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;tbas=0&amp;biw=1440&amp;bih=781&amp;tbm=isch&amp;tbnid=Zg85eIFPx_sYwM:&amp;imgrefurl=http://www.finanzalive.com/petrolio/guerra-libia-petrolio-impatto/&amp;docid=RsdRD8gdBQ_b2M&amp;w=300&amp;h=223&amp;ei=piBZTumPOpDHswbzgK3VCg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=751&amp;vpy=104&amp;dur=678&amp;hovh=178&amp;hovw=240&amp;tx=127&amp;ty=111&amp;page=1&amp;tbnh=144&amp;tbnw=216&amp;start=0&amp;ndsp=25&amp;ved=1t:429,r:3,s:0"></a>azionale, purtroppo è inevitabile. La Francia e l&#8217;Inghilterra hanno già messo le mani sulla nuova Libia, hanno mandato un&#8217;ipoteca inviando forze speciali in aiuto dei ribelli. Francia ed Inghilterra? Sì perchè gli Stati Uniti sono troppo impegnati a combattere in Iraq, nel Medio Oriente e a trovare un equilibrio internazionale con Pechino. Ne approfittano le &#8220;piccole&#8221;, inglesi e francesi in una corsa all&#8217;oro contro paesi in espansione come la Thailandia e la Turchia.</p>
<p style="text-align: left;">Torniamo a Maroni, torniamo a noi, e l&#8217;Italia? L&#8217;Italia sta facendo la stessa cosa, solo che noi abbiamo un passato tragicomico di relazioni con la Libia. Guardiamoci un attimo indietro. Innanzitutto, dopo l&#8217;invasione Italiana in Libia fummo costretti a  pagare i danni dell&#8217;occupazione con un trattato del 1956 che prevedeva  inoltre il passaggio di tutte le strutture italiane costuite in  territorio libico, al governo di Tripoli. Ma la nostra &#8220;occupazione&#8221; era  avvenuta, l&#8217;Italia si era in qualche modo radicata formando uno stretto  legame con il governo libico tanto che all&#8217;insediamento di Gheddafi  quando tutto il mondo occidentale era contro il colonnello soltanto Craxi cercò di mantenere un profilo amico. Arriviamo a Berlusconi, c&#8217;erano troppi interessi italiani in Libia, ed erano il motore di ogni nostra azione. Nel 2001 si pensò di dovere distendere dei rapporti quasi compromessi, ma come? Con un grande gesto di amicizia, un&#8217;ospedale o un&#8217;autostrada lungo la costa libica. Strani tutti questi favori, la guerra è finita da tempo, ma l&#8217;Italia non ha interessi coloniali economici in Libia dice Maroni, o quasi. Infine, il trattato di Bengasi, l&#8217;Italia che deve ancora una volta pagare alla Libia una gran somma<a id="rg_hl" class="rg_hl" href="http://www.google.it/imgres?q=libia+petrolio&amp;hl=it&amp;client=firefox-a&amp;hs=J5M&amp;sa=X&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;tbas=0&amp;biw=1440&amp;bih=781&amp;tbm=isch&amp;tbnid=iVeCIodp8wJ-HM:&amp;imgrefurl=http://www.pupia.tv/notizie/0003830.html&amp;docid=5CBSpnkmOCP2gM&amp;w=315&amp;h=256&amp;ei=piBZTumPOpDHswbzgK3VCg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=981&amp;vpy=475&amp;dur=538&amp;hovh=202&amp;hovw=249&amp;tx=121&amp;ty=107&amp;page=2&amp;tbnh=150&amp;tbnw=185&amp;start=25&amp;ndsp=24&amp;ved=1t:429,r:10,s:25"><img class="rg_hi alignright" style="width: 249px; height: 202px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQbEdG8wF5MfbwLAXTBwmRHEKDEhSD7RXQH16oD42I8T6RcmrOY" alt="" width="249" height="202" /></a> di denaro in cambio di una qualche forma di blocco delle migrazioni verso il Belpaese. Una grandissima serie di favori quindi, ed ho elencato solo i più grandi, non dimentichiamo che Berlusconi aveva difeso Gheddafi all&#8217;inizio della rivoluzione libica e non dimentichiamo le meravigliose visite del colonnello in Italia. Qualcosa sotto c&#8217;è? Petrolio? Soldi? Si, petrolio e soldi. L&#8217;ENI aveva firmato con Gheddafi un accordo per l&#8217;estrazione del petrolio fino al 2042 poi prorogato al 2047 e noi sappiamo quanto sia essenziale per l&#8217;economia del nostro paese quel petrolio. Gheddafi ha, o aveva, parte dell&#8217;Unicredit, della Juventus, l&#8217;1% di ENI e tanto altro ancora, in cambio l&#8217;Italia ha avuto la possibilità di ricevere appalti per le grandi opere in Libia. Insomma, siamo sempre stati grandi amici, partner commerciali. Ed ora che è tutto aperto? Ora che quel governo non c&#8217;è più? Non siamo rimasti con le mani in mano. Era una terra allettante con Gheddafi, lo è ancor di più senza: Berlusconi offre 350 milioni per la nuova Libia, l&#8217;ENI ha già un accordo con l&#8217;&#8221;Arabian gulf oil company&#8221;, la nuova società degli insorti, &#8220;saremo in un anno più forti di prima&#8221; dice l&#8217;ad di ENI Paolo Scaroni. Inoltre ci sono già centinaia di aziende pronte ad approfittare di uno spazio libero, una terra di nessuno in cui Italia, Thailandia, Turchia, Francia, Inghilterra e molti altri paesi promettono ai &#8220;nuovi libici&#8221; un futuro fiorente. Non è colonialismo? Non è occupazione militare ma un succhiare risorse ad un paese in nome dell&#8217;avanzata della democrazia, come hanno sempre fatto gli Stati Uniti. Piccola postilla, ancora una volta l&#8217;Italia non ne esce facendo una grande figura, definivo i rapporti con la Libia tragicomici, pensate a due emblematici dati di fatto: abbiamo fatto un accordo perchè Gheddafi fermasse chi voleva scappare dal suo impero, fermasse ad ogni costo aggiungerei dire, abbiamo pagato miliardi di euro ad un dittatore ed ora, ora, siamo pronti a dimenticare tutto e trovare nuovi accordi con un eventuale nuovo governo, ci sono ragioni morali in tutto questo? No, l&#8217;unica logica, al di là del bene e del male è quella economica. Non c&#8217;è altro, non ci sono altre ragioni, con buona pace di Maroni ed Alfano, pensate che dal 2005 al 2009 l&#8217;Italia ha venduto armi alla Libia per 276 milioni di euro, il primo paese europeo. Ed ora, dopo che con quelle armi Gheddafi ha ucciso migliaia di ribelli, stiamo facendo accordi con quei ribelli che prima condannavamo a morte; trovate una qualche logica in tutto questo? Io una sì, ma c&#8217;è chi ha il coraggio di negarla.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>ANDREA NALE</em></strong></p>
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		<title>Maroni: Emergenza sbarchi dal Maghreb, c&#8217;avevano detto che erano solo visite di stato</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 12:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Parrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie ANSIA]]></category>
		<category><![CDATA[maghreb]]></category>
		<category><![CDATA[maroni]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/02/qqqq.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6739" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/02/qqqq.jpg" alt="" width="124" height="103" /></a>(ANSIA)- VENEZIA &#8211; &#8220;C&#8217;é il rischio di una vera e propria emergenza umanitaria&#8221;, sti terùn de merd, ci vogliono infettare purcassa puttanasa. Lo ha detto il ministro degli Interni Roberto Maroni, stamane a Venezia dal suo bunker privato, riferendosi alla fuga di persone dall&#8217;area di crisi maghrebina. &#8220;La grave crisi del Maghreb &#8211; ha detto Maroni &#8211; in particolare dalla Tunisia e dall&#8217;Egitto sta portando ad una fuga di massa verso l&#8217;Italia, io me ne sto a Venezia, ho paura, a Roma non ci scendo più ha rivelato&#8221;. &#8220;Stanno arrivando &#8211; ha aggiunto &#8211; centinaia di persone sulle coste italiane e stiamo mettendo in campo tutte le forze per fronteggiare una vera e propria crisi umanitaria. La croce rossa è in mobilitazione? Chiede un giornalista, no risponde Maroni, pronte un trentina di motovedette armate fino ai denti per speronare colpire e affondare i barconi della speranza, Gheddafi insegna, richiamati anche una cinquantina di unità dall’Iraq. Nella richiesta di rimpatrio c’era scritto: basta uccidere senza senso in Iraq siete stati richiamati per fare tiro al bersaglio nel mediterraneo. Noi non abbiamo paura, ma prevenire è meglio che curare, queste le ultime parole del Ministro dopo la risposta data ai giornalisti che gli contestavano: Ma le pare il modo di accogliere questa gente signor ministro, e i diritti umanitari dove li mette? Con i diritti umanitari mi ci pulisco il culo insieme alla bandiera. I cani sono più educati e puliti di questi qua, (riprende le dichiarazioni di una coglionazza ignorante, sua mentore negli anni passati) meglio un paese di cani al governo che un paese di povera gente diversa, non li facciamo arrivare per il loro bene.</h3>
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		<title>Cade un altro pezzo: la Prestigiacomo lascia il Pdl</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 18:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E pensare che proprio oggi, parlando con Matteo Marini, si era detto che saremmo andati in &#8220;ferie&#8221; con il blog, a meno che non fosse successo qualcosa di importante di cui dover scrivere. Non ho avuto neanche il tempo di finire di parlare con lui che un altro pezzo della maggioranza di governo, si è perso per strada. Il povero B &#8211; infatti &#8211; ha perso una delle sue più care Ministre: <strong>Stefania Prestigiacomo.</strong></p>
