The day after 2 si salvi chi può!

E adesso? Come andrà a finire? E quello che si stanno chiedendo molti dopo il voto di ieri che ha visto una conferma schiacciante di ciò che era stato avvertito già due settimane fa. È patetico cercare di sdrammatizzare il risultato rilegandolo ad un semplice voto comunale, eppure i “berluschini” continuano imperterriti a cercare qualunque tipo di strategia che conduca all’autoconservazione.

Peccato che ormai il Popolo della libertà ed il suo padrone Silvio Berlusconi siano ormai delle “mummie politiche” che cercano in tutti i modi di radicarsi nella propria poltrona per evitare il tracollo, oltre che politico anche processuale (vedasi i processi a carico di Berlusconi e di molti suoi adepti all’interno del partito). Berlusconi è stato sconfitto in casa propria! Per fare un esempio affine è come se il centro-sinistra perdesse le comunali di Torino.

Nonostante i risultati a dir poco rivelatori, le migliori parole pronunciate dall’attuale premier sono queste “Ho fatto una riunione: Volevo fissare la data del mio funerale, ma nei prossimi giorni ho troppi impegni e quindi rimanderemo…”. Queste parole indicano una lontananza abissale dai problemi del paese; ma chiaramente non c’è da sorprendersi dato che l’attuale presidente del consiglio è entrato in politica per salvarsi dai processi a suo carico. Finalmente sembra che anche i milanesi abbiano capito la situazione.

Se il Pdl non se la passa bene anche la Lega non ride. L’alleanza con il Quarto Berlusconi ha portato dei benefici a breve termine. Ora però Bossi ha paura quanto Berlusconi di perdere la poltrona. Tra i due è nata un amicizia basata sulla gerontocrazia pura(sommando le loro età si può quasi fare un paragone, soltanto numerico, con l’unità d’Italia), che ha come obbiettivo quello di mantenere il potere ad ogni costo.

Il tanto decantato federalismo leghista in realtà è diventato una porcheria degna delle leggi Ad Personam made in Berlusconia. E questo molti elettori leghisti l’hanno capito, infatti radio padania continua ad essere tempestata di messaggi indignati e delusi da parte dell’elettorato che reclama senza successo il distacco da Berlusconi in favore del paese. Effettivamente questo malcontento non colpisce soltanto gli elettori ma anche molte figure all’interno del partito che iniziano a spingere verso nuove strade che vanno dalla ricerca di un nuovo leader al distacco dal governo in favore della proposta del Pd, riguardo il ripristino della legge proporzionale(che tra l’altro è stata abolita da Calderoli).

Anche il Partito Democratico ha le sue preoccupazioni. Per la prima volta dopo 17 anni il maggior partito del centro-sinistra può sconfiggere Berlusconi definitivamente e non provvisoriamente come accaduto in precedenza. Ma questo più che un problema sembra un occasione positiva; peccato che questa situazione sia stata portata a termine soltanto grazie a Sinistra, Ecologia e libertà e L’Italia dei Valori che hanno permesso alla coalizione di centro-sinistra di vincere nella roccaforte berlusconiana e in una Napoli data inizialmente al centro- destra (Lettieri al 39% al primo turno).

A questo punto il maggior partito di opposizione ha due scelte: o allearsi con Sel e l’Idv oppure con il Terzo Polo. Questi risultati premiano la prima scelta in maniera schiacciante! Un unione con i partiti del Terzo Polo significa guerra e continui rischi di distacchi e cadute, in quanto le idee dei due schieramenti sono naturalmente differenti. Invece un alleanza che coinvolga soltanto il centro-sinistra porterebbe un alleanza forte e solida che però deve convergere in un unico leader. A proposito di leader, proprio ieri Nichi Vendola ha fatto un discorso su base nazionale, chiedendo a gran voce le primarie che molto probabilmente lo porterebbero alla vittoria. Purtroppo il Pd contiene ancora figure obsolete come Massimo D’Alema che continua a flirtare con Casini causando problemi alla coalizione di centro-sinistra a cui egli appartiene per motivi ancora sconosciuti.

Come già anticipato nel voto di due settimane fa gli unici vincitori sono l’Italia dei valori e Sinistra, Ecologia e libertà che grazie ai loro candidati nelle due maggiori città interessate da questi ballottaggi, sono riusciti a riportare il centro-sinistra alla ribalta!

Tralasciando i risultati sul fronte teorico, attualmente le uniche avvisaglie sul fronte pratico sono le parole di alcuni esponenti di spicco del Pdl che parlano di una riflessione della maggioranza che potrebbe tradursi in molti modi tra i quali: le primarie, l’implosione o la rifondazione del partito. Altre piccole avvisaglie si notano nelle dimissioni di Bondi e della Melchiorre che mostrano un evidente segno di insofferenza all’interno del partito ma sopratutto all’interno della così detta “terza gamba” della maggioranza che molto presto potrebbe sfaldarsi sotto il motto del  “Si salvi chi può!”.

Nonostante il colpo assestato in queste elezioni, manca ancora un ultimo tassello che suonerà come un ultimatum, se andrà a buon fine. Questo tassello sono i referendum del 12 e 13 giugno che potrebbero bocciare la linea del governo e del suo leader, attraverso i Si(che hanno valore abolitorio) ai quesiti che riguardano: il Nucleare, la privatizzazione dell”acqua ed il Legittimo impedimento. Successivamente ci sarà una verifica sulla tenuta del governo in parlamento, richiesta a gran voce dall’opposizione e dal Presidente della Repubblica.

Riusciranno questi avvenimenti a cambiare le sorti di questo paese? Lo scopriremo molto presto!

P.S. non perdete la terza ed ultima parte il 14 giugno!

MATTEO ROSELLI



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