Tennis: Nole fa poker a Roma, aspettando Parigi

Novak Djokovic è l’ottavo “Re di Roma” per la quarta volta in carriera (dopo 2008, 2011 e 2014) e si conferma leader indiscusso del circuito ATP. Ormai il serbo non fa più notizia quando vince, anzi, quando trionfa. Per lui solo una djokovic e federersconfitta nel 2015 (e siamo a fine maggio!), tra l’altro in una finale, quella di Dubai, contro Roger Federer. Lo stesso Federer che domenica scorsa ha battuto agevolmente in due set nell’ultimo atto romano, dimostrando ancora una volta di aver raggiunto quasi la perfezione su ogni superficie e in ogni condizione.

ANCHE LA TERRA E’ SUA! Sembrano lontani i tempi in cui Djokovic era forte sul veloce ma eterno secondo sul lento. Che sia cemento, erba o terra ormai non fa più differenza. Nole è riuscito a sistemare i suoi punti deboli sul rosso e, ora come ora, risulta difficile non vederlo alzare la coppa anche a Parigi tra meno di tre settimane. Il Roland Garros rimane l’ultimo baluardo del campione serbo, un tabù che non gli ha permesso di centrare, nonostante i 53 titoli vinti, il Grande Slam (vale a dire la vittoria, almeno una volta, di tutti e quattro gli appuntamenti dello slam). In Francia arriverà un Novak che ha sul groppone delle vittorie pesanti e dei numeri da brivido; togliendo Dubai, come detto, il serbo ha vinto tutti i tornei nei quali è sceso in campo, dallo Slam australiano fino al Masters di Roma. L’unico torneo maggiore non vinto, vale a dire il Masters 1000 di Madrid (centrato da Andy Murray), non lo ha proprio disputato. E anche questa è stata una scelta saggissima, visto che a Madrid i punti da difendere erano davvero esigui. Se consideriamo che anche Rafael Nadal non è più lo stesso schiacciasassi della terra come le annate passate, lo dimostrano soprattutto i risultati, il pronostico si fa quasi da solo. Troppi indizi. Anche Nole starà pensando che per lui, quest’anno, è la volta buona.

COSI’ NON VA RAFA. Per Nadal questo doveva essere il torneo del riscatto, la settimana che lo avrebbe rimesso in nadalcarreggiata in direzione Parigi. Così non è stato. Rafa è crollato in maniera piuttosto drammatica, sportivamente parlando, nei quarti di finale contro Stan Wawrinka, dimostrando non solo una condizione fisica rivedibile ma anche una certa fragilità di concentrazione. Forse è frustrazione. D’altronde questa, la terra rossa, negli ultimi dieci anni è stata indiscutibilmente la sua superficie, quella sulla quale vinceva senza sforzarsi contro ogni avversario. Tale superiorità, però, è andata ridimensionandosi gradualmente nelle ultime due stagioni e ora, soprattutto in questo 2015, sembra del tutto annullata. Fa specie che un mostro da rosso come lui arrivi a Parigi senza aver vinto nemmeno un torneo maggiore su questa superficie. Nè a Montecarlo, né a Madrid né tantomeno a Roma si è rivisto il campione maiorchino che metteva paura a tutti. Ogni amante del tennis spera che Rafa possa riprendersi per giocare con una certa competitività il Roland Garros. Perdere in finale contro un Nole così ci potrebbe stare, nessuno gli chiede di vincere ad ogni costo; questo Nadal, però, rischia seriamente di non vederla nemmeno la finale.

VALANGA AZZURRA? NO, DELUSIONE AZZURRA. Ci aveva abituato bene Sara Errani nelle scorse edizioni, in cui vedevamo almeno un nostro tennistasolcare i campi del Foro fino a sabato o, addirittura, fino alla domenica. Quest’anno però, sotto questo fronte, sono stati fatti dei grossi passi indietro purtroppo. Tolto Fognini (nella foto, a sinistra), nessun italiano è giunto al terzo turno. Dalla Errani alla Pennetta, passando per Bolelli, Giorgi, Knapp e Lorenzi, tutti i nostri alfieri si sono fermati presto. Proprio lo stesso Fognini è stato l’unico a tenere alta la bandiera azzurra più in fondo possibile, Italian Open tennis tournament in Romedisputando un secondo turno fantastico contro Dimitrov e perdendo solo dal Top10 Berdych, sempre continuo e solido. Per lui freccia verso l’alto, visto che questa prima parte di 2015 era stata tutt’altro che buona. Il nome nuovo del nostro tennis, invece, si è dimostrato essere il ventenne Matteo Donati, giunto al secondo turno del torneo (battuto proprio da Berdych) dopo aver disputato tutte le fasi delle qualificazioni. Un risultato importante e, soprattutto, un volto giovane da tenere d’occhio.

ROMA, CHE BELLEZZA! Con la vittoria di Djokovic, la scorsa domenica si è chiusa una settimana fantastica per il torneo romano e per il movimento tennistico italiano in generale. Tutti i big sono rimasti fino in fondo nel tabellone, dimostrando che la manifestazione capitolina è tornata ad avere, negli ultimi anni, una rilevanza ed una credibilità altissime. Uniche note negative sono arrivate da Andy Murray e Serena Williams, i quali hanno abbandonato Roma a metà competizione, col fine di riposarsi al meglio in vista del Roland Garros. Stare così vicino, in senso temporale, allo Slam francese è l’unico grosso problema di questo torneo. Un plauso va fatto anche al pubblico che ha affollato il Foro Italico in tutta la settimana. Non a caso lo ha notato e lo ha dichiarato anche la stessa Maria Sharapova dopo la vittoria finale, una che di tornei di questo tipo ne ha disputati decisamente tanti.

 

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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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