The Mandalorian 2, la forza è potente nella serie Disney+

Recensione di The Mandalorian 2

Quando venne annunciata la serie tv live action The Mandalorian, questa venne accolta come viene accolto ogni prodotto legato alla Saga di Star Wars: eccitazione e dubbio. Il primo dovuto al vedere qualcosa di nuovo ambientato nell’universo creato da Lucas, il secondo dovuto al fatto che avrebbe potuto essere una delusione. Una paura che è venuta meno inizialmente con le foto dal set ed i trailer e successivamente con la messa in onda del primo episodio, che ha fatto sentire i fan nuovamente a casa. Ora dopo aver conquistato fan e critica, Din Djarin è tornato con una seconda incredibile stagione. Perché al netto dei difetti The Mandalorian 2 è una serie che sprizza Star Wars da tutti i pori.

Ideata da Jon Favreau e Dan Filoni (la mente dietro le serie animate Clone Wars e Rebels), lo show vede protagonista assoluto Pedro Pascal, al cui fianco troviamo Gina Carano nei panni di Cara Dune, Carl Weathers è Greef Karga, Giancarlo Esposito veste i panni del perfido Moff Gideon, Ming-Na Wen è Fennec Shand, Bill Burr è Mayfeld, Katee Sackhoff è Bo-Katan, la wrestler Sasha Banks è Koska Reeves e Temuera Morrison è Boba Fett.

Sinossi

Dopo essere stato ingaggiato per portare a termine un incarico misterioso, ed aver deciso di ribellarsi per salvare il bambino – battezzato dal popolo del web Baby Yoda -, troviamo il Mandaloriano alla ricerca di altri come lui. Con sempre al fianco il piccolo essere verde, il cacciatore di taglie girerà la galassia in lungo e in largo alla ricerca dei suoi simili ed aver così quell’aiuto di cui ha bisogno per riportare il bambino sul suo pianeta natio.

Un viaggio lungo e tortuoso che lo porterà a dover accettare lavori che preferirebbe non fare. Uno scendere a compromessi indispensabili per avere utili informazioni che lo possano avvicinare al suo obiettivo. Tra assalti a basi imperiali e incontri/scontri con cavalieri Jedi, Din Djarin farà di tutto per portare a termine la sua missione.

Ritorno alle origini

La prima stagione di The Mandalorian era riuscita a colpire nel segno grazie ad un ritorno alle origini. Sin dai primi minuti era possibile ritrovare tutti quegli elementi che negli anni hanno contribuito al successo di Star Wars. Uno show in cui il futuro usato la fa padrone, con luoghi e personaggi che richiamano il western. Una galassia dove tutto tutto è polveroso – compreso l’animo dei personaggi -, dove la feccia e il pericolo sono ovunque e di certo non manca il doppio gioco.

Grazie ad una discreta sceneggiatura, opera di Jon Favreau, e ad una storia avvincente e capace di catturare lo spettatore, la serie è riuscita in poco tempo ad appassionare i fan di vecchia data della Saga e a conquistarne di nuovi. Una riuscita dovuta anche ad un personaggio misterioso che richiama i pistoleri solitari dei western di una volta, l’antieroe che viaggia di villaggio in villaggio risolvendone i problemi e facendosi nuovi amici.

Tutti elementi che ritroviamo in questa nuova stagione di The Mandalorian, che però riesce ad alzare l’asticella, sia a livello produttivo, che di scrittura e narrazione. Guardando gli otto nuovi episodi è palese come il budget sia aumentato a seguito del successo dello show, un incremento che ha permesso di migliorare il tutto. Effetti speciali e visivi migliori, così come la scrittura, che riesce a dare vita ad una storyline ancora più interessante ed omogenea.

Azione, mistero e citazioni

Proprio la sceneggiatura si conferma essere ancora uno dei punti di forza di The Mandalorian 2. Per quanto non tutti gli episodi siano perfettamente riusciti e per quanto i primi due capitoli di questa nuova stagione abbiano una narrazione prettamente verticale, riesce a dare comunque vita ad un seguito ancora più intrigante, divertente ed emozionante.

Come nella serie precedente non mancano le “missioni secondarie” che portano il protagonista ad allontanarsi momentaneamente dalla missione principale, ma se nei primi due episodi queste sono essenzialmente slegate alla trama principale, a partire dal terzo saranno ben connesse con essa. Una storia che procede sicuramente lenta ma in modo comunque inesorabile, portando Mando sempre più vicino al compimento del suo destino.

Uno show che come non mai ha le sue fondamenta nell’azione, nel mistero e nello scambio di informazioni e di favori. Mando sta svolgendo quella che è una vera e propria caccia al tesoro per ottenere gli indizi che lo portino a completare la sua missione. A tutto ciò vanno aggiunte le innumerevoli citazioni sia ai prodotti del franchise di Star Wars che ai cult del cinema. Bellissime le citazioni a Lo Squalo, Tremors, Alien e molti altri. Ovviamente non manca l’ironia, che ha in Baby Yoda il principale artefice delle risate.

In giro per la galassia

The Mandalorian 2, la forza è potente nella serie Disney+Per quanto in The Mandalorian 2 molti aspetti siano migliorati, come ad esempio la maggiore caratterizzazione dei personaggi secondari, la serie non è esente da difetti. Come già detto non solo i primi due episodi sono sostanzialmente filler, non portando avanti la trama principale, ma spesso si ha la sensazione che ci si affidi troppo al fan service, rinunciando a quel coraggio che avrebbe solo giovato.

Spesso gli eventi narrati negli episodi hanno una scarsa coesione tra loro, una serie che usa la “strategia della pazienza” per portare tutte le pedine al proprio posto, ma che così facendo rischia di allungare un po’ troppo il brodo, come si suol dire. Uno sballottolare il protagonista da un pianeta all’altro senza troppi perché.

Tutti evidenti difetti che però vengono in qualche modo messi in secondo piano da quanto detto sopra e dall’apparizione di nuovi personaggi come lo sceriffo Cobb Vanth (interpretato da Timothy Olyphant) e la Jedi Ahsoka Tano (che ha il volto di Rosario Dawson) che distraggono il fan da ciò che non funziona con una buona dose di entusiasmo e colpi di scena.

In conclusione, la seconda stagione di The Mandalorian riesce nuovamente a conquistare ed entusiasmare grazie ad una scrittura equilibrata, ad una storia adrenalinica e coinvolgente e all’immancabile ironia. Verso nuovi orizzonti con la terza stagione.

This is the way.

Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA

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