The day after 3 (capitolo finale). I segni del cambiamento

Amministrative, ballottaggi e Referendum. Questi sono stati gli avvenimenti che hanno dato una svolta (almeno sulla carta) al futuro di questo paese! L’ultimo avvenimento importante è stato il quorum raggiunto ieri con un risultato ben oltre le più rosee aspettative. L’Italia s’è desta titolava un mio vecchio articolo risalente ha diversi mesi fa. E in effetti se questa affermazione venisse trasportata nel attuale presente, diverebbe molto significativa. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento vero. Come già accaduto per i ballottaggi, anche in questo quorum si nota un avvenimento raro: erano 15 anni che non passava un quorum ed erano 17 anni che non vinceva un candidato di centro-sinistra a Milano. Questi avvenimenti sono strettamente legati al tramonto del berlusconismo che questa volta sembra non aver più scampo di fronte alla mancanza di appigli. In questo caso l’unico appiglio che potrebbe salvare Berlusconi ed il berlusconismo potrebbe essere la solita sinistra “crocerossina” che attraverso un candidato proveniente dal laboratorio del dottor Massimo D’Alem”oni”, potrebbe salvare il povero imprenditore che per anni tentò di spacciarsi per politico con evidente successo, perchè supportato dalle sue immense ricchezze.

Intanto la Lega (che ha lasciato libertà di voto) ora si ritrova di nuovo a pensare se è ora di fare l’unica cosa utile che ha saputo fare da quando è in politica, cioè far cadere Berlusconi; oppure se godersi gli ultimi anni di pacchia con la poltrona sotto al “culo” in attesa delle elezioni 2013 o probabilmente delle rivoluzioni 2012/13.  Naturalmente nella Lega c’è chi stà iniziando a dileguarsi prima che cada tutto. Tra questi annoveriamo il sindaco di Verona Flavio Tosi che negli ultimi mesi si e riscoperto moderato! C’è chi dice che potrebbe essere il successore di Bossi, sicuramente continuando a sostenere le idee che ha espresso in questi ultimi mesi potrebbe essere una buona scelta, dato che cambierebbe le sorti del partito made in nord Italia trasformandolo finalmente in un partito nazionale che non si fa trascinare dai vari capri espiatori, pur di ricevere qualche voto(vedasi la questione degli immigrati). Comunque per sapere come la pensa la Lega bisognerà aspettare il 19 giugno in quel di Pontida, dove a detta di Calderoli:”Faremo capire a Berlusconi che cosa deve fare per non prendersi un altra sberla”.

Ma fin qui apparte la notizia del quorum non vi e stata nessuna novità sul fronte della maggioranza. Le novità più interessanti le possiamo notare invece sul fronte dell’opposizione dove Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi e Di Pietro si riscopre garantista, capendo le vere esigenze del momento; cioè il creare un opposizione solida per diventare una maggioranza, senza però puntare sull’antiberlusconismo ma sui temi che gran parte del popolo italiano (elettori del partito di Berlusconi compresi) sentono come fondamentali. Questa conclusione è maturata dopo i ballottaggi di Milano (che hanno visto tipici elettori berlusconiani votare Pisapia), ma sopratutto dopo il quorum raggiunto anche e sopratutto, grazie a molti elettori vicini al Pdl che non si sono trovati d’accordo con la linea del padrone, andando a votare e per di più nella maggior parte dei casi crocettando il Si a tutti i quesiti. Chiaramente L’Italia dei valori cerca di attrarre nella sua rete gli elettori del Pdl delusi da un partito che non li rappresenta. L’interesse diretto verso il partito di Di Pietro da parte degli elettori del Popolo della libertà non sarebbe casuale, in quanto il leader del Idv si trova nella coalizione di centro-sinistra perchè non ritiene che Berlusconi sia un rappresentante del centro-destra, ma anzi è soltanto un rappresentante dei suoi interessi da imprenditore. Di conseguenza si può definire Di Pietro un uomo di destra che però data la situazione è costretto a mantenere il suo partito nella coalizione di centro-sinistra. La posizione di Vendola è come sempre molto velata da parole ammalianti ma si avvicina alle posizioni del Partito democratico.

Infine c’è il terzo polo che ormai è sconosciuto alla razza umana, se non per gli interventi costanti di Casini che dimostra molta dimistichezza con le parole ma non altrettanto con i fatti.

I veri vincitori di questo referendum sono i cittadini. La politica ha influito in maniera defilata sul risultato. A parte qualche piccola eccezione(come ad esempio il voto del presidente della repubblica o il sostegno dell’Idv e di Sel), nella maggior parte dei casi il merito va a quelle persone che si sono mobilitate per far passare il quorum e per risvegliare lo spirito comunitario. I giovani attraverso internet e gli altri attraverso il volantinaggio o altri mezzi di comunicazione, sono riusciti dove per 15 anni molti altri avevano fallito. Queste persone meritano un applauso, perchè probabilmente grazie a loro, le speranze di vedere un paese diverso sono possibili!



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