togo - una grande amicizia

Togo – Una grande amicizia, storia di speranza e coraggio per un mondo migliore

Tra Shakespeare ed epidemia, Togo – Una grande amicizia rilegge in chiave Disneyana la Corsa del Siero del 1925

 

Il mondo del cinema non è del tutto nuovo all’epica canina raccontata in Togo – Una grande amicizia (2019) diretto da Ericson Core con protagonisti Willem Dafoe e Julianne Nicholson. Della Grande Corsa del Siero, infatti, se n’era già occupato, in chiave più o meno romanzata, il fortunato film d’animazione Balto (Wells, 1995) – e la storia ci dice che è stato Balto a balzare agli onori della cronaca come l’iconico siberian husky che sventò l’epidemia, ma la verità è un’altra – e porta il nome di Togo.

La pellicola di Core, certamente, l’Originale Disney+ più atteso assieme a The Mandalorian (Favreau, 2019) e il live action di Lilli e il Vagabondo (Bean, 2019), è – come dice il sottotitolo della distribuzione italiana – la storia di una grande amicizia, ma anche di coraggio e speranza. Togo – Una grande amicizia, riesce infatti a dosare eroismo ed emozioni, un’autentica gioia per tutti i cinefili cinofili.

Sinossi

La vera storia mai raccontata del premiato addestratore di cani da slitta Leonhard Seppala (Willem Dafoe) e del suo cane leader Togo. Nell’inverno del 1925 intraprendono un’avventura, coinvolgente ed edificante, attraverso l’insidiosa tundra dell’Alaska, per aiutare a far arrivare il vaccino per la difterite in un piccolo paesino. Il viaggio metterà alla prova la sua forza, il suo coraggio e la sua determinazione.

L’epidemia del 1925 e la Corsa del Siero

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La storia narrata da Togo – Una grande amicizia è trattazione di eventi realmente accaduti. Togo, infatti, era uno dei cani di Leonard Seppala, che partecipò alla Corsa del Siero, percorrendo 91 miglia lungo tutta l’Alaska (in realtà, secondo i piani iniziali, ne avrebbe dovuti fare molti di più, ben 150.) per portare il siero al villaggio di Nome.

L’obiettivo di quest’epica impresa era il debellare una violenta epidemia di difterite che, il 19 gennaio 1925, scoppiò nella sopracitata Nome. La cittadina venne messa in quarantena e furono ordinate, urgentemente, un milione di unità di antitossina.

Per risolvere il problema, vista l’impossibilità della ferrovia di arrivare sino alla cittadina di Nome, si scelsero i cani da slitta. Iniziò così la Corsa del Siero, con cui venne colmata la distanza di mille chilometri tra la cittadina di Nenana e quella di Nome. Tra i partecipanti, per l’appunto, Seppala e il cane leader Togo, di cui l’omonimo film racconta la storia.

 

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Togo come l’ammiraglio, uno sfavorito con il nome di uno sfavorito

Il racconto di Togo – Una grande amicizia, per quanto connotato di sentimenti benevoli tipici delle produzioni Disneyane, è quanto di più “americano” si possa desiderare, e non in senso negativo. La pellicola di Core, infatti, racconta di uno sfavorito – o per meglio dire – di un “underdog“, tematica che nel mondo del cinema ha sempre colpito nel segno, specie nei film a tematica sportiva, che in questo caso risulta essenziale al fine di potenziare la componente eroica del racconto.

Nel caso di Togo – Una grande amicizia, è l’omonimo cane lo sfavorito. Tutto lo script di Core sottolinea la sua condizione di cane “diverso”, indisciplinato ed inadeguato, a cui Seppala dà il nome di un ammiraglio giapponese capace di un’impresa inimmaginabile. Togo, infatti, ha il nome di Tōgō Heihachirō (1848-1934), il cosiddetto Nelson d’Oriente, che il 28 maggio 1905 ottenne una clamorosa vittoria nella Battaglia di Tsushima, con cui l’Ammiraglio distrusse due terzi della flotta imperiale russa nello stretto di Corea.

Tra eroismo e buoni sentimenti

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La bontà dello script di Ericson Core e, in generale, della fattura di Togo – Una grande amicizia, sta anche in un piccolo omaggio all’Enrico V di Shakespeare e al “Noi pochi. Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli” del Atto IV Scena III. Citazione a corollario di un racconto che grazie a un montaggio sapiente, riesce a ben gestire digressioni temporali in grado di garantire dinamismo a una narrazione altrimenti (non più di tanto) prevedibile.

Togo – Una grande amicizia, infatti, incede attraverso una struttura narrativa ciclicamente lineare, la cui crescita graduale dei rispettivi confitti scenici degli archi temporali, permettono di dosare eroismo e buoni sentimenti. Se la linea temporale “principale”, racconta dell’atto eroico del Sepphala di Dafoe e del cane Togo, è con la linea temporale secondaria che scopriamo la cementificazione del rapporto della “coppia” di protagonisti.

Una fotografia suggestiva, e una vicenda amorevolmente eroica, resa grande – specie in chiusura di racconto – da un momento di montaggio alternato particolarmente struggente, rendono Togo – Una grande amicizia, il primo grande successo targato Disney+. Un racconto per tutta la famiglia, specie per quelle popolate da amici a quattro zampe.

 

Togo – Una grande amicizia è disponibile dal 24 marzo 2020 su Disney+.

 

 

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Fonte immagini: imdb.com.


About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: vivere di cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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