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Tirrenia e Pecorini: 26 anni di debiti

Scritto da Domenico Filippello il 24 - September - 2010 Letto 711 volte

Tirrenia è l’azienda pubblica guidata, da 26 anni, da Franco Pecorini (GENTILUOMO DI SUA SANTITA’ e VICEPRESIDENTE DELLA CONFCOMMERCIO ndr) . Il clamoroso fallimento ha messo in evidenza il lato più sconvolgente della questione: i debiti coperti con i fondi pubblici da parte dello Stato. Questi i numeri della vicenda:

Da 10 anni a questa parte, lo Stato ha finanziato circa 2 MILIARDI DI EURO al fine di coprire i debiti che l’azienda si porta dietro per vari motivi, tra i quali:

- i copiosi salari elargiti ai 2836 dipendenti, per ognuno dei quali la compagnia accumula 73 mila euro di debito (si pensi inoltre che l’azienda ha continuato a pagare gli stipendi di interi equipaggi che si trovavano, almeno fino al fallimento, a bordo di navi ferme e inutilizzate per i costi troppo elevati!);

- i viaggi senza profitto delle navi che collegano al resto della penisola le isole Eolie e di Lipari;

-  l’acquisto delle suddette navi (La Taurus, la Scorpio, la Aries e la Capricorn) dal costo complessivo di 1 MILIARDO, attualmente ferme ad arrugginire in porto a causa del fatto che non reggono il mare grosso e che consumano troppo.

Attualmente la società presenta 646 milioni di debiti: in cassa solo 18 mila euro. La vendita dell’azienda prevede inoltre il versamento, da parte dello Stato, di una somma di 1 MILIARDO.
Tirando le somme, questa azienda, o forse le grandi amicizie politiche di Franco Pecorini che gli hanno permesso di non affondare con le sue navi, almeno fin ad oggi, ci verrà a costare la bellezza di 4 MILIARDI DI EURO!!

L’azienda, o quel che ne rimane, è stata affidata a Giancarlo D’andrea, che la gestirà fino alla vendita, se si troverà qualcuno disposto all’acquisto.

Intanto aspettiamo, rassegnati, di vedere nelle mani di chi finirà questa fiamma che è sembrata viva per anni solo perché alimentata dai nostri soldi.

DOMENICO FILIPPELLO

p.s. : Le “conoscenze” di Pecorini e il ruolo che ricopre nella Confcommercio, sono ampiamente spiegate ne “La Cricca” di Sergio Rizzo.

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