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	<title>Wild Italy &#187; processo breve</title>
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		<title>Ci credono stupidi!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 11:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Berlusconi farebbe male se non si tutelasse davanti a giudizi faziosi, prevenuti e condotti forzando le norme dello stato vigente. Io se fossi in lui lo utilizzerei perché colpito da un modo fazioso e illegale di esercitare le azioni giudiziarie nei suoi confronti. Il problema qui è non fare lotta politica abusando della funzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Berlusconi farebbe male se non si  tutelasse davanti a giudizi faziosi, prevenuti e condotti forzando le  norme dello stato vigente. Io se fossi in lui lo utilizzerei perché  colpito da un modo fazioso e illegale di esercitare le azioni  giudiziarie nei suoi confronti. Il problema qui è non fare lotta  politica abusando della funzione di magistrato&#8221;</em>. Maurizio Gasparri<em><br />
</em></p>
<p>Quando usiamo il termine &#8220;<em>ad personam</em>&#8220;, riferendoci alle leggi che promulgano in favore di una persona &#8211; che non è sempre e solo B. , vogliamo dire esattamente ciò che Gasparri ha spiegato nella suddetta affermazione. O meglio, cerchiamo di intendere il messaggio saggiamente (so che per Gasparri questo aggettivo è esorbitante, ma in politica queste cose le sanno fare da Dio) criptato. <strong>Usare il parlamento e la macchina dello Stato a proprio uso e consumo.</strong> Tutto è concesso a questi qui, e allora loro ne approfittano. E mi fa ridere una opposizione che, dopo anni di coma irreversibile, esulta perchè ha fatto<em> &#8220;una splendida battaglia che ha avuto un risultato indiscutibile&#8221;. </em>Forse Bersani non ricorda che non basta una buona azione per redimere tutti i peccati. Un paio di esempi: dove erano tutti questi &#8220;battaglieri&#8221; quando veniva approvato lo Scudo Fiscale? In quale fortino erano nascosti i valorosi soldati quando c&#8217;è stata la votazione per l&#8217;accorpamento del referendum del 12 giugno prossimo, alle amministrative di maggio? A scuola non basta un 8 per venire promossi, se poi nel resto dell&#8217;anno prendi 4 o 5.</p>
<p>Ultima legge su misura &#8211; robe che neanche il celebre &#8220;sarto&#8221; di George Clooney sa fare meglio &#8211; è quella famigerata norma sull&#8217;erroneamente chiamato processo breve, quando in realtà è un &#8220;semplice&#8221; accorciamento della prescrizione. Si tratta di diminuire di pochi mesi (sic!) la prescrizione dei reati, esclusi quelli più gravi per gli imputati incensurati. Alcuni esempi nella tabella:</p>
<p><a href="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/04/prescr_breve.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7504" title="prescr_breve" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2011/04/prescr_breve.jpg" alt="" width="624" height="166" /></a></p>
<p>Basta osservare questi dati per vedere che, effettivamente, non si tratta di un così grande taglio dei tempi. Ed è proprio a questo punto che la mente, se lavora ancora e non è atrofizzata dall&#8217;ultima settimana del GF, capisce che non ha senso porre in essere questa legge. Snellire dei procedimenti di pochi mesi che senso può avere? Senza troppa retorica, seriamente. Quali vantaggi può portare alla macchina della giustizia?<br />
Giustificano questa porcheria col fatto che ogni anno si prescrivono 150-200 mila processi. Che mai sarà 15 mila in più. Ma che ragionamento è? Un ministro della giustizia, se così vuol chiamarsi, dovrà fare in modo che quel numero diminuisca, non che aumenti. L&#8217;Europa non ci chiede di chiudere in prescrizione prima i processi, ci chiede di velocizzare tutto l&#8217;apparato per garantire una giustizia sicura. Ergo, di arrivare a sentenza definitiva. Se no non c&#8217;è giustizia. E sia chiaro, in ambe due i lati. Sia da parte delle vittime, che rischiano di non vedere mai condannati i colpevoli dei reati, sia per il presunto colpevole che dovrà sempre portarsi dietro quell&#8217;ombra imbarazzante di una solo presunta innocenza mai accertata.<br />
Il tutto per evitare una condanna in primo grado per il processo Mills nel quale Berlusconi è imputato per corruzione di testimone. Proprio quel testimone che ha già subito una prescrizione per il suddetto reato, ma nella quale però è stato confermato in toto l&#8217;impianto dell&#8217;accusa, tanto è vero che dovrà pagare 250.000 euro di risarcimento alla Presidenza del Consiglio che all&#8217;epoca &#8211; governo Prodi &#8211; si costituì parte civile.</p>
<p>Ci credono degli stupidi. Ritengono di poter dire tutte le balle di questo mondo. Ma l&#8217;importante è non smettere mai di sbattergli la verità in faccia e fargli vedere che non siamo degli automi ma siamo delle persone pensanti. Non arrendiamoci. Abbiamo l&#8217;arma più pericolosa del mondo: la Parola! Ci è ancora consentito usarla, e loro ne hanno una fottuta paura!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</em></strong><em>giampross@katamail.com</em></p>
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		<title>Il boomerang contro i pm e la carenza di pensiero</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 12:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;inchiesta sarà un boomerang per i pm&#8221;. Così Silvio Berlusconi risponde ai giornalisti che gli chiedono se si dimetterà o meno. Parliamoci francamente: questa frase non è affatto lesiva nei confronti dei pubblici ministeri, perchè al suo interno può contenere una realtà da non sottovalutare. È per questo innegabile che ogni inchiesta, in qualche modo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;L&#8217;inchiesta sarà un boomerang per i pm&#8221;.</em> Così <strong>Silvio Berlusconi</strong> risponde ai giornalisti che gli chiedono se si dimetterà o meno. Parliamoci francamente: questa frase non è affatto lesiva nei confronti dei pubblici ministeri, perchè al suo interno può contenere una realtà da non sottovalutare. È per questo innegabile che ogni inchiesta, in qualche modo, può rivelarsi un boomerang per i pm, perchè, in caso di assoluzione e quindi di innocenza da parte dell&#8217;indagato, in qualche modo potrebbe venir meno la credibilità degli accusatori. Ecco perchè non è una frase da strumentalizzare ma anzi, in qualche modo, da auspicare. Se ci dovesse essere una assoluzione piena, ne saremmo tutti più felici, sapendo che il nostro Presidente del Consiglio non si tromba minorenni e non va a puttane.<img class="alignright" title="berlu" src="http://www.repubblica.it/images/2011/02/06/102102600-8e76e2db-3923-46e4-a82e-b31438219852.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<p>E allora dov&#8217;è il problema? Ebbene, il problema nasce quando, a quella affermazione, seguono queste: <em>&#8220;Presto in aula porteremo le modifiche sulla legge per le intercettazioni&#8221;</em>, <em>&#8220;Non è possibile accettare che un cittadino italiano,  sottoposto a processo, una volta assolto, possa essere richiamato per lo  stesso reato in Cassazione”. </em>O quando si leggono queste notizie: <strong>&#8220;Pressing del Pdl sul processo breve&#8221;.</strong><br />
Ecco che allora la cosa cambia e ne nasce, appunto, un problema. Il boomerang non è quello del far sentire le proprie ragioni in tribunale e farsi assolvere perchè, realmente, quel reato non lo si è commesso. No, assolutamente. La &#8220;legnata di rinculo&#8221; (scusate il francesismo!) arriverà distruggendo il lavoro dei magistrati, impedendogli di indagare sui reati e distribuendo ostacoli imponenti e invalicabili sulla strada della legalità.<br />
NO! Questo non è accettabile. Non è legale. Non è costituzionalmente possibile. &#8220;<strong>La magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni</strong> <strong>altro potere</strong>&#8221; (<em>art. 104 Cost.</em>). Ergo, l&#8217;intromissione di altri poteri all&#8217;interno di questa &#8220;istituzione&#8221; non può avvenire e non deve succedere. Eppure i tg e i giornali ne parlano come se fosse una cosa da nulla. Sì, è vero, si tratta della solita minestra riscaldata che, come ogni minestra riscaldata, ha pure rotto un pò le balle. Questa volta, però, in uno scenario sempre più privo di etica, si fa tutto alla luce del sole. Se prima B. non diceva di voler affrontare i pm facendogli delle leggi contro, ma se le faceva fare dai suoi avvocati &#8211; sbandierando poi il solito <em>&#8220;io non l&#8217;ho mai chiesta questa legge&#8221; &#8211; </em>ora è spudoratamente proclamato.</p>
<p>Eppure, forse per abitudine (o forse per mancanza di ragionamento) la gente non ci arriva. Non siamo più abituati a pensare con la nostra testa. Se leggo un giornale, qualunque giornale, questo mi dice già cosa devo pensare riguardo un determinato argomento. Mi suggerisce, in modo subdolo, chi è il buono e chi è il cattivo.<br />
Questa non è informazione ma è propaganda. Non ragionare con la propria testa porta all&#8217;elettroencefalogramma piatto, che, di conseguenza, porta alla morte. Non una morte fisica ma ad una morte intellettuale.</p>
<p>Stanno facendo franare in modo plateale e inesorabile quella massima di <strong>Cartesio</strong> che faceva dell&#8217;essere umano un vivente perchè pensante: &#8220;<em><strong>Cogito ergo sum</strong>&#8220;(</em>Penso dunque sono)<em>. </em>Cadendo il <em>cogito (penso)</em>, cade di conseguenza la certezza di esistere. E vi ricordo, per di più, che Cartesio redasse il suo pensiero rifacendosi, probabilmente, alla filosofia di <strong>Agostino</strong> che, mille anni prima, in modo opposto ma non per forza incomparabile, si rifaceva alla affermazione &#8220;<em>Si fallor sum</em>&#8221; (se sbaglio esisto), ponendo alla base del pensiero il dubbio, e il dubbio è esistente in quanto esiste una verità.</p>
<p>Tornando ad oggi, il dubbio è più che lecito e, per di più, ci rende maggiormente colti; perchè il dubitare, è sicuro, stimola la nostra voglia di conoscenza e di approfondimento. Ci risveglia da un torpore in cui cercano di avvolgerci. Ci fa riprendere da quella linea piatta dell&#8217;encefalogramma descritta prima, per portarci alla consapevolezza di essere parte viva di una società che non merita di morire. E dissolvendo i nostri dubbi solo con la consapevolezza della verità che oggi, pur non collegandosi in nessun modo ad Agostino o Cartesio, una sentenza processuale può portare, la nostra mente si fa spazio per far entrare altri dubbi, altre curiosità ed altre conoscenze delle quali, ogni essere umano, non dovrebbe mai sentirsi sazio.</p>
<p>E allora, in tutta franchezza, vi chiedo: è giusto che, per affrontare i pm, Silvio Berlusconi, accusato di concussione e favoreggiamento alla prostituzione minorile, in quanto Presidente del Consiglio, possa permettersi di fare delle leggi che impediscano, o per lo meno ostacolino, l&#8217;iter processuale rendendo vano tutto quello che è stato scoperto e rendendo vana la possibilità a lui stesso di smentire quelle cose?<br />
Tu, cittadino comune, avresti questa possibilità? Se ti accusano di un furto che, veramente, non hai commesso, puoi fare delle leggi che impediscano alle indagini di svelare la verità? No, non puoi e vai in tribunale a dimostrare che si sbagliano. Perchè lui deve essere &#8211; come ha detto più volte : &#8220;<em>Più uguale degli altri</em>&#8221; ?</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>GIAMPAOLO ROSSI<br />
</strong>giampross@katamail.com</em></p>
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		<title>Ci siamo quasi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragazzi ci siamo quasi. L’Italia sta per collassare per l’ennesima volta in un buco nero fatto di mazzette, tangenti, auto di lusso, viaggi gratis, poltrone e divani nuovi e, non per ultima importanza ma forse per ultima novità, puttane per gli utilizzatori finali. Ma ciò che, a mio avviso, è più interessante è che, giorno dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi ci siamo quasi. L’Italia sta per collassare per l’ennesima volta in un buco nero fatto di mazzette, tangenti, auto di lusso, viaggi gratis, poltrone <img class="alignleft size-full wp-image-1703" title="mario_chiesa_prima2" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/mario_chiesa_prima2.jpg" alt="" width="233" height="233" />e divani nuovi e, non per ultima importanza ma forse per ultima novità, puttane per gli utilizzatori finali.</p>
<p>Ma ciò che, a mio avviso, è più interessante è che, giorno dopo giorno, si capiscono i perchè di tante azioni intraprese dal governo. A Milano, proprio ieri, è stato arrestato un imprenditore che si faceva consegnare una mazzetta da 5.000 euro per sbloccare dei lavori; questo grazie ad un altro imprenditore che, stufo di dover sborsare soldi per far ripartire i suoi cantieri, si è rivolto alla procura per denunciare il fatto. Lo avrete letto sicuramente, in questi due giorni, che fu proprio così che iniziò l’operazione Mani Pulite: il 17 febbraio del ’92 Mario Chiesa (nella foto a sinistra) viene arrestato grazie alla denuncia di un imprenditore, stufo anch’esso di dover pagare mazzette a tutto spiano, Luca Magni. Non è su questo che voglio soffermarmi, perchè non servono opinioni o opinionisti per raccontare Mani Pulite, la raccontano i fatti.</p>
<p>Voglio invece analizzare le ultime malefatte del governo che, in un modo o nell’altro, cercano di impedire il ritorno di una situazione, quale era Tangentopoli, ma al contrario. Prevenendo gli arresti, le perquisizioni ed i processi per garantire l’impunità a tutti:  truffatori, ladri e puttanieri.</p>
<p>Intercettazioni: il governo vuole varare una legge, già pronta nel cassetto, per diminuire le intercettazioni in Italia cavalcando l’onda della <em>“bufala sui maccheroni: il ‘Caso Genchi’” </em>come lo chiama Ingroia nel suo libro <strong>“C’era una volta l’intercettazione”</strong>. Ma, sbaglio, o tutto lo schifo della Protezione (in)Civile, è fondato su intercettazioni senza le quali non si saprebbe nulla? Ricordo male o sono proprio le intercettazioni che avrebbero potuto inchiodare Berlusconi – del perchè non lo hanno fatto è un mistero tutt’ora, consiglio di andare a sentirle su Youtube – nel caso Saccà?</p>
<p>Lodo Alfano/nano: questo non vuole in una certa maniera far considerare la politica un luogo di riparo da processi attuali e futuri?</p>
<p>Legittimo Impedimento: non è, pure questo, uno stratagemma che garantisce, almeno per un certo periodo, l’impunità dei ministri?</p>
<p>Immunità parlamentare: ma non era stata tolta per <em>voler di popolo</em> grazie ad un referendum proprio per lo schifo emerso da Tangentopoli?</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1373" title="cosentino_nicola2" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2009/11/cosentino_nicola2-273x300.jpg" alt="" width="167" height="172" />Processo Breve: siamo proprio sicuri che, in così poco tempo, si riesca a processare e ad arrivare ad una sentenza nei processi, anche finanziari e di corruzione, uno presunto corruttore o un tangentista visto che, invece di implementare le strumentazioni delle procure, o dargli almeno i fogli di carta per stampare e fare fotocopie, lo stanziamento è calato?</p>
<p>Negare continuamente, o per lo meno per il 90% dei casi, il procedere per l’intercettazione o l’arresto di un parlamentare accusato anche di fatti gravissimi. Vedi Cosentino.</p>
<p>Mi sembra quasi che si stia ricreando, in maniera plateale, la stessa situazione del ’92. Ma, detto questo, una domanda mi sorge spontanea:</p>
<p>Riusciremo mai ad essere un paese di onesti, o siamo sul serio un paese di soli stronzi, come sostiene Luttazzi?</p>
<p>Spero, con tutto il cuore, che si stia arrivando ad una nuova alba di una nuova Mani Pulite. Che questa volta metta fuorigioco tutti!</p>
<p>Vediamo chi manderà la cassettina in tv e inizierà il suo discorso per la discesa in campo dicendo:<em>“L’Italia è il paese che amo.”</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>GIAMPAOLO ROSSI</em></strong></p>
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		<title>163 si, 130 no, 2 astenuti: i numeri del disastro</title>
		<link>http://www.wilditaly.net/163-si-130-no-2-astenuti-i-numeri-del-disastro-139/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 12:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Filippello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri, 20 gennaio 2009, il Senato dà il via libera al processo breve.. la fine della già inefficiente giustizia italiana si avvicina a grandi passi.. anzi, per la precisione, di passo ne manca solo uno: il voto della Camera, che forse, con un po’ di fortuna, slitterà a dopo le regionali&#8230; (Per inciso, il ddl processo breve è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, 20 gennaio 2009, il Senato dà il via libera al processo breve.. la fine della già inefficiente giustizia italiana si avvicina a grandi passi.. anzi, per la precisione, di passo ne manca solo uno: il voto della Camera, che forse, con un <img class="alignleft size-full wp-image-140" title="senato_ansa1-300x181" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/senato_ansa1-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" />po’ di fortuna, slitterà a dopo le regionali&#8230;</p>
<p>(Per inciso, il ddl processo breve è quell’abominio giudiziario tramite il quale numerosissimi processi, anche tra i più noti, saranno annullati: tutto questo per salvare il nostro beneamato premier che di sedere in tribunale e affrontare giustamente e legalmente i propri reati non ne vuole sentire!! Infatti, con l’approvazione del ddl, saranno dimenticati anche i suoi processi Mills e Mediaset.)</p>
<p>Ecco cosa pensa il mondo politico di questo decreto:</p>
<p>Giampiero D’Alia, capogruppo Udc a Palazzo Madama (tra le urla dei leghisti) ieri ha affermato che l’obiettivo del ddl non è solo “salvare il premier”, ma anche “gli amministratori che hanno  processi in corso davanti alla Corte dei Conti”, in riferimento all’ex guardasigilli Roberto Castelli che vedrà evaporare i suoi processi nel momento in cui questo ddl diverrà legge..</p>
<p>Anna Finocchiaro, che sbatté il testo del provvedimento al muro il primo giorno che lo lesse, ieri al Senato ha dichiarato platealmente: “Voi state approvando il 19esimo provvedimento ad personam dell’era berlusconiana. Decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sarà una giustizia negata per migliaia di cittadini”.. la Finocchiaro parla  – in modo abbastanza generico – di migliaia di procedimenti.. per essere precisi, i reati che rimarranno impuniti sono l’esigua somma di 100 MILA..</p>
<p>Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, oggi afferma: “Ieri si è fatta la cosa peggiore, distruggendo la possibilità di salvare la giustizia per salvare un solo uomo”.</p>
<p>Beh.. capisco a questo punto potrebbe anche sembrare un’apposita scelta, quella di riportare le sole affermazioni di politici appartenenti a partiti più o meno avversi al premier, o, per meglio dire, avversi a questi assurdi tentativi di domare la giustizia  e piegarla alle proprie esigenze.. quindi sarei molto felice di riportare anche la concisa considerazione di Giuseppe Cascini, presidente dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati), il quale oggi descrive - per l’ennesima volta - la situazione: “Questa è la resa dello Stato di fronte alla criminalità”.. non credo siano necessarie altre parole per commentare le affermazioni d un uomo che con la giustizia lavora ogni giorno e si sente anche rivolgere accuse nel momento in cui dice oggettivamente e senza particolari preferenze politiche, come stanno le cose..</p>
<p>Non siete ancora convinti che il ddl è stato proposto dal premier (il quale si indigna se lo accusano “ingiustamente” di proporre leggi ad personam!) per salvare se stesso?</p>
<p>Bene.. allora sentite questa:</p>
<p>Enrico Musso, senatore Pdl, ieri era presente in Senato, ma pur potendo votare a favore, come tutti i pidiellini hanno fatto, preferisce astenersi.. e sapete perché? Non tanto per il fatto che abbia riconosciuto l’inutilità, anzi la dannosità, del ddl, ma perché.. udite, udite.. IL SUO PARTITO NON HA AMMESSO APERTAMENTE CHE IL DDL SAREBBE SERVITO SOLO AL PREMIER.. Beh.. come si può biasimare una persona tanto corretta quanto questo senatore? Mi rimane solo un dubbio: se il Pdl avesse apertamente dichiarato che il processo breve è una scappatoia costruita a misura per B., lui l’avrebbe votato?? Forse, in questi casi, è meglio rimanere col dubbio…</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>DOMENICO FILIPPELLO</em></strong></p>
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		<title>Processo breve: il gran ritorno!</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Filippello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, 12 gennaio, arriva in Senato il tanto atteso e desiderato ddl sul Processo breve presentato da Pdl con la sottoscrizione della Lega. 1)Qual è il presupposto sul quale si basa questo abominio giudiziario? Dunque, sappiamo che in Italia, la giustizia è gravemente malata; il morbo di cui l’Italia è affetta è la lentezza dei processi che causano come dirette conseguenze: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, 12 gennaio, arriva in Senato il tanto atteso e desiderato ddl sul Processo breve presentato da Pdl con la sottoscrizione della Lega.</p>
<p><strong>1)Qual è il presupposto sul quale si basa questo abominio giudiziario?</strong> Dunque, sappiamo che in Italia, la giustizia è gravemente malata; il morbo di cui l’Italia è affetta è la lentezza dei processi che causano come dirette conseguenze:</p>
<p>a) perdite di carattere economico per lo Stato che è costretto a risarcire i cittadini;</p>
<p>b) violazioni di diritti-base, quelli sui quali è fondato lo stesso Stato;</p>
<p>c) degenerazione delle condizioni di lavoro dei magistrati, i quali devono sostenere e seguire un ammontare di processi sempre crescenti visto che quelli precedenti non trovano fine.</p>
<p>Queste sono solo alcune delle motivazioni che rendono necessaria una riforma della giustizia, tentata più volte dalla destra attualmente al governo. Quella presentata oggi è l’ultima di una lunga serie.</p>
<p><strong>2)In cosa consiste il nuovo (o per meglio dire, riproposto e riscritto) decreto di legge processo breve?</strong><strong> </strong>Il maxiemendamento prevede l’estinzione di processi che sono in corso da più di 3 anni (per il primo grado), da più di 2 anni (in appello) e da più di uno e mezzo (in Cassazione). Questo vale per i reati che prevedono una pena inferiore ai 10 anni.</p>
<p>Inoltre, per i reati con pena pari o superiore ai 10 anni, il processo sarà estinto dopo 4 anni (per il primo grado), dopo 2 anni (in appello), dopo un anno e mezzo (in Cassazione).</p>
<p>Per i reati di MAFIA e TERRORISMO, il processo sarà estinto dopo 5 anni (per il primo grado), dopo 3 anni (in appello) e dopo 2 (in Cassazione).</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1486" title="processo-breve" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/01/processo-breve-271x300.jpg" alt="" width="279" height="304" />I reati che possono rimanere impuniti sono quelli i cui processi corrispondono alle precedenti condizioni, più una che aggiungo adesso: i reati devono essere indultabili e commessi prima del 2 maggio del 2006.</p>
<p>(A questo punto mi preme porvi una domanda, prima di proseguire: i termini di questo ddl, per caso, vi ricordano qualche particolare processo in corso? Non riuscite a ricordare? beh… provvedo io a rinfrescare un pò la memoria: Processo Mills e Processo Mediaset, vi dicono qualcosa? Si tratta di processi a carico di Berlusconi, i quali saranno magicamente annullati e scordati se il ddl diverrà legge, perché, puta caso, questi due processi rientrano tra quelli previsti dal decreto!!</p>
<p>E ora faccio un’altra domanda: avete sentito delle pressioni da parte di Berlusconi per accelerare l’iter che porterà il ddl a divenire legge? sembra strano, ma è proprio così! Il nostro beneamato premier ha fatto una serie di pressioni tentando di accelerare il tutto, e sapete perché? beh… come rispondere?! riporto semplicemente dei dati: la prossima udienza del processo Mills sarà giorno 15 gennaio, e la prossima udienza del processo Mediaset sarà il 18 gennaio!!Adesso possiamo continuare..)</p>
<p><strong>3) Qual’ora il ddl diventasse legge: quali sarebbero le conseguenze?</strong> Le illustro con un esempio: immaginate che un mafioso, che esercita questa particolarmente redditizia “professione” da tutta la vita, abbia compiuto un grave reato (come ad esempio un omicidio, una rapina, o qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente, anche tra le più atroci!) prima del 2 maggio del 2006: se il mafioso viene beccato, cosa alquanto improbabile, e se il processo viene portato avanti, nel momento in cui passano anche solo 5 anni senza che si arrivi ad una sentenza definitiva (il che non è molto raro visto che è comunque sempre possibile che avvengano imprevisti di carattere giuridico, causati chiaramente dal mondo politico, utilissimi ad allungare la durata del processo), il reato viene prescritto (cioè viene “dimenticato”) e il mafioso è libero di continuare con il suo hobby: uccidere, rapinare o quant’altro.. così vale per moltissimi gli altri reati, ai quali accenna il presidente dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati): il processo breve ”‘rischia di mettere in ginocchio la macchina giudiziaria” e poi, “non da’ giustizia alle vittime dei reati e garantisce l’impunità a chi ha commesso fatti delittuosi” (Ansa, 12-01-09).</p>
<p>Poi, oltre a personaggi di spicco, in campo giudiziario, come il suddetto presidente dell’ Anm, anche un autore dei giorni nostri ha espresso la propria opinione riguardo questa riforma (che ci ostiniamo a chiamare riforma,  anche se di riformante non ha proprio niente: si tratta del rinnovato tentativo di alcuni esponenti politici di piegare la giustizia ai propri bisogni, senza tener conto del danno che faranno allo Stato e alla società..): Roberto Saviano, che ha praticamente dedicato la propria arte e la propria vita alla lotta contro la mafia, scrive una lettera aperta, pubblicata su Repubblica, indirizzata al premier per esprimere il suo totale disaccordo: potreste mai accettare che il vostro lavoro le vostre convinzioni volte a combattere un cancro della nostra società, la mafia, siano praticamente vanificate dagli stessi politici che dovrebbero essere in prima linea in una lotta tanto importante e vitale per il bene comune?</p>
<p>Riporto alcune frasi della lettera, dove però non si accenna al problema della mafia: qui la discussione è molto più generale; l’appello dello scrittore è volto alla tutela di qualcosa conquistata dopo anni di guerre, il frutto di litri di sangue versato, e il cui valore è universale, almeno finora:</p>
<p>“Presidente, ritiri la norma del privilegio in nome della salvaguardia del diritto. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto”. “l rischio” conclude Saviano è che “il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei”.</p>
<p>E poi hanno il coraggio di dichiarare che si indignano quando vengono accusati di proporre (o imporre..) riforme “ad personam”, e ribattono dicendo che le riforme sono ” ad libertatem”.. ma, mi chiedo: per pura precisione semantica, non sarebbe più corretta l’espressione “riforme ad libertatem SUAM”?</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>DOMENICO FILIPPELLO</strong></em></p>
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		<title>Speciale giustizia: intervista a Laura Capotorto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 17:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[laura capotorto]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei è? «Il mio nome è Laura Capotorto». Quale ruolo ricopre nel sistema giudiziario? «Attualmente, sono Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma». Può  cortesemente spiegarmi quali effettivamente sono le mansioni che le competono? «Sono uno dei magistrati della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma. Sono – detto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lei è?</strong></p>
<p>«Il mio nome è Laura Capotorto».</p>
<p><strong>Quale ruolo ricopre nel sistema giudiziario?</strong></p>
<p>«Attualmente, sono Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma».</p>
<p><strong>Può  cortesemente spiegarmi quali effettivamente sono le mansioni che le competono?</strong></p>
<p>«Sono uno dei magistrati della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma. Sono – detto in maniera semplice – il pubblico ministero di secondo grado (di grado di appello).  Alle  Procure Generali vengono trasmesse tutte le sentenze penali emesse dai Tribunali e dai giudici di pace dei rispettivi distretti di Corte di Appello ( il distretto della Corte di Appello di Roma corrisponde al territorio del  Lazio, Roma compresa, ovviamente) per essere lette e “vistate” dai noi magistrati della Procura Generale. Se ci sono ragioni per le quali riteniamo che   non siano corrette e che debbano essere riformate,  possiamo “impugnarle” proponendo appello, oppure – a seconda dei casi -  ricorso per  cassazione. Oltre alle sentenze di primo grado dei vari giudici dei tribunali e dei  giudici di pace – i quali non sono  magistrati “togati” (cioè  magistrati di professione )  ma  giudici onorari – possiamo impugnare anche le sentenze della Corte d’Appello con  ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione.</p>
<p>Partecipiamo – inoltre – al processo penale d’appello, cioè a tutte le udienze penali celebrate dinanzi alla Corte d’Appello ed alla Corte d’Assise d’Appello; ciò vuol dire che ad ogni udienza è presente necessariamente uno di noi che  rappresenta il Procuratore Generale e che, oltre ad esprimere il “parere” su  ogni  istanza o questione posta all’attenzione della Corte, chiede,  in sede di discussione finale, che sia confermata o riformata – in tutto o in  parte- la sentenza di primo grado  appellata (l’appello può essere stato proposto dall’imputato o dal Pubblico Ministero del primo grado o  dalla Procura Generale o, anche, da più di uno di questi soggetti) .</p>
<p>Poi c’è anche la parte, il settore riguardante i minorenni: esiste una Sezione della Corte di appello che tratta i processi penali   con imputati minorenni (anche lì dobbiamo partecipare all’udienza). Ci sono anche alcune cause civili nelle quali interveniamo; si tratta, in generale , di cause nelle quali è ravvisabile un  interesse pubblico o che  riguardano   soggetti cosiddetti “deboli”,  come per esempio i minorenni (cause di affidamento, etc.) oppure persone incapaci. Il legislatore ha voluto tutelare, in particolare, certi soggetti “deboli” prevedendo  l’intervento del  Procuratore Generale (e, in primo grado, del Pubblico Ministero),  il quale può addirittura, in determinati casi, assumere iniziative ed impugnare i provvedimenti giurisdizionali. La partecipazione del Pubblico Ministero (in primo grado) e del Procuratore Generale (in grado di appello) costituisce  un’eccezione alla regola secondo cui le cause civili sono lasciate nella disponibilità delle parti private.</p>
<p>Partecipiamo, infine, alle udienze del Tribunale di Sorveglianza, che è quello che interviene nella fase di esecuzione delle sentenze penali, perché – come lei sa – ci sono una serie di benefici che possono essere applicati in sede di esecuzione (parliamo di persone che sono condannate con sentenza irrevocabile – in genere – dopo tre gradi di giudizio, anche dalla Cassazione) come alcune misure alternative alla detenzione; infatti, in presenza di determinati presupposti,  la pena – o la parte residua della pena-  può essere eseguita non necessariamente  in carcere ma, per esempio: in regime di detenzione domiciliare o – addirittura – in libertà, con l’affidamento in prova ai servizi sociali, oppure in regime di semilibertà (che comporta l’autorizzazione a svolgere un’attività lavorativa, o comunque utile per il reinserimento sociale, fuori dal carcere in alcune ore del giorno). Un altro beneficio è costituito dalla liberazione anticipata: il Tribunale di sorveglianza concede  uno “sconto” di pena di 45 giorni ogni 6 mesi di detenzione o di misura alternativa, se il condannato  -detenuto in carcere o sottoposto ad una misura alternativa – ha tenuto un comportamento corretto, così da meritare  questo “premio”.</p>
