taglio dei parlamentari

Taglio dei parlamentari: tante chiacchiere (bipartisan) e pochi effetti

Il taglio dei parlamentari è legge: con una maggioranza “bulgara” (553 sì, 14 no e 2 astenuti) lo stesso Parlamento ha detto “Sì” alla sforbiciata senza precedenti.

La Camera, dalla prossima legislatura, passerà da 630 membri a 400, mentre il Senato da 315 a 200 senatori, più i 5 “a vita” nominati dal Presidente della Repubblica.
Pertanto il nostro Parlamento da 945 membri arriverà a 600. Un taglio di più di un terzo.

Ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, se non verrà richiesto un referendum (visto che nelle due ultime “letture” la riforma non ha raggiunto i 2/3 richiesti dei votanti), la modifica sarà subito inserita nella Carta e diverrà operativa dalla prossima legislatura.

Ora, davanti a questo taglio dei parlamentari non vorremmo ripercorrere fantomatici aspetti critici e paventati rischi per la democrazia perché – oggettivamente – non ve ne sono. Chi oggi grida al “golpe” o allo “stupro del Parlamento” o lamenta “mal di pancia (?)” sono coloro che nei vari anni hanno gridato al Parlamento eccessivamente pletorico, lento e con “troppe poltrone”. Ora alzare lo scandalo dopo anni di urla nei comizi e di applausi scroscianti è piuttosto stucchevole. Memorabile la denuncia di Pierferdinando Casini, oggi critico, mentre fino a pochi anni fa affermava di voler votare qualunque legge che portasse il Senato a 100 membri. Almeno da domani ne avremo il doppio.

Il punto non è questo, ma l’idea di fondo che c’è dietro: sia dalla piazza, sia quella di voler scaricare una crisi strutturale dei partiti sulla Costituzione, la quale non dovrebbe essere tirata in ballo in beghe politiche cicliche.

Per anni si è gridato che i politici erano tutti ladri e includenti, pertanto la soluzione prospettata era quella del taglio dei parlamentari. Ma la soluzione a ciò sarebbe quella di varare (e applicare) leggi inflessibili sulla corruzione, sulla collusione e sui conflitti di interesse dei nostri eletti. E di far girare un’idea generale che se sei un disonesto, alla fine la pagherai e cara, soprattutto nella riprovazione sociale.

Inoltre, la inconcludenza della nostra classe politica non dipende dalle sedie (o poltrone) disponibili, ma da chi le occupa o le ha occupate. Se in questi ultimi anni sono stati elette persone incapaci, zucche vuote e alle quali non affideremmo neppure le nostre piante durante le vacanze, la colpa è di chi fa le liste e da chi fa fare carriera a costoro. Non alla Costituzione.

LE RIFORME COLLEGATE

Poco dopo l’approvazione, la maggioranza ha diramato un comunicato nel quale si spiegava che accanto al taglio dei parlamentari sono previsti altri interventi, da una nuova legge elettorale, alla piena rappresentatività delle minoranze (in pericolo dopo questa riforma), alla limitazione dell’abuso della decretazione d’urgenza da parte del governo, alla modifica dell’elettorato attivo e passivo per il Senato.

Forse il più curioso è proprio quest’ultimo: la parificazione fra Camera e Senato sia di chi potrà essere eletto sia degli elettori stessi. Oggi ricordiamo che per la Camera bisogna aver raggiunto 25 anni di età per farne parte (elettorato passivo) e 18 per partecipare alla sua elezione (elettorato attivo); mentre per il Senato bisogna avere 40 anni per essere eletti e 25 per eleggerlo.

La differenziazione era stata prevista dai Costituenti per garantire l’effettività del confronto fra le due Assemblee e dare un senso pieno al bicameralismo perfetto. Che senso ha mantenere la “navetta” fra Camera e Senato se sono identiche tra i suoi eletti e elettori? Addirittura la Costituzione del 1948 prevedeva una durata della legislatura diversa, per avere un contrappeso più forte: 5 anni per la Camera e 6 per il Senato, rischiando che questo avesse una maggioranza differente da Montecitorio. Idea poi superata nel 1963, quando una modifica costituzionale portò a 5 anni la legislatura per tutte e due.
Ora invece che senso avrebbe? Almeno fino ad oggi si fronteggiavano la “camera giovane”, pienamente rappresentativa del Paese e una “più saggia”, composta da eletti più anziani. Questo passaggio non avrà pertanto più logica.

Altro punto controverso è la “pluri-regionalità” nell’elezione dei senatori. Oggi la Costituzione prevede che il Senato sia eletto su base regionale. Molti denunciano che, tagliando i parlamentari, le regioni più piccole saranno di fatto strozzate nella rappresentanza da quelle più grandi e pertanto si propone di creare collegi più grandi, accorpando le regioni piccole a queste ultime. Vedendo la cartina, le regioni interessate potrebbero essere la Valle d’Aosta, il Friuli, il Molise e forse la Liguria. Ma le prime due sono regioni a Statuto Speciale, quindi già interessate da un regime diverso rispetto a quelle ordinarie. Quindi la riforma interesserà solo il Molise? (La Liguria è troppo importante per essere accorpata al Piemonte). Ah saperlo..

Ultimo punto d’interesse è la stretta alla decretazione d’urgenza e alla fiducia da parte del governo verso il Parlamento.
Il loro abuso è stato portato avanti da decenni perché le maggioranze governative sono state eterogenee, prive di logica e senza un progetto chiaro. Inoltre il Governo arriva sempre troppo tardi a prendere le scelte e pertanto si è sempre strozzato il dibattito parlamentare.

Ma, tornando a quanto si diceva poco sopra, il problema non è dell’assemblea, ma dei partiti che non riescono ad avere poche idee ma chiare e maggioranze cristalline, al posto di governi “frankenstein” sostenuti da alleanze improbabili. E non mi sembra una cosa di poco conto. Oppure no?

 

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


'Taglio dei parlamentari: tante chiacchiere (bipartisan) e pochi effetti' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares