TED Prize Winner 2011: quando l’arte cambia il mondo.

Il mondo può cambiare soltanto dando la possibilità a chiunque di far conoscere le proprie idee agli altri, mischiando le intelligenze. Questo è il fondamento ideologico della TED (Tecnhology, Enterteinment, Design), un’organizzazione non governativa con un solo scopo: dare la possibilità alle persone di cambiare il mondo diffondendo la propria genialità, “One wish to change the world”. Ogni anno il TED PRIZE viene assegnato all’artista che più di altri ha saputo, con la sua opera o la sua idea, essere d’impatto radicale sul mondo. Nell’edizione di quest’anno, tenutasi a Marzo in California, è stato premiato un fotografo parigino che si firma con la sigla “JR”. Ma cosa ci ha portato la sua arte? La dimostrazione che ogni rivoluzione è possibile, e parte dall’interno delle nostre comunità, da noi stessi, dalla gente comune.

Ci troviamo nei sobborghi di Parigi, nel 2004. JR scatta fotografie ai volti delle persone per poi appenderle in manifesti di grandi dimensioni lungo le mura del quartiere, l’idea è quella di mostrare come l’arte si nasconda anche dove non sembra più esserci, tra la violenza e la povertà, tra gli ultimi. Quando nel 2005 scoppia la protesta delle banlieue la prima auto a prendere fuoco (immortalata dai media) si trova proprio davanti ad una delle sue foto che viene così vista in tutte le televisioni del mondo. Nel 2006 JR ha un colpo di genio, esportare i volti di quella gente in tutta la città, portare le crude realtà dei sobborghi in tutta Parigi. E così farà, mettendo nome e cognome sotto ogni volto, portando caricature di realtà all’intera Parigi e, di conseguenza, al mondo intero tramite i media. Ma cosa lo spinge a fare tutto questo? Possiamo capire questo processo con una sua semplice frase:

“The real heroes are sometimes not whereyou think they are, they are right there in the street every where around you”.

Con questa geniale idea di fondo compie il vero passo rivoluzionario della sua vita artistica. Sugli stessi media dove vedeva ora le sue fotografie parlano del conflitto israelo-palestinese. Lui e un amico pensano che in tanto odio l’unica cosa che possono fare è fotografare i volti delle persone ed appenderle sulle mura (che a Gerusalemme non mancano). L’operazione è rischiosa, anche perchè decidono spesso di mischiare i volti: appendere in territori palestinesi volti sorridenti di israeliani e viceversa. Si aspettano reazioni violente, guai con la polizia ed invece la reazione è meravigliosa, si scopre che ad un cittadino israeliano non da nessun fastidio vedersi davanti il faccione sornione di un palestinese tutte le mattine, le uniche difficoltà sono le censure del governo israeliano che spesso fa strappare i manifesti. Ma la vera opera d’arte è un’altra: dimostra che l’odio viene dall’alto. La gente sorride vedendo propri simili sorridere, un uomo che vede una faccia gigante in tutto e per tutto simile alla propria è più felice. In mezzo alla guerra, ai missili e alle decisioni dei potenti la vera opera è (ri)vedere la gente comune, quella su cui ogni decisione grava pesantemente.

Ma per l’artista non è abbastanza, il suo nuovo progetto ed il suo nuovo limite è portare alla luce dell’arte e della fotografia la condizione delle donne, delle donne africane in partenza. Il museo è sempre l’ambiente urbano, il pubblico è il comune abitante della città che passeggia per strada, il soggetto il volto delle donne, di tutte le donne che vivono in situazioni critiche nel mondo. L’artista sta facendo un viaggio in giro per il mondo per fotografare più volti femminili possibili e le sue foto abbeliscono le città e le coscienze dell’intero globo, pensate che in Kenya molte sue opere stampate in vinile fungono da tetto per le case evitando che possa piovere dentro, quando si dice che l’arte non può cambiare il mondo.

ANDREA NALE

Segui Wilditaly.net anche su:

Facebook

Twitter

Youtube

Google+

Friendfeed



'TED Prize Winner 2011: quando l’arte cambia il mondo.' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares