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Terremoto: basta con il giornalismo morboso durante le tragedie!

Il terremoto che ha colpito il centro Italia nella notte di mercoledì scorso ha rispolverato sia le maratone televisive che dovrebbero informare sugli ultimi fatti e sia un antico vizio della stampa, al quale pare siamo condannati ogni volta che accadono questi eventi.

Ovviamente sono l’ultima ruota del carro, sono giovane e ho ancora molto da imparare sia nella vita in generale che, soprattutto, nel lavoro. Per certi versi, devo ancora capire come va il mondo e la direzione che ci obbliga a tenere per rimanere a galla. Ma non ci sto e non ci starò mai a vedere un certo “giornalismo” nei momenti tragici come questi del terremoto fra Lazio, Umbria e Marche.

Probabilmente non mi ascolterà nessuno (ed è pure giusto così, perché non sono un direttore di un grande giornale o di tg o uno di quelli famosi), ma mi arrabbio sempre (e tanto) quando vedo pubblicata roba come gli audio dei cittadini disperati nel telefonare la polizia, esortandoli ad un soccorso celere per i propri cari. E’ morbosità – perché di questo si tratta – mettere in home page o scrivere articolesse infinite sui bambini salvati, i loro lamenti o far vedere le vittime estratte morte da quelle che erano le loro case. Non è giusto mostrare le persone salvate, disidratate, spaventate mentre vengono tirate fuori dai calcinacci.

E’ comprensibile farle vedere nelle prime ore per “trasmettere” il senso del disastro. Ma poi basta, è solo puro sciacallaggio.

Lo dico, nel mio piccolo, a tutela di una informazione che già fatica ad essere credibile. E non dobbiamo cedere al click e al fomento facile, di cui già siamo pieni fino all’inverosimile.


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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