The day after 1 la lezione degli elettori

Il giorno dopo nulla sembra come prima. Berlusconi rimane clamorosamente in silenzio, come non accadeva da anni. La Lega dopo mesi di “sboronismo” stenta ad accettare i fatti tentando di arrampicarsi sugli specchi dei ballottaggi. Il Pd esprime una cauta soddisfazione davanti alle telecamere nascondendo in realtà i malumori derivati dai buoni risultati dei candidati di Sel e dell’Idv a discapito del maggior partito di centro-sinistra. L’Udc rappresenta efficacemente il suo elettorato vendendo la propria verginità a chi offre di più, mentre i vicini alleati capeggiati da Fini e Rutelli per ora esprimono opinioni contrastanti.

In mezzo a questo putiferio tre fazioni cantano vittoria: Sinistra ecologia libertà con Vendola che dopo aver scommesso su Pisapia può davvero vincere dove il padrone ha piantato le sue radici; L’Italia dei valori che dimostra quanto il popolo napoletano voglia girare pagina nei confronti degli abusi e dei soprusi perpetrati dalla giunta Bassolino e dalla camorra, ed infine il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che dopo due elezioni riesce a raggiungere quote notevoli a Torino(5%), ma sopratutto a Bologna(10%), mentre paga la candidatura inadeguata di Matteo Calise(data l’inesperienza) che si ferma al 3,2%.

Alla luce di questi risultati bisogna complimentarsi con gli elettori che attraverso il voto hanno dato una lezione alla politica italiana, premiando coloro che hanno dimostrato trasparenza, voglia di cambiare e serietà e punendo coloro che invece hanno basato la loro campagna elettorale sulle menzogne, rispecchiando una politica vecchia e avara. Il linguaggio Berlusconiano non attacca più. Grazie a questo inganno per anni Berlusconi si e fatto passare come un moderato assieme alla Lega, ma finalmente l’elettorato sembra aver capito come stanno realmente le cose. Discorso simile per il Pd che si ritiene sinistra moderata quando invece assomiglia sempre di più al centro. Mentre i così detti “radicali di sinistra” diventano per l’elettorato i veri rappresentanti moderati. E questo viene dimostrato dai voti a favore di Pisapia e De Magistris, l’uno considerato “comunista” e l’altro considerato “giustizialista”(sempre secondo il linguaggio berlusconiano) che sono riusciti ad imporre delle nuove realtà che se confermate al ballottaggio, potrebbero cambiare gli scenari della politica italiana. Mentre il Movimento 5 stelle è riuscito a superare il suo etichettamento di “ruba voti” nei confronti della sinistra, guadagnando i commenti positivi di alcuni personaggi politici protagonisti della kermesse elettorale(Pisapia su tutti).

Ora tutti si gioca nei ballottaggi. A Milano Pisapia parte con un vantaggio interessante però gioca comunque fuori casa e rischia di trovare il classico Berlusconi “prestigiatore” che attraverso corteggiamenti e propagande martellanti potrebbe ribaltare il risultato. A Napoli De Magistris se sostenuto adeguatamente dal Pd potrebbe vincere senza eccessivi problemi. Naturalmente in entrambi i comuni il terzo polo sarà importante nello spostamento dei voti, mentre nel comune di Milano il Movimento 5 stelle potrebbe far la differenza appoggiando Pisapia.

Come andrà a finire? Lo scopriremo tra 15 giorni

MATTEO ROSELLI

P.S. Non perdete il seguito il 29 e il 30 maggio!



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