The habit of beauty

The Habit of Beauty, il dolore della perdita filtrato attraverso la bellezza

Commistione di forze e nazionalità per l’opera prima del giovane regista Mirko Pincelli, che firma la regia del drammatico e sofferto The Habit of Beauty. Protagonisti Francesca Neri, Vincenzo Amato e Nico Mirallegro, il trio con lunghi sospiri e scatti nervosi si presta a raccontare l’incontro tra la tradizione della famiglia italiana con i sobborghi della criminalità londinese.

Un insieme non usuale che trasporta sullo schermo l’aiuto produttivo reciproco di Italia e Inghilterra, il quale ha permesso a quest’opera di assemblarsi e crescere. Un lavoro indipendente che pone tutte le sue buone intenzioni alla base, ma va perdendosi in un susseguirsi di dolori e incomprensioni per i personaggi e gli spettatori stessi del film.

The Habit of Beauty – Il dolore, la separazione, la bellezzathe-habit-of-beauty

Ernesto (Vincenzo Amato) e Elena (Francesca Neri) vivono in un costante torpore dal giorno della morte del loro unico figlio Carlo (Tommaso Maria Neri). Strappatogli via da un incidente d’auto dove è risultato l’unico leso, lo straziante avvenimento ha allontanato i due coniugi tanto da portarli fino alla definitiva separazione e al vivere distanti le loro ormai grigie e insofferenti vite.

Ma l’arrivo di un grave male e la voglia di lasciare al mondo ancora un po’ della propria arte farà in modo di riavvicinare Ernesto e Elena, che con l’aiuto e l’amicizia del giovane disadattato Ian (Nico Mirallegro), allestiranno l’ultima mostra del malmesso fotografo.

La fotografia gelida e austera di The Habit of Beauty

Storia di confronti, storia di perdite e rinnovata speranza. Storia di bellezza che passa grazie il veicolo dell’arte fotografica, che riprende così una delle grandi passioni del regista Mirko Pincelli e ne fa specchio attraverso cui narrare la sua opera prima The Habit of Beauty. Curate dal direttore della fotografia Fabio Cianchetti, le immagini quasi sterili, gelide e precise fino all’ultimo millimetro del lungometraggio, meritano il riconoscimento per la loro fredda e austera armonia.

the-habit.og-beautyMa, lasciate a sé stesse e supportate soltanto da una discreta regia, non bastano a illuminare nella sua totalità l’intero film, il quale manca in grossa misura di una maggiore attenzione a livello di sceneggiatura e metodo di racconto.

La famiglia borghese italiana in cui vige l’estetismo e dove ogni cosa sembra tirata al lucido non riesce ad integrarsi appropriatamente alla realtà del ghetto pericoloso in cui il proletariato più basso della città inglese spaccia droga e si picchia a sangue. Lo script di Enrico Tessarin dunque, che vorrebbe in verità l’unione dei due diversi universi, è ciò che più li mantiene separati, soprattutto procedendo verso il finale, usando come unico ponte di contatto – e neanche molto bene – il personaggio del giovane Ian, interpretato da Nico Mirallegro.

Il doppiaggio di The Habit of Beauty e i suoi protagonisti

Un Nico Mirallegro che tra tutti i membri del cast di The Habit of Beauty è colui che offre la migliore performance, mentre vede i suoi colleghi italiani Vincenzo Amato e Francesca Neri terribilmente affossati da un doppiaggio scadente e per nulla riuscito, che va di molto ad intaccare le loro prestazioni e riduce in tal modo qualsiasi commento positivo, il quale sarebbe potuto derivare dalla loro effettiva recitazione.

Un dramma che mantiene le sue tinte ombrate dal principio fino al suo emblematico punto di chiusura, ma più che rappresentare con struggente intimità il dolore della perdita e la necessità del superare il lutto si attorciglia su sé stesso adottando un’ermeneutica debole e, in diversi tratti, noiosa. Il negativo di una foto rimasta abbagliata da troppa luce.

Nelle sale dal 22 giugno, distribuito da EuroPictures.

 

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About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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