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#Animagic: The LEGO Movie, il trionfale sbarco al cinema dei pupazzetti gialli

Un sogno divenuto realtà. È stato questo per molti il pensiero dominante quando i LEGO, dopo aver allietato per decenni i giochi di generazioni di bambini (e adulti) in ogni parte del globo con i loro inconfondibili mattoncini colorati e pupazzetti gialli, hanno fatto il grande salto dalle camerette al grande schermo. Le celebri costruzioni assemblabili danesi – già avvezze all’espansione in prodotti corollari quali videogiochi o corti animati – nel 2014 sono sbarcate nelle sale cinematografiche con The LEGO Movie, forti di un’animazione che coniuga stop motion e CGI.

Sinossi

The Lego movie

Affidato a Phil Lord e Christopher Miller (Piovono Polpette, 21 Jump Street) il compito di portare su grande schermo un’avventura originale e d’impatto, il duo ha scritto e diretto il film raccontando la storia di Emmet (doppiato in originale da Chris Pratt, in italiano da Massimo Triggiani). Ovvero un personaggio LEGO onesto ma ordinario, scambiato per il Prescelto, colui che salverà il mondo dai malefici piani di Lord Business (Will Ferrell/Pino Insegno). Impreparato e goffo, Emmet si trova a dover guidare un gruppo di sconosciuti in una missione epica. Affidandosi tra gli altri all’aiuto del vecchio mistico Vitruvius (Morgan Freeman/Pietro Biondi) e della tosta Wyldstyle (Elizabeth Banks/Barbara De Bortoli).

Uno “spot” intelligente

The LEGO Movie si presenta fin da subito come un evidente spot in pompa magna della casa produttrice, dei suoi prodotti quanto della sua filosofia. Eppure tale evidente tattica pubblicitaria non rimane fine a se stessa ma riesce a integrarsi perfettamente con una storia intelligente ed efficace.

Primo elemento di forza del film è il suo puntare sulla dimensione artigianale e plastica di ambienti e personaggi. Questi vengono fatti apparentemente muovere in stop-motion, quando invece è la CGI a farla da padrona. Rispettando il più possibile la natura ludica di pupazzi e costruzioni, con tutti i loro limiti di movimento, The LEGO Movie dà sì vita a una spettacolare impresa da sala cinematografica. Lasciando tuttavia la piacevole impressione che ci si trovi pur sempre di fronte a un’avventura formato gigante di qualche abile genietto dei mattoncini. Tutto è LEGO nell’universo di Emmet e compagnia, dal cibo, alle onde del mare, agli sbuffi di vapore del treno. Piccoli elementi e dettagli che, chi ha familiarità con la linea di giocattoli, non può che apprezzare per l’ingegno d’uso.

Vecchi e nuovi amici

Con naturalezza e sulle note da amabile tormentone della hit del film “È Meraviglioso”, il film d’animazione di Lord e Miller coinvolge nelle incredibili vicissitudini del protagonista un mix di personaggi inediti e altri decisamente conosciuti, parte ormai da anni del mondo LEGO come anche dell’immaginario collettivo (vedi i supereroi DC Comics).

The Lego movie

Tra questi a emergere su tutti è sicuramente la versione a pupazzetto di Batman (Will Arnett/Claudio Santamaria), una sorta di (esilarante) parodia della versione ideata da Christopher Nolan dell’uomo pipistrello, che non a caso è stato poi premiato con uno spin-off tutto suo, LEGO Batman – Il film.

Un mondo nerd e citazionistico

Principale punto di merito per la riuscita della spassosa impresa cinematografica di The LEGO Movie, è infatti il suo non prendersi affatto sul serio. Tra gag più o meno slapstick e un continuo susseguirsi di battute in cui niente e nessuno – nemmeno il malefico villain o il vecchio saggio – ha diritto a una statura epica, lo spettatore è immerso in un mondo nerd e citazionistico. In cui non solo è possibile godersi la classica (e se vogliamo, un po’ banale) avventura dell’uomo comune che viene chiamato a contrastare il cattivone di turno per la salvaguardia del globo. Ma si ha inoltre la possibilità di entrare in contatto con universi esterni riconoscibili di cui viene sarcasticamente demolita l’epopea.

Grazie all’inventiva di Phil Lord e Christopher Miller (che già avevano confezionato una più che piacevole sorpresa animata con Piovono Polpette) The LEGO Movie racconta sì una storia godibile, ma anche esalta una propria filosofia evidenziata dall’inaspettato finale. Una celebrazione della creatività e della fantasia, che sia quella colorata e “disordinata” di un bambino, o quella più metodica e incanalata degli adulti. Due opposte visioni che possono tuttavia contagiarsi in nome del comune divertimento.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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