<p>Davanti, quindi, al Tribunale di Sorveglianza, si svolgono le udienze finalizzate a decidere se il condannato sia  meritevole di tali benefici, che possono essere concessi  in presenza di presupposti  oggettivi che variano a seconda del beneficio  (entità della pena da scontare, tipo di reato commesso, pena già scontata, ecc.)  e di  valutazioni di opportunità (per l’affidamento in prova al servizio sociale – per esempio – bisogna valutare se il condannato abbia compiuto positivamente  il  percorso rieducativo, giacché non si può rimettere in libertà un soggetto socialmente pericoloso). Per operare questa valutazione si assumono informazioni da parte degli organi che, all’interno del carcere, seguono i  percorsi riabilitativi dei condannati perché – ricordiamoci sempre – per il nostro ordinamento e per la nostra Costituzione, la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, non può avere una funzione meramente retributiva: tu ti sei comportato male, io ti bastono e basta. Invece lo scopo principale della bastonata (pena) è la  rieducazione del condannato, il quale, una volta scontata la pena, deve (o dovrebbe)  essere in grado di reintegrarsi nella società civile. In sostanza, quando si applicano misure alternative, si deve tener conto dei progressi fatti dal condannato nel percorso rieducativo  ed  il Procuratore Generale esprime – in udienza – il   parere circa la sussistenza dei presupposti per l’accoglimento della richiesta avanzata da parte del condannato».</p>
<p><strong>Durante la sua attività  giudiziaria, ha mai temuto per la sua incolumità?</strong></p>
<p>«Sì. Parto da una premessa: prima di passare alla magistratura requirente sono stata magistrato giudicante per molti anni, sia nel settore civile che in quello penale, dove ho svolto dapprima le funzioni di giudice dibattimentale e poi le funzioni di G.I.P. (giudice per le indagini preliminari) e G.U.P. (giudice dell’udienza preliminare), sempre presso il Tribunale di Roma. Alcuni processi che ho trattato in dibattimento – insieme a due colleghi (poiché era un tribunale collegiale) – ed altri che ho trattato dopo (quando sono diventata G.I.P. e  G.U.P.), mi hanno messa a contatto anche  con criminali di grosso calibro e con appartenenti alla ‘ndrangheta calabrese ed anche alla mafia siciliana, per cui – certamente – dei rischi li ho corsi, tant’è vero che per alcuni anni sono stata sottoposta alla  misura massima di protezione personale che è quella della scorta. Devo dire – però – che sia per me, sia per  i colleghi che ho conosciuto (sottoposti a questa misura anche per un periodo più lungo rispetto al mio), il rischio che correvamo non era il nostro pensiero costante e non ne parlavamo mai. Se fai questo lavoro, soprattutto per quanto riguarda alcuni settori del penale (io mi sono occupata per anni di reati di criminalità organizzata), sai bene che non avrai sempre a che fare con delle “anime gentili”, ma anche con dei pericolosi delinquenti e quindi un minimo di rischio c’è e non lo puoi evitare; fa parte del tuo lavoro. Io, personalmente, non ho conosciuto nessuno che manifestasse  grande timore  per la propria incolumità. E’ un pensiero che – forse – si cerca di allontanare. La paura, nel vero senso della parola, non l’ho mai provata, forse perché sentivo che non mi sarebbe accaduto niente o forse mi piaceva pensarlo! Ero più preoccupata per i miei figli; perciò  – in quei periodi – (è stata una limitazione piuttosto pesante) non uscivo con loro e quando partivamo da Roma non viaggiavo con loro».</p>
<p><strong>La Finanziaria 2009 – approvata dalla maggioranza di governo – ha tagliato il 40% dei fondi al settore della giustizia e circa tre miliardi di euro alle Forze dell’Ordine. Quanto ha influito questo sull’ attività giudiziaria che svolge o sulle Autorità con cui lavora ogni giorno?</strong></p>
<p>«Sulla Procura Generale non credo che ci sia stato un grande riflesso, magari ci ritroviamo con la fotocopiatrice o qualche cos’altro che non funziona (e che non si può riparare perché mancano i fondi), però è un disagio veramente minimo, rispetto ai disagi dei colleghi che lavorano in primo grado, dove c’è molto più bisogno  di personale, e di mezzi rispetto ad un ufficio della Procura Generale. Grandi disagi riguardano la carenza di uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine, senza le quali le attività di indagine  – e non solo – non possono essere svolte. Naturalmente il problema grava soprattutto sulle Procure della Repubblica presso i Tribunali (il Pubblico Ministero di primo grado, che  conduce le indagini), ma anche la Procura Generale risente di tali carenze, seppure in misura nettamente inferiore ed anche da prima del 2009, poiché, ad esempio,  non abbiamo una sezione di Polizia Giudiziaria di cui ci si possa servire per  le indagini in caso di avocazione (mi sono dimenticata di aggiungere, in precedenza, che la Procura Generale ha il potere dell’“avocazione”. Noi, cioè, possiamo  decidere di procedere direttamente ad un’indagine quando risulta una sostanziale inerzia da parte del  pubblico ministero  di primo grado. In tal caso abbiamo solamente 30 giorni di tempo per concludere le indagini).  I  problemi maggiori – ripeto – gravano soprattutto sugli uffici del Pubblico Ministero, del G.I.P. e del G.U.P. e, in misura  minore, del Tribunale; tutti uffici di primo grado. Quella è la vera “trincea”, lì è importante che il processo sia rapido e che tutto venga svolto con la maggiore efficienza possibile. Faccio presente che ci sono tantissimi casi – in tutti gli uffici giudiziari italiani – di personale che coadiuva i magistrati (nelle cancellerie e nelle segreterie) che è andato in pensione, è morto, ha lasciato il servizio e non è stato rimpiazzato. Ci sono delle carenze di organico che fanno paura, a fronte di un carico di lavoro in costante aumento e di riforme legislative che, negli anni , hanno sempre più appesantito il lavoro delle cancellerie e delle segreterie (sempre più sguarnite), oltre  che dei magistrati. Non si può, allora, sperare di sveltire, rendere più veloce il processo, se poi manca il personale che assiste i magistrati e che è indispensabile . Ci sono diverse attività che, per legge, non possono essere svolte se non con l’ausilio del personale di cancelleria (un interrogatorio, un’udienza)».</p>
<p><strong>Bruno Vespa – dalle colonne del settimanale “Panorama” – dichiara: «<em>Uno dei problemi è come sottrarre ai magistrati l’assoluta discrezionalità nell’esercizio dell’azione penale (obbligatoria, certo, ma se ho il tavolo ingombro di fascicoli da dove comincio? Chi stabilisce l’urgenza di una pratica?). Potrebbe essere il Parlamento e c’è chi pensa all’elezione con maggioranza qualificata da parte delle Camere di un procuratore generale dal quale far dipendere gerarchicamente i pubblici ministeri</em>». Cosa ne pensa?</strong></p>
<p>«Penso male. Condivido la prima riflessione di Vespa: è vero che se sul tavolo si ammucchiano centinaia, migliaia di fascicoli, il magistrato – che se ne deve occupare – utilizzerà un criterio che potrebbe  essere opinabile, ma  comunque – per forza – dovrà scegliere un criterio da seguire per decidere di cosa  occuparsi, non potendosi occupare (contemporaneamente) di tutto, anche perché  oggi è arrivata una valanga di fascicoli, ma ne arriverà una valanga anche domani. Faccio un esempio: se oggi mi arrivano duecento processi, domani altri duecento e dopodomani altri duecento, oggi ne tratterò venti (e ne rimarranno 180), domani saranno diventati trecento ottanta. E’ una situazione terribile. che andrà in udienza, ma – intanto – il lavoro di cancelleria, chi lo fa? E’ veramente una situazione disastrosa.</p>
