The Pills – Sempre meglio che lavorare, ottimo esordio cinematografico

Fonte dell’immagine di copertina: repubblica.it

Dal 21 gennaio sarà in 350 sale italiane, distribuito dalla MedusaThe Pills – Sempre meglio che lavorare, l’atteso debutto del gruppo di youtuber che sta spopolando sul web ormai da anni. A capo della produzione c’è la Taodue di Pietro Valsecchi, lungimirante Re Mida dei film di Checco Zalone con un occhio di riguardo verso le nuove tendenze. Le ingerenze esterne però si fermano qui, poiché la regia è di Luca Vecchi e il soggetto e la sceneggiatura sono di Matteo Corradini, Luigi Di Capua, Luca Ravenna e lo stesso Luca Vecchi, ovvero membri fondatori del progetto iniziale.

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Fonte: cinema-tv.guidone.it

IL FILM

Fare una sinossi per la prima opera cinematografica di questi geniali autori comici sarebbe riduttivo nonché difficoltoso. Di base la loro idea era quella di parlare un po’ della loro storia, un po’ della loro generazione, un po’ del Pigneto, un po’ del lavoro che c’è ma non c’è; un lavoro che nel nostro paese è ormai chimerico per chiunque sia sotto la soglia dei quarant’anni, tanto che i protagonisti del film hanno ovviato al problema non facendo assolutamente nulla della loro vita ed evitando accuratamente di lavorare. Non sarà così facile però resistere a questa maligna tentazione.

La prima perplessità riguardo al salto nel cinema poteva essere: quanto sacrificheranno del loro stile surreale e dissacrante? Ebbene, non hanno sacrificato nulla. Si può ben dire che il loro esordio non è nient’altro che una versione più lunga (neanche tanto, 83 minuti) dei loro episodi sul web. Niente o quasi è stato alterato nel loro stile, che in effetti era già molto cinematografico e di una certa qualità già prima che il cinema si accorgesse di loro. E questa è la vera mossa geniale del produttore che non ha interferito affatto con le gag tortuose, la dissacrazione esilarante, il gusto tragicomico e nevrotico che contraddistingue i The Pills: chi li ama si aspetterà tutto questo dal film, mentre chi non li segue potrebbe essere attirato dalla cassa di risonanza cinematografica.

I THE PILLS

Come è emerso anche dalla conferenza alla prima del film, il loro punto di forza non è solo l’innata comicità, ma anche la totale trasparenza. Luca, Luigi e Matteo non assumono pose, non seguono gusti di tendenza e non si nascondono, non cercano di edulcorare una realtà per certi versi amara, ma trovano il modo di annichilirla con la risata, con la presa di coscienza drammatica secondo cui anche noi, gioventù defraudata, dovremo trovare il modo di affrancarci da coloro che ci hanno permesso di sopravvivere in questo paradosso chiamato post-adolescenza: i nostri genitori. I The Pills raccontano anche questo ancora una volta giocando sulla dissacrazione e coinvolgendo nel progetto il vero papà di Matteo.

Ma soprattutto essi raccontano con la loro fantasia e con la loro lente distorcente una realtà molto più vera di quella che ci racconta certa cinematografia italiana dell’ultimo decennio, una cinematografia che ha saturato troppo i propri colori, è diventata troppo autoreferenziale e non risponde più alle esigenze di quelle generazioni che dei vari Raoul Bova e Ricky Memphis e Fabio Volo non ne possono più. Tra coloro che la pensano così i The Pills troveranno terreno fertile, dove attecchirà il seme di un prodotto nuovo contenente le contaminazioni più varie, esterofile ma anche italianissime, che si è nutrito al contempo di Tarantino, Fincher, Fellini, Germi, Groucho Marx, Stand-up comedy e tanto altro.

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About

Nato a Roma nel 1992, consegue studi classici ad Anzio e attualmente frequenta un corso di laurea di secondo livello in Storia e politica internazionale, presso l'Università di Roma Tre. Scrive per Wild Italy dal 2015, la sua aspirazione più grande è lavorare scrivendo e divertendosi, con il costante obiettivo di cambiare prospettiva. COLLABORATORE SEZIONE POLITICA E SEZIONE CINEMA


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