Carmelo Anthony ai Thunder

The Dark Side of Carmelo Anthony

Cattivo: che si comporta particolarmente male. Questa è la definizione più appropriata per Carmelo Anthony nei suoi ultimi anni nella Grande Mela. Un rapporto prima d’amore e poi di odio. Melo ha vissuto le due facce di New York: quella con Stoudemire con cui si è avvicinato prepotentemente alle finali di conference e quella con Porzingis con cui si è cercato di aprire un nuovo ciclo vincente. Problemi e inconvenienti hanno in qualche modo allontanato Anthony dal titolo.

Si è quindi, costruita attorno alla sua figura una connotazione negativa, un lato oscuro ai media. Si può considerare un vincente o è semplicemente un atleta che cerca continue attenzioni?

Denver Nuggets – le luci della ribalta

Anthony appartiene alla famosa classe draft 2003, una delle più prolifiche di sempre. Inserito tra i migliori prospetti, viene scelto dai Nuggets alla terza chiamata (dopo James e Milicic). Su di lui c’è molta attesa e durante il primo anno mostra tutte le sue doti offensive, terminando con 21 punti di media. Raggiunge la postseason, ma a differenza di Milicic che vincerà il titolo con i Pistons, si ferma al primo turno contro i Timberwolves di Garnett.carmelo anthony e allen iverson

Anno dopo anno, Carmelo Anthony migliora e diventa uno dei migliori scorer della NBA. Ma il copione ai playoff è sempre lo stesso: sconfitta al primo turno. Al suo quarto anno, Denver decide di puntare fortemente sul talento di Syracuse e porta in Colorado Iverson e J.R. Smith. L’accoppiata Melo-The Answer produce molti punti in fase offensiva ma non porta a risultati diversi. Il picco della carriera di Carmelo si vede nella stagione 2008-2009 dove con l’arrivo di Billups al posto di A.I., i Nuggets raggiungono la finale di conference. La sconfitta con i Lakers, però, di fatto, chiude il ciclo di Anthony in Colorado.

Dopo un anno e mezzo, Denver decide di venderlo e ad aggiudicarselo è New York, una delle destinazioni preferite da Melo. Sorgono i primi dubbi sulla qualità e il talento del giocatore. Wade ha vinto un titolo, LeBron ha raggiunto una finale e invece Carmelo non è riuscito ad andare oltre la finale di conference. Colpa dei compagni e della dirigenza, la quale non gli ha affiancato il giocatore giusto, o colpa di Anthony che non è riuscito mai a essere il leader che ci si aspettava?

New York Knicks – l’amore per la Grande Mela

Arriva a New York a metà stagione in cambio del Gallo e di altri giocatori. Come head coach si trova Mike D’Antoni e come partner Stoudemire. Anthony dà fin da subito il suo contributo ma non è facile spostare gli equilibri di un team in poco tempo e la stagione si conclude con la sconfitta al primo turno contro i Boston Celtics. carmelo anthony new yorkL’anno dopo il copione è lo stesso con i Knicks che non riescono a mostrare a meglio il loro gioco e vengono sconfitti dai Miami Heat di LeBron James.

Carmelo però non si dà vinto e durante il campionato 2012-2013 si trasforma in un vero e proprio leader: con Stoudemire out per quasi tutte le partite (solo 29 disputate), Melo dà il meglio di sè e porta New York al secondo posto ad Est con un record di 54 vittorie e 28 sconfitte. Ai playoff passano il primo turno sconfiggendo i coriacei Celtics ma sul più bello vengono fermati dagli Indiana Pacers di George e Stevenson. E’ una serie molto combattuta persa nonostante il fattore campo.

L’anno successivo qualcosa nell’ingraggio si rompe: i Knicks non solo non raggiungono la postseason ma cambiano anche il dirigente esecutivo in corso. Il più grande rammarico di questi anni è la semifinale di conference dove Anthony era in grande forma ma le assenze (tra tutte quelle di S.T.A.T.) hanno pesato molto.

Il capitolo finale a New York – l’odio verso la dirigenza

Phil Jackson in, Carmelo Anthony out. Questo è significato l’arrivo del Zen alla Grande Mela. Una battaglia lunga ed estenuante che ha portato Melo ad allontanarsi sempre di più da New York, una delle sue città preferite. Jackson aveva un’idea chiara in mente e quando ha visto che Anthony non rientrava in questo progetto, ha scelto di scaricarlo immediatamente. Ovviamente il contratto di Carmelo non è stato facile da gestire anche per via della clausola “no trade” e la cosa si è protratta nel tempo, portando con sé malumore e cattivi risultati.carmelo Anthony Thunder

Gli anni di Phil Jackson sono decisamente negativi e questo porta al suo licenziamento durante la scorsa estate. Nonostante l’allontanamento dell’ex coach dei Lakers, la situazione non cambia ed Anthony è sempre intenzionato a partire. Tra lui e i Knicks passano i titoli di coda. Arriva, verso la fine del mercato, il tanto atteso scambio con i Thunder.

The dark side of Carmelo Anthony

La verità che ruota attorno al rapporto tra Anthony e Jackson e tra Anthony e i Knicks difficilmente verrà fuori. Aumentano sicuramente, dopo tutti questi anni, i dubbi sul fatto che Melo sia una vera e propria star, leader dentro e fuori dal campo. Al contrario di James e Wade il nuovo giocatore di OKC non ha ancora vinto nulla e deve dimostrare di che pasta è fatto.

Adesso per Carmelo è il momento decisivo della sua carriera: vincere per tornare a essere annoverato tra i grandi, oppure confermare il suo “dark side”.

 

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About

Diplomato al Liceo Scientifico Statale “Ettore Majorana” (maturità scientifica) di Roma, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’università Roma Tre. È da sempre appassionato di sport e in particolar modo di Basket. Segue da anni il campionato della NBA con particolare interesse per i San Antonio Spurs. Ha collaborato come redattore e video maker con i siti Basketlive e Basketitaly pubblicando diversi articoli. Ha inoltre svolto attività di collaborazione sul canale youtube Roma Breaking Videos. Attualmente è l’addetto stampa della società romana Smit Roma Centro. VICE CAPOSERVIZIO SPORT


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