<p>Per prima cosa – secondo me, ma anche secondo altre personalità molto più autorevoli – bisognerebbe avere il coraggio di depenalizzare molti reati che impegnano i mezzi, le energie dei magistrati  e del personale amministrativo senza nessun apprezzabile risultato concreto,  appesantendo il  carico di lavoro. I reati ai quali mi riferisco sono quelli “meno gravi”, che destano meno allarme sociale e che potrebbero essere perseguiti – in maniera  efficace – con delle sanzioni di natura amministrativa anziché penale (ad esempio sanzioni pecuniarie o sanzioni che garantiscano la concreta riparazione del danno provocato). In questi casi, “toccare la tasca” di una persona, o costringerla ad impegnare il proprio tempo e le proprie energie per porre rimedio al danno provocato dalla propria condotta anti-sociale sarebbe più utile alla collettività e funzionerebbe meglio anche come deterrente, rispetto ad una pena che probabilmente non  arriverà  perché il reato si prescriverà sicuramente prima che possa giungersi  ad una sentenza irrevocabile (poiché per i reati minori il termine di prescrizione è breve e – ricordo –  l’Italia, a differenza di quasi tutti gli altri Stati, ha  tre gradi di giudizio – primo grado, appello, cassazione – ed una serie di incombenze procedurali che incidono pesantemente sulla durata del processo e quindi è inevitabile   che ci voglia molto tempo per arrivare “fino in fondo”). Per reati meno gravi – sia chiaro – intendo riferirmi ai reati  quali, per esempio, l’ingiuria,  la minaccia, i piccoli “furtarelli”, alcuni reati edilizi e quei reati che – se si riesce a giungere alla sentenza irrevocabile prima che scada il termine di prescrizione- sono puniti con pene che comunque, in concreto, non vengono mai eseguite per via dei benefici di cui godono i condannati . Francamente   credo che sia inutile perseguire penalmente tali reati. Se si applicassero sanzioni diverse e fossero  realmente eseguite (ad esempio  sanzioni pecuniarie),  forse i colpevoli si asterrebbero dal violare la legge, mentre oggi – poiché quelle stesse condotte devono essere accertate e punite  per mezzo di un lungo processo penale, i colpevoli  si sentono sicuri e tranquilli, perché sanno bene che difficilmente   andranno in carcere se la pena non supererà  i tre anni di reclusione, grazie ai benefici di cui s’è detto (l’affidamento in prova ai servizi sociali, la detenzione domiciliare, tutti i vari sconti, etc.). Diventa quindi una situazione ridicola e, personalmente, penso che la previsione – puramente astratta – di una sanzione penale  ottenga l’effetto opposto a quello che dovrebbe avere: la pena non ha nemmeno una funzione deterrente perché una persona  consapevole di non dover “pagare” seriamente per le azioni illecite commesse è indotta  a commettere ulteriori illeciti,  non essendo quasi mai  in grado di  apprezzare l’intento rieducativo che lo Stato si prefigge,  bensì  pensando che, in Italia, i magistrati e, in generale,  gli uomini che rappresentano le Istituzioni siano dei “fessi”. Se commetto  reati difficilmente sarò portato a considerare il  nostro sistema come estremamente civile ed evoluto, ma piuttosto  come un sistema che mi consente  di “fare quello che mi pare, tanto questi non mi fanno niente”. Faccio notare che ci sono state delle intercettazioni – di cui sono venuta a conoscenza leggendo i giornali – in cui c’erano cittadini stranieri, coinvolti in alcune attività illecite, che parlavano con dei loro connazionali (residenti all’estero): “stai tranquillo, puoi venire, tanto questi sono degli imbecilli. Non ti fanno niente, puoi fare come ti pare. Questi non ci tengono nemmeno a proteggere il loro paese”. Di fatto, è abbastanza vero questo, un po’ perché i reati si prescrivono e un po’ perché ci sono centomila benefici.</p>
<p>Torniamo al  discorso iniziale: la discrezionalità del magistrato che sceglie – di fatto – a quale caso dedicarsi per primo, essendo costretto dalla mole di lavoro a trascurarne temporaneamente altri. Ritengo che qualsiasi magistrato dia la precedenza ai casi più gravi (con riferimento all’allarme sociale) ed a quelli  più urgenti (ad esempio perché c’è pericolo di perdere un elemento di prova, oppure perché l’indagato è  detenuto, o perché il reato sta per prescriversi, ecc.). Ci sono, insomma, dei criteri di buon senso e di urgenza che non credo possano definirsi puramente arbitrari. Non credo che ci sia qualcuno che dica, per esempio: “procedo con questo caso, lascio perdere quell’altro, perché l’imputato mi è più simpatico”. Faccio un paragone: immaginiamo che  un chirurgo, giunto in sala operatoria, venga  informato che  dovrà operare cento pazienti. Sicuramente non ce la farà ad operarli tutti in una giornata perché non basterebbero 20 ore di lavoro. Inoltre  ha poche garze, poche lamette  per i bisturi, pochi analgesici e disinfettanti, un solo infermiere,  etc.; perciò potrà operare cinque o sei di pazienti e lavorerà dodici ore e forse più. Come sceglierà chi operare per primo? Sceglierà in base all’urgenza, dando la precedenza ai pazienti in pericolo di vita  e poi a quelli sofferenti per gravi patologie. Il paziente al quale deve essere asportata una semplice cisti che non costituisce alcun  pericolo  per la sua salute dovrà aspettare giorni e giorni  e …forse non sarà operato mai, perché ci sarà sempre qualche caso più grave ed  urgente del suo. Ma si può dire che la colpa è del chirurgo? O dell’infermiere?</p>
<p>Per concludere, credo che una seria depenalizzazione ed una semplificazione delle procedure, unitamente alla certezza della pena,  potrebbero alleggerire il carico di lavoro degli uffici giudiziari, tanto da consentire la definizione di tutti i procedimenti in tempi ragionevoli, così come prescrive la Costituzione. Diversamente, rimanendo immutata  la situazione attuale, non sono in grado di indicare un criterio fisso e predeterminato sulla base del quale dovrebbero essere individuati oggettivamente – con esclusione di qualsiasi valutazione soggettiva -  i procedimenti da trattare con precedenza rispetto agli altri.  Non mi sembra  auspicabile, comunque, che la scelta di tale  criterio  venga rimessa ad un organo politico o che comunque dipenda dal potere politico, perché (per ragioni che lascio intuire!) un siffatto organo potrebbe subire condizionamenti  inopportuni».</p>
<p><strong>Rimanendo in tema di estinzione dei reati, di prescrizione – di cui ha accennato prima: che differenza c’è se, invece di ridurre i tempi di prescrizione (vedi Legge Cirielli), si riducono i tempi del processo? Mi riferisco all’ormai noto “Processo breve”, all’esame del Parlamento. Può essere efficace?</strong></p>
<p>«No, non è efficace. Io, personalmente, lo ritengo un sistema ipocrita: l’eventuale riduzione dei  termini di prescrizione dei reati non  renderebbe più veloce il processo; potrebbe però alleggerire il carico di lavoro dei magistrati (i quali si occuperebbero per un tempo minore dei reati, in  quanto questi si prescriverebbero in un termine più breve rispetto a quello attualmente previsto); ciò, tuttavia, moltiplicherebbe le prescrizioni dei reati e, quindi, non verrebbe resa giustizia a chi l’aspetta ed ha diritto di pretenderla, ovvero il cittadino, sia indagato che parte offesa. L’interesse a che il processo si concluda in tempi ragionevoli ce l’ha non soltanto la vittima di un reato, ma anche l’indagato il quale – non dimentichiamoci – si presume che sia innocente finché non c’è una condanna definitiva. Se l’imputato è invece colpevole, avrà  quasi sempre interesse a procrastinare il più possibile il processo (sperando proprio nella prescrizione). Il fatto di spostare l’attenzione – dal termine di prescrizione – sulla durata del processo (“ogni grado di giudizio deve durare due anni”) ottiene lo stesso effetto perché, anche se il reato non si estingue per prescrizione, si estingue però il processo senza che sia stata pronunciata la sentenza definitiva. E’ una “scappatoia” ipocrita perché  non basta  stabilire che il processo si concluda entro un termine breve perché siano soddisfatte le aspettative dei cittadini (che vogliono una giustizia più rapida). Ritornando al paragone del chirurgo – che la mattina si ritrova con cento persone da operare –  se gli si dicesse: “invece che tutta la giornata, hai solo due ore di tempo per operare tutti ”, certamente non si risolverebbe il problema, perché ancor più numerosi sarebbero i pazienti non operati; il chirurgo, infatti, in due ore  potrebbe operare un solo paziente e forse non  riuscirebbe neppure a concludere l’intervento. La durata del processo potrebbe e DOVREBBE essere abbreviata, eliminando o semplificando una serie di attività non necessarie: tra la fase delle indagini, l’udienza preliminare e il dibattimento, si inviano una serie infinita di avvisi,  comunicazioni, notifiche (che per le modalità prescritte ed i termini stabiliti devono spesso essere ripetute). Queste ed altre incombenze dovrebbero essere  ridotte e semplificate. Solo così potrebbe essere reso più snello il processo e più celere la sua utile definizione, mentre la fissazione di un termine breve di durata delle fasi processuali impedirebbe in troppi casi di rendere giustizia, perché il processo si estinguerebbe prima di poter essere definito con sentenza irrevocabile».</p>
<p><strong>Vorrei un suo giudizio sulla legge riguardante le intercettazioni: il Ministro Alfano ha affermato che tre milioni di italiani sono intercettati. E’ vero? Può spiegarmi in sintesi quali sono le differenze fra la normativa attuale e la legge che si vorrebbe far approvare?</strong></p>
<p>«Che siano intercettati tre milioni di italiani, direi che non è vero. In primis, bisogna dire che – attualmente – si può autorizzare un’intercettazione solo per determinati reati di maggiore gravità, stabiliti dalla legge. A volte si cade in un equivoco (avendo fatto il G.I.P. posso chiarirlo): se io sto intercettando una persona – soprattutto se è una di quelle che si aspettano di essere intercettate, come i trafficanti di droga, i mafiosi – questa persona tende a cambiare molto spesso la scheda telefonica e anche, adesso si sono fatti furbi, il cellulare (che può essere identificato anche cambiando scheda). Accade, quindi, che venga autorizzata l’intercettazione di numerose schede, via via che l’utilizzatore  le cambia, ma la persona che intercetto è sempre la stessa! Magari io faccio intercettare 10 utenze, ma sono tutte usate da quel “Mario Rossi” che le cambia continuamente proprio per  eludere le intercettazioni. Io ora non so come sono stati calcolati i tre milioni di persone intercettate. Come abbiamo visto nell’esempio, sarebbe errato dire  che sono state intercettate 10 persone, perché in realtà si tratta di una sola persona. Va poi tenuto conto del fatto che l’intercettazione può essere autorizzata per 15 giorni, prorogabili per analoghi periodi. Perciò, se l’intercettazione originariamente disposta su ciascuna delle 10 utenze usate da Mario Rossi viene prorogata, per esempio, per quattro volte, i provvedimenti autorizzativi di proroga sono 40, ai quali vanno aggiunti gli originari 10 provvedimenti autorizzativi. Si tratta complessivamente di 50 autorizzazioni, ma sarebbe errato affermare che sono state intercettate 50 persone, perché  l’intercettato è solo uno,  Mario Rossi. Del tutto fuorviante, poi, sarebbe contare nel numero degli  intercettati tutti i soggetti con i quali Mario Rossi ha avuto contatto tramite le 10 schede via via  intercettate. Se avesse contattato anche solo 5 diverse utenze con ciascuna delle 10 schede, ci sarebbero altri 50 intercettati. In conclusione, sommando errori ed equivoci, si potrebbe arrivare a dire che in un procedimento sono state intercettate ben 100 persone, mentre in  realtà l’unico soggetto “intercettato” è Mario Rossi. Se si considerano le indagini svolte in tutta Italia ed il fatto che in alcuni procedimenti riguardanti soprattutto associazioni criminali di stampo mafioso sono numerose le persone intercettate, si fa presto  – con il metodo di calcolo errato che si è visto – a contare  3 milioni di soggetti intercettati.</p>
<p>Per quanto riguarda le proposte connesse a questa legge, si vorrebbe far autorizzare l’intercettazione – invece che dal G.I.P. , giudice monocratico (cioè singolo),  – da un organo collegiale (formato da tre giudici). Io faccio ti di midamente notare che si dà tanta importanza a questo. Per carità, l’intercettazione è sempre una violazione della riservatezza – legittima, lecita, prevista dalla legge – ma è un’eccezione alla garanzia, alla tutela del privato che dà la Costituzione perché c’è un interesse preminente ad accertare – non solo la sussistenza del reato (che dovrebbe essere quasi certa, prima di iniziare l’intercettazione) – ma soprattutto, serve per individuare chi è il responsabile di quel reato e rappresenta l’ “ultima spiaggia”, l’ultima possibilità di scoprire il colpevole, se gli altri mezzi d’indagine non sono riusciti nell’intento. La norma che introdurrebbe la competenza di un organo collegiale per autorizzare l’intercettazione mi sembra stridente rispetto a quella che attribuisce  ad un giudice monocratico – qual è il G.U.P. – la competenza ad emettere una sentenza di condanna (perfino all’ergastolo!) e di trattare, di decidere da solo processi riguardanti anche i  reati più gravi. Il G.U.P., qualora l’imputato  chieda il rito abbreviato, può emettere sentenze su qualunque tipo di reato: su una strage, sui fatti più atroci. Ho letto da qualche parte che con il rito abbreviato la pena massima irrogabile è di 30 anni, ma è errato: il G.U.P.  può infliggere anche la pena dell’ergastolo. Mi sembra che per i reati più gravi bisognerebbe attribuire la competenza a decidere con rito abbreviato al giudice collegiale, anche perché spesso si tratta di  processi che – le assicuro – sono molto complessi (con decine di imputati, centinaia di capi di imputazione), mentre mi sembra eccessivo impegnare un collegio per autorizzare o no un’intercettazione.  Senza contare l’inopportunità,  a fronte del carico enorme di lavoro – di cui parlavo prima – che non si riesce a smaltire, di impegnare  altri   magistrati per i provvedimenti di intercettazione, distraendoli   dalle altre attività più importanti e complesse. Non so – inoltre – come potrebbero organizzarsi i piccoli tribunali, perché autorizzare l’intercettazione telefonica vuol dire “bruciarsi” come G.U.P.: chi ha svolto anche una sola attività come G.I.P. in  un procedimento, poi non può svolgere funzioni di G.U.P. nel procedimento stesso e non si potrà  occupare neppure della fase del giudizio. Se noi mettessimo quindi tre G.I.P. ad autorizzare l’intercettazione telefonica, i piccoli tribunali vederebbero “bruciati” ben tre magistrati, con conseguente difficoltà – o addirittura impossibilità di portare a termine il processo anche nella fase del dibattimento, a causa di successive cause di incompatibilità che potrebbero portare all’ “eliminazione” anche di altri magistrati. Infatti solo i grandi Tribunali  hanno decine di G.I.P.  (come a Roma, a Milano o a Palermo). Già ci sono stati casi di Tribunali che si sono trovati in difficoltà, senza arrivare alla collegialità che si vorrebbe introdurre per l’autorizzazione alle intercettazioni!</p>
<p>E non è finita qui! Si vorrebbe cambiare gli attuali “gravi indizi di reato” in “gravi indizi di colpevolezza”: anche questa mi sembra una norma assolutamente illogica. La differenza fra “indizi di reato” e “indizi di colpevolezza”, potrebbe sembrare – per chi non se ne intende o non è del campo – la stessa cosa, ma non è così; i “gravi indizi di reato” (richiesti attualmente per procedere ad intercettazione) riguardano la sussistenza del reato: devo avere elementi seri dai quali si deduce che un certo reato è stato effettivamente commesso, ma  non so chi è il colpevole, chi ha commesso quel reato. L’intercettazione mi serve per acquisire elementi indispensabili per individuare il responsabile o per proseguire le indagini al fine di individuarlo. Faccio un esempio: l’omicidio. Se parliamo di omicidio, vuol dire che c’è un cadavere di un morto ammazzato (e quindi ci sono gli indizi di sussistenza del reato) però non ho idea di chi sia l’assassino. Ci sono varie persone che sono sospettate, poiché possono avere un movente: uno perché aveva interessi economici; l’altro perché odiava quella persona; quell’altro perché voleva vendicare – per esempio – un torto subito. Io quindi intercetto questi possibili colpevoli e vediamo cosa esce fuori. Posso intercettare anche altre persone sicuramente estranee all’omicidio ma che possono essere a conoscenza di elementi utili per le indagini. Se invece si richiede come requisito per l’intercettazione che vi siano “gravi indizi di colpevolezza”, cioè  seri elementi a carico di un  soggetto, tali indizi, essendo “gravi” sarebbero di per sé soli idonei – o quasi – a provare la responsabilità del suddetto soggetto e, conseguentemente, l’intercettazione sarebbe nella maggior parte dei casi superflua. Inoltre non potrei intercettare   persone diverse da quella gravemente indiziata. Senza contare, poi, che ove non vi fossero gravi indizi a carico di nessuno, non si potrebbe procedere ad alcuna intercettazione. Nel caso dell’omicidio, ad esempio, potrebbe essere utile intercettare le conversazioni tra i parenti della vittima per accertare se vi fossero dissapori, invidie, risentimenti di qualcuno – della famiglia o estraneo – con la vittima».</p>
