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The Prodigy – Il Figlio del Male, oltre gli schemi classici dell’horror

Terzo lungometraggio di Nicholas McCarthy, The Prodigy – Il Figlio del Male analizza il tema chiave della reincarnazione portando piccole fresche novità

 

Dopo il successo di The Pact e il più recente Oltre il male, il regista statunitense Nicholas McCarthy torna dietro la macchina da presa per mostrare agli spettatori la sua ultima fatica di genere horror: The Prodigy – Il Figlio del Male. Un horror che analizza il tema chiave della reincarnazione in un modo tutt’altro che allegro e spensierato, bensì nella maniera più tremenda e oscura che si possa immaginare.

The Prodigy Jackson Robert Scott Taylor Schilling

La pellicola vanta un cast eccelso nel quale, senza dubbio, spiccano Taylor Schilling (The Overnight, Orange is the new black), Jackson Robert Scott (Locke and Key, It) e Colm Feore (Pearl Harbor, Changeling, The Exorcism of Emily Rose).

Sinossi

Miles è un bambino di 8 anni dotato di una rara intelligenza. I suoi genitori Sarah e John lo vedono come un vero e proprio dono, un figlio con incredibili doti destinato a fare grandi cose. Per quanto Miles possa essere allegro, intelligente e amorevole con i suoi genitori, durante la notte accadono cose strane.

Miles parla lingue antiche, gira per casa senza fare il minimo rumore e spia continuamente i genitori. Un comportamento che si alimenta giorno dopo giorno iniziando a far preoccupare la coppia. John è convinto che basterebbe mandarlo in qualche istituto rieducativo, ma sua madre sospetta qualcosa di più tenebroso. Decide quindi di portarlo da uno specialista, il quale scoprirà una tremenda verità sul bambino.

Oltre il solito

The Prodigy Jackson Robert Scott

Per quanto The Prodigy presenti il pacchetto da classico horror (prevalentemente dominato da jump scare), la storia della pellicola di McCarthy porta qualche ventata di aria fresca, che per il genere è sempre un bene vedere. Lo stesso regista ha dichiarato che per la sua ultima fatica cinematografica, data la sua passione per i film dell’orrore, si è ispirato a L’esorcista per quanto riguarda il rapporto genitore-figlio. McCarthy non l’ha poi sparata così grossa: nella pellicola il rapporto tra Miles e Sarah è senza dubbio molto accentuato e di vitale importanza per il susseguirsi degli eventi.

L’opera di Friedkin però è senza dubbio una delle migliori del genere, quindi l’accostamento di McCarthy è sì ben analizzato, ma lontano anni luce da quell’opera che tanti anni fa terrorizzò il mondo intero. Sebbene questo traguardo non sia stato raggiunto in pieno – si sa, emulare certi classici è sempre un’impresa – McCarthy assieme allo sceneggiatore Jeff Buhler (Prossima fermata: l’inferno, Pet Semetary) hanno dato vita a un’opera classica ma fresca, con piccole novità che prese singolarmente possono sembrare poco, ma in realtà danno un tono del tutto nuovo al genere.

Un genere in continua crescita

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The Prodigy conserva, in modo favoloso, il pacchetto tecnico dei suoi predecessori, richiamando giochi di fotografia e suoni di una rara perfezione. Come quasi in ogni horror, l’aspetto tecnico è meticolosamente curato, senza osare, ma rimanendo in una fascia che rasenta la perfezione.

Ruolo fondamentale, come ogni horror che si rispetti, è la scelta della colonna sonora. Di grandi artisti ce ne sono tanti, ma chi meglio di Joseph Bishara, famoso per le saghe di Insidious e The Conjuring, poteva approcciarsi a questo film? Il suo accostamento di suoni e musiche è infatti un elemento chiave del film, che accompagna lo spettatore verso la crescita dei personaggi e delle situazioni in un costante stato di angoscia e pericolo.

In conclusione, The Prodigy si dimostra un classico prodotto horror con ventate d’aria fresca. Un nuovo modo di interpretare il genere pur mantenendo gli stessi standard a cui ci hanno abituati le opere commerciali di oggi. Nulla aggiunge e nulla toglie alle grandi pellicole odierne come Insidious e The Conjuring. Ma, a differenza di altri film del genere, questo non è decisamente di passaggio. The Prodigy dimostra di essere degno e di sedere alla stessa tavola dove i già citati siedono, un’opera di genere convincente, che farà parlare di sé.

The Prodigy sarà in sala dal 28 marzo distribuito da Eagle Pictures.

 

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About

Classe 1992, vive a Fregene, comune di Fiumicino. Si è laureato in Sociologia presso la sede di Scienze della Formazione a Roma Tre. E’ da sempre appassionato di cinema e questa passione lo ha portato qui per poter dire la sua opinione ufficiale sulle pellicole in uscita sul grande schermo. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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