The Salvation: la recensione del western danese

 

Esce in Italia il prossimo 11 giugno, distribuito da “Academy Two”, The Salvation, il nuovo film del regista danese Kristian Levring (“Il Re è vivo”, “Quando verrà la pioggia”). La pellicola, un classico western con tutti i connotati del genere, segue la vicenda di un pistolero scandinavo nell’America del 1870, tra vendette, ritorsioni e sparatorie. Il film, girato interamente in Sudafrica, è uscito in anteprima nelle sale danesi il 22 maggio 2014, vale a dire più di un anno fa.

SINOSSI.

Il protagonista Jon, interpretato da uno degli attori danesi più amati di Hollywood, Mads Mikkelsen (“Pusher – l’inizio”, “Casino Royale”, la serie tv “Hannibal”), è un pistolero dalla vita tranquilla; 205-THE-SALVATION-Mads-Mikkelsen-photo-by-Joe-Alblasvive in America già da qualche anno, conosce perfettamente gli usi e costumi del posto, ha una proprietà fertile ed è rispettato per la sua fama da “uomo dal grilletto veloce” nella sua piccola cittadina. Tutto si complica all’arrivo nel Nuovo Mondo della famiglia di Jon (moglie e figlio) dalla Scandinavia. Da qui in poi, infatti, si apre la spirale di vendette e contro vendette che vede come protagonisti lo stesso Jon e il cattivo di turno Delarue, interpretato da Jeffrey Dean Morgan (“Le paludi della morte”, le serie tv “Supernatural” e “Magic city”), un classico boss spietato che controlla con la forza, la pistola e i ricatti le fortune della cittadina sopracitata. Tra le tele della vicenda entrano in gioco anche la muta ma sempre bellissima Eva Green (“Sin City – una donna per cui uccidere” e “Dark Shadows”) e il sindaco della città, debole e traffichino, Jonhatan Pryce (“Il domani non muore mai” e “I pirati dei Caraibi”). Da notare anche la presenza dell’ex calciatore, ora a tutti gli effetti attore, Eric Cantona, che interpreta uno degli scagnozzi di Delarue. Si può dire, però, che questo personaggio – tolta qualche battuta di nota – è totalmente inutile ai fini della storia.

UN WESTERN NEI RANGHI. 

La proposta di Levring non è di certo campata in aria o fuori luogo; il film realizzato è un ottimo western, la classica pellicola che lo spettatore desidera quando si approccia a questo genere. La trama è lineare, lo svolgimento prevede colpi di scena nella norma, con l’eroe che non solo deve combattere la figura del cattivo ma anche un certo “sfavore del pronostico”, che dona pepe e suspense alla vicenda. Il regista danese ha, inoltre, sicuramente centrato la scelta di attori e ruoli, nonché il ritmo dello svolgimento, che risulta chiaro e equo. Quello che manca, se vogliamo, è quel passo in più che potrebbe donare una linfa diversa al tutto; un colpo di scena differente, un’introspezione più marcata o un semplice elemento che possa spiazzare lo spettatore, che rimane tranquillamente aggrappato al filo della storia. Ma forse tutto ciò non era nelle intenzioni di Levring; magari il regista danese voleva solamente aggiungere il suo nome alla grande storia della tradizione western, senza osare troppo.

 


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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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