<p><strong>L’ultimo punto focale di questa legge, è lo stabilire un budget – annuale – predefinito per ogni procura e finiti quei “fondi” non si possono più predisporre intercettazioni.</strong></p>
<p>«Anche questo, mi sembra un elemento pericolosissimo. Innanzitutto bisognerebbe vedere a quanto ammonta il budget che vorrebbero predisporre ma che  comunque è limitato. Allora mi domando: come si fa – se il budget può rivelarsi insufficiente a coprire tutte le esigenze  – a scegliere se procedere ad  un’intercettazione, piuttosto che ad un’altra? Diventa una scelta quasi arbitraria. Si potrebbe addirittura pensare: “in questo caso sarebbe necessaria l’intercettazione, però non la faccio perché metti il caso che ci capita un’altra indagine più complessa o riguardante un reato più grave  e che richiede l’intercettazione!” Oppure si potrebbe decidere di non operare alcuna scelta e di intercettare finché il budget lo consente e poi…. chi arriva in ritardo? Pazienza! Il reato rimarrà impunito perché non si sarà potuto utilizzare  un mezzo di indagine  indispensabile.</p>
<p>Bisogna evidenziare che, mentre in passato i costi per le intercettazioni erano elevatissimi, successivamente ci sono stati degli accordi con le compagnie telefoniche (non so dire, dal punto di vista tecnico, in che modo) per cui i costi sono diminuiti notevolmente rispetto a quindici anni fa. Non so come sia gestito il tutto dal punto di vista economico (anche perché la Procura Generale non esegue intercettazioni!).</p>
<p>E’ chiaro che le intercettazioni hanno un costo, ma non ci dimentichiamo che la giustizia costa!</p>
<p>E’ pur vero che in vari casi si potrebbero evitare le intercettazioni se ci fosse la possibilità di svolgere indagini di altra natura (del resto è la legge che ci dice che l’intercettazione è l’ultima ratio). Non sempre le intercettazioni sono indispensabili, perché, ad esempio, se ci fosse personale di polizia sufficiente per svolgere continuamente, nel corso di un’indagine, servizi di osservazione e pedinamento di alcuni soggetti si potrebbe evitare,  in diversi casi, di servirsi delle intercettazioni o le si potrebbe limitare, ma questo non accadrà mai! Manca il personale!</p>
<p>Se si vuole quindi arrivare ad un risultato – in mancanza di personale di Polizia Giudiziaria sufficiente – bisogna ricorrere all’intercettazione, soprattutto nei casi di reati di mafia e  di traffici di droga.</p>
<p>La DDA (Direzione distrettuale antimafia) utilizza moltissimo – nell’attività di indagine – le intercettazioni, perché le conversazioni “captate” possono aiutare a chiarire i collegamenti fra le varie persone e gli interessi comuni ai vari gruppi. Altrimenti ci vorrebbe un’infinità di personale di polizia che seguisse continuamente ogni soggetto d’interesse per verificarne i contatti, senza tuttavia poter conoscere il contenuto delle conversazioni tra i vari personaggi.</p>
<p>Se verranno attuate nel senso sopra accennato  le riforme riguardanti le intercettazioni e  la durata delle fasi del processo, i mezzi di indagine saranno meno efficaci o addirittura inidonei a pervenire ad un risultato positivo, i tempi di durata massima delle fasi processuali non consentiranno  di  pervenire alla sentenza irrevocabile di merito e molti responsabili  di reati che, con l’attuale normativa, vengono individuati e condannati,  non saranno perseguiti. Quel che è peggio: la consapevolezza della sempre più probabile impunità favorirà  la commissione di un numero crescente di reati sempre più gravi».</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO MARINI</em></strong></p>
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		<title>Arrivato in Senato, il ddl sul processo breve. Immediate le reazioni da parte dell’opposizione e dall’Anm</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gasparri]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò ghedini]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ incredibile non faccio in tempo a denunciare una “cappellata” del Governo, che quest’ultimo ne tira fuori un’altra: ieri è stato presentato al Senato, il ddl sul processo breve.</p>
<p>Uno dirà: ottimo, fanno una legge per risolvere questo problema….magari fosse così….</p>
<p>Il ddl - scritto dal deputao/avvocato del Premier, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lZCYcSMWYuE"><span style="color: #0000ff;">Niccolò Ghedini</span></a> – è stato presentato ieri dal gruppo Pdl del Senato (capeggiato da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=I4OeEnIa124"><span style="color: #0000ff;">Gasparri</span></a>) e dal gruppo della Lega Nord, si intitola: ”Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della costituzione e dell’articolo 6 della convenzione europea sui diritti dell’uomo” ed è composto di 3 articoli.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1581" title="senato_aula" src="http://www.wilditaly.net/wp-content/uploads/2010/04/senato_aula-300x224.jpg" alt="" width="287" height="209" />Il testo – se non ci saranno altre modifiche – è valido per i processi in corso di primo grado e stabilisce che, se sei incensurato, il procedimento deve durare in tutto 6 anni (2 per ogni grado di giudizio) altrimenti – se si supera questa soglia di “ragionevole durata”, se così si può dire -  si prescrive il tutto.</p>
<p>La soglia dei reati – coperti da questa legge – riguarda quelli puniti con pene inferiori ai 10 anni (abuso d’ufficio, <strong>corruzione </strong>semplice e <strong>in atti giudiziari</strong>, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino).</p>
<p>Per fortuna la Lega è riuscita a togliere da questa lista, i reati di immigrazione, intepretando anche il pensiero del Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno (Pdl).</p>
<p>E’ chiaro che in tutto questo, Berlusconi non c’entra. Sarebbe da “brutti comunisti” dire che, fra i suoi processi pendenti, ci sono quelli riguardanti <a href="http://www.wilditaly.net/riprendono-i-processi-contro-il-premier-quanti-sono-e-quali-sono.html"><span style="color: #0000ff;">il caso Mills e il processo per i Diritti Mediaset</span></a>, tutti e due al primo grado di giudizio (visto che sono ricominciati dal nastro di partenza, a causa del Lodo Alfano) e con due capi di imputazione inclusi nella lista dei reati che godono di questa prescrizione. Penso che ciò vi faccia dedurre che – questi due processi – sono già morti, poichè hanno superato i 6 anni previsti dal provvedimento che desiderano far approvare.</p>
<p>Le reazioni dei magistrati e dell’opposizione non si sono fatte attendere. L’Anm parla di &lt;&lt;<em>una riforma con effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia. Gli unici processi che potranno essere portati a termine saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni, che pone forti dubbi di costituzionalità. E’ impensabile, infatti, che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell’imputato incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da pochi euro, commessa da una persona gia’ condannata, magari anni prima, per altro reato</em>&gt;&gt;.</p>
<p>Il Presidente emerito della Consulta, Antonio Baldassarre (considerato vicino al centro-destra), parla di un provvedimento: &lt;&lt;<em>Incostituzionale e imbarazzante. Sono desolato innanzitutto come cittadino. Il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni lievi. Non e’ una cosa seria,visto che stiamo parlando di leggi e non di regali</em>&gt;&gt;.</p>
<p>Il Presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha sbattuto il testo del ddl sul muro della sala stampa e ha afferma: &lt;&lt;<em>Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero</em>&gt;&gt;. Per il segretario dei democratici, Bersani: &lt;&lt;<em>Questo ddl è inaccettabile, daremo battaglia. Se arriveremo alla scontro non sarà responsabilità dell’opposizione</em>&gt;&gt;.</p>
<p>Di Pietro annuncia di voler dare vita ad una raccolta di firme, per indire un nuovo referendum contro la legge sul processo breve (made by Pdl), dichiarando: &lt;&lt;<em>Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l’impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della storia</em>&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>MATTEO MARINI</em></strong></p>
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