the farewell

The Farewell, l’importanza di una “bugia buona”

Presentato alla 14^ Festa del Cinema di Roma The Farewell , primo lungometraggio di Lulu Wang. Un film straordinariamente personale e intimo sul tema della verità e della bugia davanti al lutto

 

Ha senso dire sempre la verità o a volte è meglio una “bugia buona”? E’ la domanda che riecheggia in The Farewell di Lulu Wang, film presentato alla 14ª Festa del Cinema di Roma con un cast composto da: Zhao Shuzhen, Awkwafina, X Mayo, Lu Hong (I), Kong Lin, Tzi Ma.

SINOSSI

Billi (Awkwafina) è una giovane ragazza nata in Cina e cresciuta a New York. All’ombra della Grande Mela la sua vita sembra scorrere in maniera normale quando da Changchun, suo paese natale, le giunge la notizia che la nonna Nai-Nai (Zhao Shuzhen) ha un tumore e le rimangono pochi settimane di vita. Ma non solo. L’unica a non sapere della malattia è proprio Nai-Nai, tenuta all’oscuro di tutto. La famiglia di Billi, con la scusa di organizzare in tempi brevi il matrimonio tra il nipote Hao Hao (Chen Han) e la novella fidanzata giapponese, decide quindi di tornare in Cina. Sara un’occasione per ritrovarsi e per ritrovare le proprie radici.

Occidente e Oriente a confronto

Ispirata a una storia vera, The Farewell racconta drammi e imperfezioni di una famiglia che, dopo anni, si ritrova unita (anche se in un’occasione non proprio rosea). Ma non si tratta di una famiglia qualsiasi. Lulu Wang decide infatti di portare sul grande schermo la propria esperienza, il racconto della sua famiglia.

Si parla di lutto, di morte, di malattia in una maniera inaspettata, paradossalmente positiva. E in questo lavoro c’è anche di più. Si tratta di due mondi a confronto su un tema delicato come la verità, anche davanti alla morte. Da una parte il rigido Oriente in cui i “pesi” vengono portati da chi ti sta intorno (significativo il detto cinese citato da uno dei protagonisti: “se una persona ha un cancro non è la malattia ad ucciderla, è la paura”). Dall’altra l’Occidente che rimane sul punto della verità a tutti i costi, anche se comporta sofferenze. Due anime che si scontrano e la protagonista, Billi, che si trova nel mezzo, stretta tra le sue radici e il suo vissuto occidentale.

Ad alleggerire il tono drammatico gioca un ruolo fondamentale proprio Nai-Nai, arzilla e piena di ironia, che diventa progressivamente il perno della narrazione. E’ lei che muove la storia e che innesca, nell’ignoranza della sua condizione, equivoci e intrecci.

Un film straordinariamente personale

Un viaggio nel cuore delle tradizioni della Cina, attraverso le storie di una famiglia incredibilmente numerosa, alle prese con i preparativi per le nozze e i grandi festeggiamenti. Lo spettatore diventa così partecipe di quanto sta accadendo, ridendo perfino delle differenze negli usi e nei costumi.

La sensazione che si ha è di grande convivialità. Scene che sanno di famiglia, tra inquadrature azzeccate in cui si prediligono primi piani sui volti, sui luoghi e i personaggi al centro del racconto e tavole imbandite per pranzi e cene con pietanze dai colori accesi.

In The Farewell si racconta senza giri di parole il peso di una “bugia buona”, di quanto possa far male portare un segreto.Vorremo dirglielo per egoismo, per non portare questo peso da soli”, confessa a Billi suo zio durante una conversazione. Ed è lì il focus del film. La scelta di portare sulle spalle un peso che la persona interessata potrebbe non reggere. Una scelta carica di dolcezza e di amore, che commuove e fa riflettere.

Lulu Wang, alla sua prima prova con un lungometraggio, confeziona un piccolo gioiello che tocca nel vivo lo spettatore in un modo straordinariamente personale. Chi guarda si sente coinvolto in quanto sta accadendo, si sente quasi depositario della “bugia buona”.

Auto-ironia, buoni sentimenti, humour, intimità. La sottile linea, quasi impercettibile, tra ciò che è vero e ciò che è la sua rappresentazione cinematografica. Questi gli ingredienti che fanno di The Farewell un film, prendendo a prestito il titolo di una pellicola del 2011, “molto forte, incredibilmente vicino”.

 

The Farewell sarà al cinema dal 1° gennaio 2020, distribuito da Bim Distribuzione

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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