Timido risveglio del presidente Napolitano, era meglio se continuava a dormire

Dopo le affermazioni del nostro emerito (e purtroppo) Presidente del Consiglio, secondo cui i magistrati italiani sono dei Talebani (a parte quelli di Roma) si sono registrate alcune reazioni autoritarie da parte di esponenti importanti della politica italiana.

Il Presidente della Camera Fini ci informa che non viviamo in uno stato di polizia (e a lui basta guardarsi intorno in una giornata di lavoro alla Camera, circondato di pregiudicati a piede libero, per accorgersene) e che bisogna rispettare il lavoro della magistratura; è l’ennesimo messaggio razionale e condivisibile fatto però dal fondatore, insieme al depositario delle dichiarazioni contestate, del partito che governa attualmente il paese.

Quel che dice spesso il Presidente della Camera è sempre molto condivisibile, peccato che nella metà dei casi si tratta di dichiarazioni riguardanti tematiche legate all’immigrazione e all’integrazione degli stranieri laddove la legge che regola la loro non-integrazione, porta ancora il suo nome; e l’altra metà riguarda critiche più o meno velate a colui che lo ha, di fatto, messo nel posto che occupa attualmente e che con lui ha dato i natali ad una coalizione politica affollata di gente la cui reputazione è nota ormai a quasi tutti gli italiani (l’ultimo, Di Girolamo, è stato scaricato dal premier perché, ha detto, è stato portato nel popolo delle libertà da quelli di AN!).

Si è registrato però in questo frangente, anche l’intervento del Presidente della Repubblica Napolitano, scongelato per l’occasione.

Il Presidente ha espresso solidarietà ai magistrati e ha scritto una lettera al vice presidente del CSM Mancino per chiedere la fine degli ignobili attacchi, da parte di esponenti politici, agli organi della magistratura.

Ma come, il Presidente del Consiglio attacca pesantemente i giudici, e il presidente della Repubblica indignato scrive una lettera a chi? Ai magistrati!! senza mai nominare, neanche tra le righe, chi è il destinatario delle sue critiche, neanche un timido accenno, niente, zero, così chi non ha chiaro cosa è successo, non sa a chi sono realmente rivolti i rimproveri del presidente Napolitano.

E’ come se, durante una partita di calcio, un giocatore entrasse duro su un avversario che rimane a terra e l’arbitro (quando è sveglio), avvicinandosi, ammonisca il giocatore dolorante intimandogli “basta col gioco duro”…

Subito dopo il Presidente della Repubblica si è voluto complimentare per la vittoria della medaglia d’oro alle olimpiadi di Vancouver nello slalom…con Alberto Tomba…Buona notte.

VINCENZO PACILE’



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