<p>Ricostruiamo l&#8217;accaduto:<img class="alignright" title="prest" src="http://www.lineaquotidiano.net/files/images/stefania%20prestigiacomo5.preview.jpg" alt="" width="324" height="215" /></p>
<p>In mattinata, secondo <strong>Roberto Maroni</strong>, &#8220;<em>il ministro Prestigiacomo era molto contenta perché in  consiglio dei ministri era riuscita a far correggere il decreto  mille-proroghe.&#8221; </em>Ma poi, nel primo pomeriggio, succede il fattaccio.<br />
La <strong>Camera dei Deputati</strong> è chiamata a votare in merito alla proposta di legge (<a href="http://www.camera.it/126?PDL=2424&amp;leg=16&amp;tab=2&amp;stralcio=&amp;navette=">c. 2424</a>) che prevede delle <strong>agevolazioni per la libera imprenditorialità</strong> e per il  sostegno del reddito. Questo disegno di legge, presenta una norma che non è ben gradita alla Ministra e che prevede l&#8217;esonero, in via transitoria, per le piccole imprese dagli obblighi in materia di smaltimento dei rifiuti. La Prestigiacomo, in quanto <strong>Ministro dell&#8217; Ambiente</strong>, ha dissentito su questo articolo ed ha infatti votato con l&#8217;opposizione per rimandare indietro la proposta e riformulare il testo. La legge, però, è passata lo stesso &#8211; con l&#8217;appoggio di<strong> FLI </strong>e <strong>UDC</strong> (e meno male che dovevano dare del filo da torcere a Berlusconi) &#8211; anche se con soli <strong>tre voti di scarto</strong>. Il risultato lascia la bionda Stefania a bocca aperta e, con i lacrimoni agli occhi, lascia l&#8217;aula annunciando le sue dimissioni unitamente all&#8217;uscita dal PDL. Come se non bastasse, mentre il Ministro si avviava verso l&#8217;uscita, dai banchi della maggioranza si sono levati cori che scandivano un solo slogan: <strong>&#8220;DIMISSIONI!&#8221;</strong>.</p>
<p>Ma qual&#8217; è il problema principale che ha spinto la <em>Ministra</em> a dire basta? Lo dice lei stessa poco dopo ai microfoni dei cronisti parlamentari che l&#8217;attendevano in Transatlantico: &lt;&lt;<em>Sono amareggiata per come sono andate le cose in Aula, pertanto,<strong> non mi  riconosco più in questo Pdl</strong>, me ne vado al gruppo misto, ma&gt;&gt; &#8211; </em>continua la titolare del Ministero di Via Cristoforo Colombo<em> &#8211; &lt;&lt;<strong>resto al governo</strong>. Ovviamente poi chiarirò tutto questo con il presidente  Berlusconi&gt;&gt; </em>e<em> </em>&lt;&lt;resto Ministro finché Berlusconi lo riterrà&gt;&gt;.<br />
Non contenta, successivamente spiega che c&#8217;è pure un forte dissenso fra lei e il capogruppo del Pdl: il <strong>piduista Cicchitto: &lt;&lt;</strong><em>Di sicuro &#8211; aggiunge Prestigiacomo &#8211; Fabrizio Cicchitto non può essere più il mio capogruppo&gt;&gt;.</em></p>
<p>Ecco quindi che il Governo del <strong>Cavaliere di Arcore</strong> perde un altro pezzo importante che, pur garantendo il sostegno al governo, incide una ferita da non sottovalutare e che non fa altro che riaprire una piaga che sembrava essersi chiusa: quella sull&#8217;<strong>affaire Carfagna</strong>. Si perchè ora Berlusconi, se non vuole perderla, dovrà attuare lo stesso metodo che ha intrapreso per convincere l&#8217;ex calendarista a non mollare la poltrona.</p>
<p>Se ci riuscirà, sarà solo una piccola toppa su una crepa che non fa altro che allargarsi; se invece fallirà, vedrà crollare definitivamente il suo Governo. Sempre che non vadano in suo aiuto i suoi acerrimi nemici del &#8220;nuovissimo&#8221; <strong>Terzo Polo </strong>che non sembrano affatto disdegnare e che, in pieno stile Berlusconiano, tendono a dimenticare che fino a una settimana fa ululavano di <strong>rendere impossibile la vita al Governo Berlusconi </strong>e che oggi, invece, dicono che loro &#8220;<em>i<strong> bastoni fra le ruote, al governo, non li metteranno mai&#8221;</strong></em>. Non sia mai che gli serva un passaggio sul carro, ora che c&#8217;è un posto vuoto in più!</p>
<p><strong>BUON NATALE!</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</strong>giampross@katamail.com</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Aggiornamento: la Prestigiacomo è rientrata dopo qualche giorno nel partito, ed è di nuovo amore.<br />
</em></p>
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